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Zoomorphic
Gli artisti indagano ed esplorano il mondo animale in tutte le sue forme, ma non solo: il legame tra esseri umani e animali, tra istinto, simbolo e immaginazione.
Comunicato stampa
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Manuel Zoia Gallery è lieta di invitarvi giovedì 7 maggio per l’inaugurazione della nuova mostra collettiva “ZOOMORPHIC”, con opere di oltre 20 Artisti contemporanei. L’esposizione mette in dialogo pratiche e visioni artistiche differenti, tra pittura, scultura e installazione. Gli artisti indagano ed esplorano il mondo animale in tutte le sue forme, ma non solo: il legame tra esseri umani e animali, tra istinto, simbolo e immaginazione. Ne emerge una pluralità di sguardi e un percorso corale che riflette la molteplicità del rapporto animale – uomo, nella sua espressione più intima e universale.
Maurizio Bongiovanni (Tettnang, 1979) vive a Roma. Ha esposto i suoi lavori presso The Guildhall Art Gallery (Londra); Eve Leibe Gallery (Londra); The Century Club (Londra); Studio d’arte Cannaviello (Milano); Federico Lugar Gallery per Window Project (Milano) e Galleria Richter (Roma). Ha partecipato a diverse residenze internazionali quali: Vermont Studio Center in America, La Napoule Art Foundation in Francia, IARB Residency in Cina e la SIM in Islanda. Nel 2013 e 2014 ha partecipato alla Fondazione Spinola Banna per l’arte, con gli artisti Doug Ashford, Liliana Moro e Mario Airò. Nel 2014 ha frequentato Internationale Sommerakademie di Salisburgo con l’artista Felix Gmelin. Nel 2012 vince il premio GAI - Giovani Artisti Italiani e partecipa alla Fondazione Valparaiso in Spagna. Le sue opere sono state riportate in pubblicazioni come Nature Morte di Thames & Hudson, L’Uomo Vogue, Artribune e Queen&Country Magazine
Anna Botticini (Brescia, 1993) è un'artista visiva le cui opere esplorano tematiche legate alle relazioni complesse e bizzarre che gli esseri umani intrattengono con se stessi, con gli altri, con il mondo e i suoi avvenimenti, creando situazioni incomprensibili, violente e inquietanti. Nel 2017 ha conseguito il Diploma Accademico di Primo Livello in Incisione e Arte Grafica presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2019 ha poi approfondito le tecniche pittoriche e ha conseguito il Diploma Accademico di Secondo Livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 2015, anno in cui la società American Appraisal le ha assegnato il primo posto al Premio Giovani Talenti, ha iniziato il suo percorso espositivo, collaborando con musei e gallerie sia in Italia che all’estero (ad esempio in Cina e a Dubai). Le opere di Botticini sono realizzate con materia grezza, valorizzata da gesti istintivi e coraggio estetico. Le tele, macchiate e spesso lasciate senza cornice per lasciarle respirare, sono crude e vive.
Angelo Brugnera nasce nel 1966 a Sacile (PN) dove tutt’ora vive e lavora. Conosce la pietra lavorando tra il 1984 e il 1986 nel laboratorio del padre marmista. Nel 1994 comincia a frequentare l’ambiente artistico pordenonese e, dopo una brevissima parentesi in cui utilizza la terracotta, inizia a dare vita alla sua espressione artistica con la sua materia preferita, la pietra, partecipando alla realizzazione tra il 1995/96 di opere monumentali tuttora presenti nel territorio friulano. Da quel periodo prende il via anche una fitta attività espositiva e di partecipazione a simposi di scultura che lo porterà in Italia e all’estero. Negli ultimi dieci anni affianca alla sua ricerca la realizzazione d’importanti commissioni di arte sacra. Attualmente collabora con la Galleria Zamagni di Rimini.
Savina Capecci vive e lavora a Pordenone. Ottiene nel 2017 il Diploma di Laurea di II livello in Arti Visive, indirizzo Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha esposto in Italia e all’estero, anche come artista finalista di premi artistici (Premio Videoinsight Foundation Torino, Premio Mestre di Pittura, Enegan Art, Premio Catel Roma, Premio Arte Mondadori Palazzo Reale, Premio Dario Mulitsch, Alina Art Foundation, Fresh Legs Berlin). Sue opere sono incluse in importanti collezioni private italiane e USA. Tra le mostre Personali: (2024) - Fuoco Rosa- Galleria ZUGanglicheKUNST, Portschach am Worthersee -Scenario- Home show Pallavicini/ Dettori, Pavia. - Palcoscenico Privato, Casa del Musichiere, Treviso. (2023) - Dancing with Uncertainties, Palazzo Ragazzoni, Sacile, cura di F.Dell’Agnese. (2020) - Il Giardino delle Alchimiste, Museo Civico di Storia Naturale S. Zenari, Pordenone, cura di F.Dell’Agnese. Tra le mostre collettive recenti: (2026) - Spectalia, galleria Pen and Brush, New York City. (2024) - Il Sospetto, Museo Irpino, Avellino, cura di Rebecca Russo, (2023) - APS Mdina Contemporary Art Biennale, Cathedral Museum, Malta – (2023) Hater, Fondazione Videoinsight, Torino. Nei lavori di Savina Capecci i colori danno forma a esitazioni, paure e incertezze, sospese in una dimensione sottile che malinconicamente racconta il nostro tempo: riuscendo con un linguaggio fortemente espressivo a calarsi nella nostra contemporaneità per metterne a nudo fragilità e debolezze, ma sempre con una leggera ironia.
Tiziana Cera Rosco artista e poetessa italiana (1973). Cresciuta tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e le Sacre Scritture, è arrivata all'immagine attraverso la parola poetica e ha iniziato a lavorare con il proprio corpo usando la fotografia -il selfportrait - intesa come gesto di un atto performativo. Le sue performance, nate nella terra in cui è cresciuta, sono in stretta relazione con il luogo in cui avvengono e si svolgono in posti sacri, che siano boschi, foreste, chiese consacrate e sconsacrate, monasteri. La sua attività scultorea prende vita da quella performativa, in un innesto di figure umane, vegetali e animali. L'ultima esperienza è quella all'Orto Botanico di Palermo, una residenza artistica pionieristica e unica al mondo in cui l'artista, per un anno, ha vissuto all'interno del Giardino Botanico abitando domesticamente l'Orto, come paradigma del risiedere e lavorare nel rapporto tra uomo e natura. Ospite di numerosi convegni di filosofia, psicanalisi e poesia, di festival nazionali ed internazionali, ha esposto, performato e tenuto reading sia in Italia che all’estero.
