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Agata Sand / Laura Vedovati – IN LIMINE Elogio degli spazi marginali
IN LIMINE trasforma Santa Cristina in un varco sensoriale. Dalla materia organica e lavica di Agata Sand nella cripta, al “paesaggio sacrificato” di Laura Vedovati nella navata: un viaggio montaliano tra arte e natura per riscoprire la forza resiliente e spirituale degli spazi marginali.
Comunicato stampa
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L’evento espositivo “IN LIMINE Elogio degli spazi marginali”, che inaugura Sabato 13 giugno alle ore 18.00 presso la Chiesa di Santa Cristina, con il patrocinio del Comune di Cesena, presenta i lavori più recenti di due eclettiche artiste, già note al pubblico cesenate per essersi classificate prima e seconda al Concorso Nazionale Una Porta sul Cielo e al di là il mondo (ed.2024) ottenendo in premio, nello stesso anno, l’organizzazione di una Mostra personale presso Officina dell’Arte.
Agata Sand, cosmopolita, catanese di origine e Laura Vedovati, umbra, operante a Foligno, avviata nel contesto cesenate una proficua collaborazione artistica, sono coautrici, insieme a Cristina Barducci, curatrice, del singolare progetto espositivo che animerà per due settimane, con momenti di approfondimento spettacolo e musica la Chiesa di Contrada Chiaramonti, prima, durante e dopo i tradizionali festeggiamenti del Santo Patrono.
Il titolo “IN LIMINE” oltre a costituire un omaggio ad Eugenio Montale (da Ossi di Seppia) esplora il concetto di "soglia" – fisica, metaforica e sociale – intesa come spazio di transito e di possibilità. Le opere, fruibili in modalità multisensoriale ( tatto, vista e udito primariamente) coinvolgono il visitatore in una riflessione profonda sul valore degli spazi liminali in senso paesaggistico e ambientale, per il portato ecologico di archivi di biodiversità e l’espressione di forza e resilienza dei sistemi biologici ma anche in senso esistenziale e spirituale, squisitamente umano. Per questo la poesia di Eugenio Montale è introduzione e chiave di lettura poetica della mostra .
La parte artistica del progetto si snoda attraverso un contrasto netto e suggestivo, abitando i due livelli dell'architettura del Valadier in successione.
Il percorso ha avvio nella cripta ( si consiglia infatti di accedere alla Chiesa dall’entrata posteriore di Via Mura Federico Comandini): nel segreto della parte ipogea, le opere di Agata Sand celebrano la potenza della materia grezza. Sabbia vulcanica e lava, lavorate con un dripping istintivo e mescolate a frammenti organici, emergono dall'oscurità evocando l’incipit della genesi universale. È la "rete" montaliana che ci stringe alla terra, un’esplorazione materica che profuma di fuoco e radici e che mette in luce le misteriose relazioni tra le forze dicotomiche regolatrici dei processi naturali: vita e morte, generazione e distruzione, organicità e artificio.
Risalendo in chiesa verso la luce, al centro della navata, l'atmosfera muta radicalmente: una sorta di ara pagana si erge su un tappeto orbicolare di 5 metri di diametro raffigurante un Paesaggio simbolico su cui un imponente bassorilievo quadripartito mette in scena il "Sacrificio del paesaggio naturale". Qui, il rigore della forma architettonica e geometrica si fa preghiera laica, invitando a varcare la soglia del disinteresse per riscoprire il valore del territorio che ci ospita, la sua relazione nutriente col cosiddetto terzo paesaggio e il valore simbolico e spirituale degli spazi liminari.
"Cerca una maglia rotta nella rete che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!" scriveva Montale.
La mostra diventa così quel "varco" necessario: un invito a non restare spettatori passivi del mutamento ambientale, ma ad attraversare il limite tra arte e vita.
