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Stripsody… and many happy returns, Cathy (& Luciano)
Sono trascorsi 60 anni dalla prima esecuzione di Stripsody (1966), un’opera unica che combina immagini, performance e sperimentazione vocale basata sull’uso di suoni onomatopeici ispirati all’iconografia e al linguaggio dei fumetti. Introduce Andrea Garbuglia esecuzione performativa Elisa Bonazzi.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Stripsody
…and many happy returns, Cathy (& Luciano)
neon via San Donato 24/b Bologna
opening sabato 23 maggio 2026 ore 18.00_22.00
ore 19.00 intervento di presentazione Andrea Garbuglia
ore 21.00 performance esecutiva mezzosoprano Elisa Bonazzi
Stripsody (1966) è un'opera unica che combina immagini, performance e sperimentazione vocale basata sull'uso di suoni onomatopeici ispirati all'iconografia e al linguaggio dei fumetti.
neon aveva già incontrato Stripsody nella sua prima sede in via Solferino nel 1991, nell’ambito della mostra di Emilio Fantin Operazione complessa (“Interpretazione” con gli spartiti a fumetti di Roberto Zamarin e esecuzione del trio composto da Daniela Bianchini, Marco Leoni e Ercole D’Aleo).
Stripsody costituisce un artefatto culturale che testimonia di un momento storico e di un ambiente intellettuale e politico particolare: nella sua creazione e sviluppo hanno avuto un ruolo determinante figure diverse come il semiologo Umberto Eco, il pittore Eugenio Carmi e l’illustratore Roberto Zamarin, autore del logo di Lotta Continua e delle strisce di Gasparazzo.
Insieme all’amico Umberto Eco, Cathy Berberian aveva deciso di tradurre in italiano i fumetti di satira politica di Jules Feiffer (1929) contenuti in Sick, Sick, Sick e The Explainers, che in Italia giungono con il titolo Il Complesso facile. Il titolo Stripsody nasce dalla fusione di comic strips e del suffisso–ody. Per la prima esecuzione al Musikfest di Brema, le serigrafie di Eugenio Carmi accompagnano la performance mentre sulla scena la cantante regge una grande partitura, la cui copertina ricorda un libro a fumetti. Un ulteriore lavoro grafico su Stripsody verrà poi realizzato nel 1968 da Roberto Zamarin: una gustosissima e fantasiosa notazione a fumetti pubblicata da Edition Peters.
Figlia di profughi armeni stabilitisi negli Stai Uniti, il mezzosoprano Catherine Anahid Berberian (1925-1983) è stata fonte di ispirazione per numerosi compositori del secondo dopoguerra: da Cage a Stravinskij, da Pousseur a Bussotti, fino a Luciano Berio, con il quale dal 1950 al 1964 ha condiviso sfera privata e sfera artistica. Nell’arco della sua carriera ha saputo confrontarsi con alcune delle principali tendenze musicali del suo tempo: dalla musica elettronica al teatro musicale fino alle cover baroccheggianti di alcuni grandi successi dei Beatles.
Lo scardinamento del già-fatto, l’effrazione provocatoria delle regole, l’evasione dai recinti dei generi musicali la portano via via a rinnovare la tradizione del recital, abolendo ogni forma ritualistica di fruizione. Il suo obiettivo principale? «Pensare soprattutto al pubblico con cui si vuole comunicare, non ai pochi arricciatori di nasi». Cathy Berberian era annoiata dai soliti recital «nei quali un cantante entra e si inchina, sta in piedi accanto al pianoforte e canta, si inchina ed esce di nuovo. Quello che mi serve è il contatto con il mio pubblico».
Muore a Roma il 6 marzo 1983 a causa di un improvviso infarto. Si stava preparando per cantare L'Internazionale nello stile di Marilyn Monroe in un programma televisivo della RAI per
commemorare il centenario della morte di Karl Marx. Sarebbe stata senza dubbio un’occasione memorabile e un altro esempio della personalità e dell'immaginazione sbalorditive che Magnifi-Cathy — come la chiamava il suo amico Umberto Eco — mostrò per tutta la vita, sia sul palco che fuori.