Colosimo e Bruni si incontrano nel 2018 e iniziano subito un sodalizio sentimentale ed artistico. La prima opera che creano insieme ha per titolo “Thánatos” che è quasi una dichiarazione di intenti: la lapide di una lampada presentata alla galleria GSF di Torino. Nel 2019 presso la galleria Riccardo Costantini Contemporary, Gianni Colosimo in collaborazione con Luisa Bruni, firma la grande installazione “Ammutinamento” a cui seguirà l’omonima performance il giorno dell’inaugurazione della fiera d’arte Artissima all’Oval di Torino. Il duo si ripresenta poi nel settembre 2023, firmando una coinvolgente installazione dal titolo “Don yuan: c’e’ del latte e del miele sotto la tua lingua” nella nuova sede in via Goito 8 della galleria Riccardo Costantini Contemporary ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. Nello stesso anno, a dicembre, presentano la performance “Chrisanthemum” al prestigioso festival Corpi Sul Palco diretto da Andrea Contin a Milano. Nel 2024 l’installazione “Don Yuan” rivive a Palazzo Gromo Losa della CRT di Biella su invito dell’artista Gigi Piana e a Parigi ospite della Modern Art Fair in collaborazione con la galleria Baudoin Lebon. Nel 2025 realizzano la performance “Il sibillino atollo dell’amore indulgente” che si conclude con l’affissione della lapide commemorativa nel rinomato locale torinese “Pastis”.
Andrea Cusumano (Palermo, 1973) è un artista, performer e regista italo-britannico. Dal 2014 al 2019 è stato Assessore alla Cultura di Palermo ed in questa carica ha anche promosso e gestito Manifesta 12 – Il Giardino Planetario e Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. La sua produzione si articola attraverso diversi media e un fecondo sconfinamento tra le discipline artistiche. Elementi che si completano a vicenda formando un’opera d’arte complessa e coerente, in linea di continuità con la tradizione del Gesamtkunstwerk. Allievo e collaboratore di Hermann Nitsch, direttore musicale dell’Orgien Mysterien Theater sin dal 1998, Cusumano, nel corso di un processo sperimentale durato oltre trent’anni, ha sviluppato una ricerca incentrata sulla drammaturgia dello spazio, producendo un personale e originalissimo corpus d’opere che costituisce una lettura contemporanea del concetto di Arte Totale in chiave post-umanista.
Jacopo Dimastrogiovanni (Livorno, 1981), attualmente vive e lavora a Trento. Attraverso la sua pittura intende svolgere una ricerca sull'uomo, al fine di indagare le cause e gli effetti del disagio che caratterizza e tormenta la natura umana. È profondamente influenzato dai dipinti antichi, in particolare quelli barocchi, che studia e colleziona. Quando realizza un’opera parte da un'immagine figurativa, che poi gradualmente deforma e distrugge. Allo stesso tempo, il suo desiderio di approfondire i soggetti lo spinge a maltrattare fisicamente la superficie pittorica, graffiando la tela con pennelli o raschietti. Ripristina poi parzialmente i tratti e le forme, applicando per lo più sottili strati di carta e colore. In questo modo ricompone la fisionomia, certamente deformata ma anche autentica: questa è infatti quella che considera l'essenza più intima e sincera dell'Uomo. Ha collaborato con gallerie in Italia e all’estero, tra le quali Mondoromulo Arte Contemporanea (Castelvenere - Benevento), Zaion Gallery (Biella), D.Gallery e CRAG (Torino), Isolo17 (Verona), Pugliese Arte (Firenze), Il Castello (Trento), Anywhere Gallery (Napoli), Molesworth Gallery (Dublino). Dopo l’esperienza alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Italia, Torino), nel 2013 è stato invitato ad esporre al Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, nell’ambito della mostra “In risonanza. Istantanee di creatività nel cervello”. L’artista sarà inoltre protagonista di “Festina lente”, uno speciale progetto espositivo che aprirà al pubblico il 5 dicembre 2026, presso il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese.
Annalisa Filippi (Trento, 1976). Allieva di Riccardo Guarneri ed Ennio Finzi nel 2001 si laurea con lode in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2000 frequenta l’Accademia Internazionale d’Arte di Salisburgo con Giulio Paolini e la residenza d’artista Lanesateliers in Künstlerhaus a Salisburgo. Nel 2013 consegue la laurea triennale in canto Lirico presso il Conservatorio Bonporti di Trento con il maestro Mattia Nicolini. La sua attività artistica inizia nel 1995. Filippi si esprime attraverso una pittura astratta, informale, oggettiva: la sua ricerca indaga il corpo umano che nel tempo si è sempre più astratto fino quasi a scomparire lasciando il passo a movimenti fluidi di colore e masse di campiture che delineano presenze/assenze. Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero, è stata selezionata e premiata in diversi concorsi: Premio Internazionale d’Arte Contemporanea LYNX, solo exhibition a cura di Enea Chersicola e Riccardo Tripodi, vince solo exhibition come Artista dell’anno Comune Pergine Valsugana TN, espone al MART (Museo Arte Contemporanea di Trento e Rovereto) nell’ambito del progetto IN RESONANCE a cura di Francesca Bacci. Vive e lavora a Trento.
Tommaso Frattini è un artista contemporaneo italiano, attivo principalmente nel contesto urbano e basato a Milano. Frattini esplora la pittura e l'arte urbana utilizzando aerografo, bombolette spray e gessetti. Ha esposto in contesti come la iKonica Art Gallery e ha partecipato a mostre collettive come "Centoventiquattro giorni di cammino" nel 2026.
Giuseppe Gallace (Soverato 1993), vive e lavora a Torino. La sua ricerca si muove nell’ambito di una pittura evocativa e ambigua, che interroga lo spazio della visione e della memoria attraverso un linguaggio sensibile e stratificato. La pratica pittorica si configura per l’artista come un tentativo continuo: non nel senso di una ricerca orientata a un esito definitivo, ma come condizione intrinseca del fare pittura, come movimento costante verso qualcosa che avverte come esistente e presente, ma che rimane indefinito e irrisolvibile. Nel continuo germogliare di sottili mutazioni — come le presenze organiche e vegetali che attraversano le opere — la pittura trova il proprio senso, tra la costante costruzione e decostruzione dell’immagine e della figura. L’immagine si sviluppa come evento sospeso, attraversato da una forte tensione visiva, senza mai sfociare in una narrazione lineare. Riferimenti al paesaggio, alla figura, all’oggetto e al dettaglio architettonico appaiono e si dissolvono, dando luogo a una pittura fatta di presenze e assenze, di visibile e di trattenuto, in cui si attivano continue tensioni tra superficie e profondità, tattilità e trasparenza. La materia pittorica diventa così parte integrante del senso stesso dell’opera: sedimentazione, filtro, ostacolo e, al tempo stesso, rivelazione. Attivo attraverso diverse esposizioni tra l’Italia e l’estero, alcune opere fanno parte di diverse collezioni pubbliche e private.