La Poesia intesa come sentimento lirico, nella sua necessaria e salvifica funzione di soglia e connettore tra mondi, Naturale Umano e Trascendente, e’ uno dei temi di riflessione ed approfondimento del progetto espositivo. Sabato 27 giugno alle ore 10.00, infatti, una performance poetico musicale con i poeti Gianluca Alberti ( in Limine 2021 – Aletti) e Franco Casadei ( Il bianco delle vele 2012 –Raffaelli) letti da Anna Tomassini e Flaviano Buono e accompagnati dalla musica di MAIKO DUO, le cesenati Marta Ghezzi (violino) e Aiko Taddei (arpa celtica), stimolerà nel pubblico
la riflessione sui rapporti tra luoghi, sentimento dei luoghi, sensibilità poetica e spiritualità.
Alle ore 10.00 di Domenica 14 giugno , giorno successivo all’inaugurazione, l’Architetta paesaggista Monica Maroni terrà un incontro pubblico sul tema del Terzo Paesaggio ( il paesaggio marginale degli incolti, dei luoghi abbandonati, delle periferie, degli interstizi tra zone urbanizzate..) e sul valore biologico delle Vagabonde, ovvero le piante spontanee e selvagge che popolano questi luoghi. A seguire l’Associazione AterA organizza una passeggiata urbana guidata con avvistamento / identificazione di essenze botaniche, distinzione delle specie alimurgiche e fitoterapiche e degustazione di un infuso autoprodotto con erbe di raccolta .
“IN LIMINE si offre come spazio di meditazione poetico musicale ed esperienza sensoriale immersiva, dalla lava primordiale di Agata al paesaggio sezionato di Laura, il visitatore è accompagnato in un transito necessario: quello che porta dalla cecità della materia alla responsabilità dello sguardo.
L'iniziativa arricchisce l'offerta culturale cesenate, durante i festeggiamenti di San Giovanni, promuovendo anche la valorizzazione del patrimonio architettonico artistico di Santa Cristina facilitata anche dalla messa a punto di QR CODE esplicativi sulla storia dell’edificio e sull’agiografia della santa martire e favorendo l'aggregazione sociale attraverso visite guidate dalle artiste ed eventi culturali fruibili gratuitamente il sabato e la domenica negli orari di apertura della mostra, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Si potranno inoltre concordare visite fuori orario con appuntamento telefonico ( 3358177851).
Il Caffè della Malatestiana di Piazza Bufalini ospiterà dopo le 19.00 di Sabato 27 giugno, l’aperitivo musicale canoro di finissage. Esibendo il contrassegno di partecipazione alla mostra “ IN LIMINE” gli avventori godranno di una speciale scontistica.
Agata Sand, cosmopolita, catanese di origine e Laura Vedovati, umbra, operante a Foligno, avviata nel contesto cesenate una proficua collaborazione artistica, sono coautrici, insieme a Cristina Barducci, curatrice, del singolare progetto espositivo che animerà per due settimane, con momenti di approfondimento spettacolo e musica la Chiesa di Contrada Chiaramonti, prima, durante e dopo i tradizionali festeggiamenti del Santo Patrono.
Il titolo “IN LIMINE” oltre a costituire un omaggio ad Eugenio Montale (da Ossi di Seppia) esplora il concetto di "soglia" – fisica, metaforica e sociale – intesa come spazio di transito e di possibilità. Le opere, fruibili in modalità multisensoriale ( tatto, vista e udito primariamente) coinvolgono il visitatore in una riflessione profonda sul valore degli spazi liminali in senso paesaggistico e ambientale, per il portato ecologico di archivi di biodiversità e l’espressione di forza e resilienza dei sistemi biologici ma anche in senso esistenziale e spirituale, squisitamente umano. Per questo la poesia di Eugenio Montale è introduzione e chiave di lettura poetica della mostra .
La parte artistica del progetto si snoda attraverso un contrasto netto e suggestivo, abitando i due livelli dell'architettura del Valadier in successione.
Il percorso ha avvio nella cripta ( si consiglia infatti di accedere alla Chiesa dall’entrata posteriore di Via Mura Federico Comandini): nel segreto della parte ipogea, le opere di Agata Sand celebrano la potenza della materia grezza. Sabbia vulcanica e lava, lavorate con un dripping istintivo e mescolate a frammenti organici, emergono dall'oscurità evocando l’incipit della genesi universale. È la "rete" montaliana che ci stringe alla terra, un’esplorazione materica che profuma di fuoco e radici e che mette in luce le misteriose relazioni tra le forze dicotomiche regolatrici dei processi naturali: vita e morte, generazione e distruzione, organicità e artificio.
