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Erik Saglia – Spaced Out
In mostra saranno esposte sette nuove opere in alluminio verniciato e LED che segnano una decisa evoluzione nel percorso dell’artista.
Comunicato stampa
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La Galleria Thomas Brambilla è lieta di presentare la terza mostra personale dell’artista italiano Erik Saglia (1989) intitolata Spaced Out che inaugurerà il 16 maggio 2026.
In mostra saranno esposte sette nuove opere in alluminio verniciato e LED che segnano una decisa evoluzione nel percorso dell’artista. Questi lavori si pongono in diretta continuità con la produzione pittorica precedente, preservando il contenuto formale e l’uso metodico della griglia modernista, già esplorati nella recente serie “Manifesti Satellite”. In questa nuova fase, Saglia non si limita a ribadire il rigore geometrico del passato, ma lo eleva attraverso l'integrazione della luce come materia costruttiva. La griglia, da perimetro organizzativo dell'immagine, si trasforma in un organismo vibrante: i pattern modulari evolvono in dispositivi capaci di irradiare luce e colore, mantenendo un’essenzialità strutturale dove la tecnologia diventa il prolungamento luminoso della forma.
La mostra si ispira al pensiero del filosofo hongkonghese Yuk Hui, il quale, attraverso i concetti di "cosmotecnica" e "tecnodiversità", invita a ripensare la tecnologia come uno strumento libero e poetico, capace di aprire il mondo ad infinite possibilità. Proprio in quest’ottica, il titolo "Spaced Out" evoca una spinta verso l’esterno, uno sconfinamento oltre i limiti della forma e della materia, verso una pluralità di visioni. Rielaborando le teorie di Hui, Saglia trasforma il LED da semplice componente industriale a elemento vitale e dinamico, capace di far “vibrare” la rigidità della griglia modernista e di proporre allo spettatore un orizzonte di infinite possibilità comunicative ispirando e radicandosi nella tradizione artistica novecentesca.
Se da un lato Dan Flavin viene ripreso nella sua capacità di trasformare l’ambiente circostante attraverso l’irradiazione cromatica e l’integrazione della luce all’interno della struttura stratificata dell’opera, dall’altro François Morellet viene evocato attraverso il rigore matematico e analitico, trasformando la griglia in un organismo pulsante e vivo. Tuttavia, il legame più evidente e profondo resta per Saglia il lavoro dell’americano Keith Sonnier che si manifesta in una leggerezza cromatica e formale unica. Il risultato finale del lavoro di Saglia trasforma il LED in un segno grafico dinamico in cui precisione formale ed energia luminosa si fondono in un’esperienza totale esattamente come in Sonnier stesso.
Erik Saglia (Torino, 1989) vive e lavora a Torino. Dopo essersi formato all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove si è diplomato nel 2014, ha sviluppato una pratica artistica fondata su un’approfondita ricerca sui materiali e sulle loro possibilità espressive, unita a una rigorosa artigianalità del gesto. Tutti i suoi lavori sono realizzati interamente a mano: dalla costruzione autonoma del telaio fino alla stratificazione finale delle superfici pittoriche. Nel corso della sua carriera Erik Saglia ha partecipato a numerose mostre collettive, tra cui Too Big or Not Too Big (Thomas Brambilla Gallery, 2013), Sphères (Galleria Continua, Les Moulins, Parigi, 2014), Face to Face (Palazzo Fruscione, 2016), Pittura Italiana Oggi (Triennale, Milano, 2023) e Luci d'Artista (Torino, 2024). Ha inoltre tenuto diverse mostre personali, tra cui SNIFFINGLUE (Thomas Brambilla Gallery, 2014 e 2016), A.E. Abstract Existence (BACO, 2015), Ceiling 1 (Tile Project, 2016), Pregenesi (Spazio Lancia, 2018), Una Tranquilla Apocalisse (Spazio Lampo, 2020) e una terza persona presso la galleria Thomas Brambilla nel 2026.
