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Solitudini. Le inquiete creature di Antonio Delle Rose
I sensibili, fragili personaggi di Antonio Delle Rose vivono sulle pareti della cantina della Casa Museo Licini come in un teatro silenzioso dell’interiorità dove si addensano silenzi, attese. È una costellazione di sedici ritratti immaginari che sembrano emergere da uno spazio sospeso.
Comunicato stampa
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L’arte figurativa contemporanea approda a Monte Vidon Corrado con l’inaugurazione, domenica 24 maggio 2026 alle 17, della mostra Solitudini. Le inquiete creature di Antonio Delle Rose curata da Daniela Simoni, curatrice scientifica del polo museale liciniano. I sensibili, fragili, intensi personaggi di Antonio Delle Rose vivono sulle pareti della cantina della Casa Museo Licini come in un teatro silenzioso dell’interiorità dove si addensano silenzi, attese, enigmi. È una costellazione di sedici ritratti immaginari che sembrano emergere da uno spazio sospeso tra memoria, apparizione e confessione.
“Le creature di Delle Rose non comunicano tra loro, non si cercano con lo sguardo, non costruiscono relazioni manifeste, non condividono un orizzonte comune. Ognuno appare chiuso nel proprio universo emotivo, monade inquieta e solitaria che tuttavia sfiora l’altra in una prossimità carica di tensione. È una dichiarazione di incomunicabilità che ricorda certe atmosfere pirandelliane, dove ogni individuo è insieme maschera e abisso, racconto e impossibilità del racconto – scrive la curatrice - La pittura di Delle Rose ammalia per la sontuosità cromatica: i colori, densi e vibranti, compongono superfici sensibili alle temperature emotive. Si percepisce che l’artista guarda le sue creature con empatia, con partecipazione affettiva, trattandole come parti di sé, frammenti di una biografia emotiva e insieme di una meditazione filosofica sulla vita, sull’identità, sulle relazioni.
Emerge con evidenza il dialogo con la tradizione pittorica rinascimentale e con la pittura preraffaellita; ma la profonda cultura figurativa che si legge in filigrana è ripensata e resa contemporanea da una sensibilità inquieta, che trasforma il ritratto in luogo di riflessione esistenziale”.
Pittore e scrittore, Antonio Delle Rose è nato a Lecce nel 1953 ed è stato docente all’Istituto d’Arte di Pesaro e alla Scuola del Libro di Urbino. La sua passione per l’arte di Osvaldo Licini si è concretizzata nella pubblicazione nel 1987 di una monografia sull’artista. Nel 1966 inizia la sua partecipazione a concorsi-premi di pittura e nel 1975 viene invitato alla X Quadriennale “Nuova Generazione” romana; seguono mostre in gallerie italiane ed estere e in Fiere d’Arte nazionali. Nel 2022 i Musei Civici di Pesaro, città in cui vive e lavora, hanno ospitato una sua grande mostra intitolata Verrà il giorno, verrà la notte.
“Le creature di Delle Rose non comunicano tra loro, non si cercano con lo sguardo, non costruiscono relazioni manifeste, non condividono un orizzonte comune. Ognuno appare chiuso nel proprio universo emotivo, monade inquieta e solitaria che tuttavia sfiora l’altra in una prossimità carica di tensione. È una dichiarazione di incomunicabilità che ricorda certe atmosfere pirandelliane, dove ogni individuo è insieme maschera e abisso, racconto e impossibilità del racconto – scrive la curatrice - La pittura di Delle Rose ammalia per la sontuosità cromatica: i colori, densi e vibranti, compongono superfici sensibili alle temperature emotive. Si percepisce che l’artista guarda le sue creature con empatia, con partecipazione affettiva, trattandole come parti di sé, frammenti di una biografia emotiva e insieme di una meditazione filosofica sulla vita, sull’identità, sulle relazioni.
Emerge con evidenza il dialogo con la tradizione pittorica rinascimentale e con la pittura preraffaellita; ma la profonda cultura figurativa che si legge in filigrana è ripensata e resa contemporanea da una sensibilità inquieta, che trasforma il ritratto in luogo di riflessione esistenziale”.
Pittore e scrittore, Antonio Delle Rose è nato a Lecce nel 1953 ed è stato docente all’Istituto d’Arte di Pesaro e alla Scuola del Libro di Urbino. La sua passione per l’arte di Osvaldo Licini si è concretizzata nella pubblicazione nel 1987 di una monografia sull’artista. Nel 1966 inizia la sua partecipazione a concorsi-premi di pittura e nel 1975 viene invitato alla X Quadriennale “Nuova Generazione” romana; seguono mostre in gallerie italiane ed estere e in Fiere d’Arte nazionali. Nel 2022 i Musei Civici di Pesaro, città in cui vive e lavora, hanno ospitato una sua grande mostra intitolata Verrà il giorno, verrà la notte.
24
maggio 2026
Solitudini. Le inquiete creature di Antonio Delle Rose
Dal 24 maggio al 05 luglio 2026
arte contemporanea
Location
Casa Museo Osvaldo Licini
Monte Vidon Corrado, Piazza Osvaldo Licini, 9, (FM)
Monte Vidon Corrado, Piazza Osvaldo Licini, 9, (FM)
Orario di apertura
sabato e domenica ore 16.30 - 19.30
Vernissage
24 Maggio 2026, 17.30
Sito web
Editore
Amalassunta Edizioni
Autore
Curatore
Progetto grafico
Patrocini







