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Alessandra Calò – The Garden’s Tale
The Garden’s Tale di Alessandra Calò è una serie di nature morte realizzate con oggetti tratti dall’ambiente domestico che si alternano a immagini di giardini e di vegetazione, un dialogo tra il mondo della natura e quello costruito dall’uomo.
Comunicato stampa
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The Garden’s Tale di Alessandra Calò è una serie fotografica che si sviluppa attraverso una serie di nature morte realizzate con oggetti tratti dall’ambiente domestico che si alternano a immagini di giardini e di vegetazione, nel solco della poetica dell’artista che cerca da sempre un confronto e dialogo tra il mondo della natura e il mondo costruito dall’uomo.
Piante e vegetali, realizzati in notturna, ripresi con un taglio stretto non paesaggistico, intrecciati e privi di varchi, ci appaiono come muri vegetali ostili ma allo stesso tempo sembra ci invitino a fare uno sforzo: esprimere una chiara volontà di andare oltre ciò che è visibile, cercare un passaggio e individuare dei percorsi interiori atti a superare quel timore insito per l’oscurità e l’ignoto.
Gli oggetti presenti nelle nature morte ci raccontano, invece, una realtà conosciuta, quella della casa: oggetti comuni, strumenti domestici e altri vegetali, frutti e fiori, evocano antiche pitture fiamminghe, fuori dal flusso reale del tempo. Sono ritratti in una luce appena sufficiente alla visione, affiorano dagli sfondi determinati neutri dalla penuria di luce e sono presentati nella loro fissità e stabilità. Pertanto, anch’essi, nonostante siano ‘familiari’, non ci danno rassicurazioni e ci rimandano alla stessa difficoltà che riguarda i notturni selvatici.
Attraverso la fotografia, che, come dice la parola stessa, è scrittura attraverso la luce, Alessandra
Calò ci racconta una storia di oscurità, ma non vista in una accezione negativa.
“La nostra cultura ci ha sempre spinti ad abbinare l’oscurità alla paura e all’ignoto, ma a mio avviso può anche rappresentare una fase necessaria della vita, legata all’introspezione e soprattutto alla trasformazione. In questo progetto quindi, l’uomo viene spinto alla resilienza, ovvero ad adattarsi ad un buio simbolico trasformando l’esperienza negativa in opportunità di crescita e cambiamento interiore.”
Piante e vegetali, realizzati in notturna, ripresi con un taglio stretto non paesaggistico, intrecciati e privi di varchi, ci appaiono come muri vegetali ostili ma allo stesso tempo sembra ci invitino a fare uno sforzo: esprimere una chiara volontà di andare oltre ciò che è visibile, cercare un passaggio e individuare dei percorsi interiori atti a superare quel timore insito per l’oscurità e l’ignoto.
Gli oggetti presenti nelle nature morte ci raccontano, invece, una realtà conosciuta, quella della casa: oggetti comuni, strumenti domestici e altri vegetali, frutti e fiori, evocano antiche pitture fiamminghe, fuori dal flusso reale del tempo. Sono ritratti in una luce appena sufficiente alla visione, affiorano dagli sfondi determinati neutri dalla penuria di luce e sono presentati nella loro fissità e stabilità. Pertanto, anch’essi, nonostante siano ‘familiari’, non ci danno rassicurazioni e ci rimandano alla stessa difficoltà che riguarda i notturni selvatici.
Attraverso la fotografia, che, come dice la parola stessa, è scrittura attraverso la luce, Alessandra
Calò ci racconta una storia di oscurità, ma non vista in una accezione negativa.
“La nostra cultura ci ha sempre spinti ad abbinare l’oscurità alla paura e all’ignoto, ma a mio avviso può anche rappresentare una fase necessaria della vita, legata all’introspezione e soprattutto alla trasformazione. In questo progetto quindi, l’uomo viene spinto alla resilienza, ovvero ad adattarsi ad un buio simbolico trasformando l’esperienza negativa in opportunità di crescita e cambiamento interiore.”
16
maggio 2026
Alessandra Calò – The Garden’s Tale
Dal 16 maggio al 17 luglio 2026
fotografia
Location
STUDIOFAGANEL
Gorizia, Via Xxiv Maggio, 15c, (Gorizia)
Gorizia, Via Xxiv Maggio, 15c, (Gorizia)
Orario di apertura
lunedì—venerdì 16:00—19:00
sabato e mattine su appuntamento
Vernissage
16 Maggio 2026, 18.30
Sito web
Autore
Curatore