In mostra saranno esposte sette nuove opere in alluminio verniciato e LED che segnano una decisa evoluzione nel percorso dell’artista. Questi lavori si pongono in diretta continuità con la produzione pittorica precedente, preservando il contenuto formale e l’uso metodico della griglia modernista, già esplorati nella recente serie “Manifesti Satellite”. In questa nuova fase, Saglia non si limita a ribadire il rigore geometrico del passato, ma lo eleva attraverso l'integrazione della luce come materia costruttiva. La griglia, da perimetro organizzativo dell'immagine, si trasforma in un organismo vibrante: i pattern modulari evolvono in dispositivi capaci di irradiare luce e colore, mantenendo un’essenzialità strutturale dove la tecnologia diventa il prolungamento luminoso della forma.
La mostra si ispira al pensiero del filosofo hongkonghese Yuk Hui, il quale, attraverso i concetti di "cosmotecnica" e "tecnodiversità", invita a ripensare la tecnologia come uno strumento libero e poetico, capace di aprire il mondo ad infinite possibilità. Proprio in quest’ottica, il titolo "Spaced Out" evoca una spinta verso l’esterno, uno sconfinamento oltre i limiti della forma e della materia, verso una pluralità di visioni. Rielaborando le teorie di Hui, Saglia trasforma il LED da semplice componente industriale a elemento vitale e dinamico, capace di far “vibrare” la rigidità della griglia modernista e di proporre allo spettatore un orizzonte di infinite possibilità comunicative ispirando e radicandosi nella tradizione artistica novecentesca.
Se da un lato Dan Flavin viene ripreso nella sua capacità di trasformare l’ambiente circostante attraverso l’irradiazione cromatica e l’integrazione della luce all’interno della struttura stratificata dell’opera, dall’altro François Morellet viene evocato attraverso il rigore matematico e analitico, trasformando la griglia in un organismo pulsante e vivo. Tuttavia, il legame più evidente e profondo resta per Saglia il lavoro dell’americano Keith Sonnier che si manifesta in una leggerezza cromatica e formale unica. Il risultato finale del lavoro di Saglia trasforma il LED in un segno grafico dinamico in cui precisione formale ed energia luminosa si fondono in un’esperienza totale esattamente come in Sonnier stesso.
Erik Saglia (Torino, 1989) vive e lavora a Torino. Dopo essersi formato all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove si è diplomato nel 2014, ha sviluppato una pratica artistica fondata su un’approfondita ricerca sui materiali e sulle loro possibilità espressive, unita a una rigorosa artigianalità del gesto. Tutti i suoi lavori sono realizzati interamente a mano: dalla costruzione autonoma del telaio fino alla stratificazione finale delle superfici pittoriche. Nel corso della sua carriera Erik Saglia ha partecipato a numerose mostre collettive, tra cui Too Big or Not Too Big (Thomas Brambilla Gallery, 2013), Sphères (Galleria Continua, Les Moulins, Parigi, 2014), Face to Face (Palazzo Fruscione, 2016), Pittura Italiana Oggi (Triennale, Milano, 2023) e Luci d'Artista (Torino, 2024). Ha inoltre tenuto diverse mostre personali, tra cui SNIFFINGLUE (Thomas Brambilla Gallery, 2014 e 2016), A.E. Abstract Existence (BACO, 2015), Ceiling 1 (Tile Project, 2016), Pregenesi (Spazio Lancia, 2018), Una Tranquilla Apocalisse (Spazio Lampo, 2020) e una terza persona presso la galleria Thomas Brambilla nel 2026.
16
maggio 2026
Erik Saglia – Spaced Out
Dal 16 maggio al 17 luglio 2026
arte contemporanea
Location
THOMAS BRAMBILLA CONTEMPORARY ART
Bergamo, Via Del Casalino, 25, (Bergamo)
Bergamo, Via Del Casalino, 25, (Bergamo)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì ore 14-19
Vernissage
16 Maggio 2026, h 18:00
Sito web
Autore