Risalendo in chiesa verso la luce, al centro della navata, l'atmosfera muta radicalmente: una sorta di ara pagana si erge su un tappeto orbicolare di 5 metri di diametro raffigurante un Paesaggio simbolico su cui un imponente bassorilievo quadripartito mette in scena il "Sacrificio del paesaggio naturale". Qui, il rigore della forma architettonica e geometrica si fa preghiera laica, invitando a varcare la soglia del disinteresse per riscoprire il valore del territorio che ci ospita, la sua relazione nutriente col cosiddetto terzo paesaggio e il valore simbolico e spirituale degli spazi liminari.
"Cerca una maglia rotta nella rete che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!" scriveva Montale.
La mostra diventa così quel "varco" necessario: un invito a non restare spettatori passivi del mutamento ambientale, ma ad attraversare il limite tra arte e vita.
La Poesia intesa come sentimento lirico, nella sua necessaria e salvifica funzione di soglia e connettore tra mondi, Naturale Umano e Trascendente, e’ uno dei temi di riflessione ed approfondimento del progetto espositivo. Sabato 27 giugno alle ore 10.00, infatti, una performance poetico musicale con i poeti Gianluca Alberti ( in Limine 2021 – Aletti) e Franco Casadei ( Il bianco delle vele 2012 –Raffaelli) letti da Anna Tomassini e Flaviano Buono e accompagnati dalla musica di MAIKO DUO, le cesenati Marta Ghezzi (violino) e Aiko Taddei (arpa celtica), stimolerà nel pubblico
la riflessione sui rapporti tra luoghi, sentimento dei luoghi, sensibilità poetica e spiritualità.
Alle ore 10.00 di Domenica 14 giugno , giorno successivo all’inaugurazione, l’Architetta paesaggista Monica Maroni terrà un incontro pubblico sul tema del Terzo Paesaggio ( il paesaggio marginale degli incolti, dei luoghi abbandonati, delle periferie, degli interstizi tra zone urbanizzate..) e sul valore biologico delle Vagabonde, ovvero le piante spontanee e selvagge che popolano questi luoghi. A seguire l’Associazione AterA organizza una passeggiata urbana guidata con avvistamento / identificazione di essenze botaniche, distinzione delle specie alimurgiche e fitoterapiche e degustazione di un infuso autoprodotto con erbe di raccolta .
“IN LIMINE si offre come spazio di meditazione poetico musicale ed esperienza sensoriale immersiva, dalla lava primordiale di Agata al paesaggio sezionato di Laura, il visitatore è accompagnato in un transito necessario: quello che porta dalla cecità della materia alla responsabilità dello sguardo.
L'iniziativa arricchisce l'offerta culturale cesenate, durante i festeggiamenti di San Giovanni, promuovendo anche la valorizzazione del patrimonio architettonico artistico di Santa Cristina facilitata anche dalla messa a punto di QR CODE esplicativi sulla storia dell’edificio e sull’agiografia della santa martire e favorendo l'aggregazione sociale attraverso visite guidate dalle artiste ed eventi culturali fruibili gratuitamente il sabato e la domenica negli orari di apertura della mostra, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Si potranno inoltre concordare visite fuori orario con appuntamento telefonico ( 3358177851).
Il Caffè della Malatestiana di Piazza Bufalini ospiterà dopo le 19.00 di Sabato 27 giugno, l’aperitivo musicale canoro di finissage. Esibendo il contrassegno di partecipazione alla mostra “ IN LIMINE” gli avventori godranno di una speciale scontistica.
13
giugno 2026
Agata Sand / Laura Vedovati – IN LIMINE Elogio degli spazi marginali
Dal 13 al 27 giugno 2026
arte contemporanea
Location
Chiesa di Santa Cristina – Cesena
Cesena, Via Contrada Chiaramonti, 92, (FC)
Cesena, Via Contrada Chiaramonti, 92, (FC)
Orario di apertura
Sabato e Domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00. (Visite feriali su appuntamento: 335 8177851)
Vernissage
13 Giugno 2026, ore 18:00
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