Francesco Maluta (Lovere, 1983) vive e lavora a Milano. Dopo la laurea conseguita all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha esposto il suo lavoro in mostre presso Galleria Clima, Milano; Galleria Umberto Benappi, Torino; Galleria Renata Fabbri, Milano; Galleria Lunetta11, Mombarcaro; Museo Civico, Bassano del Grappa; Museo Santa Maria della Scala, Siena; Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno; Collezione Zoologica, Comerio; Dimora Artica, Milano; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Ha partecipato a residenze e workshop tra cui NAHR, a cura di Ilaria Mazzoleni e Gabi Scardi, Val Taleggio; Grand Tour en Italie, a cura di Michela Eremita, San Gimignano; VIR Viafarini, a cura di Giulio Verago, Milano. Il bestiario favolistico di Francesco Maluta ci catapulta con ironia nella tragedia dell’infanzia, tra l’epica maestosità di feroci belve indomabili e la rassicurante e un po’ goffa domesticità degli animali impagliati e dei peluche.
I dipinti ad olio, che siano grandi narrazioni epiche o piccole scene, si contraddistinguono per una tavolozza che spazia tra i toni acidi dei gialli–verdi e i profondi bruni–violacei sapientemente intrecciati per mostrare una visione apocalittica del mondo traversata da barlumi di speranza. Spesso i titoli delle opere svelano il carattere celatamente beffardo dell'artista lasciandoci in attesa di un inaspettato finale, che sia salvifico o catastrofico non è dato saperlo. Ma liberato da qualsiasi trascendenza metafisica il mondo giocoso di Francesco Maluta fa riflettere sulla bestiale banalità delle vicende umane.
Elena Monzo (Orzinuovi ,1981). Laureata in Pittura all’Accademia di Brera nel 2005, si specializza in tecniche grafiche come Mastro Incisore. Già nel 2002 partecipa alla mostra collettiva del Museo della Permanente di Milano: Salon I per poi iniziare nel 2006 la sua carriera all’estero con la mostra Obra Sobre Papel alla Galleria Mito di Barcellona. Dal 2010 al 2024 le opere di Elena sono state esposte in fiere importanti come la Scope di Basilea, New York e Miami, Beirut ArtFair, Art Verona e ArteFieraBologna. L’artista ha avuto spazio non solo in contesti collettivi, ma anche in mostre personali quali Inside, alla Bonelli Contemporary di Los Angeles nel 2007, La Dolce Vita e Dark Venice alla TZR Gallery di Dusseldorf nel 2010 e 2014, Moon Zoo e Stranger Things alla Gilda Contemporary di Milano nel 2017 e 2024 e Silk, La via della Seta all’Ex Filanda Meroni di Soncino nel 2018. Molta importanza hanno le sue esperienze nelle residenze d’artista: Kurashiki in Giappone nel 2013, Beirut, Libano nel 2014 e Shangai con The Swatch Art Peace Hotel nel 2015. Infine i premi, tra cui il Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana tenutosi al Superstudio-più di Milano nel 2004, la partecipazione al Premio Cairo nel 2010 e il più recente Premio Combat del 2020.
Federica Patera e Andrea Sbra Perego sono un duo artistico italiano che vive e lavora a Brooklyn, New York. La loro collaborazione intreccia textile art e text-based art, fondendo la dimensione tattile delle fibre con la risonanza immateriale della voce per dare forma a esperienze multidisciplinari che uniscono elementi visivi, linguistici e performativi. La loro ricerca indaga la decostruzione e ricostruzione del linguaggio, creando connessioni tra culture e attraversando secoli e geografie per approfondire i processi attraverso cui la realtà viene costruita. Al centro della loro pratica c’è il concetto di traduzione, inteso non solo come passaggio tra lingue diverse, ma come strumento per mettere in relazione piani di significato differenti. Il loro lavoro più recente si concentra sulle radici verbali e sul loro legame con la cosmogonia, attingendo a lingue vive e antiche. Tra i progetti e le mostre recenti: Net Positive (installazione site-specific), Carvico Spa, Bergamo, Italia, dicembre 2025; A Matter of Quality (live video performance), Noosphere Arts, New York, ottobre 2025; All Around Us (installazione site-specific), Ivy Brown Gallery, New York, luglio 2024; Flowering Clouds (mostra bi-personale), Weber & Weber, Torino, settembre 2024; Radici, Metamorfosi, Mescolanze (Biennale Fiber Art della Valtopina), Museo del Tessile e del Ricamo di Valtopina, settembre 2024. A giugno 2025 hanno vinto il Residency Award presso Mothership NYC. Dal 2021 portano avanti il progetto curatoriale DRIM, volto a promuovere il dialogo tra artisti emergenti e pubblici eterogenei.
Luiss Perlanera (Torre del Greco, 1981). Da anni residente a Orzinuovi, Luigi Di Luca, in arte Luiss Perlanera, si è formato nella bottega di famiglia, gioiellieri-incisori da tre generazioni, acquisendo l’esperienza artigiana della lavorazione di materiali preziosi quali ebano, conchiglie, madreperla, corallo e legni. Sulla base della conoscenza del mestiere e della tradizione, ha introdotto soggetti nuovi, spesso rivisti in chiave pop-graffiante, pur senza venire meno alla perizia tecnica. Nel 2006 ha fondato l’omonimo laboratorio artistico a Milano, affermandosi come designer del gioiello e collaborando con vari brand del settore. Oltre a creare accessori per moda e sfilate: pubblicati su Vogue, molti suoi lavori sono parallelamente esposti anche in gioiellerie, gallerie d’arte e spazi esclusivi. Recentemente ha iniziato a inserirsi nel giro del contemporaneo, collaborando con l’artista bresciana Elena Monzo. Frutto dunque di esperienze molteplici e multiformi, il lavoro di Luiss Perlanera si radica oggi nel mondo del design, dell'artigianato e dell'arte, rivoluzionando la tradizione iconografica e mantenendo un forte senso di indipendenza.
Ieva Petersone (Jelgava, 1984) è un’artista lettone che vive e lavora a Milano dal 2010. Cresciuta in una famiglia di scienziati e artisti, sviluppa fin da giovane uno sguardo attento all’osservazione del reale e alla sua rielaborazione interiore, elementi che diventano centrali nella sua ricerca pittorica. La sua pratica indaga il rapporto tra figurativo e astratto, tra realtà e percezione. Dai primi lavori, caratterizzati da paesaggi malinconici e tonalità grigie ispirate alla natura lettone, la sua pittura evolve verso soggetti legati al design e all’ambiente urbano: oggetti iconici e frammenti ingranditi di sedie e tavoli, resi con estrema precisione e trasformati in composizioni vibranti e cromaticamente intense. Le sue opere, silenziose e prive di presenza umana, lasciano spazio all’immaginazione dello spettatore e a nuove possibilità percettive. Nella produzione più recente, Pētersone integra la pittura a olio con inserti di tessuti semitrasparenti cuciti a mano, ampliando la dimensione fisica ed emotiva del lavoro e sottolineando il valore del gesto artigianale. Si forma presso l’Accademia di Belli Arti della Lettonia, dove consegue la laurea nel 2007 e il master in pittura nel 2010. Durante gli studi ottiene borse di studio che la portano a Porto e a Milano, dove lavora nello studio di Marco Petrus. Dal 2005 espone in Italia e all’estero; tra i riconoscimenti si segnalano la selezione al Premio Cairo (2014) e il Premio Level 0 dell’Ente Reggia di Caserta (2018). Dal 2016 collabora con M77 Gallery a Milano e partecipa regolarmente a mostre e fiere internazionali.
