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Helidon Xhixha – Oltre le mura
A un anno da Giubileo di Luce, Xhixha presenta Oltre le mura: le sculture in acciaio inox escono dall’Abbazia di San Galgano e dialogano con il paesaggio. La luce diventa elemento centrale, trasformando il progetto in un percorso aperto, dinamico e immersivo tra arte e natura.
Comunicato stampa
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Helidon Xhixha ripensa “Giubileo di Luce”:
nasce “OLTRE LE MURA”
da Aprile a Ottobre 2026
Inaugurazione: venerdì 15 maggio 2026 ore 17:30
A cura di Carlo Pizzichini
DALLO SPAZIO SACRO AL PAESAGGIO
A un anno dalla presentazione di “Giubileo di Luce”, il progetto ideato da Helidon Xhixha per l’Abbazia di San Galgano, l’artista ne propone oggi una rilettura radicale, dando vita a una nuova configurazione espositiva e a un nuovo titolo: “Oltre le mura”.
Se “Giubileo di Luce” nasceva come un intervento profondamente legato allo spazio interno e alla dimensione spirituale dell’abbazia, questa nuova evoluzione ne espande il significato in chiave più aperta e contemporanea. Il passaggio dalla prima alla seconda fase segna infatti un cambiamento sostanziale: da un’esperienza raccolta, misurata sulla verticalità gotica, sul silenzio e sulla memoria architettonica, a una dimensione diffusa che si apre al paesaggio della Valle del Merse.
In un gesto simbolico e fortemente evocativo, le opere – tutte realizzate in acciaio inox lucidato a specchio, materiale distintivo della ricerca artistica di Xhixha – escono dallo spazio architettonico per dialogare direttamente con l’ambiente naturale. Questo spostamento non è soltanto fisico, ma profondamente concettuale: se all’interno dell’abbazia la luce era filtrata e mediata dalle strutture in pietra, all’esterno diventa elemento totale, atmosferico, in continua trasformazione.
Le superfici specchianti delle sculture amplificano questa condizione, trasformando ogni opera in un dispositivo ottico capace di catturare e restituire il paesaggio circostante. Il visitatore non si limita più a osservare la scultura, ma percepisce il paesaggio attraverso di essa, in un’esperienza visiva dinamica in cui luce, cielo, terra e presenza umana si fondono. L’opera diventa così un’interfaccia tra natura e percezione, capace di moltiplicare l’immagine del mondo senza alterarne la struttura.
LUCE, PAESAGGIO E PERCEZIONE
Il progetto evolve quindi da installazione site-specific a intervento diffuso, estendendo il proprio raggio d’azione e instaurando un dialogo diretto con il territorio. In questo senso, il lavoro di Xhixha si avvicina ad alcune esperienze della Land Art, pur distinguendosene: le sue sculture non intervengono sul paesaggio modificandolo, ma lo riflettono e lo amplificano, rendendolo parte integrante dell’opera.
Tra le novità si inserisce “Getto di Luce” (2020), nuova opera monumentale alta 8 metri, che diventa la presenza verticale dominante del percorso, segnando un passaggio anche formale rispetto alla precedente croce “Luce Divina” (7 metri). Se quest’ultima mantiene un forte asse simbolico tra la dimensione spirituale dell’abbazia e l’apertura cosmica del paesaggio, “Getto di Luce”, collocata alle spalle della chiesa, introduce una tensione verticale che richiama idealmente le guglie gotiche: non più pietra che sale verso il cielo, ma luce riflessa che connette terra e infinito.
Il contesto della campagna senese aggiunge un ulteriore livello di lettura. Da secoli, questo paesaggio rappresenta non solo un ambiente naturale, ma una costruzione culturale, un equilibrio tra uomo, natura e storia. Le sculture di Xhixha si inseriscono in una lunga tradizione in modo paradossale e affascinante: la loro superficie metallica, contemporanea e tecnologica, appare inizialmente estranea al paesaggio, ma proprio attraverso il riflesso ne assorbe e restituisce l’identità visiva. Il paesaggio non è più sfondo, ma materia immateriale dell’opera stessa.
