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Figurazione e Astrazione del Possibile
Mostra annuale dei Soci Artisti della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, a cura di Sergio Colleoni, Achille Guzzardella e Bruno Pellegrini. Oltre 130 opere tra pittura, scultura, fotografia, arte e installazione tra figurazione e astrazione nel processo creativo contemporaneo.
Comunicato stampa
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FIGURAZIONE E ASTRAZIONE DEL POSSIBILE
Artisti della Permanente in Permanente
a cura della Commissione Artistica 2025-2026
Sergio Colleoni, Achille Guzzardella, Bruno Pellegrini
inaugurazione giovedì 14 maggio, ore 17.00
apertura al pubblico 15-29 maggio 2026
orari tutti i giorni, 10.00-13.00; 14.30-18.00
sede: Museo della Permanente, via Turati 34, Milano
ingresso libero
Figurazione e astrazione del possibile è la mostra annuale dei soci artisti della Permanente, che vuole offrire al pubblico uno sguardo più profondo sullo spirito creativo di ciascun artista, mostrando come ogni opera sia il risultato di una personale riflessione sul fare arte. In questo spazio di relazione tra visione individuale ed esperienza condivisa, l’opera diventa il luogo in cui l’immaginazione prende forma e il possibile si rende visibile.
A cura della Commissione Artistica 2025-2026, composta da Sergio Colleoni, Achille Guzzardella, Bruno Pellegrini, la rassegna presenta oltre centotrenta opere, tra pittura, scultura, fotografia e installazioni.
Il tema della mostra invita a considerare il processo formativo sotteso all’opera, dagli studi iniziali fino alla realizzazione compiuta. Il valore di questo percorso risiede nel suo potere rivelatore: attraverso le scelte linguistiche, stilistiche e poetiche che ogni autore compie in modo autonomo, il processo creativo diventa parte integrante dell’opera stessa.
Ciò che si offre allo sguardo è infatti il punto di approdo di una ricerca più ampia. Prima della sua definizione compiuta, l’opera attraversa una fase di elaborazione in cui emergono intuizioni, variazioni e tensioni formali. Anche quando tali passaggi non sono direttamente visibili, essi restano inscritti nella struttura dell’immagine: nelle relazioni tra segno e spazio, tra materia e ritmo, tra forma e percezione.
Soci Artisti:
Silvia Abbiezzi, Ernesto Achilli, Nino Attinà, Orazio Barbagallo, Mario Battimiello, Silvia Battisti, Marco Bellagamba, Erika Bellanca, Ennio Bencini, Mario Benedetto, Sara Benedetto, Rita Bertrecchi, Levijana Bjelan, Wally Bonafè, Roberto Borra, Marco Bozzini, Cristina Bracaloni, Eduardo Brocca Toletti, Michell Campanale, Matteo Cannata, Alessandra Cantamessa, Franca Cantini, Carmine Caputo di Roccanova, Amalia Caracciolo, Caro, Giorgio Casati, Gianpiero Castiglioni, Carlo Catiri, Giorgio Celon, Giancarlo Cerri, Giovanni Cerri, Alessandra Chiappini, Simonetta Chierici, Francesco Paolo Ciaccheri, Giuliana Cioffi, Sergio Colleoni, Vira Colombo, C.M. Conrad, Giuliana Consilvio, Antonella Cotta, Maria Credidio, Giulio Crisanti, Angelo de Francisco, Rinaldo Degradi, Luigi Dellatorre, Antonio Devicenzi, Laura Di Fazio, Pino Di Gennaro, Alessandro Docci, Lorenzo Donati, Daniela Doni, Gian Paolo Dulbecco, Elias, Alì Farahzad, Gabriel Fekete, Davide Ferro, Luisa Fontalba, Emanuela Franchin, Luigi Fulvi, Renato Galbusera, Andreina Galimberti, Antonella Gerbi, Renata Ghiazza, Antonella Giapponesi Tarenghi, Massimo Girelli, Antonio Paolo Granato, Eros Guglielmo, Anna