Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Ilona Dell’Olio – Microcosmi di libertà
La mostra presenta oltre venti opere inedite che indagano il tema del gioco non come semplice svago, ma come pratica culturale, politica e conoscitiva, capace di costruire relazioni e ridefinire il reale.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
COMUNICATO STAMPA
Galleria Fidia è lieta di presentare Microcosmi di libertà, mostra personale dell’artista Ilona Dell’Olio, a cura di Vittoria Mascellaro. L'esposizione, che inaugurerà il 7 maggio 2026 e sarà visitabile fino a 21 maggio, offre una riflessione profonda sul gioco inteso non come semplice svago, ma come matrice culturale, pratica politica e dispositivo di conoscenza.
Il lavoro di Ilona Dell’Olio si sviluppa attraverso un percorso indipendente, costruito al di fuori di traiettorie espositive canoniche e profondamente legato all’esperienza diretta. Nel corso degli anni ha vissuto e lavorato tra Miami, NewYork, Brasile, Italia e Fuerteventura, attraversando contesti tra loro molto diversi, spesso lontani dai circuiti istituzionali, e costruendo una pratica libera, aperta anche a modalità espositive spontanee e situate.
Se nei primi lavori la pittura si caratterizzava per una dimensione più istintiva e materica, legata all’urgenza del gesto e alla stratificazione dell’esperienza, le opere più recenti testimoniano un momento di particolare maturità. La pittura appare oggi più essenziale, limpida e consapevole, capace di restituire emozione e verità senza enfasi, attraverso la misura del segno e l’intensità del gesto.
Questa trasformazione diventa il nucleo del progetto espositivo, in cui Dell’Olio eleva il gesto ludico a strumento di indagine del presente. Richiamando i pensieri di filosofi e teorici come Johan Huizinga, Ermanno Bencivenga e Friedrich Schiller, l’artista trasforma le dinamiche infantili in “microcosmi” di negoziazione sociale: sistemi di regole condivise, spazi di relazione e forme di apprendimento incarnato. Saltare la corda, tracciare segni con il gesso o occupare lo spazio urbano smettono così di essere azioni effimere per configurarsi come pratiche fondative di costruzione del reale. Come afferma la curatrice: nelle opere di Dell’Olio «il gioco non è un residuo dell'infanzia, ma una pratica primaria di costruzione del mondo».
Il percorso presenta oltre venti opere inedite, che esplorano la tensione tra il corpo, lo spazio e l’altro.Tra queste si riconoscono: My heart skipped a beat (2026),dove il salto della corda si fa metafora di un patto collettivo e di una coordinazione necessaria e The ground was my canvas (2026), l’artista indaga la traccia effimera del gesso come sedimento di un’esperienza conoscitiva.
La dimensione relazionale si intensifica nella tensione competitiva in Number Two (2026), fino a ritrovare una forma essenziale di presenza in Without Wi-Fi (2026), dove l’assenza di mediazione tecnologica restituisce centralità al corpo e all’incontro.
La mostra invita a riconoscere nel gioco una pratica attiva e necessaria per abitare il mondo e ridefinire il reale attraverso la cooperazione e la comunità.
NoteBiografiche
Ilona Dell’Olio nasce a Ferentino. Dopo gli studi artistici, sviluppa la propria pratica in modo autonomo, seguendo un percorso indipendente. La sua ricerca si costruisce attraverso una serie di spostamenti e permanenze in contesti geografici differenti: viveper circa tre anni a Miami e un anno a NewYork, per poi tornare in Italia tra il Circeo e Napoli. Successivamente trascorre un anno in Brasile, in un contesto isolato e non urbanizzato, prima di stabilirsi a lungo a Fuerteventura, dove vive per circa sei anni. Queste esperienze, vissute in modo diretto e quotidiano, costituiscono il nucleo della sua formazione, incidendo profondamente sul suo modo di lavorare e di pensare la pittura.