In questo dialogo tra rovine medievali, natura e superfici riflettenti, “Oltre le mura” costruisce un’esperienza estetica che è al tempo stesso contemplativa e dinamica. Ogni passo del visitatore modifica ciò che vede, ogni variazione di luce trasforma le opere: la scultura diventa spazio, tempo e percezione in movimento. Il progetto di San Galgano introduce un elemento ulteriore: il confronto con il paesaggio storico, trasformando “Oltre le mura” in un attraversamento non solo dello spazio, ma anche della memoria culturale.
“Oltre le mura” rappresenta così una nuova fase di “Giubileo di Luce”: non più solo un luogo da abitare, ma uno spazio da attraversare, in cui arte, luce e paesaggio si incontrano in un equilibrio in continua evoluzione.
L’ARTISTA
Helidon Xhixha (1970) è tra i principali scultori contemporanei, noto per le sue monumentali opere in acciaio inossidabile che esplorano il rapporto tra luce, materia e ambiente. Formatosi tra Milano e Londra, dalla metà degli anni 2000 le sue installazioni sono state presentate in contesti di rilievo internazionale, tra cui la Biennale di Venezia (2015) con l’opera Iceberg, potente riflessione sul cambiamento climatico, e numerosi progetti pubblici tra Europa, Medio Oriente e Stati Uniti. Tra le opere più iconiche si distingue The Renaissance of the Twin Towers (2007), esposta in diverse capitali culturali come simbolo di memoria e speranza.
Nel 2025 realizza Giubileo di Luce presso l’Abbazia di San Galgano (Siena), dove una monumentale croce in acciaio alta sette metri trasforma lo spazio in un’esperienza immersiva tra arte contemporanea e spiritualità.
Le sue opere, presenti in spazi pubblici e istituzionali in tutto il mondo, ridefiniscono la scultura come esperienza percettiva, in dialogo continuo con il contesto e lo spettatore.
nasce “OLTRE LE MURA”
da Aprile a Ottobre 2026
Inaugurazione: venerdì 15 maggio 2026 ore 17:30
A cura di Carlo Pizzichini
DALLO SPAZIO SACRO AL PAESAGGIO
A un anno dalla presentazione di “Giubileo di Luce”, il progetto ideato da Helidon Xhixha per l’Abbazia di San Galgano, l’artista ne propone oggi una rilettura radicale, dando vita a una nuova configurazione espositiva e a un nuovo titolo: “Oltre le mura”.
Se “Giubileo di Luce” nasceva come un intervento profondamente legato allo spazio interno e alla dimensione spirituale dell’abbazia, questa nuova evoluzione ne espande il significato in chiave più aperta e contemporanea. Il passaggio dalla prima alla seconda fase segna infatti un cambiamento sostanziale: da un’esperienza raccolta, misurata sulla verticalità gotica, sul silenzio e sulla memoria architettonica, a una dimensione diffusa che si apre al paesaggio della Valle del Merse.
In un gesto simbolico e fortemente evocativo, le opere – tutte realizzate in acciaio inox lucidato a specchio, materiale distintivo della ricerca artistica di Xhixha – escono dallo spazio architettonico per dialogare direttamente con l’ambiente naturale. Questo spostamento non è soltanto fisico, ma profondamente concettuale: se all’interno dell’abbazia la luce era filtrata e mediata dalle strutture in pietra, all’esterno diventa elemento totale, atmosferico, in continua trasformazione.
Le superfici specchianti delle sculture amplificano questa condizione, trasformando ogni opera in un dispositivo ottico capace di catturare e restituire il paesaggio circostante. Il visitatore non si limita più a osservare la scultura, ma percepisce il paesaggio attraverso di essa, in un’esperienza visiva dinamica in cui luce, cielo, terra e presenza umana si fondono. L’opera diventa così un’interfaccia tra natura e percezione, capace di moltiplicare l’immagine del mondo senza alterarne la struttura.