Maurizio Pometti (Catania, 1987) vive e lavora a Catania. È Laureato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania. La pittura di Maurizio Pometti evoca la memoria, ricreando un presente surreale attraverso immagini di ricordi mai vissuti, trasformando le sue opere in frammenti di un diario immaginario. Partecipa a diversi premi e mostre. Tra le personali, si segnalano: L’a_socialité, Sacca Gallery, Modica, 2025; Custodire l’immagine, Fondazione Brodbeck, Catania, 2024; Se ti stavi nascondendo dall’amore, Parco letterario Salvatore Quasimodo – Torre Saracena, Roccalumera (ME), 2024; Io cresco, Archeoclub di Licodia Eubea (CT), 2024; Paesaggi alternativi, LeoGalleries, Monza, 2023. Tra le collettive: Arteam Cup X, Real Collegio Carlo Alberto, per Paratissima XXI, Moncalieri (TO); Nel Divenire, identità tra vulcano e acqua, Consorzio Acque Santa Tecla, Acireale, 2025; Face to Face, Manuel Zoia Gallery, Milano, 2025; La bellezza resta, Centro per l’Arte Contemporanea Rocca di Umbertide (PG), 2025; Chiamata alle Arti 2021-2024, Istituto Italiano della Cultura di New York, 2024; Experimentum Crucis, Ex Caserma Cassonello, Noto, 2024; SMart, residenza artistica, Pagliara (ME), 2024; Naturalmente Pianoforte, residenza artistica “Tracce nel vento”, Pratovecchio Stia (AR), 2024D’Annunzio e la Cina, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, 2024; Arteam Cup 2023, Fortezza del Priamar, Savona, 2023; Residenze d’Artista Villa Greppi, Consorzio Brianteo Villa Greppi, Monticello Brianza (LC), 2022; Ligabue, La figura ritrovata (collettiva di pittura), Fondazione Museo Antonio Ligabue, Palazzo Bentivoglio, Gualtieri (RE), 2021; Premio Artivisive San Fedele 2019-2021. L’Umano e il Divino (finalista), Galleria San Fedele, Milano.
Dado Schapira è un pittore e artista tessile italiano. Nel suo percorso artistico figurano mostre personali, collettive e partecipazioni a fiere in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con diverse gallerie e i suoi lavori sono presenti in molte collezioni italiane e straniere. Fin dal suo esordio ha partecipato a importanti fiere nazionali come MIART, Arte Fiera Bologna, e aste internazionali come Sotheby’s. L’artista carica i suoi lavori di inestricabili fili che si trasformano in forme e grafie libere di parole, mondi, costellazioni e geografie fantastiche. Il filo diventa così mezzo espressivo privilegiato, non solo elemento materico ma anche segno, assimilabile al tratto grafico dell’artista e ai suoi piccoli diari di studio. Nelle parole cucite e negli infiniti intrecci di fili troviamo le tracce di una nuova comunicabilità.
Elisa Schiavina (Pavia, 1992). Artista visiva sperimentale, attualmente vive e lavora a Milano. Dopo una formazione classica ad Alessandria e la laurea in Psicologia conseguita presso l'Università degli Studi di Pavia, si trasferisce a Milano dove intraprende il Biennio di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e si forma a fianco dell’artista Marco Cingolani. Nel suo lavoro utilizza pittura, scultura e installazione come strumento di indagine della realtà fisica ed emotiva, con un focus particolare su tutto ciò che permane di infantile nell'età adulta e di ciò che, viceversa, durante l'infanzia ha a che vedere con il mondo adulto. Tra le recenti esposizioni si segnalano: la collettiva ‘Sguardi II’ presso la Galleria Lorenzelli Arte (Milano, 2022) e la Frankfurter Westend Galerie (Francoforte sul Meno, 2022); la collettiva ‘Buona Fortuna Ribelli’ organizzata da Osservatorio Futura in collaborazione con Lunetta11, in cui realizza la commissione di un intervento site specific per il Comune di San Benedetto Belbo (Cuneo, 2022); la personale ‘Per Ecuba’ presso Spazio E_EMME (Cagliari, 2023); la collettiva ‘Summer Storm’ presso la Galleria Giovanni Bonelli (Milano, 2023); la partecipazione all’edizione di Biennolo ‘Talitha Kum’ (Alzati fanciulla), curata da Giacinto di Pietrantonio (Milano, 2023). Schiavina è stata inserita nel volume “222 artisti emergenti su cui investire / 2024” edito da Exibart, il report sui nomi più interessanti del panorama artistico emergente in Italia.
Nicolò Tomaini (Bellano, 1989). La sua ricerca si sviluppa da circa una quindicina d’anni all’interno degli scenari alienanti e alienati della società contemporanea: quella della “non comunicazione”. Ciò che più interessa analizzare all’artista è il rapporto che oggi l’uomo ha con l’esperibile. “Se il modo di fare arte è cambiato da oltre un secolo, quello che oggi è drasticamente mutato è la capacità di osservarla e di relazionarsi con essa”, spiega Tomaini. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali ed è l’artista più giovane ad aver esposto con una mostra personale nelle sale di Palazzo delle paure di Lecco. Collabora sinergicamente da anni con Filippo Mollea Ceirano, insieme al quale ha partecipato alla doppia personale “Tano Festa – Nicolò Tomaini: Finestre sul male”, co-curata dall’ “archivio storico Tano Festa” e Giorgio Bonomi presso gli spazi istituzionali della Rocca di Umbertide di Perugia. Insieme a Franko B e Filippo Mollea Ceirano organizza anche una doppia personale dal titolo “Stitching and Unstitching: corpo e tecnologia nelle opere di Franko B e Nicolò Tomaini” negli spazi istituzionali di Villa Brandolini D’Adda (Pieve di Soligo).
Vanni Cuoghi (Genova, 1966) vive e lavora a Milano, artista contemporaneo noto per il suo stile narrativo e surreale, diplomato in scenografia presso l’Accademia di Brera a Milano. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerose mostre personali e collettive in gallerie private e spazi pubblici. Tra le più recenti mostre pubbliche si ricordano la personale “Apnea” presso le Argenterie nella Villa Reale di Monza (2020), la personale “Submariner” al Civico Acquario di Milano (2021), la mostra realizzata insieme al gruppo Italian Newbrow presso i chiostri di San Domenico a Pietrasanta (2021) ed “Eccentrici Apocalittici, Pop. Inferno e delizia nell’Arte Contemporanea” alla Galleria Civica di Trento (2022). Ha partecipato a numerose biennali in Italia e all'estero, tra cui la Biennale di San Pietroburgo (2008), la Biennale di Praga (2009), la 54° Biennale di Venezia, Corderie dell’Arsenale, Padiglione Italia (2011), la Biennale Italia-Cina (2012) e la 56° Biennale di Venezia, Collateral Italia Docet (2015). Sue opere sono state esposte in diverse fiere italiane e internazionali come Artefiera (Bologna), MiArt (Milano), Frieze (Londra), Scope (New York), Off (Bruxelles), Daegu Artfair e KIAF Seoul (Corea). Dal 2015 è titolare della Cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli a Como.
