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Marco Randazzo – Partitura della Superficie. La tela come spartito, il gesto come nota
ARTISTA presenta:
MARCO RANDAZZO
PARTITURA DELLA SUPERFICIE
In Partitura della superficie, Randazzo concepisce la tela come uno spartito aperto, un luogo in cui
il colore si muove come un suono e il segno diventa una notazione del corpo.
Comunicato stampa
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COMUNICATO STAMPA
ARTISTA presenta Partitura della superficie, la tela come spartito, il gesto come nota, la nuova
mostra personale di Marco Randazzo, artista la cui ricerca pittorica indaga il rapporto tra gesto,
ritmo e materia. L’esposizione riunisce una selezione di opere alcune recenti, che testimoniano
l’evoluzione di un linguaggio visivo sempre più essenziale, fisico e musicale.
In Partitura della superficie, Randazzo concepisce la tela come uno spartito aperto, un luogo in cui
il colore si muove come un suono e il segno diventa una notazione del corpo. Linee, cerchi,
campiture dense e strappi emergono come elementi ritmici: battiti, pause, variazioni. La pittura
non è più soltanto immagine, ma una scrittura del tempo, un dispositivo che registra intensità,
esitazioni, accelerazioni.
La mostra mette in luce la tensione costante tra controllo e abbandono che caratterizza la pratica
dell’artista. Le superfici, spesso attraversate da imperfezioni volontarie, fori o interruzioni,
introducono silenzi visivi che dialogano con la densità materica. Come in una composizione
musicale contemporanea, l’ordine convive con l’imprevisto, la ripetizione con la deriva, la struttura
con l’apertura.
«Dipingo per ascoltare ciò che non riesco a dire» afferma Randazzo. Ed è proprio questa
dimensione di ascolto — intimo, fisico, quasi respiratorio — a guidare il percorso espositivo.
Le opere invitano il pubblico a leggere la pittura come si leggerebbe una musica: seguendo i ritmi,
riconoscendo le variazioni, lasciandosi attraversare dai vuoti e dalle sospensioni.
In questo dialogo tra visivo e sonoro, Randazzo costruisce una grammatica personale, fatta di
materia che vibra, di segni che cercano un ordine possibile, di
superfici che diventano mappe emotive che non può essere detto con le parole: un linguaggio che
nasce dal corpo e ritorna al corpo, come un’eco.
Partitura della superficie offre così una visione della pittura come atto performativo, come gesto
che si fa traccia, come ritmo che si fa forma. Una ricerca che affonda nella materia per restituire un
linguaggio essenziale, diretto, vibrante.
Partitura della superficie è dunque un invito a entrare in un tempo diverso — un tempo lento,
circolare, scandito da gesti che si ripetono e si trasformano. Un tempo che non si misura, ma si
sente.
Marco Randazzo (Siracusa, 1983) vive e lavora tra Avola e Milano .
Si forma all’Accademia di Belle Arti di Catania (Pittura, 2007) e all’Accademia di Brera
(Arti Visive – Grafica, 2010).
La sua ricerca si concentra sulla relazione tra gesto, ritmo e materia, attraverso una pittura che
unisce segno, densità cromatica e interventi fisici sulla superficie.
Ha esposto in Italia e all’estero, (Berlino, Monaco, Osaka, Stoccolma, Londra, Miami, New York)
collaborando con gallerie e collettivi che valorizzano la sperimentazione contemporanea.
Rosella Fusi
infoarti.stamonza@gmail.com - www.arti-sta.com
ARTISTA presenta Partitura della superficie, la tela come spartito, il gesto come nota, la nuova
mostra personale di Marco Randazzo, artista la cui ricerca pittorica indaga il rapporto tra gesto,
ritmo e materia. L’esposizione riunisce una selezione di opere alcune recenti, che testimoniano
l’evoluzione di un linguaggio visivo sempre più essenziale, fisico e musicale.
In Partitura della superficie, Randazzo concepisce la tela come uno spartito aperto, un luogo in cui
il colore si muove come un suono e il segno diventa una notazione del corpo. Linee, cerchi,
campiture dense e strappi emergono come elementi ritmici: battiti, pause, variazioni. La pittura
non è più soltanto immagine, ma una scrittura del tempo, un dispositivo che registra intensità,
esitazioni, accelerazioni.
La mostra mette in luce la tensione costante tra controllo e abbandono che caratterizza la pratica
dell’artista. Le superfici, spesso attraversate da imperfezioni volontarie, fori o interruzioni,
introducono silenzi visivi che dialogano con la densità materica. Come in una composizione
musicale contemporanea, l’ordine convive con l’imprevisto, la ripetizione con la deriva, la struttura
con l’apertura.
«Dipingo per ascoltare ciò che non riesco a dire» afferma Randazzo. Ed è proprio questa
dimensione di ascolto — intimo, fisico, quasi respiratorio — a guidare il percorso espositivo.
Le opere invitano il pubblico a leggere la pittura come si leggerebbe una musica: seguendo i ritmi,
riconoscendo le variazioni, lasciandosi attraversare dai vuoti e dalle sospensioni.
In questo dialogo tra visivo e sonoro, Randazzo costruisce una grammatica personale, fatta di
materia che vibra, di segni che cercano un ordine possibile, di
superfici che diventano mappe emotive che non può essere detto con le parole: un linguaggio che
nasce dal corpo e ritorna al corpo, come un’eco.
Partitura della superficie offre così una visione della pittura come atto performativo, come gesto
che si fa traccia, come ritmo che si fa forma. Una ricerca che affonda nella materia per restituire un
linguaggio essenziale, diretto, vibrante.
Partitura della superficie è dunque un invito a entrare in un tempo diverso — un tempo lento,
circolare, scandito da gesti che si ripetono e si trasformano. Un tempo che non si misura, ma si
sente.
Marco Randazzo (Siracusa, 1983) vive e lavora tra Avola e Milano .
Si forma all’Accademia di Belle Arti di Catania (Pittura, 2007) e all’Accademia di Brera
(Arti Visive – Grafica, 2010).
La sua ricerca si concentra sulla relazione tra gesto, ritmo e materia, attraverso una pittura che
unisce segno, densità cromatica e interventi fisici sulla superficie.
Ha esposto in Italia e all’estero, (Berlino, Monaco, Osaka, Stoccolma, Londra, Miami, New York)
collaborando con gallerie e collettivi che valorizzano la sperimentazione contemporanea.
Rosella Fusi
infoarti.stamonza@gmail.com - www.arti-sta.com
09
maggio 2026
Marco Randazzo – Partitura della Superficie. La tela come spartito, il gesto come nota
Dal 09 al 23 maggio 2026
arte contemporanea
Location
ARTI STA
Monza, Vicolo Lambro, 1, (MB)
Monza, Vicolo Lambro, 1, (MB)
Orario di apertura
sabato ore 16.30-19
domenica 11-13 e 16.30-19
Vernissage
9 Maggio 2026, ore 18.00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Allestimento
Progetto grafico
Produzione organizzazione
Patrocini
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