Il display espositivo consiste di questi elementi: l’esecuzione performativa di Stripsody, mezzosoprano Elisa Bonazzi; la riproduzione dell’originale della partitura performativa autografa di Cathy Berberian (courtesy Collezione Cathy Berberian, Paul Sacher Stiftung, Basel); la riproduzione degli originali delle serigrafie di Eugenio Carmi (courtesy Archivio Eugenio Carmi, Milano); lo spartito con i disegni di Roberto Zamarin, C.F. Peters Corporation, New York, London, Frankfurt, 1968; il volume Stripsody nell’edizione originale pubblicata da Arco d'Alibert edizioni d’arte, Roma e Kiko Galleries, Houston, 1966 (courtesy Studio Montespecchio); il volume Stripsody, Nomos edizioni, riedizione del 2013; la documentazione video dell’esecuzione di Stripsody del 1991 (courtesy Emilio Fantin); il volume di Andrea Garbuglia Stripsody La vocazione musicale delle strisce a fumetti (EUM, 2011)
Hanno reso possibile la realizzazione del progetto: Cristina Berio; Elisa Bonazzi; Angela Ida De Benedictis, Collezione Cathy Berberian, Paul Sacher Stiftung; Stefano Carmi e Lis Carpenter, Archivio Eugenio Carmi; Jan van der Donk, Studio Montespecchio; Emanuele Tosi e Daniele Trotta, Nomos Edizioni; Andrea Garbuglia, docente di Semiotica, Università di Macerata; Emilio Fantin
Elisa Bonazzi è mezzosoprano laureata al biennio di canto lirico al Conservatorio di Bologna con una tesi su Monteverdi e Berio e in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Bologna.
Particolarmente interessata al teatro musicale contemporaneo e del Novecento è stata protagonista di Die sieben Todsünden di Kurt Weill su testi di Bertolt Brecht sotto la direzione di Sebastiano Rolli con l’Orchestra UniMi presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano nella Stagione 2024. Lo stesso anno ha interpretato Music for 18 Musicians di Steve Reich con l'Ensemble Sentieri Selvaggi. Ha interpretato la voce 1 in Laborintus II di Berio sotto la direzione diFabrice Pierre al Teatro Comunale di Bologna e di Marcello Panni nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma. Ha eseguito prime assolute e prime italiane: El viento adentro di Marcela Pavia e Sergio Lanza presso AGON Milano, Calimerita di Ivan Fedele al Flagey di Bruxelles, L’amor che move il sole e l’altre stelle di Adriano Guarnieri (Ravenna Festival 2015), La stessa barca di Raffaele Sargenti per Biennale Musica Venezia 2017, Three Angels di Liza Lim (2020), Human Signs di Yuval Avital (2020), Soliloquy e SHAKE! di Claudio Ambrosini in Ateneo Veneto e Biblioteca marciana a Venezia, Sei cose impossibili prima di colazione e Monster Study di Michele Foresi per Ghislierimusica 2017 e Festival Musica In Prossimità di Pinerolo 2018, The wood and the Vine e Forbidden Subjects di David Lang e A Calendar Of Kings di Peter Maxwell Davies per Fondazione Maramotti – Reggio Emilia, a sei voci di Beat Furrer in collaborazione con l’ensemble Vox Altera per il festival La Via Lattea 2017 a Mendrisio. Interessata alla liederistica e più in generale alla musica da camera per voce e pianoforte, si dedica a Liederabende affrontando i grandi classici del repertorio mitteleuropeo. La sua esperienza concertistica riguarda inoltre il periodo barocco nelle sue declinazioni cameristiche e operistiche. Collabora con l’Orchestra da Camera di Parma con cui ha eseguito lo Stabat Mater di Vivaldi e ha partecipato al Festival Internazionale di Musica di Cartagena 2021 come interprete di riferimento per il repertorio barocco sotto la direzione di Sebastiano Rolli. Lo scorso anno ha debuttato come Mezzosoprano nella Messa da Requiem di Mozart per la Stagione concertistica dell'Accademia Filarmonica di Verona. Ha interpretato lo spettacolo Tra la carne e il cielo in due diverse edizioni, con Ennio Fantastichini e successivamente con Moni Ovadia eseguendo musiche di Bach. Ha inciso per Tactus, Glossa, Amadeus.