Francesca Gutris, Achille Guzzardella, Eva Hodinovà, Katalin Kollar, Vanna Lancini, Pino Lia, Isa Locatelli, Loi Di Campi, Lydia Lorenzi, Francesca Lucchini, Mario Lux, Giovanna Madoi, Francesca Magro, Loredana Marinelli, Ruggero Marrani, Paolo Matteucci, Giovanni Mattio, Pinuccia Mazzocco, Alfredo Mazzotta, Paolo Menon, Fabrizio Molinario, Sara Montani, Marisa Montesissa, Lorenza Morandotti, Elvino Motti, Svetlana Nike Nicolic, Ada Nori, Giancarlo Nucci, Lucio Oliveri, Lionella Parolari, Paolo Pelizzoli, Bruno Pellegrini, Vincenzo Pellitta, Lucio Perna, Edy Persichelli, Gabriella Pettinato, Barbara Pietrasanta, Raffaella Pinna, Stefano Pizzi, Sante Pizzol, Giancarlo Pozzi, Pablo Presta Coco, Tiziana Priori, Fabiola Quezada, Lucilla Restelli, Isabella Rigamonti, Maria Luisa Ritorno, Massimo Romani, Dario Romano, Zheng Rong, Guido Rosa, Luigi Rossanigo, Roberta Rossi, Anna Santinello, Tano Santoro, Giorgio Scano, Ida Rosa Scotti, SirSkape, Filippo Soddu, Silvana Spennati, Kazuto Takegami, Erminio Tansini, Nadia Tognazzo, Togo, Alessia Tortoreto, Laura Tosca, Caterina Tosoni, Giulia Traverso, Fiorenza Valenti, Alberto Venditti, Silvia Venuti, Armanda Verdirame, Bianca Visentin, Lionella Volontè, Monika Wolf, Dario Zaffaroni.
Opera in mostra
Massimo Girelli
Capuleti, 2019 – feltro, 50 × 50 cm
L’opera Capuleti nasce da un percorso di archeologia e antropologia simbolica. L’artista preleva dalla chiave di volta della Casa di Giulietta il cappello araldico della casata, trasponendolo in un dispositivo estetico contemporaneo. Il feltro nero, ridotto a forma essenziale, oscilla tra scultura e reliquia culturale, mentre lo sfondo verde saturo lo proietta in un campo pittorico demitizzato e ludico. La tesa ampia e il cordoncino simmetrico ne esaltano la ritualità e la tridimensionalità plastica. In relazione al tema della mostra, il lavoro evidenzia il passaggio dalla memoria figurativa alla sintesi formale: l’immagine storica viene progressivamente ridotta fino a diventare segno, condensando l’immaginario di Romeo and Juliet in un elemento simbolico. Il cappello si configura come simulacro e oggetto d’arte che riattiva la memoria dei Capuleti e il mito shakespeariano veronese, trasformando il riferimento storico in riscrittura del segno. L’immagine viene de-strutturata in chiave araldica processuale e riletta in senso Fluxus, come pratica che integra arte, azione e vita quotidiana. In questo quadro, la logica anti-auratica privilegia processi e trasformazioni del segno rispetto all’opera-oggetto, ridefinendo la storia come campo dinamico tra memoria culturale, avanguardie e astrazione contemporanea, dove il mito è continuamente riattivato.
Massimo Girelli (Verona, 1969), artista professore diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, insegna al Liceo Artistico di Verona. La sua ricerca dialoga con l’arte contemporanea, dall’iconismo di Richard Hamilton e Andy Warhol alle riflessioni antropologiche di Joseph Beuys, fino alla tensione materica di Alberto Burri e al gesto pittorico di Jackson Pollock ed Emilio Vedova. Tra le esposizioni recenti: Appesi a un filo (2025) Museo della Permanente di Milano e la mostra al Monastero di Cairate. In precedenza: Ichthys (2016) alla Galleria G.B. Bosio, Agnus Dei (2017) a San Pietro in Monastero e Spirito Creatore (2018) a San Pietro Incarnario con la Società Belle Arti di Verona. Ha esposto a Villa Farsetti (VE) in rassegne internazionali a Londra e Innsbruck.
