30 aprile 2026

Banksy torna a colpire con una nuova scultura nel cuore di Londra

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Una nuova opera di Banksy compare a Londra: dopo l'inchiesta di Reuters sulla sua identità, lo street artist torna a colpire con un intervento scultoreo sul potere e sull’identità

Chi temeva che la vicenda di Banksy potesse esaurirsi dopo l’inchiesta di Reuters che ne voleva svelare l’identità, può ridimensionare l’allarme: lo street artist più noto al mondo — oggi forse un po’ meno anonimo di un tempo — torna a intervenire nello spazio pubblico e lo fa con un gesto di grande impatto, installando una scultura proprio nel cuore della City of Westminster, a Londra. L’artista ne ha confermato la paternità pubblicando un video sul proprio account Instagram, secondo una modalità ormai consolidata.

La statua è collocata su un pilastro, come un monumento celebrativo, e rappresenta un uomo in abito formale che, proteso in avanti, porta fieramente una bandiera che però, un po’ goffamente, finisce per coprirgli il volto. Un gesto che richiama temi ricorrenti nella ricerca di Banksy: il rapporto tra potere e cecità, tra identità nazionale e costruzione ideologica. Il corpo, rigido e proteso, suggerisce un movimento che potrebbe trasformarsi in caduta. L’equilibrio è precario, come spesso accade nelle sue immagini.

Se le ricostruzioni giornalistiche avevano riaperto il dibattito sull’identità dell’artista, alimentando l’ipotesi di una possibile fine del suo anonimato, il nuovo intervento assume anche il valore di una risposta indiretta: la pratica continua e anzi si sposta su un piano ancora più visibile, smaccatamente scultoreo.

La scelta del luogo non è secondaria. Waterloo Place è uno spazio fortemente codificato, segnato da monumenti ufficiali e figure storiche, tra cui statue di sovrani e memoriali militari. Inserire qui una figura contemporanea anonima, instabile, quasi sul punto di cadere, introduce una frizione evidente con la retorica celebrativa del contesto. Il riferimento implicito potrebbe essere anche quello del Fourth Plinth di Trafalgar Square, tradizionalmente destinato a interventi artistici temporanei: anche in questo caso, il piedistallo diventa spazio di negoziazione simbolica.

Negli ultimi anni, l’artista ha concentrato gran parte dei suoi interventi proprio a Londra, alternando apparizioni improvvise e conferme differite, dai murales dedicati a scene di protesta fino alla super serie di animali scappati dallo zoo nello spazio urbano nel 2024.

Anche questa nuova scultura segue la stessa logica: installata senza preavviso, riconosciuta solo in un secondo momento, destinata probabilmente a una permanenza incerta. Come molte opere di Banksy, potrebbe essere rimossa, spostata o inglobata in altri circuiti. Resta però, almeno per ora, come un segnale chiaro: al di là delle speculazioni sull’identità, la modalità artistica continua a funzionare.

 

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