Parallelamente alla pittura, sviluppa una pratica performativa basata sulla live painting, che diventa una componente centrale del suo lavoro. La sua pratica entra in dialogo a partire dal 2020 con contesti più strutturati, si ricordano a questo proposito la collaborazione con la St-Art Art Gallery di Amsterdam, dove realizza una prima serie di opere durante una residenza, e con la galleria Ada di Frosinone, che presenta la sua prima personale, seguita da una mostra collettiva. A Fuerteventura avvia insieme al musicista e produttore Christopher Blakey il progetto Lunar Dreams, che unisce pittura e musica in performance dal vivo, presentato anche in tournée in Italia. Attualmente lavora in Italia tra pittura e performance, portando avanti una ricerca in continua evoluzione.
Vittoria Mascellaro è curatrice indipendente e dottoranda in Film, Audiovisual Arts,Sound and Media Studies presso l’Accademia Belle Arti di Napoli. La sua progettualità si distingue per l'attenzione ai linguaggi contemporanei e alle implicazioni sociologiche delle pratiche artistiche. Ha curato nel 2025 Paura della solitudine di Mirko Leuzzi presso Galleria Anna Marra a Roma, AI_phagocytosis di Andrea Meregalli presso Geico Spa a Cinisello; nel 2024 Come in cielo così in terra di Francesco Re Li Calzi presso Monu Gallery a Catania, Ingordo di cura di Chiara Andolina presso BOOMing Contemporary Art Show a Bologna, collective PSYCHE di Andrea Meregalli presso Villa Contemporanea a Monza. È cultrice della materia di Sociologia dell’arte all’Accademia Belle Arti di Catania e docente di Introduction to AI and Ethics in Artificial Intelligence presso ITSAR Angelo Rizzoli.
INFOECONTATTI
Galleria Fidia Via Angelo Brunetti 49, Roma
Sitoweb:https://www.artefidia.com
Email:info@artefidia.com
Orari di apertura:Lun-Ven 10:30-13/16-19:30– Sabato pomeriggio e domenica chiuso
Galleria Fidia è lieta di presentare Microcosmi di libertà, mostra personale dell’artista Ilona Dell’Olio, a cura di Vittoria Mascellaro. L'esposizione, che inaugurerà il 7 maggio 2026 e sarà visitabile fino a 21 maggio, offre una riflessione profonda sul gioco inteso non come semplice svago, ma come matrice culturale, pratica politica e dispositivo di conoscenza.
Il lavoro di Ilona Dell’Olio si sviluppa attraverso un percorso indipendente, costruito al di fuori di traiettorie espositive canoniche e profondamente legato all’esperienza diretta. Nel corso degli anni ha vissuto e lavorato tra Miami, NewYork, Brasile, Italia e Fuerteventura, attraversando contesti tra loro molto diversi, spesso lontani dai circuiti istituzionali, e costruendo una pratica libera, aperta anche a modalità espositive spontanee e situate.
Se nei primi lavori la pittura si caratterizzava per una dimensione più istintiva e materica, legata all’urgenza del gesto e alla stratificazione dell’esperienza, le opere più recenti testimoniano un momento di particolare maturità. La pittura appare oggi più essenziale, limpida e consapevole, capace di restituire emozione e verità senza enfasi, attraverso la misura del segno e l’intensità del gesto.
Questa trasformazione diventa il nucleo del progetto espositivo, in cui Dell’Olio eleva il gesto ludico a strumento di indagine del presente. Richiamando i pensieri di filosofi e teorici come Johan Huizinga, Ermanno Bencivenga e Friedrich Schiller, l’artista trasforma le dinamiche infantili in “microcosmi” di negoziazione sociale: sistemi di regole condivise, spazi di relazione e forme di apprendimento incarnato. Saltare la corda, tracciare segni con il gesso o occupare lo spazio urbano smettono così di essere azioni effimere per configurarsi come pratiche fondative di costruzione del reale. Come afferma la curatrice: nelle opere di Dell’Olio «il gioco non è un residuo dell'infanzia, ma una pratica primaria di costruzione del mondo».