www.massimogirelli.it - massimogirelli25@gmail.com | IG: @massimogirelli25 FB: massimo.girelli.7
Artisti della Permanente in Permanente
a cura della Commissione Artistica 2025-2026
Sergio Colleoni, Achille Guzzardella, Bruno Pellegrini
inaugurazione giovedì 14 maggio, ore 17.00
apertura al pubblico 15-29 maggio 2026
orari tutti i giorni, 10.00-13.00; 14.30-18.00
sede: Museo della Permanente, via Turati 34, Milano
ingresso libero
Figurazione e astrazione del possibile è la mostra annuale dei soci artisti della Permanente, che vuole offrire al pubblico uno sguardo più profondo sullo spirito creativo di ciascun artista, mostrando come ogni opera sia il risultato di una personale riflessione sul fare arte. In questo spazio di relazione tra visione individuale ed esperienza condivisa, l’opera diventa il luogo in cui l’immaginazione prende forma e il possibile si rende visibile.
A cura della Commissione Artistica 2025-2026, composta da Sergio Colleoni, Achille Guzzardella, Bruno Pellegrini, la rassegna presenta oltre centotrenta opere, tra pittura, scultura, fotografia e installazioni.
Il tema della mostra invita a considerare il processo formativo sotteso all’opera, dagli studi iniziali fino alla realizzazione compiuta. Il valore di questo percorso risiede nel suo potere rivelatore: attraverso le scelte linguistiche, stilistiche e poetiche che ogni autore compie in modo autonomo, il processo creativo diventa parte integrante dell’opera stessa.
Ciò che si offre allo sguardo è infatti il punto di approdo di una ricerca più ampia. Prima della sua definizione compiuta, l’opera attraversa una fase di elaborazione in cui emergono intuizioni, variazioni e tensioni formali. Anche quando tali passaggi non sono direttamente visibili, essi restano inscritti nella struttura dell’immagine: nelle relazioni tra segno e spazio, tra materia e ritmo, tra forma e percezione.
Soci Artisti:
Silvia Abbiezzi, Ernesto Achilli, Nino Attinà, Orazio Barbagallo, Mario Battimiello, Silvia Battisti, Marco Bellagamba, Erika Bellanca, Ennio Bencini, Mario Benedetto, Sara Benedetto, Rita Bertrecchi, Levijana Bjelan, Wally Bonafè, Roberto Borra, Marco Bozzini, Cristina Bracaloni, Eduardo Brocca Toletti, Michell Campanale, Matteo Cannata, Alessandra Cantamessa, Franca Cantini, Carmine Caputo di Roccanova, Amalia Caracciolo, Caro, Giorgio Casati, Gianpiero Castiglioni, Carlo Catiri, Giorgio Celon, Giancarlo Cerri, Giovanni Cerri, Alessandra Chiappini, Simonetta Chierici, Francesco Paolo Ciaccheri, Giuliana Cioffi, Sergio Colleoni, Vira Colombo, C.M. Conrad, Giuliana Consilvio, Antonella Cotta, Maria Credidio, Giulio Crisanti, Angelo de Francisco, Rinaldo Degradi, Luigi Dellatorre, Antonio Devicenzi, Laura Di Fazio, Pino Di Gennaro, Alessandro Docci, Lorenzo Donati, Daniela Doni, Gian Paolo Dulbecco, Elias, Alì Farahzad, Gabriel Fekete, Davide Ferro, Luisa Fontalba, Emanuela Franchin, Luigi Fulvi, Renato Galbusera, Andreina Galimberti, Antonella Gerbi, Renata Ghiazza, Antonella Giapponesi Tarenghi, Massimo Girelli, Antonio Paolo Granato, Eros Guglielmo, Anna Francesca Gutris, Achille Guzzardella, Eva Hodinovà, Katalin Kollar, Vanna Lancini, Pino Lia, Isa Locatelli, Loi Di Campi, Lydia Lorenzi, Francesca Lucchini, Mario Lux, Giovanna Madoi, Francesca Magro, Loredana Marinelli, Ruggero Marrani, Paolo Matteucci, Giovanni Mattio, Pinuccia Mazzocco, Alfredo Mazzotta, Paolo Menon, Fabrizio Molinario, Sara Montani, Marisa Montesissa, Lorenza Morandotti, Elvino Motti, Svetlana Nike Nicolic, Ada Nori, Giancarlo Nucci, Lucio Oliveri, Lionella Parolari, Paolo Pelizzoli, Bruno Pellegrini, Vincenzo Pellitta, Lucio Perna, Edy Persichelli, Gabriella Pettinato, Barbara Pietrasanta, Raffaella Pinna, Stefano Pizzi, Sante Pizzol, Giancarlo Pozzi, Pablo Presta Coco, Tiziana Priori, Fabiola Quezada, Lucilla Restelli, Isabella Rigamonti, Maria Luisa Ritorno, Massimo Romani, Dario Romano, Zheng Rong, Guido Rosa, Luigi Rossanigo, Roberta Rossi, Anna Santinello, Tano Santoro, Giorgio Scano, Ida Rosa Scotti, SirSkape, Filippo Soddu, Silvana Spennati, Kazuto Takegami, Erminio Tansini, Nadia Tognazzo, Togo, Alessia Tortoreto, Laura Tosca, Caterina Tosoni, Giulia Traverso, Fiorenza Valenti, Alberto Venditti, Silvia Venuti, Armanda Verdirame, Bianca Visentin, Lionella Volontè, Monika Wolf, Dario Zaffaroni.