apertura su appuntamento fino a sabato 6 giugno info +39 328 7517152 neonartecontemporanea@proton.me gallerianeon@substack.com instagram@neon_artecontemporanea
Stripsody
…and many happy returns, Cathy (& Luciano)
neon via San Donato 24b Bologna
Saturday May 23th 6:00 PM
Thirty-five years have passed since neon’s first encounter with Stripsody: it was in 1991 that Emilio Fantin presented a performance of Stripsody as part of his exhibition ‘Operazione Complessa’. This new project aims to celebrate the sixtieth anniversary of Stripsody and, at the same time, commemorate the centenary of the births of Cathy Berberian (1925–1983) and Luciano Berio (1925–2003). Stripsody (1966) is a unique work that combines images, performance, and vocal experimentation based on the use of onomatopoeic sounds inspired by the iconography and language of comics.
The exhibition project consists of the following elements: a performance of Stripsody by mezzo-soprano Elisa Bonazzi; a reproduction of the original autograph performance score by Cathy Berberian (courtesy Collezione Cathy Berberian, Paul Sacher Stiftung, Basel); reproductions of the original serigraphs by Eugenio Carmi (courtesy Archivio Eugenio Carmi, Milano); the sheet music with drawings by Roberto Zamarin, C.F. Peters Corporation, New York, London, Frankfurt, 1968; the volume Stripsody in its original edition published by Arco d'Alibert edizioni d’arte, Roma and Kiko Galleries, Houston, 1966 (courtesy Studio Montespecchio); the volume Stripsody, Nomos edizioni, 2013 reprint; video documentation of the 1991 performance of Stripsody (courtesy Emilio Fantin); Andrea Garbuglia’s book Stripsody: The Musical Vocation of Comic Strips (EUM, 2011)
The following have made the project possible: Cristina Berio; Elisa Bonazzi; Angela Ida De Benedictis, Collezione Cathy Berberian, Paul Sacher Stiftung; Stefano carmi e Lis Carpenter, Archivio Eugenio Carmi; Jan van der Donk, Studio Montespecchio; Emanuele Tosi and Daniele Trotta, Nomos Edizioni; Andrea Garbuglia, Professor of Semiotics, University of Macerata; Emilio Fantin
…and many happy returns, Cathy (& Luciano)
neon via San Donato 24/b Bologna
opening sabato 23 maggio 2026 ore 18.00_22.00
ore 19.00 intervento di presentazione Andrea Garbuglia
ore 21.00 performance esecutiva mezzosoprano Elisa Bonazzi
Stripsody (1966) è un'opera unica che combina immagini, performance e sperimentazione vocale basata sull'uso di suoni onomatopeici ispirati all'iconografia e al linguaggio dei fumetti.
neon aveva già incontrato Stripsody nella sua prima sede in via Solferino nel 1991, nell’ambito della mostra di Emilio Fantin Operazione complessa (“Interpretazione” con gli spartiti a fumetti di Roberto Zamarin e esecuzione del trio composto da Daniela Bianchini, Marco Leoni e Ercole D’Aleo).
Stripsody costituisce un artefatto culturale che testimonia di un momento storico e di un ambiente intellettuale e politico particolare: nella sua creazione e sviluppo hanno avuto un ruolo determinante figure diverse come il semiologo Umberto Eco, il pittore Eugenio Carmi e l’illustratore Roberto Zamarin, autore del logo di Lotta Continua e delle strisce di Gasparazzo.
Insieme all’amico Umberto Eco, Cathy Berberian aveva deciso di tradurre in italiano i fumetti di satira politica di Jules Feiffer (1929) contenuti in Sick, Sick, Sick e The Explainers, che in Italia giungono con il titolo Il Complesso facile. Il titolo Stripsody nasce dalla fusione di comic strips e del suffisso–ody. Per la prima esecuzione al Musikfest di Brema, le serigrafie di Eugenio Carmi accompagnano la performance mentre sulla scena la cantante regge una grande partitura, la cui copertina ricorda un libro a fumetti. Un ulteriore lavoro grafico su Stripsody verrà poi realizzato nel 1968 da Roberto Zamarin: una gustosissima e fantasiosa notazione a fumetti pubblicata da Edition Peters.
