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Elisa Selli – Maguey – Agave
Il paesaggio naturale della regione mesoamericana si fa protagonista di un racconto visivo intimo e stratificato, costruito giorno dopo giorno come pagine di un diario pittorico.
Dipinti di piccole dimensioni, restituiscono dettagli di natura osservata, attraversata, interiorizzata.
Comunicato stampa
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Accumulare decenni di silenzio verde, per poi esplodere in un unico e ultimo gesto verticale: non una metafora, ma la condizione di esistenza del Maguey – Agave in italiano – la pianta ancestrale al centro della cultura messicana,che nasce da un viaggio di ricerca in Messico.
Il paesaggio naturale della regione mesoamericana si fa protagonista di un racconto visivo intimo e stratificato, costruito giorno dopo giorno come pagine di un diario pittorico.
Le opere in mostra, in gran parte dipinti di piccole dimensioni, restituiscono dettagli di natura osservata, attraversata, interiorizzata. Tracce che fanno riaffiorare il ricordo dell’incontro diretto con la potenza vibrante di quell’ecosistema, impossibile da contenere in una sola tela.
La scelta del formato ridotto vuole inoltre richiamare il gesto quotidiano dell’annotazione, trasformando la pittura in una vera e propria pratica diaristica: ogni porzione visiva agisce come frammento di un unico discorso, e l’unico modo per comprenderlo è lasciarsi attraversare dalle eco riportate dall’artista.
Dunque, frammenti di memorie di un viaggio, a cui si accompagna la raccolta di quei materiali emblematici dell’esperienza del viaggiatore, quali cartoline e francobolli.
La sovrapposizione dei diversi elementi ci pone davanti all’eterogeneità sensoriale della memoria, che si ricompone all’interno dello spazio espositivo nello stesso modo in cui una costellazione si rivela agli occhi di chi la osserva.
La pratica pittorica di Elisa Selli gioca fra un approccio figurativo e astratto, dove la natura e il quotidiano diventano la rielaborazione personale di esperienze vissute dall’artista che si traducono poi in scenari universali.
Le opere di Selli sono pitture immerse nel visibile, mediante elementi percepibili in continuo movimento, il quale si esprime come un proseguimento naturale verso la maturazione di una visione. In un continuo fluire di immaginari stratificati e densi, che nella gestualità e nella pregnanza incisiva del segno trovano la loro dimensione, l’artista immagina la superficie del quadro come uno spazio di contemplazione. Nel corso della sua pratica l’artista sceglie di guardare al mondo sensibile e naturale con un approccio femminile in una sinuosità percettibile all’occhio, ma senza attribuirne una assunzione personificata e codificata. Attraverso la pittura, alle volte accompagnata dall’installazione, l’artista ricerca una visione del mondo dilatata e fluida che risulta ammantata di un continuo susseguirsi di immagini reali ma che sfumandosi si trasformano in immaginari onirici.
Elisa Selli studia in modo ricorrente l’elemento naturale come strumento di visione alternando la ricerca fra un’analisi microscopica e macroscopica di scenari vissuti e che lei stessa reinterpreta.
Si serve della pittura per ricreare una dimensione sinergica fatta di campi di forze diversificate e tensve che spingono lo spettatore a riflettere sulla natura del visibile e del reale, servendosi della Natura stessa attribuendone un valore simbolico e archetipico.
Elisa Selli − Linktree
elisa.selli@gmail.com
Atelier sita in Via Cairoli, 63 − 00185 Roma
Il paesaggio naturale della regione mesoamericana si fa protagonista di un racconto visivo intimo e stratificato, costruito giorno dopo giorno come pagine di un diario pittorico.
Le opere in mostra, in gran parte dipinti di piccole dimensioni, restituiscono dettagli di natura osservata, attraversata, interiorizzata. Tracce che fanno riaffiorare il ricordo dell’incontro diretto con la potenza vibrante di quell’ecosistema, impossibile da contenere in una sola tela.
La scelta del formato ridotto vuole inoltre richiamare il gesto quotidiano dell’annotazione, trasformando la pittura in una vera e propria pratica diaristica: ogni porzione visiva agisce come frammento di un unico discorso, e l’unico modo per comprenderlo è lasciarsi attraversare dalle eco riportate dall’artista.
Dunque, frammenti di memorie di un viaggio, a cui si accompagna la raccolta di quei materiali emblematici dell’esperienza del viaggiatore, quali cartoline e francobolli.
La sovrapposizione dei diversi elementi ci pone davanti all’eterogeneità sensoriale della memoria, che si ricompone all’interno dello spazio espositivo nello stesso modo in cui una costellazione si rivela agli occhi di chi la osserva.
La pratica pittorica di Elisa Selli gioca fra un approccio figurativo e astratto, dove la natura e il quotidiano diventano la rielaborazione personale di esperienze vissute dall’artista che si traducono poi in scenari universali.
Le opere di Selli sono pitture immerse nel visibile, mediante elementi percepibili in continuo movimento, il quale si esprime come un proseguimento naturale verso la maturazione di una visione. In un continuo fluire di immaginari stratificati e densi, che nella gestualità e nella pregnanza incisiva del segno trovano la loro dimensione, l’artista immagina la superficie del quadro come uno spazio di contemplazione. Nel corso della sua pratica l’artista sceglie di guardare al mondo sensibile e naturale con un approccio femminile in una sinuosità percettibile all’occhio, ma senza attribuirne una assunzione personificata e codificata. Attraverso la pittura, alle volte accompagnata dall’installazione, l’artista ricerca una visione del mondo dilatata e fluida che risulta ammantata di un continuo susseguirsi di immagini reali ma che sfumandosi si trasformano in immaginari onirici.
Elisa Selli studia in modo ricorrente l’elemento naturale come strumento di visione alternando la ricerca fra un’analisi microscopica e macroscopica di scenari vissuti e che lei stessa reinterpreta.
Si serve della pittura per ricreare una dimensione sinergica fatta di campi di forze diversificate e tensve che spingono lo spettatore a riflettere sulla natura del visibile e del reale, servendosi della Natura stessa attribuendone un valore simbolico e archetipico.
Elisa Selli − Linktree
elisa.selli@gmail.com
Atelier sita in Via Cairoli, 63 − 00185 Roma
07
maggio 2026
Elisa Selli – Maguey – Agave
Dal 07 al 29 maggio 2026
personale
Location
AOCF58 – GALLERIA BRUNO LISI
Roma, Via Flaminia, 58, (Roma)
Roma, Via Flaminia, 58, (Roma)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì ore 17.00 - 19.30 (per appuntamento 3339652149 - chiuso sabato e festivi)
Vernissage
7 Maggio 2026, 18.30 – 20.30
Autore
Curatore
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