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Antonio Dei Rossi – Arte in Murrina
Galleria Abscondita presenta Arte in Murrina, prima mostra romana dedicata ad Antonio Dei Rossi, unico erede della murrina figurativa veneziana. In mostra oltre 140 murrine figurative in vetro di Murano, vasi-scultura e gioielli realizzati dal 1999 a oggi.
Comunicato stampa
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La Galleria Abscondita presenta la mostra ARTE IN MURRINA in Via della Scrofa 114, Roma. L’esposizione è dedicata alla ricerca artistica di Antonio Dei Rossi, unica espressione vivente della murrina figurativa contemporanea veneziana e ultimo rappresentante di questa tradizione, nata nella seconda metà dell’Ottocento.
Quando si prende in mano una murrina di Antonio Dei Rossi per la prima volta, sono diverse le sensazioni che questa esperienza suscita in noi. L’aspetto immediato, tattile e gestuale, ci espone innanzitutto a un senso di spaesamento e di curiosità: si tratta di un oggetto non comune, a cui non siamo abituati e di cui percepiamo la rarità, perché ci sono oscure le origini e gli scopi.
La piccola misura dell’oggetto obbliga lo sguardo a rallentare, a soffermarsi e gradualmente si riconosce un’icona, una figura che, una volta messa a fuoco, diventa familiare. Ci si interroga quindi su come questo oggetto sia stato creato e si intuisce che è completamente in vetro – non dipinto, ma un unico blocco fuso a caldo – in cui tutti gli elementi sono inscindibili. Una volta compreso il processo di creazione della murrina, si torna a immergersi nell’immagine ritratta in questo disco di vetro. Il perimetro fisico funziona da cornice concettuale e apre uno sguardo prospettico su una porzione di mondo.
Più a lungo si osserva la murrina, più ci si immedesima nel mondo vivente e dinamico del soggetto ritratto. Ci trascina a sé come un vortice vertiginoso: sentiamo i ruggiti dei felini della savana, il cinguettio degli uccelli selvatici, il profumo dei fiori, il rumore del mare, il fruscio delle elitre degli insetti.
I ritratti ci osservano tanto quanto li osserviamo noi e le murrine più sperimentali introducono nella storia di quest’arte elementi mai tentati fino a oggi: ritratti su superfici convesse (Occhio, 2007), ricorsioni iconiche (Tautologia [mano], 2024), prospettive illusorie (Orecchino, 2025). L’arte di Antonio Dei Rossi non imita la realtà ma, evocandola, la materializza e le dona una presenza fuori dal tempo.
Al pari di un moderno Atlante, Dei Rossi porta su di sé la tradizione artistica della murrina figurativa veneziana. Eredita le tecniche impiegate a Murano dalla metà dell’800 e riscoperte da suo padre nel tardo ’900, e rievoca le soluzioni concettuali e formali, in miniatura, dei tondi rinascimentali e dei clipei greci e romani.
La murrina condivide la forma, il peso e l’intensità iconografica con la moneta. Passa di mano in mano e porta con sé il segno di chi l’ha fatta. Non si possiede o si colleziona per riempire uno spazio, ma per custodire qualcosa di prezioso. Roma accoglie l’opera di Antonio Dei Rossi come ha sempre accolto ciò che porta il segno del tempo: con la consapevolezza silenziosa di chi riconosce il valore duraturo delle cose.
Curata da Gabriele Frasca, la mostra presenta un’ampia selezione delle murrine figurative dell’artista, realizzate in oltre vent’anni di attività, insieme a una selezione di oggetti di design — vasi e gioielli — in cui la murrina è protagonista. Il catalogo, pubblicato in occasione della mostra, include un testo di Alberto Toso Fei, saggista, scrittore ed esperto di storia di Venezia e Murano. Le opere di Antonio Dei Rossi sono conservate nella collezione del Museo del Vetro di Murano, Venezia.
Quando si prende in mano una murrina di Antonio Dei Rossi per la prima volta, sono diverse le sensazioni che questa esperienza suscita in noi. L’aspetto immediato, tattile e gestuale, ci espone innanzitutto a un senso di spaesamento e di curiosità: si tratta di un oggetto non comune, a cui non siamo abituati e di cui percepiamo la rarità, perché ci sono oscure le origini e gli scopi.
La piccola misura dell’oggetto obbliga lo sguardo a rallentare, a soffermarsi e gradualmente si riconosce un’icona, una figura che, una volta messa a fuoco, diventa familiare. Ci si interroga quindi su come questo oggetto sia stato creato e si intuisce che è completamente in vetro – non dipinto, ma un unico blocco fuso a caldo – in cui tutti gli elementi sono inscindibili. Una volta compreso il processo di creazione della murrina, si torna a immergersi nell’immagine ritratta in questo disco di vetro. Il perimetro fisico funziona da cornice concettuale e apre uno sguardo prospettico su una porzione di mondo.
Più a lungo si osserva la murrina, più ci si immedesima nel mondo vivente e dinamico del soggetto ritratto. Ci trascina a sé come un vortice vertiginoso: sentiamo i ruggiti dei felini della savana, il cinguettio degli uccelli selvatici, il profumo dei fiori, il rumore del mare, il fruscio delle elitre degli insetti.
I ritratti ci osservano tanto quanto li osserviamo noi e le murrine più sperimentali introducono nella storia di quest’arte elementi mai tentati fino a oggi: ritratti su superfici convesse (Occhio, 2007), ricorsioni iconiche (Tautologia [mano], 2024), prospettive illusorie (Orecchino, 2025). L’arte di Antonio Dei Rossi non imita la realtà ma, evocandola, la materializza e le dona una presenza fuori dal tempo.
Al pari di un moderno Atlante, Dei Rossi porta su di sé la tradizione artistica della murrina figurativa veneziana. Eredita le tecniche impiegate a Murano dalla metà dell’800 e riscoperte da suo padre nel tardo ’900, e rievoca le soluzioni concettuali e formali, in miniatura, dei tondi rinascimentali e dei clipei greci e romani.
La murrina condivide la forma, il peso e l’intensità iconografica con la moneta. Passa di mano in mano e porta con sé il segno di chi l’ha fatta. Non si possiede o si colleziona per riempire uno spazio, ma per custodire qualcosa di prezioso. Roma accoglie l’opera di Antonio Dei Rossi come ha sempre accolto ciò che porta il segno del tempo: con la consapevolezza silenziosa di chi riconosce il valore duraturo delle cose.
Curata da Gabriele Frasca, la mostra presenta un’ampia selezione delle murrine figurative dell’artista, realizzate in oltre vent’anni di attività, insieme a una selezione di oggetti di design — vasi e gioielli — in cui la murrina è protagonista. Il catalogo, pubblicato in occasione della mostra, include un testo di Alberto Toso Fei, saggista, scrittore ed esperto di storia di Venezia e Murano. Le opere di Antonio Dei Rossi sono conservate nella collezione del Museo del Vetro di Murano, Venezia.
08
maggio 2026
Antonio Dei Rossi – Arte in Murrina
Dall'otto al 30 maggio 2026
arte contemporanea
design
altro
design
altro
Location
Galleria Abscondita
Roma, Via della Scrofa, 114, (RM)
Roma, Via della Scrofa, 114, (RM)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 11-19
Gradito appuntamento
Vernissage
8 Maggio 2026, 18-20
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
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