Figlia di profughi armeni stabilitisi negli Stai Uniti, il mezzosoprano Catherine Anahid Berberian (1925-1983) è stata fonte di ispirazione per numerosi compositori del secondo dopoguerra: da Cage a Stravinskij, da Pousseur a Bussotti, fino a Luciano Berio, con il quale dal 1950 al 1964 ha condiviso sfera privata e sfera artistica. Nell’arco della sua carriera ha saputo confrontarsi con alcune delle principali tendenze musicali del suo tempo: dalla musica elettronica al teatro musicale fino alle cover baroccheggianti di alcuni grandi successi dei Beatles.
Lo scardinamento del già-fatto, l’effrazione provocatoria delle regole, l’evasione dai recinti dei generi musicali la portano via via a rinnovare la tradizione del recital, abolendo ogni forma ritualistica di fruizione. Il suo obiettivo principale? «Pensare soprattutto al pubblico con cui si vuole comunicare, non ai pochi arricciatori di nasi». Cathy Berberian era annoiata dai soliti recital «nei quali un cantante entra e si inchina, sta in piedi accanto al pianoforte e canta, si inchina ed esce di nuovo. Quello che mi serve è il contatto con il mio pubblico».
Muore a Roma il 6 marzo 1983 a causa di un improvviso infarto. Si stava preparando per cantare L'Internazionale nello stile di Marilyn Monroe in un programma televisivo della RAI per
commemorare il centenario della morte di Karl Marx. Sarebbe stata senza dubbio un’occasione memorabile e un altro esempio della personalità e dell'immaginazione sbalorditive che Magnifi-Cathy — come la chiamava il suo amico Umberto Eco — mostrò per tutta la vita, sia sul palco che fuori.
Il display espositivo consiste di questi elementi: l’esecuzione performativa di Stripsody, mezzosoprano Elisa Bonazzi; la riproduzione dell’originale della partitura performativa autografa di Cathy Berberian (courtesy Collezione Cathy Berberian, Paul Sacher Stiftung, Basel); la riproduzione degli originali delle serigrafie di Eugenio Carmi (courtesy Archivio Eugenio Carmi, Milano); lo spartito con i disegni di Roberto Zamarin, C.F. Peters Corporation, New York, London, Frankfurt, 1968; il volume Stripsody nell’edizione originale pubblicata da Arco d'Alibert edizioni d’arte, Roma e Kiko Galleries, Houston, 1966 (courtesy Studio Montespecchio); il volume Stripsody, Nomos edizioni, riedizione del 2013; la documentazione video dell’esecuzione di Stripsody del 1991 (courtesy Emilio Fantin); il volume di Andrea Garbuglia Stripsody La vocazione musicale delle strisce a fumetti (EUM, 2011)
Hanno reso possibile la realizzazione del progetto: Cristina Berio; Elisa Bonazzi; Angela Ida De Benedictis, Collezione Cathy Berberian, Paul Sacher Stiftung; Stefano Carmi e Lis Carpenter, Archivio Eugenio Carmi; Jan van der Donk, Studio Montespecchio; Emanuele Tosi e Daniele Trotta, Nomos Edizioni; Andrea Garbuglia, docente di Semiotica, Università di Macerata; Emilio Fantin
Elisa Bonazzi è mezzosoprano laureata al biennio di canto lirico al Conservatorio di Bologna con una tesi su Monteverdi e Berio e in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Bologna.