Opera in mostra
Massimo Girelli
Capuleti, 2019 – feltro, 50 × 50 cm
L’opera Capuleti nasce da un percorso di archeologia e antropologia simbolica. L’artista preleva dalla chiave di volta della Casa di Giulietta il cappello araldico della casata, trasponendolo in un dispositivo estetico contemporaneo. Il feltro nero, ridotto a forma essenziale, oscilla tra scultura e reliquia culturale, mentre lo sfondo verde saturo lo proietta in un campo pittorico demitizzato e ludico. La tesa ampia e il cordoncino simmetrico ne esaltano la ritualità e la tridimensionalità plastica. In relazione al tema della mostra, il lavoro evidenzia il passaggio dalla memoria figurativa alla sintesi formale: l’immagine storica viene progressivamente ridotta fino a diventare segno, condensando l’immaginario di Romeo and Juliet in un elemento simbolico. Il cappello si configura come simulacro e oggetto d’arte che riattiva la memoria dei Capuleti e il mito shakespeariano veronese, trasformando il riferimento storico in riscrittura del segno. L’immagine viene de-strutturata in chiave araldica processuale e riletta in senso Fluxus, come pratica che integra arte, azione e vita quotidiana. In questo quadro, la logica anti-auratica privilegia processi e trasformazioni del segno rispetto all’opera-oggetto, ridefinendo la storia come campo dinamico tra memoria culturale, avanguardie e astrazione contemporanea, dove il mito è continuamente riattivato.
Massimo Girelli (Verona, 1969), artista professore diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, insegna al Liceo Artistico di Verona. La sua ricerca dialoga con l’arte contemporanea, dall’iconismo di Richard Hamilton e Andy Warhol alle riflessioni antropologiche di Joseph Beuys, fino alla tensione materica di Alberto Burri e al gesto pittorico di Jackson Pollock ed Emilio Vedova. Tra le esposizioni recenti: Appesi a un filo (2025) Museo della Permanente di Milano e la mostra al Monastero di Cairate. In precedenza: Ichthys (2016) alla Galleria G.B. Bosio, Agnus Dei (2017) a San Pietro in Monastero e Spirito Creatore (2018) a San Pietro Incarnario con la Società Belle Arti di Verona. Ha esposto a Villa Farsetti (VE) in rassegne internazionali a Londra e Innsbruck.
www.massimogirelli.it - massimogirelli25@gmail.com | IG: @massimogirelli25 FB: massimo.girelli.7
14
maggio 2026
Figurazione e Astrazione del Possibile
Dal 14 al 29 maggio 2026
arte contemporanea
Location
MUSEO DELLA PERMANENTE
Milano, Via Filippo Turati, 34, (Milano)
Milano, Via Filippo Turati, 34, (Milano)
Orario di apertura
tutti i giorni, 10-13 e 14.30-18 _ apertura al pubblico 15-29 maggio 2026
Vernissage
14 Maggio 2026, ore 17.00
Sito web
Ufficio stampa
Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
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