30 aprile 2026

Forza e fragilità in scena: il doppio debutto coreografico di Adriano Bolognino

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Il doppio debutto di Adriano Bolognino al Festival Danza in Rete di Vicenza: un raffinato dialogo tra forza e fragilità nel linguaggio della danza contemporanea

Nella neve, coreografia Adriano Bolognino, Ph Nicola Stasi

Cambia il costume e l’atmosfera. E gli interpreti. Creata per due danzatrici, Come neve, pièce coreografica di Adriano Bolognino del 2022, muta genere e significato. Lì l’immagine della neve nasceva dall’osservazione di quando si è piccoli stando alla finestra, dal ricordo e dal senso di benessere e protezione che ne scaturiva. Nella nuova versione maschile che muta il titolo in Nella neve (anteprima nazionale al Festival Danza in Rete di Vicenza), si è dentro una bufera, che diventa metafora di crescita e passaggio al tempo adulto, all’azione.

L’avvio è dentro una coltre di nebbia, un paesaggio nordico, instabile e pulsante, dove giungono, e si rivelano l’un l’altro, due corpi a torso nudo, lunghe gonne a campana (di meravigliosa fattura artigianale), e, in testa, bianche cuffie simili a elmi. Sorpresi e disorientati da una tempesta, astrattamente evocata, essi vagano, scivolano leggeri in lungo e in largo attraversando velocemente lo spazio scenico, come sospesi da terra (le lunghe gonne nascondono i piedi). Instabili nel loro smarrimento, si incontrano frontalmente, poi di schiena; alternano distanza e vicinanza con movimenti spezzati, rapidi, mani battenti, teste roteanti, contrazioni nelle spalle, nel busto, respiri ritmati.

Adriano Bolognino coreografie
Nella neve, coreografia Adriano Bolognino, Ph Nicola Stasi

Come duellanti fendono gesti in aria e l’uno contro l’altro, alzano gli arti come corna di alci, hanno posture speculari e contrari, movimenti singoli e all’unisono. Nell’articolazione delle braccia fortemente drammatica agitate freneticamente come oscillazioni di pendolo; nella quiete improvvisa che li coglie prima della tempesta; nella sensazione di allerta, di sospensione, di malinconia che si respira (il suggestivo paesaggio sonoro che determina il climax è di Giuseppe Villarosa), c’è un senso di trasformazione in atto nel loro relazionarsi.

C’è un’umanissima genesi di anime fragili (in una breve sequenza scompaiono e ricompaiono strisciando seminudi a terra, poi rialzarsi, andarsene e ricomparire di nuovo nel loro costume), scoprendosi infine forti nel sostenersi vicendevolmente. E sono d’intensa bravura i giovanissimi Giovanni Karol Borriello e Lorenzo Molinaro (danzatori provenienti dalle fila di Agora Coaching Project, progetto di perfezionamento curato da Michele Merola e Enrico Morelli di MM Contemporary Dance Company), dalla fisicità fluida ed energica.

Adriano Bolognino coreografie
Organi, coreografia Adriano Bolognino, Ph Nicola Stasi

Un’altra dimensione di fragilità e forza permea la coreografia Organi (in prima nazionale) affidata a due danzatrici, le vigorose e sensibili Cristina Roggerini e Laura Dell’Agnese. Secondo capitolo del progetto coreografico di Adriano Bolognino Last movement of hope (progetto premiato al Modafe Korea 2025), Organi riflette una serie di micro danze autonome o collegate tra loro, come un libro di storie e di ricordi intimi che si sfoglia con pudore.

Sulla musica di Peter Gregson – rielaborata dalle tracce sonore di Giuseppe Villarosa -, due donne si incontrano e intrecciano il loro vissuto personale, ciascuna portatrice di sfaccettature emotive dispiegate in un flusso di movimenti compulsivi, di volteggi, di posture contratte e placate, che generano un nuovo rapporto. Nella loro continua tensione, brilla una ricchezza di dettagli gestuali – tipici di Bolognino -. Sono pose e scatti di mani e braccia ritmate, piccoli salti, brevi corse, attimi di sosta guardando verso un orizzonte sconosciuto, che raccontano sogni e ricordi, resistenze e debolezze, lotte e compassione.

Adriano Bolognino coreografie
Organi, coreografia Adriano Bolognino, Ph Nicola Stasi

A simboleggiare il trascorre del tempo – e della vita – campeggia in alto, sospeso, un oggetto a forma di nuvola – forse un organo vitale, naturale, o semplicemente di fantasia – che incombe, guida, muta lentamente colore e intensità, s’infiamma, trascolorando sui corpi delle due figure. E sono di una commovente, poetica immagine plastica quelle pose in cui ciascuna accosta la testa sulla spalla dell’altra camminando su e giù, roteando, quindi piegandosi carponi, sostenersi, scivolare, e infine, nel silenzio, tracciare con determinazione dei segni a terra mentre la luce si affievolisce colorandosi come un tramonto, e il buio lentamente le avvolge.

Organi, coreografia Adriano Bolognino, Ph Nicola Stasi

Adriano Bolognino è dallo scorso anno artista associato al Teatro Comunale di Vicenza per il triennio 2025/2027.

Organi – Last movement of hope – II capitolo, è una produzione Körper – Centro Nazionale di Produzione della Danza, con il sostegno di Centro Coreográfico Canal (Madrid) e Teatro Comunale Città di Vicenza, Orsolina 28 Art Foundation. Nella neve, produzione Körper Centro Nazionale di Produzione della Danza, con il sostegno di ArtFest.

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