LUCE, PAESAGGIO E PERCEZIONE
Il progetto evolve quindi da installazione site-specific a intervento diffuso, estendendo il proprio raggio d’azione e instaurando un dialogo diretto con il territorio. In questo senso, il lavoro di Xhixha si avvicina ad alcune esperienze della Land Art, pur distinguendosene: le sue sculture non intervengono sul paesaggio modificandolo, ma lo riflettono e lo amplificano, rendendolo parte integrante dell’opera.
Tra le novità si inserisce “Getto di Luce” (2020), nuova opera monumentale alta 8 metri, che diventa la presenza verticale dominante del percorso, segnando un passaggio anche formale rispetto alla precedente croce “Luce Divina” (7 metri). Se quest’ultima mantiene un forte asse simbolico tra la dimensione spirituale dell’abbazia e l’apertura cosmica del paesaggio, “Getto di Luce”, collocata alle spalle della chiesa, introduce una tensione verticale che richiama idealmente le guglie gotiche: non più pietra che sale verso il cielo, ma luce riflessa che connette terra e infinito.
Il contesto della campagna senese aggiunge un ulteriore livello di lettura. Da secoli, questo paesaggio rappresenta non solo un ambiente naturale, ma una costruzione culturale, un equilibrio tra uomo, natura e storia. Le sculture di Xhixha si inseriscono in una lunga tradizione in modo paradossale e affascinante: la loro superficie metallica, contemporanea e tecnologica, appare inizialmente estranea al paesaggio, ma proprio attraverso il riflesso ne assorbe e restituisce l’identità visiva. Il paesaggio non è più sfondo, ma materia immateriale dell’opera stessa.
In questo dialogo tra rovine medievali, natura e superfici riflettenti, “Oltre le mura” costruisce un’esperienza estetica che è al tempo stesso contemplativa e dinamica. Ogni passo del visitatore modifica ciò che vede, ogni variazione di luce trasforma le opere: la scultura diventa spazio, tempo e percezione in movimento. Il progetto di San Galgano introduce un elemento ulteriore: il confronto con il paesaggio storico, trasformando “Oltre le mura” in un attraversamento non solo dello spazio, ma anche della memoria culturale.
“Oltre le mura” rappresenta così una nuova fase di “Giubileo di Luce”: non più solo un luogo da abitare, ma uno spazio da attraversare, in cui arte, luce e paesaggio si incontrano in un equilibrio in continua evoluzione.
L’ARTISTA
Helidon Xhixha (1970) è tra i principali scultori contemporanei, noto per le sue monumentali opere in acciaio inossidabile che esplorano il rapporto tra luce, materia e ambiente. Formatosi tra Milano e Londra, dalla metà degli anni 2000 le sue installazioni sono state presentate in contesti di rilievo internazionale, tra cui la Biennale di Venezia (2015) con l’opera Iceberg, potente riflessione sul cambiamento climatico, e numerosi progetti pubblici tra Europa, Medio Oriente e Stati Uniti. Tra le opere più iconiche si distingue The Renaissance of the Twin Towers (2007), esposta in diverse capitali culturali come simbolo di memoria e speranza.
Nel 2025 realizza Giubileo di Luce presso l’Abbazia di San Galgano (Siena), dove una monumentale croce in acciaio alta sette metri trasforma lo spazio in un’esperienza immersiva tra arte contemporanea e spiritualità.
Le sue opere, presenti in spazi pubblici e istituzionali in tutto il mondo, ridefiniscono la scultura come esperienza percettiva, in dialogo continuo con il contesto e lo spettatore.
01
aprile 2026
Helidon Xhixha – Oltre le mura
Dal primo aprile al 31 ottobre 2026
arte contemporanea
Location
ABBAZIA DI SAN GALGANO
Chiusdino, (Siena)
Chiusdino, (Siena)
Biglietti
Il biglietto è unico e consente l’accesso sia all’Abbazia di San Galgano sia al Museo di San Galgano a Chiusdino.
Acquisto direttamente presso le biglietterie dei due siti.
Orario di apertura
Maggio – Giugno: 9:00 – 19:00
Luglio – Agosto: 9:00 – 20:00
Settembre – Ottobre: 9:00 – 19:00
Sito web
Ufficio stampa
Morino Studio
Autore
Curatore








