Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Guglielmo Maggini – Nel tuo affondare, la mia forma
Mostra personale di Guglielmo Maggini, a cura di Giuseppe Armogida, da z2o Sara Zanin a Roma: un corpus inedito di lavori in ceramica, resina e vetro (2025-2026), che esplorano eredità, trasformazione della materia e dialogo con la tradizione ceramica contemporanea.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Il 12 maggio 2026, negli spazi di via Alessandro Volta 34 a Roma, z2o Sara Zanin inaugura Nel tuo affondare, la mia forma, seconda mostra personale di Guglielmo Maggini, a cura di Giuseppe Armogida.
Per la prima volta Maggini si confronta con l’architettura del nuovo spazio della galleria, costruendo un progetto unitario che accoglie un corpus inedito di lavori realizzati tra il 2025 e il 2026. Qui la materia si fa luogo di transito: ceramica e resina si intrecciano, mentre emergono nuove traiettorie di ricerca attraverso l’introduzione del vetro, già presente come tensione latente nella liquidità delle sue forme.
Al centro del progetto – che si articola come un’immersione, nell’urgenza di un contatto – si collocano i temi dell’eredità e del naufragio, intesi non come condizioni opposte ma come movimenti intrecciati. L’artista lavora sulla ceramica come su una materia da attraversare fisicamente e simbolicamente, dando forma a un gesto che ha la misura dell’abbraccio: un abbraccio rivolto alla storia dell’arte e, in particolare, alla tradizione ceramica del Novecento – da Lucio Fontana in avanti –, ma anche un gesto intimo, in cui memoria storica e memoria personale si fondono senza gerarchie.
Ne deriva una rilettura libera e stratificata, in cui il passato non è mai citato, ma continuamente trasformato e rimesso in circolazione. In questo senso, la mostra segna un momento di consapevolezza e maturità nel percorso di Maggini: il medium ceramico viene interrogato nelle sue possibilità tecniche e linguistiche, attraverso l’introduzione della maiolica, una pratica pittorica che passa attraverso la materia, l’uso del lustro d’oro a terzo fuoco, e una crescente attenzione alla dimensione installativa.
La scultura si apre così allo spazio architettonico, diventando ambiente, ritmo, relazione. Non si tratta di trattenere ciò che affonda, ma di attraversarlo: dare forma a ciò che resta, e da lì, forse, ricominciare.
BIO:
Guglielmo Maggini (n. 1992) vive e lavora a Roma.
La sua pratica si colloca all’intersezione tra installazione e scultura. La ricerca di Maggini cattura il passaggio da un mondo a un altro: un mondo di colore, talvolta esuberante; un mondo di epifanie; di forme che non contengono più qualcosa, ma diventano invece portatrici di ciò che è stato dimenticato. Materiali plastici naturali come l’argilla, insieme a quelli sintetici come gomma, resine e, più in generale, il mondo dei polimeri plastici, si fondono in una sensibile esplorazione del rapporto tra vita e morte, in un percorso tra memoria storica e personale. Lo spazio è concepito come un volume plastico, immaginario, ma soprattutto psicosomatico. Le relazioni tra spettatore, opera e architettura diventano il fulcro del processo artistico di Maggini: da un lato, lo spazio fisico modella inevitabilmente la percezione sensoriale del visitatore; dall’altro, l’intervento artistico produce trasformazioni profonde e decisive nella percezione oggettiva del mondo esterno. Dopo essersi laureato in Architettura, si è trasferito a Londra, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Arti Visive presso la University of the Arts London – Camberwell College of Arts.
Tra le sue mostre più recenti: Nel tuo affondare, la mia forma, a cura di Giuseppe Armogida, z2o Sara Zanin, Roma (upcoming, 2026); Where do we end?, group show, a cura di Ludovica Cancellieri, Lorenzo Ilari e Boyana Raycheva, Bobbina Cultural Space, Sofia, Bulgaria (2026); The Talent Prize, group show, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2025); Selected artist “Martinsons Award” Latvia ceramics biennale, Rothko Museum, Daugavpils (2025); When in Rome, a cura di Adriana Polveroni, Adiacenze, Bologna (2025); When in Rome, a cura di Adriana Polveroni, Albumarte, Roma (2024); Stairing, installazione permanente site-specific per il Museo Internazionale delle Ceramiche, MIC, Faenza (2024); Contrappunti, group Show, z2o Sara Zanin, Roma (2024); Imagina, XXVII edizione della Biennale d’arte contemporanea di Gubbio, a cura di Spazio Taverna, Gubbio (2023); 62° Biennale della Ceramica Contemporanea, Museo Internazionale delle Ceramiche, Faenza (2023); Intermezzo (adagio ma con brio), Festival dei Due Mondi 66, Official Meeting Point, Spoleto (2023); Come il vento nelle case, z2o Project, Roma (2023); Arte Circolare, group show a cura di Spazio Taverna, MAXXI, Roma (2023); The Big Burnout for HYPERMAREMMA 2022, Porta Medina, Orbetello (2022); MATERIA NOVA: nuove generazioni a confronto, group show a cura di Massimo Mininni, Galleria d’Arte Moderna, Roma (2021).
Nel corso della sua carriera, l'artista ha ricevuto i seguenti premi: The Talent Prize (2025); Menzione d'Onore e Premio di Residenza, Martinsons Award, Biennale della Ceramica della Lettonia (2025); Finalista 62° Premio Faenza (2023); Finalista 14° Combat Prize (2023); Finalista premio Exibart (2021).