Maurizio Bongiovanni (Tettnang, 1979) vive a Roma. Ha esposto i suoi lavori presso The Guildhall Art Gallery (Londra); Eve Leibe Gallery (Londra); The Century Club (Londra); Studio d’arte Cannaviello (Milano); Federico Lugar Gallery per Window Project (Milano) e Galleria Richter (Roma). Ha partecipato a diverse residenze internazionali quali: Vermont Studio Center in America, La Napoule Art Foundation in Francia, IARB Residency in Cina e la SIM in Islanda. Nel 2013 e 2014 ha partecipato alla Fondazione Spinola Banna per l’arte, con gli artisti Doug Ashford, Liliana Moro e Mario Airò. Nel 2014 ha frequentato Internationale Sommerakademie di Salisburgo con l’artista Felix Gmelin. Nel 2012 vince il premio GAI - Giovani Artisti Italiani e partecipa alla Fondazione Valparaiso in Spagna. Le sue opere sono state riportate in pubblicazioni come Nature Morte di Thames & Hudson, L’Uomo Vogue, Artribune e Queen&Country Magazine
Anna Botticini (Brescia, 1993) è un'artista visiva le cui opere esplorano tematiche legate alle relazioni complesse e bizzarre che gli esseri umani intrattengono con se stessi, con gli altri, con il mondo e i suoi avvenimenti, creando situazioni incomprensibili, violente e inquietanti. Nel 2017 ha conseguito il Diploma Accademico di Primo Livello in Incisione e Arte Grafica presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2019 ha poi approfondito le tecniche pittoriche e ha conseguito il Diploma Accademico di Secondo Livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 2015, anno in cui la società American Appraisal le ha assegnato il primo posto al Premio Giovani Talenti, ha iniziato il suo percorso espositivo, collaborando con musei e gallerie sia in Italia che all’estero (ad esempio in Cina e a Dubai). Le opere di Botticini sono realizzate con materia grezza, valorizzata da gesti istintivi e coraggio estetico. Le tele, macchiate e spesso lasciate senza cornice per lasciarle respirare, sono crude e vive.
Angelo Brugnera nasce nel 1966 a Sacile (PN) dove tutt’ora vive e lavora. Conosce la pietra lavorando tra il 1984 e il 1986 nel laboratorio del padre marmista. Nel 1994 comincia a frequentare l’ambiente artistico pordenonese e, dopo una brevissima parentesi in cui utilizza la terracotta, inizia a dare vita alla sua espressione artistica con la sua materia preferita, la pietra, partecipando alla realizzazione tra il 1995/96 di opere monumentali tuttora presenti nel territorio friulano. Da quel periodo prende il via anche una fitta attività espositiva e di partecipazione a simposi di scultura che lo porterà in Italia e all’estero. Negli ultimi dieci anni affianca alla sua ricerca la realizzazione d’importanti commissioni di arte sacra. Attualmente collabora con la Galleria Zamagni di Rimini.
Savina Capecci vive e lavora a Pordenone. Ottiene nel 2017 il Diploma di Laurea di II livello in Arti Visive, indirizzo Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha esposto in Italia e all’estero, anche come artista finalista di premi artistici (Premio Videoinsight Foundation Torino, Premio Mestre di Pittura, Enegan Art, Premio Catel Roma, Premio Arte Mondadori Palazzo Reale, Premio Dario Mulitsch, Alina Art Foundation, Fresh Legs Berlin). Sue opere sono incluse in importanti collezioni private italiane e USA. Tra le mostre Personali: (2024) - Fuoco Rosa- Galleria ZUGanglicheKUNST, Portschach am Worthersee -Scenario- Home show Pallavicini/ Dettori, Pavia. - Palcoscenico Privato, Casa del Musichiere, Treviso. (2023) - Dancing with Uncertainties, Palazzo Ragazzoni, Sacile, cura di F.Dell’Agnese. (2020) - Il Giardino delle Alchimiste, Museo Civico di Storia Naturale S. Zenari, Pordenone, cura di F.Dell’Agnese. Tra le mostre collettive recenti: (2026) - Spectalia, galleria Pen and Brush, New York City. (2024) - Il Sospetto, Museo Irpino, Avellino, cura di Rebecca Russo, (2023) - APS Mdina Contemporary Art Biennale, Cathedral Museum, Malta – (2023) Hater, Fondazione Videoinsight, Torino. Nei lavori di Savina Capecci i colori danno forma a esitazioni, paure e incertezze, sospese in una dimensione sottile che malinconicamente racconta il nostro tempo: riuscendo con un linguaggio fortemente espressivo a calarsi nella nostra contemporaneità per metterne a nudo fragilità e debolezze, ma sempre con una leggera ironia.
Tiziana Cera Rosco artista e poetessa italiana (1973). Cresciuta tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e le Sacre Scritture, è arrivata all'immagine attraverso la parola poetica e ha iniziato a lavorare con il proprio corpo usando la fotografia -il selfportrait - intesa come gesto di un atto performativo. Le sue performance, nate nella terra in cui è cresciuta, sono in stretta relazione con il luogo in cui avvengono e si svolgono in posti sacri, che siano boschi, foreste, chiese consacrate e sconsacrate, monasteri. La sua attività scultorea prende vita da quella performativa, in un innesto di figure umane, vegetali e animali. L'ultima esperienza è quella all'Orto Botanico di Palermo, una residenza artistica pionieristica e unica al mondo in cui l'artista, per un anno, ha vissuto all'interno del Giardino Botanico abitando domesticamente l'Orto, come paradigma del risiedere e lavorare nel rapporto tra uomo e natura. Ospite di numerosi convegni di filosofia, psicanalisi e poesia, di festival nazionali ed internazionali, ha esposto, performato e tenuto reading sia in Italia che all’estero.
Colosimo e Bruni si incontrano nel 2018 e iniziano subito un sodalizio sentimentale ed artistico. La prima opera che creano insieme ha per titolo “Thánatos” che è quasi una dichiarazione di intenti: la lapide di una lampada presentata alla galleria GSF di Torino. Nel 2019 presso la galleria Riccardo Costantini Contemporary, Gianni Colosimo in collaborazione con Luisa Bruni, firma la grande installazione “Ammutinamento” a cui seguirà l’omonima performance il giorno dell’inaugurazione della fiera d’arte Artissima all’Oval di Torino. Il duo si ripresenta poi nel settembre 2023, firmando una coinvolgente installazione dal titolo “Don yuan: c’e’ del latte e del miele sotto la tua lingua” nella nuova sede in via Goito 8 della galleria Riccardo Costantini Contemporary ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. Nello stesso anno, a dicembre, presentano la performance “Chrisanthemum” al prestigioso festival Corpi Sul Palco diretto da Andrea Contin a Milano. Nel 2024 l’installazione “Don Yuan” rivive a Palazzo Gromo Losa della CRT di Biella su invito dell’artista Gigi Piana e a Parigi ospite della Modern Art Fair in collaborazione con la galleria Baudoin Lebon. Nel 2025 realizzano la performance “Il sibillino atollo dell’amore indulgente” che si conclude con l’affissione della lapide commemorativa nel rinomato locale torinese “Pastis”.
Andrea Cusumano (Palermo, 1973) è un artista, performer e regista italo-britannico. Dal 2014 al 2019 è stato Assessore alla Cultura di Palermo ed in questa carica ha anche promosso e gestito Manifesta 12 – Il Giardino Planetario e Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. La sua produzione si articola attraverso diversi media e un fecondo sconfinamento tra le discipline artistiche. Elementi che si completano a vicenda formando un’opera d’arte complessa e coerente, in linea di continuità con la tradizione del Gesamtkunstwerk. Allievo e collaboratore di Hermann Nitsch, direttore musicale dell’Orgien Mysterien Theater sin dal 1998, Cusumano, nel corso di un processo sperimentale durato oltre trent’anni, ha sviluppato una ricerca incentrata sulla drammaturgia dello spazio, producendo un personale e originalissimo corpus d’opere che costituisce una lettura contemporanea del concetto di Arte Totale in chiave post-umanista.
Jacopo Dimastrogiovanni (Livorno, 1981), attualmente vive e lavora a Trento. Attraverso la sua pittura intende svolgere una ricerca sull'uomo, al fine di indagare le cause e gli effetti del disagio che caratterizza e tormenta la natura umana. È profondamente influenzato dai dipinti antichi, in particolare quelli barocchi, che studia e colleziona. Quando realizza un’opera parte da un'immagine figurativa, che poi gradualmente deforma e distrugge. Allo stesso tempo, il suo desiderio di approfondire i soggetti lo spinge a maltrattare fisicamente la superficie pittorica, graffiando la tela con pennelli o raschietti. Ripristina poi parzialmente i tratti e le forme, applicando per lo più sottili strati di carta e colore. In questo modo ricompone la fisionomia, certamente deformata ma anche autentica: questa è infatti quella che considera l'essenza più intima e sincera dell'Uomo. Ha collaborato con gallerie in Italia e all’estero, tra le quali Mondoromulo Arte Contemporanea (Castelvenere - Benevento), Zaion Gallery (Biella), D.Gallery e CRAG (Torino), Isolo17 (Verona), Pugliese Arte (Firenze), Il Castello (Trento), Anywhere Gallery (Napoli), Molesworth Gallery (Dublino). Dopo l’esperienza alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Italia, Torino), nel 2013 è stato invitato ad esporre al Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, nell’ambito della mostra “In risonanza. Istantanee di creatività nel cervello”. L’artista sarà inoltre protagonista di “Festina lente”, uno speciale progetto espositivo che aprirà al pubblico il 5 dicembre 2026, presso il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese.
Annalisa Filippi (Trento, 1976). Allieva di Riccardo Guarneri ed Ennio Finzi nel 2001 si laurea con lode in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2000 frequenta l’Accademia Internazionale d’Arte di Salisburgo con Giulio Paolini e la residenza d’artista Lanesateliers in Künstlerhaus a Salisburgo. Nel 2013 consegue la laurea triennale in canto Lirico presso il Conservatorio Bonporti di Trento con il maestro Mattia Nicolini. La sua attività artistica inizia nel 1995. Filippi si esprime attraverso una pittura astratta, informale, oggettiva: la sua ricerca indaga il corpo umano che nel tempo si è sempre più astratto fino quasi a scomparire lasciando il passo a movimenti fluidi di colore e masse di campiture che delineano presenze/assenze. Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero, è stata selezionata e premiata in diversi concorsi: Premio Internazionale d’Arte Contemporanea LYNX, solo exhibition a cura di Enea Chersicola e Riccardo Tripodi, vince solo exhibition come Artista dell’anno Comune Pergine Valsugana TN, espone al MART (Museo Arte Contemporanea di Trento e Rovereto) nell’ambito del progetto IN RESONANCE a cura di Francesca Bacci. Vive e lavora a Trento.
Tommaso Frattini è un artista contemporaneo italiano, attivo principalmente nel contesto urbano e basato a Milano. Frattini esplora la pittura e l'arte urbana utilizzando aerografo, bombolette spray e gessetti. Ha esposto in contesti come la iKonica Art Gallery e ha partecipato a mostre collettive come "Centoventiquattro giorni di cammino" nel 2026.
Giuseppe Gallace (Soverato 1993), vive e lavora a Torino. La sua ricerca si muove nell’ambito di una pittura evocativa e ambigua, che interroga lo spazio della visione e della memoria attraverso un linguaggio sensibile e stratificato. La pratica pittorica si configura per l’artista come un tentativo continuo: non nel senso di una ricerca orientata a un esito definitivo, ma come condizione intrinseca del fare pittura, come movimento costante verso qualcosa che avverte come esistente e presente, ma che rimane indefinito e irrisolvibile. Nel continuo germogliare di sottili mutazioni — come le presenze organiche e vegetali che attraversano le opere — la pittura trova il proprio senso, tra la costante costruzione e decostruzione dell’immagine e della figura. L’immagine si sviluppa come evento sospeso, attraversato da una forte tensione visiva, senza mai sfociare in una narrazione lineare. Riferimenti al paesaggio, alla figura, all’oggetto e al dettaglio architettonico appaiono e si dissolvono, dando luogo a una pittura fatta di presenze e assenze, di visibile e di trattenuto, in cui si attivano continue tensioni tra superficie e profondità, tattilità e trasparenza. La materia pittorica diventa così parte integrante del senso stesso dell’opera: sedimentazione, filtro, ostacolo e, al tempo stesso, rivelazione. Attivo attraverso diverse esposizioni tra l’Italia e l’estero, alcune opere fanno parte di diverse collezioni pubbliche e private.
Francesco Maluta (Lovere, 1983) vive e lavora a Milano. Dopo la laurea conseguita all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha esposto il suo lavoro in mostre presso Galleria Clima, Milano; Galleria Umberto Benappi, Torino; Galleria Renata Fabbri, Milano; Galleria Lunetta11, Mombarcaro; Museo Civico, Bassano del Grappa; Museo Santa Maria della Scala, Siena; Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno; Collezione Zoologica, Comerio; Dimora Artica, Milano; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Ha partecipato a residenze e workshop tra cui NAHR, a cura di Ilaria Mazzoleni e Gabi Scardi, Val Taleggio; Grand Tour en Italie, a cura di Michela Eremita, San Gimignano; VIR Viafarini, a cura di Giulio Verago, Milano. Il bestiario favolistico di Francesco Maluta ci catapulta con ironia nella tragedia dell’infanzia, tra l’epica maestosità di feroci belve indomabili e la rassicurante e un po’ goffa domesticità degli animali impagliati e dei peluche.
I dipinti ad olio, che siano grandi narrazioni epiche o piccole scene, si contraddistinguono per una tavolozza che spazia tra i toni acidi dei gialli–verdi e i profondi bruni–violacei sapientemente intrecciati per mostrare una visione apocalittica del mondo traversata da barlumi di speranza. Spesso i titoli delle opere svelano il carattere celatamente beffardo dell'artista lasciandoci in attesa di un inaspettato finale, che sia salvifico o catastrofico non è dato saperlo. Ma liberato da qualsiasi trascendenza metafisica il mondo giocoso di Francesco Maluta fa riflettere sulla bestiale banalità delle vicende umane.
Elena Monzo (Orzinuovi ,1981). Laureata in Pittura all’Accademia di Brera nel 2005, si specializza in tecniche grafiche come Mastro Incisore. Già nel 2002 partecipa alla mostra collettiva del Museo della Permanente di Milano: Salon I per poi iniziare nel 2006 la sua carriera all’estero con la mostra Obra Sobre Papel alla Galleria Mito di Barcellona. Dal 2010 al 2024 le opere di Elena sono state esposte in fiere importanti come la Scope di Basilea, New York e Miami, Beirut ArtFair, Art Verona e ArteFieraBologna. L’artista ha avuto spazio non solo in contesti collettivi, ma anche in mostre personali quali Inside, alla Bonelli Contemporary di Los Angeles nel 2007, La Dolce Vita e Dark Venice alla TZR Gallery di Dusseldorf nel 2010 e 2014, Moon Zoo e Stranger Things alla Gilda Contemporary di Milano nel 2017 e 2024 e Silk, La via della Seta all’Ex Filanda Meroni di Soncino nel 2018. Molta importanza hanno le sue esperienze nelle residenze d’artista: Kurashiki in Giappone nel 2013, Beirut, Libano nel 2014 e Shangai con The Swatch Art Peace Hotel nel 2015. Infine i premi, tra cui il Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana tenutosi al Superstudio-più di Milano nel 2004, la partecipazione al Premio Cairo nel 2010 e il più recente Premio Combat del 2020.
Federica Patera e Andrea Sbra Perego sono un duo artistico italiano che vive e lavora a Brooklyn, New York. La loro collaborazione intreccia textile art e text-based art, fondendo la dimensione tattile delle fibre con la risonanza immateriale della voce per dare forma a esperienze multidisciplinari che uniscono elementi visivi, linguistici e performativi. La loro ricerca indaga la decostruzione e ricostruzione del linguaggio, creando connessioni tra culture e attraversando secoli e geografie per approfondire i processi attraverso cui la realtà viene costruita. Al centro della loro pratica c’è il concetto di traduzione, inteso non solo come passaggio tra lingue diverse, ma come strumento per mettere in relazione piani di significato differenti. Il loro lavoro più recente si concentra sulle radici verbali e sul loro legame con la cosmogonia, attingendo a lingue vive e antiche. Tra i progetti e le mostre recenti: Net Positive (installazione site-specific), Carvico Spa, Bergamo, Italia, dicembre 2025; A Matter of Quality (live video performance), Noosphere Arts, New York, ottobre 2025; All Around Us (installazione site-specific), Ivy Brown Gallery, New York, luglio 2024; Flowering Clouds (mostra bi-personale), Weber & Weber, Torino, settembre 2024; Radici, Metamorfosi, Mescolanze (Biennale Fiber Art della Valtopina), Museo del Tessile e del Ricamo di Valtopina, settembre 2024. A giugno 2025 hanno vinto il Residency Award presso Mothership NYC. Dal 2021 portano avanti il progetto curatoriale DRIM, volto a promuovere il dialogo tra artisti emergenti e pubblici eterogenei.
Luiss Perlanera (Torre del Greco, 1981). Da anni residente a Orzinuovi, Luigi Di Luca, in arte Luiss Perlanera, si è formato nella bottega di famiglia, gioiellieri-incisori da tre generazioni, acquisendo l’esperienza artigiana della lavorazione di materiali preziosi quali ebano, conchiglie, madreperla, corallo e legni. Sulla base della conoscenza del mestiere e della tradizione, ha introdotto soggetti nuovi, spesso rivisti in chiave pop-graffiante, pur senza venire meno alla perizia tecnica. Nel 2006 ha fondato l’omonimo laboratorio artistico a Milano, affermandosi come designer del gioiello e collaborando con vari brand del settore. Oltre a creare accessori per moda e sfilate: pubblicati su Vogue, molti suoi lavori sono parallelamente esposti anche in gioiellerie, gallerie d’arte e spazi esclusivi. Recentemente ha iniziato a inserirsi nel giro del contemporaneo, collaborando con l’artista bresciana Elena Monzo. Frutto dunque di esperienze molteplici e multiformi, il lavoro di Luiss Perlanera si radica oggi nel mondo del design, dell'artigianato e dell'arte, rivoluzionando la tradizione iconografica e mantenendo un forte senso di indipendenza.
Ieva Petersone (Jelgava, 1984) è un’artista lettone che vive e lavora a Milano dal 2010. Cresciuta in una famiglia di scienziati e artisti, sviluppa fin da giovane uno sguardo attento all’osservazione del reale e alla sua rielaborazione interiore, elementi che diventano centrali nella sua ricerca pittorica. La sua pratica indaga il rapporto tra figurativo e astratto, tra realtà e percezione. Dai primi lavori, caratterizzati da paesaggi malinconici e tonalità grigie ispirate alla natura lettone, la sua pittura evolve verso soggetti legati al design e all’ambiente urbano: oggetti iconici e frammenti ingranditi di sedie e tavoli, resi con estrema precisione e trasformati in composizioni vibranti e cromaticamente intense. Le sue opere, silenziose e prive di presenza umana, lasciano spazio all’immaginazione dello spettatore e a nuove possibilità percettive. Nella produzione più recente, Pētersone integra la pittura a olio con inserti di tessuti semitrasparenti cuciti a mano, ampliando la dimensione fisica ed emotiva del lavoro e sottolineando il valore del gesto artigianale. Si forma presso l’Accademia di Belli Arti della Lettonia, dove consegue la laurea nel 2007 e il master in pittura nel 2010. Durante gli studi ottiene borse di studio che la portano a Porto e a Milano, dove lavora nello studio di Marco Petrus. Dal 2005 espone in Italia e all’estero; tra i riconoscimenti si segnalano la selezione al Premio Cairo (2014) e il Premio Level 0 dell’Ente Reggia di Caserta (2018). Dal 2016 collabora con M77 Gallery a Milano e partecipa regolarmente a mostre e fiere internazionali.
Maurizio Pometti (Catania, 1987) vive e lavora a Catania. È Laureato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania. La pittura di Maurizio Pometti evoca la memoria, ricreando un presente surreale attraverso immagini di ricordi mai vissuti, trasformando le sue opere in frammenti di un diario immaginario. Partecipa a diversi premi e mostre. Tra le personali, si segnalano: L’a_socialité, Sacca Gallery, Modica, 2025; Custodire l’immagine, Fondazione Brodbeck, Catania, 2024; Se ti stavi nascondendo dall’amore, Parco letterario Salvatore Quasimodo – Torre Saracena, Roccalumera (ME), 2024; Io cresco, Archeoclub di Licodia Eubea (CT), 2024; Paesaggi alternativi, LeoGalleries, Monza, 2023. Tra le collettive: Arteam Cup X, Real Collegio Carlo Alberto, per Paratissima XXI, Moncalieri (TO); Nel Divenire, identità tra vulcano e acqua, Consorzio Acque Santa Tecla, Acireale, 2025; Face to Face, Manuel Zoia Gallery, Milano, 2025; La bellezza resta, Centro per l’Arte Contemporanea Rocca di Umbertide (PG), 2025; Chiamata alle Arti 2021-2024, Istituto Italiano della Cultura di New York, 2024; Experimentum Crucis, Ex Caserma Cassonello, Noto, 2024; SMart, residenza artistica, Pagliara (ME), 2024; Naturalmente Pianoforte, residenza artistica “Tracce nel vento”, Pratovecchio Stia (AR), 2024D’Annunzio e la Cina, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, 2024; Arteam Cup 2023, Fortezza del Priamar, Savona, 2023; Residenze d’Artista Villa Greppi, Consorzio Brianteo Villa Greppi, Monticello Brianza (LC), 2022; Ligabue, La figura ritrovata (collettiva di pittura), Fondazione Museo Antonio Ligabue, Palazzo Bentivoglio, Gualtieri (RE), 2021; Premio Artivisive San Fedele 2019-2021. L’Umano e il Divino (finalista), Galleria San Fedele, Milano.
Dado Schapira è un pittore e artista tessile italiano. Nel suo percorso artistico figurano mostre personali, collettive e partecipazioni a fiere in Italia e all’estero. Collabora regolarmente con diverse gallerie e i suoi lavori sono presenti in molte collezioni italiane e straniere. Fin dal suo esordio ha partecipato a importanti fiere nazionali come MIART, Arte Fiera Bologna, e aste internazionali come Sotheby’s. L’artista carica i suoi lavori di inestricabili fili che si trasformano in forme e grafie libere di parole, mondi, costellazioni e geografie fantastiche. Il filo diventa così mezzo espressivo privilegiato, non solo elemento materico ma anche segno, assimilabile al tratto grafico dell’artista e ai suoi piccoli diari di studio. Nelle parole cucite e negli infiniti intrecci di fili troviamo le tracce di una nuova comunicabilità.
Elisa Schiavina (Pavia, 1992). Artista visiva sperimentale, attualmente vive e lavora a Milano. Dopo una formazione classica ad Alessandria e la laurea in Psicologia conseguita presso l'Università degli Studi di Pavia, si trasferisce a Milano dove intraprende il Biennio di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e si forma a fianco dell’artista Marco Cingolani. Nel suo lavoro utilizza pittura, scultura e installazione come strumento di indagine della realtà fisica ed emotiva, con un focus particolare su tutto ciò che permane di infantile nell'età adulta e di ciò che, viceversa, durante l'infanzia ha a che vedere con il mondo adulto. Tra le recenti esposizioni si segnalano: la collettiva ‘Sguardi II’ presso la Galleria Lorenzelli Arte (Milano, 2022) e la Frankfurter Westend Galerie (Francoforte sul Meno, 2022); la collettiva ‘Buona Fortuna Ribelli’ organizzata da Osservatorio Futura in collaborazione con Lunetta11, in cui realizza la commissione di un intervento site specific per il Comune di San Benedetto Belbo (Cuneo, 2022); la personale ‘Per Ecuba’ presso Spazio E_EMME (Cagliari, 2023); la collettiva ‘Summer Storm’ presso la Galleria Giovanni Bonelli (Milano, 2023); la partecipazione all’edizione di Biennolo ‘Talitha Kum’ (Alzati fanciulla), curata da Giacinto di Pietrantonio (Milano, 2023). Schiavina è stata inserita nel volume “222 artisti emergenti su cui investire / 2024” edito da Exibart, il report sui nomi più interessanti del panorama artistico emergente in Italia.
Nicolò Tomaini (Bellano, 1989). La sua ricerca si sviluppa da circa una quindicina d’anni all’interno degli scenari alienanti e alienati della società contemporanea: quella della “non comunicazione”. Ciò che più interessa analizzare all’artista è il rapporto che oggi l’uomo ha con l’esperibile. “Se il modo di fare arte è cambiato da oltre un secolo, quello che oggi è drasticamente mutato è la capacità di osservarla e di relazionarsi con essa”, spiega Tomaini. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali ed è l’artista più giovane ad aver esposto con una mostra personale nelle sale di Palazzo delle paure di Lecco. Collabora sinergicamente da anni con Filippo Mollea Ceirano, insieme al quale ha partecipato alla doppia personale “Tano Festa – Nicolò Tomaini: Finestre sul male”, co-curata dall’ “archivio storico Tano Festa” e Giorgio Bonomi presso gli spazi istituzionali della Rocca di Umbertide di Perugia. Insieme a Franko B e Filippo Mollea Ceirano organizza anche una doppia personale dal titolo “Stitching and Unstitching: corpo e tecnologia nelle opere di Franko B e Nicolò Tomaini” negli spazi istituzionali di Villa Brandolini D’Adda (Pieve di Soligo).
Vanni Cuoghi (Genova, 1966) vive e lavora a Milano, artista contemporaneo noto per il suo stile narrativo e surreale, diplomato in scenografia presso l’Accademia di Brera a Milano. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerose mostre personali e collettive in gallerie private e spazi pubblici. Tra le più recenti mostre pubbliche si ricordano la personale “Apnea” presso le Argenterie nella Villa Reale di Monza (2020), la personale “Submariner” al Civico Acquario di Milano (2021), la mostra realizzata insieme al gruppo Italian Newbrow presso i chiostri di San Domenico a Pietrasanta (2021) ed “Eccentrici Apocalittici, Pop. Inferno e delizia nell’Arte Contemporanea” alla Galleria Civica di Trento (2022). Ha partecipato a numerose biennali in Italia e all'estero, tra cui la Biennale di San Pietroburgo (2008), la Biennale di Praga (2009), la 54° Biennale di Venezia, Corderie dell’Arsenale, Padiglione Italia (2011), la Biennale Italia-Cina (2012) e la 56° Biennale di Venezia, Collateral Italia Docet (2015). Sue opere sono state esposte in diverse fiere italiane e internazionali come Artefiera (Bologna), MiArt (Milano), Frieze (Londra), Scope (New York), Off (Bruxelles), Daegu Artfair e KIAF Seoul (Corea). Dal 2015 è titolare della Cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli a Como.
07
maggio 2026
Zoomorphic
Dal 07 al 30 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Manuel Zoia Gallery
Milano, Via Pietro Maroncelli, 7, (MI)
Milano, Via Pietro Maroncelli, 7, (MI)
Orario di apertura
da mercoledì a sabato ore 15-19
Vernissage
7 Maggio 2026, ore 18-20
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