Particolarmente interessata al teatro musicale contemporaneo e del Novecento è stata protagonista di Die sieben Todsünden di Kurt Weill su testi di Bertolt Brecht sotto la direzione di Sebastiano Rolli con l’Orchestra UniMi presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano nella Stagione 2024. Lo stesso anno ha interpretato Music for 18 Musicians di Steve Reich con l'Ensemble Sentieri Selvaggi. Ha interpretato la voce 1 in Laborintus II di Berio sotto la direzione diFabrice Pierre al Teatro Comunale di Bologna e di Marcello Panni nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma. Ha eseguito prime assolute e prime italiane: El viento adentro di Marcela Pavia e Sergio Lanza presso AGON Milano, Calimerita di Ivan Fedele al Flagey di Bruxelles, L’amor che move il sole e l’altre stelle di Adriano Guarnieri (Ravenna Festival 2015), La stessa barca di Raffaele Sargenti per Biennale Musica Venezia 2017, Three Angels di Liza Lim (2020), Human Signs di Yuval Avital (2020), Soliloquy e SHAKE! di Claudio Ambrosini in Ateneo Veneto e Biblioteca marciana a Venezia, Sei cose impossibili prima di colazione e Monster Study di Michele Foresi per Ghislierimusica 2017 e Festival Musica In Prossimità di Pinerolo 2018, The wood and the Vine e Forbidden Subjects di David Lang e A Calendar Of Kings di Peter Maxwell Davies per Fondazione Maramotti – Reggio Emilia, a sei voci di Beat Furrer in collaborazione con l’ensemble Vox Altera per il festival La Via Lattea 2017 a Mendrisio. Interessata alla liederistica e più in generale alla musica da camera per voce e pianoforte, si dedica a Liederabende affrontando i grandi classici del repertorio mitteleuropeo. La sua esperienza concertistica riguarda inoltre il periodo barocco nelle sue declinazioni cameristiche e operistiche. Collabora con l’Orchestra da Camera di Parma con cui ha eseguito lo Stabat Mater di Vivaldi e ha partecipato al Festival Internazionale di Musica di Cartagena 2021 come interprete di riferimento per il repertorio barocco sotto la direzione di Sebastiano Rolli. Lo scorso anno ha debuttato come Mezzosoprano nella Messa da Requiem di Mozart per la Stagione concertistica dell'Accademia Filarmonica di Verona. Ha interpretato lo spettacolo Tra la carne e il cielo in due diverse edizioni, con Ennio Fantastichini e successivamente con Moni Ovadia eseguendo musiche di Bach. Ha inciso per Tactus, Glossa, Amadeus.
apertura su appuntamento fino a sabato 6 giugno info +39 328 7517152 neonartecontemporanea@proton.me gallerianeon@substack.com instagram@neon_artecontemporanea
Stripsody
…and many happy returns, Cathy (& Luciano)
neon via San Donato 24b Bologna
Saturday May 23th 6:00 PM
Thirty-five years have passed since neon’s first encounter with Stripsody: it was in 1991 that Emilio Fantin presented a performance of Stripsody as part of his exhibition ‘Operazione Complessa’. This new project aims to celebrate the sixtieth anniversary of Stripsody and, at the same time, commemorate the centenary of the births of Cathy Berberian (1925–1983) and Luciano Berio (1925–2003). Stripsody (1966) is a unique work that combines images, performance, and vocal experimentation based on the use of onomatopoeic sounds inspired by the iconography and language of comics.
The exhibition project consists of the following elements: a performance of Stripsody by mezzo-soprano Elisa Bonazzi; a reproduction of the original autograph performance score by Cathy Berberian (courtesy Collezione Cathy Berberian, Paul Sacher Stiftung, Basel); reproductions of the original serigraphs by Eugenio Carmi (courtesy Archivio Eugenio Carmi, Milano); the sheet music with drawings by Roberto Zamarin, C.F. Peters Corporation, New York, London, Frankfurt, 1968; the volume Stripsody in its original edition published by Arco d'Alibert edizioni d’arte, Roma and Kiko Galleries, Houston, 1966 (courtesy Studio Montespecchio); the volume Stripsody, Nomos edizioni, 2013 reprint; video documentation of the 1991 performance of Stripsody (courtesy Emilio Fantin); Andrea Garbuglia’s book Stripsody: The Musical Vocation of Comic Strips (EUM, 2011)
The following have made the project possible: Cristina Berio; Elisa Bonazzi; Angela Ida De Benedictis, Collezione Cathy Berberian, Paul Sacher Stiftung; Stefano carmi e Lis Carpenter, Archivio Eugenio Carmi; Jan van der Donk, Studio Montespecchio; Emanuele Tosi and Daniele Trotta, Nomos Edizioni; Andrea Garbuglia, Professor of Semiotics, University of Macerata; Emilio Fantin
23
maggio 2026
Stripsody… and many happy returns, Cathy (& Luciano)
Dal 23 maggio al 06 giugno 2026
arti performative
Location
neon
Bologna, Via San Donato, 24, (BO)
Bologna, Via San Donato, 24, (BO)
Orario di apertura
17.00-20.00 su appuntamento
Vernissage
23 Maggio 2026, 18.00-22.00
Autore
Autore testo critico