Il percorso presenta oltre venti opere inedite, che esplorano la tensione tra il corpo, lo spazio e l’altro.Tra queste si riconoscono: My heart skipped a beat (2026),dove il salto della corda si fa metafora di un patto collettivo e di una coordinazione necessaria e The ground was my canvas (2026), l’artista indaga la traccia effimera del gesso come sedimento di un’esperienza conoscitiva.
La dimensione relazionale si intensifica nella tensione competitiva in Number Two (2026), fino a ritrovare una forma essenziale di presenza in Without Wi-Fi (2026), dove l’assenza di mediazione tecnologica restituisce centralità al corpo e all’incontro.
La mostra invita a riconoscere nel gioco una pratica attiva e necessaria per abitare il mondo e ridefinire il reale attraverso la cooperazione e la comunità.
NoteBiografiche
Ilona Dell’Olio nasce a Ferentino. Dopo gli studi artistici, sviluppa la propria pratica in modo autonomo, seguendo un percorso indipendente. La sua ricerca si costruisce attraverso una serie di spostamenti e permanenze in contesti geografici differenti: viveper circa tre anni a Miami e un anno a NewYork, per poi tornare in Italia tra il Circeo e Napoli. Successivamente trascorre un anno in Brasile, in un contesto isolato e non urbanizzato, prima di stabilirsi a lungo a Fuerteventura, dove vive per circa sei anni. Queste esperienze, vissute in modo diretto e quotidiano, costituiscono il nucleo della sua formazione, incidendo profondamente sul suo modo di lavorare e di pensare la pittura.
Parallelamente alla pittura, sviluppa una pratica performativa basata sulla live painting, che diventa una componente centrale del suo lavoro. La sua pratica entra in dialogo a partire dal 2020 con contesti più strutturati, si ricordano a questo proposito la collaborazione con la St-Art Art Gallery di Amsterdam, dove realizza una prima serie di opere durante una residenza, e con la galleria Ada di Frosinone, che presenta la sua prima personale, seguita da una mostra collettiva. A Fuerteventura avvia insieme al musicista e produttore Christopher Blakey il progetto Lunar Dreams, che unisce pittura e musica in performance dal vivo, presentato anche in tournée in Italia. Attualmente lavora in Italia tra pittura e performance, portando avanti una ricerca in continua evoluzione.
Vittoria Mascellaro è curatrice indipendente e dottoranda in Film, Audiovisual Arts,Sound and Media Studies presso l’Accademia Belle Arti di Napoli. La sua progettualità si distingue per l'attenzione ai linguaggi contemporanei e alle implicazioni sociologiche delle pratiche artistiche. Ha curato nel 2025 Paura della solitudine di Mirko Leuzzi presso Galleria Anna Marra a Roma, AI_phagocytosis di Andrea Meregalli presso Geico Spa a Cinisello; nel 2024 Come in cielo così in terra di Francesco Re Li Calzi presso Monu Gallery a Catania, Ingordo di cura di Chiara Andolina presso BOOMing Contemporary Art Show a Bologna, collective PSYCHE di Andrea Meregalli presso Villa Contemporanea a Monza. È cultrice della materia di Sociologia dell’arte all’Accademia Belle Arti di Catania e docente di Introduction to AI and Ethics in Artificial Intelligence presso ITSAR Angelo Rizzoli.
INFOECONTATTI
Galleria Fidia Via Angelo Brunetti 49, Roma
Sitoweb:https://www.artefidia.com
Email:info@artefidia.com
Orari di apertura:Lun-Ven 10:30-13/16-19:30– Sabato pomeriggio e domenica chiuso
07
maggio 2026
Ilona Dell’Olio – Microcosmi di libertà
Dal 07 al 21 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Galleria Fidia
Roma, Via Angelo Brunetti, 49, (RM)
Roma, Via Angelo Brunetti, 49, (RM)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì 11-19
sabato e festivi su appuntamento
Vernissage
7 Maggio 2026, h 18
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
.jpg)






