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Antonino Puliafico – La materia è luce
Lontano da ogni deriva eccessivamente concettuale, il lavoro di Antonino Puliafico trova la propria autenticità nella fisicità del colore e nella densità della superficie. Qui, la pittura non è mai semplice immagine, ma un corpo concreto che occupa e attiva lo spazio circostante
Comunicato stampa
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L’opera di Antonino Puliafico si impone per un’evidenza immediata: una pittura viva, pulsante ed energica. Lontano da ogni deriva eccessivamente concettuale, il lavoro dell’artista trova la propria autenticità nella fisicità del colore e nella densità della superficie. Qui, la pittura non è mai semplice immagine, ma un corpo concreto che occupa e attiva lo spazio circostante.
Esiste, in questa ricerca, una vibrazione sottile che scaturisce nel momento in cui la figurazione smette di essere cronaca per farsi archetipo: l'immagine non è più il riflesso della realtà, ma la sua distillazione più pura. Il colore non si limita a descrivere, ma edifica: è una sostanza che vibra, si espande e si contrae, generando campi visivi in cui lo sguardo segue traiettorie mobili, sostenuto dal ritmo interno dell’immagine.
La materia pittorica si addensa e si stratifica in una trama complessa che restituisce una sensazione quasi tattile. In questo processo, Puliafico dimostra un notevole controllo, evitando che l’impeto si disperda in un’informalità generica. Ogni intervento trova una propria necessità interna, contribuendo a un equilibrio dinamico che tiene insieme forza espressiva e coerenza compositiva. La superficie diventa così un campo attivo in cui gli elementi si organizzano secondo ritmi e contrasti che coinvolgono direttamente lo spettatore. Non si tratta di "leggere" l'opera, ma di percepirla, instaurando una relazione visiva e quasi fisica.
Il percorso espositivo sottolinea con chiarezza questa dimensione attraverso una selezione di lavori in cui la pratica artistica riafferma la propria centralità: in un’epoca di smaterializzazione dell’immagine, Puliafico rivendica il valore di un fare intenso e concreto, capace di restituire alla visione una profondità sensibile.
In questa prospettiva, anche il paesaggio smette di essere scenario per farsi corpo: l’artista non descrive la natura, la incarna. Le sue pennellate, percorse da una vitalità primigenia, configurano il pigmento come stratificazione di energia.
La ricerca di Puliafico si colloca in una traiettoria in cui il visibile si manifesta come evento, più che come rappresentazione. Il suo lavoro, dunque, non si limita a "mostrare", ma costruisce un sistema di registrazione di forze, trasformando la pittura da semplice medium a luogo di emersione vitale.
Esiste, in questa ricerca, una vibrazione sottile che scaturisce nel momento in cui la figurazione smette di essere cronaca per farsi archetipo: l'immagine non è più il riflesso della realtà, ma la sua distillazione più pura. Il colore non si limita a descrivere, ma edifica: è una sostanza che vibra, si espande e si contrae, generando campi visivi in cui lo sguardo segue traiettorie mobili, sostenuto dal ritmo interno dell’immagine.
La materia pittorica si addensa e si stratifica in una trama complessa che restituisce una sensazione quasi tattile. In questo processo, Puliafico dimostra un notevole controllo, evitando che l’impeto si disperda in un’informalità generica. Ogni intervento trova una propria necessità interna, contribuendo a un equilibrio dinamico che tiene insieme forza espressiva e coerenza compositiva. La superficie diventa così un campo attivo in cui gli elementi si organizzano secondo ritmi e contrasti che coinvolgono direttamente lo spettatore. Non si tratta di "leggere" l'opera, ma di percepirla, instaurando una relazione visiva e quasi fisica.
Il percorso espositivo sottolinea con chiarezza questa dimensione attraverso una selezione di lavori in cui la pratica artistica riafferma la propria centralità: in un’epoca di smaterializzazione dell’immagine, Puliafico rivendica il valore di un fare intenso e concreto, capace di restituire alla visione una profondità sensibile.
In questa prospettiva, anche il paesaggio smette di essere scenario per farsi corpo: l’artista non descrive la natura, la incarna. Le sue pennellate, percorse da una vitalità primigenia, configurano il pigmento come stratificazione di energia.
La ricerca di Puliafico si colloca in una traiettoria in cui il visibile si manifesta come evento, più che come rappresentazione. Il suo lavoro, dunque, non si limita a "mostrare", ma costruisce un sistema di registrazione di forze, trasformando la pittura da semplice medium a luogo di emersione vitale.
09
maggio 2026
Antonino Puliafico – La materia è luce
Dal 09 maggio al 23 aprile 2026
arte contemporanea
Location
SATURA – PALAZZO STELLA
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 15:00–19:00
Vernissage
9 Maggio 2026, ore 17:00
Sito web
Autore
Curatore