Le sue opere rientrano nelle collezioni: Rothko Museum, Daugavpils, LV; Museo Internazionale delle Ceramiche, Faenza, IT.
Per la prima volta Maggini si confronta con l’architettura del nuovo spazio della galleria, costruendo un progetto unitario che accoglie un corpus inedito di lavori realizzati tra il 2025 e il 2026. Qui la materia si fa luogo di transito: ceramica e resina si intrecciano, mentre emergono nuove traiettorie di ricerca attraverso l’introduzione del vetro, già presente come tensione latente nella liquidità delle sue forme.
Al centro del progetto – che si articola come un’immersione, nell’urgenza di un contatto – si collocano i temi dell’eredità e del naufragio, intesi non come condizioni opposte ma come movimenti intrecciati. L’artista lavora sulla ceramica come su una materia da attraversare fisicamente e simbolicamente, dando forma a un gesto che ha la misura dell’abbraccio: un abbraccio rivolto alla storia dell’arte e, in particolare, alla tradizione ceramica del Novecento – da Lucio Fontana in avanti –, ma anche un gesto intimo, in cui memoria storica e memoria personale si fondono senza gerarchie.
Ne deriva una rilettura libera e stratificata, in cui il passato non è mai citato, ma continuamente trasformato e rimesso in circolazione. In questo senso, la mostra segna un momento di consapevolezza e maturità nel percorso di Maggini: il medium ceramico viene interrogato nelle sue possibilità tecniche e linguistiche, attraverso l’introduzione della maiolica, una pratica pittorica che passa attraverso la materia, l’uso del lustro d’oro a terzo fuoco, e una crescente attenzione alla dimensione installativa.
La scultura si apre così allo spazio architettonico, diventando ambiente, ritmo, relazione. Non si tratta di trattenere ciò che affonda, ma di attraversarlo: dare forma a ciò che resta, e da lì, forse, ricominciare.
BIO:
Guglielmo Maggini (n. 1992) vive e lavora a Roma.
La sua pratica si colloca all’intersezione tra installazione e scultura. La ricerca di Maggini cattura il passaggio da un mondo a un altro: un mondo di colore, talvolta esuberante; un mondo di epifanie; di forme che non contengono più qualcosa, ma diventano invece portatrici di ciò che è stato dimenticato. Materiali plastici naturali come l’argilla, insieme a quelli sintetici come gomma, resine e, più in generale, il mondo dei polimeri plastici, si fondono in una sensibile esplorazione del rapporto tra vita e morte, in un percorso tra memoria storica e personale. Lo spazio è concepito come un volume plastico, immaginario, ma soprattutto psicosomatico. Le relazioni tra spettatore, opera e architettura diventano il fulcro del processo artistico di Maggini: da un lato, lo spazio fisico modella inevitabilmente la percezione sensoriale del visitatore; dall’altro, l’intervento artistico produce trasformazioni profonde e decisive nella percezione oggettiva del mondo esterno. Dopo essersi laureato in Architettura, si è trasferito a Londra, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Arti Visive presso la University of the Arts London – Camberwell College of Arts.
Tra le sue mostre più recenti: Nel tuo affondare, la mia forma, a cura di Giuseppe Armogida, z2o Sara Zanin, Roma (upcoming, 2026); Where do we end?, group show, a cura di Ludovica Cancellieri, Lorenzo Ilari e Boyana Raycheva, Bobbina Cultural Space, Sofia, Bulgaria (2026); The Talent Prize, group show, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2025); Selected artist “Martinsons Award” Latvia ceramics biennale, Rothko Museum, Daugavpils (2025); When in Rome, a cura di Adriana Polveroni, Adiacenze, Bologna (2025); When in Rome, a cura di Adriana Polveroni, Albumarte, Roma (2024); Stairing, installazione permanente site-specific per il Museo Internazionale delle Ceramiche, MIC, Faenza (2024); Contrappunti, group Show, z2o Sara Zanin, Roma (2024); Imagina, XXVII edizione della Biennale d’arte contemporanea di Gubbio, a cura di Spazio Taverna, Gubbio (2023); 62° Biennale della Ceramica Contemporanea, Museo Internazionale delle Ceramiche, Faenza (2023); Intermezzo (adagio ma con brio), Festival dei Due Mondi 66, Official Meeting Point, Spoleto (2023); Come il vento nelle case, z2o Project, Roma (2023); Arte Circolare, group show a cura di Spazio Taverna, MAXXI, Roma (2023); The Big Burnout for HYPERMAREMMA 2022, Porta Medina, Orbetello (2022); MATERIA NOVA: nuove generazioni a confronto, group show a cura di Massimo Mininni, Galleria d’Arte Moderna, Roma (2021).
Nel corso della sua carriera, l'artista ha ricevuto i seguenti premi: The Talent Prize (2025); Menzione d'Onore e Premio di Residenza, Martinsons Award, Biennale della Ceramica della Lettonia (2025); Finalista 62° Premio Faenza (2023); Finalista 14° Combat Prize (2023); Finalista premio Exibart (2021).
Le sue opere rientrano nelle collezioni: Rothko Museum, Daugavpils, LV; Museo Internazionale delle Ceramiche, Faenza, IT.
12
maggio 2026
Guglielmo Maggini – Nel tuo affondare, la mia forma
Dal 12 maggio al 10 luglio 2026
arte contemporanea
Location
z2o Sara Zanin
Roma, Via Alessandro Volta, 34, (RM)
Roma, Via Alessandro Volta, 34, (RM)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 12-19
Vernissage
12 Maggio 2026, 18-21
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico




