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I Sewed My Way Through the Dark: Contemporary Textile Art
Presentiamo con piacere a Gli eroici furori opere che per la loro realizzazione, in modi diversi per ogni artista, utilizzano l’antica arte tessile. La collaborazione con Casa Regis è foriera di significati: situata nel biellese, dove da sempre vengono lavorati e prodotti tessuti e lane pregiate.
Comunicato stampa
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Comunicato Stampa
I Sewed My Way Through the Dark:
Contemporary Textile Art
(Ho cucito la mia via attraverso il buio: arte tessile contemporanea)
Michela Cavagna, April Dauscha, Anneke Klein,
Megan Segre, Alice Sheppard Fidler, Chuu Wai
A cura di L. Mikelle Standbridge e Silvia Agliotti
In collaborazione con Casa Regis
Centro per la Cultura e l’Arte Contemporanea
2 - 7 Giugno 2026
Opening 2 giugno ore 18
Orari: mar/dom 15,30 – 19
Gli eroici furori
Via Melzo, 30 – Porta Venezia, Milano
Abbiamo il piacere di presentare a Gli eroici furori questa mostra che riguarda opere che per la loro realizzazione, in modi diversi per ogni artista, utilizzano l’antica arte tessile, e la collaborazione con Casa Regis è foriera di significati: situata nella zona del biellese, qui per tradizione da sempre vengono lavorati e prodotti tessuti e lane pregiati.
Ogni artista presente in mostra porta con sé un rapporto personale con i tessuti tessili utilizzati per creare le proprie opere.
Michela Cavagna, artista biellese, utilizza antichi materassi di stoffa sui quali realizza ricami che ripercorrono la vita di coloro che li hanno utilizzati, con scene erotiche cinesi.
April Dauscha, artista tessile americana, fotografa sul corpo i ricami che produce, pizzi che paiono così cuciti su di esso, in raffinate e sbalorditive composizioni.
L’artista olandese Anneke Klein compone geometriche tessiture che sembrano scrittura sulla tela, testi da decifrare, mentre
l’americana Megan Segre attinge all’eredità dei pesi da telaio verticale per trasformare strumenti di lavoro in oggetti di riflessione.
Alice Sheppard Fidler, nata nel Regno Unito e residente a Londra,
esplora i confini, spesso fragili e impercettibili, tra luogo, esperienza umana e stati dell’essere attraverso il linguaggio appropriato della scenografia e l’estetica teatrale.
L’artista birmana Chuu Wai, rifugiata politica in Francia, porta nel suo lavoro idee della resistenza contro un regime oppressivo, utilizzando le gonne femminili ("htamein") per raccontare la storia del suo Paese, dove cultura, genere e sfida si intrecciano.
Le diverse anime che compongono la mostra raccontano tutte, ognuna con il proprio linguaggio, come ricontestualizzare, stratificare, sovvertire nuovi significati su forme già piene di associazioni, connotate storicamente in quanto tessuti, lane: dunque materiali caldi, domestici, protettivi. Affascinante apprezzare in questa esposizione la varietà degli approcci e i risultati nuovi e inattesi che emergono da ognuna di queste poetiche.
BIOGRAFIE
Michela Cavagna
Artista italiana nata nel 1971, vive e lavora a Biella, in un contesto in cui la montagna e l’industria tessile hanno profondamente plasmato la sua visione del mondo. Dopo gli studi artistici e la laurea in Architettura, ispirata dalla figura di Anni Albers, pioniera del design tessile del Novecento, avvia una ricerca incentrata su tematiche legate al mondo femminile e agli aspetti più intimi dell’esistenza, vicini alla dimensione onirica, dell’invisibile e dell’inconscio. La sua pratica affronta temi autobiografici ma anche universali, traducendosi in installazioni immersive, grandi sculture e opere tessili di piccola scala. Da sempre affascinata dal Sud-Est asiatico, intraprende un percorso di studio e ricerca volto ad approfondirne le culture, anche attraverso la pratica dello "shodō" e l’apprendimento di tecniche artistiche e artigianali tradizionali, come l’intreccio del bambù, il ricamo "sashiko", il "sukumo" (tintura con indaco naturale) e il "mokuhanga" (incisione e stampa su carta). Attraverso l’assimilazione e la rielaborazione di questi linguaggi, il suo lavoro diventa uno spazio di incontro tra culture lontane, invitando il pubblico a una riflessione sensibile e stratificata.
April Dauscha
April Dauscha, nata negli Stati Uniti e attualmente residente a Greenville, South Carolina (USA), sviluppa una ricerca artistica incentrata sul corpo. Nel suo lavoro esplora temi legati alla moralità e alla separazione, traendo spesso ispirazione dai rituali dell’abbigliamento, dalle origini della fotografia e dal simbolismo della Chiesa cattolica. Ha conseguito il BFA in Fashion Design presso la International Academy of Design and Technology e il MFA in Fiber Arts presso la Virginia Commonwealth University. Il suo lavoro è stato pubblicato su "Vogue Portugal" e ha esposto a livello nazionale presso il Fuller Craft Museum, MANA Contemporary e la Tracey Morgan Gallery, e a livello internazionale a Berlino, Città del Capo, Gerusalemme e Belgrado. Attualmente dirige il programma di Fiber Arts presso il Fine Arts Center, una scuola superiore per le arti visive e performative a Greenville, South Carolina.
Anneke Klein
Anneke Klein, risieda a Zaltbommel, nei Paesi Bassi, lavora con le tecniche di tessitura più diffuse, in cui ritmo e ripetizione danno origine a una varietà di forme, texture e strutture. La sua pratica si traduce in un’esplorazione immaginativa di tematiche sociali, dove istinto e intuizione guidano il processo creativo. Attraverso un lavoro di indagine e traduzione, le sue opere funzionano come una lente simbolica sulla vita quotidiana e sui momenti emotivamente carichi, favorendo riflessione e consapevolezza sociale.
Esposta a livello internazionale e ampiamente riconosciuta per la sua eccellenza creativa, Klein ha ricevuto numerosi riconoscimenti recenti, tra cui il "Premio Speciale" alla 14ª International Cheongju Craft Biennale, Corea del Sud (2025); il "Secondo Premio" alla Biennale d’Art Contemporain de Cachan, Parigi, Francia (2025); una "Menzione d’Onore" alla 13ª edizione di ABSTRACT, Los Angeles, USA (2024); il "Prix Simons" alla 10ª Biennale Internationale du Lin de Portneuf, Québec, Canada (2023); e un "Premio di Riconoscimento Speciale" alla 5ª Triennale di KOGEI, Kanazawa, Giappone (2022).
Megan Segre
Megan Segre è un’artista visiva americana residente a Londra la cui pratica scultorea esplora l’intersezione tra storia sociale, memoria ed emozione umana attraverso la forma materiale. Il suo lavoro indaga il modo in cui le narrazioni storiche plasmano l’esperienza contemporanea, creando oggetti che mettono in relazione passato e presente, immaginando al contempo possibilità future. Lavorando con ceramica, tessuti, gommapiuma e materiali di recupero, Segre è attratta dalla risonanza fisica ed emotiva della scultura. Attraverso la sperimentazione con media differenti, esplora il potenziale espressivo della materialità e il modo in cui gli oggetti possano incarnare vulnerabilità, resilienza ed esperienza collettiva. Prima di dedicarsi completamente alla propria pratica in studio, Segre ha co-fondato Art Rewards the Student (ARTS), un’iniziativa di educazione artistica presso il Sonoma Valley Museum of Art che ha coinvolto oltre 1.000 studenti nella Sonoma Valley, in California. Nel 2021 si è trasferita a London dove, dopo aver avviato il proprio studio, ha fondato The Mending Project a Earl’s Court, un progetto comunitario volto a promuovere connessione e sostegno tra persone vulnerabili. Segre ha conseguito un MFA in Scultura presso la Pennsylvania Academy of the Fine Arts di Philadelphia nel 2018. Le sue opere sono state esposte negli United States, in France, Italy e in United Kingdom.
Alice Sheppard Fidler
Alice Sheppard Fidler (nata nel 1966, Regno Unito) vive e lavora attualmente tra il Gloucestershire e Londra, dove opera nell’ambito dell’installazione, della scultura, delle tecnologie digitali e della performance, spesso al di fuori del contesto tradizionale della galleria. Utilizza e trasforma materiali di recupero o riciclati e spazi vuoti,per muoversi attraverso le fragili e spesso impercettibili relazioni tra luogo, esperienza umana e stati dell’essere.
La sua formazione comprende un Master in Fine Art presso la University of the West of England (2020) e un BA (Hons) di primo livello in Textile Design conseguito presso la Middlesex Polytechnic (1986–1989). Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il "Soho Open – Solo Presentation Prize Winner"presso GPS Gallery, Londra (2025); l’Arts Council Lottery Grant per un progetto sperimentale di scultura in ambito rurale (2025); la selezione come finalista al "Fluxus Museum Experimental Video Prize", Paros, Grecia (2024); e il "Gilbert Bayes Award" della Royal Society of Sculptors (2023).
Chuu Wai
Nata e cresciuta in Myanmar e oggi in esilio politico a Parigi, Chuu Wai è un’artista e attivista il cui lavoro incarna idee di resistenza contro un regime oppressivo, utilizzando il tessuto per raccontare la storia del suo Paese — dove cultura, genere e dissenso si intrecciano. La sua pratica artistica è strettamente connessa alle lotte sociali contemporanee, in particolare nell’indagare e portare alla luce culture e prospettive nascoste. Un tema centrale del suo lavoro è la posizione sociale delle donne, che esplora attraverso diversi media, tra cui pittura, tessuto, testo e fotografie d’epoca.
Il suo ricco percorso formativo comprende: un Diploma in CG Game Design presso il Think Tank Training Centre, Vancouver, Canada (2023–2024); un post-laurea in Arti presso la National University of Art & Culture, Mandalay, Myanmar (2014–2015); e una laurea in Ingegneria presso la Technological University di Mandalay, Myanmar (2008–2014).
Tra i suoi riconoscimenti si annoverano l’inserimento delle sue opere nella collezione del British Museum, Regno Unito (2024); l’assegnazione del "Minority Artist Award" da parte delle NazioniUnite per i Diritti Umani, Ginevra, Svizzera (2024) per il progetto "Memory in the Present" e la selezione per una residenza di 18 mesi nell’ambito del "Pause Program Grant", Parigi, Francia (2023).
GLI EROICI FURORI Arte Contemporanea
Via Melzo 30 - MILANO
silvia.agliotti@furori.it - www.furori.it
Tel. 347 8023868
CASA REGIS Centro per la Cultura e l’Arte Contemporanea
Frazione Marchetto 18, Valdilana ( BI )
www.casaregis.org
I Sewed My Way Through the Dark:
Contemporary Textile Art
(Ho cucito la mia via attraverso il buio: arte tessile contemporanea)
Michela Cavagna, April Dauscha, Anneke Klein,
Megan Segre, Alice Sheppard Fidler, Chuu Wai
A cura di L. Mikelle Standbridge e Silvia Agliotti
In collaborazione con Casa Regis
Centro per la Cultura e l’Arte Contemporanea
2 - 7 Giugno 2026
Opening 2 giugno ore 18
Orari: mar/dom 15,30 – 19
Gli eroici furori
Via Melzo, 30 – Porta Venezia, Milano
Abbiamo il piacere di presentare a Gli eroici furori questa mostra che riguarda opere che per la loro realizzazione, in modi diversi per ogni artista, utilizzano l’antica arte tessile, e la collaborazione con Casa Regis è foriera di significati: situata nella zona del biellese, qui per tradizione da sempre vengono lavorati e prodotti tessuti e lane pregiati.
Ogni artista presente in mostra porta con sé un rapporto personale con i tessuti tessili utilizzati per creare le proprie opere.
Michela Cavagna, artista biellese, utilizza antichi materassi di stoffa sui quali realizza ricami che ripercorrono la vita di coloro che li hanno utilizzati, con scene erotiche cinesi.
April Dauscha, artista tessile americana, fotografa sul corpo i ricami che produce, pizzi che paiono così cuciti su di esso, in raffinate e sbalorditive composizioni.
L’artista olandese Anneke Klein compone geometriche tessiture che sembrano scrittura sulla tela, testi da decifrare, mentre
l’americana Megan Segre attinge all’eredità dei pesi da telaio verticale per trasformare strumenti di lavoro in oggetti di riflessione.
Alice Sheppard Fidler, nata nel Regno Unito e residente a Londra,
esplora i confini, spesso fragili e impercettibili, tra luogo, esperienza umana e stati dell’essere attraverso il linguaggio appropriato della scenografia e l’estetica teatrale.
L’artista birmana Chuu Wai, rifugiata politica in Francia, porta nel suo lavoro idee della resistenza contro un regime oppressivo, utilizzando le gonne femminili ("htamein") per raccontare la storia del suo Paese, dove cultura, genere e sfida si intrecciano.
Le diverse anime che compongono la mostra raccontano tutte, ognuna con il proprio linguaggio, come ricontestualizzare, stratificare, sovvertire nuovi significati su forme già piene di associazioni, connotate storicamente in quanto tessuti, lane: dunque materiali caldi, domestici, protettivi. Affascinante apprezzare in questa esposizione la varietà degli approcci e i risultati nuovi e inattesi che emergono da ognuna di queste poetiche.
BIOGRAFIE
Michela Cavagna
Artista italiana nata nel 1971, vive e lavora a Biella, in un contesto in cui la montagna e l’industria tessile hanno profondamente plasmato la sua visione del mondo. Dopo gli studi artistici e la laurea in Architettura, ispirata dalla figura di Anni Albers, pioniera del design tessile del Novecento, avvia una ricerca incentrata su tematiche legate al mondo femminile e agli aspetti più intimi dell’esistenza, vicini alla dimensione onirica, dell’invisibile e dell’inconscio. La sua pratica affronta temi autobiografici ma anche universali, traducendosi in installazioni immersive, grandi sculture e opere tessili di piccola scala. Da sempre affascinata dal Sud-Est asiatico, intraprende un percorso di studio e ricerca volto ad approfondirne le culture, anche attraverso la pratica dello "shodō" e l’apprendimento di tecniche artistiche e artigianali tradizionali, come l’intreccio del bambù, il ricamo "sashiko", il "sukumo" (tintura con indaco naturale) e il "mokuhanga" (incisione e stampa su carta). Attraverso l’assimilazione e la rielaborazione di questi linguaggi, il suo lavoro diventa uno spazio di incontro tra culture lontane, invitando il pubblico a una riflessione sensibile e stratificata.
April Dauscha
April Dauscha, nata negli Stati Uniti e attualmente residente a Greenville, South Carolina (USA), sviluppa una ricerca artistica incentrata sul corpo. Nel suo lavoro esplora temi legati alla moralità e alla separazione, traendo spesso ispirazione dai rituali dell’abbigliamento, dalle origini della fotografia e dal simbolismo della Chiesa cattolica. Ha conseguito il BFA in Fashion Design presso la International Academy of Design and Technology e il MFA in Fiber Arts presso la Virginia Commonwealth University. Il suo lavoro è stato pubblicato su "Vogue Portugal" e ha esposto a livello nazionale presso il Fuller Craft Museum, MANA Contemporary e la Tracey Morgan Gallery, e a livello internazionale a Berlino, Città del Capo, Gerusalemme e Belgrado. Attualmente dirige il programma di Fiber Arts presso il Fine Arts Center, una scuola superiore per le arti visive e performative a Greenville, South Carolina.
Anneke Klein
Anneke Klein, risieda a Zaltbommel, nei Paesi Bassi, lavora con le tecniche di tessitura più diffuse, in cui ritmo e ripetizione danno origine a una varietà di forme, texture e strutture. La sua pratica si traduce in un’esplorazione immaginativa di tematiche sociali, dove istinto e intuizione guidano il processo creativo. Attraverso un lavoro di indagine e traduzione, le sue opere funzionano come una lente simbolica sulla vita quotidiana e sui momenti emotivamente carichi, favorendo riflessione e consapevolezza sociale.
Esposta a livello internazionale e ampiamente riconosciuta per la sua eccellenza creativa, Klein ha ricevuto numerosi riconoscimenti recenti, tra cui il "Premio Speciale" alla 14ª International Cheongju Craft Biennale, Corea del Sud (2025); il "Secondo Premio" alla Biennale d’Art Contemporain de Cachan, Parigi, Francia (2025); una "Menzione d’Onore" alla 13ª edizione di ABSTRACT, Los Angeles, USA (2024); il "Prix Simons" alla 10ª Biennale Internationale du Lin de Portneuf, Québec, Canada (2023); e un "Premio di Riconoscimento Speciale" alla 5ª Triennale di KOGEI, Kanazawa, Giappone (2022).
Megan Segre
Megan Segre è un’artista visiva americana residente a Londra la cui pratica scultorea esplora l’intersezione tra storia sociale, memoria ed emozione umana attraverso la forma materiale. Il suo lavoro indaga il modo in cui le narrazioni storiche plasmano l’esperienza contemporanea, creando oggetti che mettono in relazione passato e presente, immaginando al contempo possibilità future. Lavorando con ceramica, tessuti, gommapiuma e materiali di recupero, Segre è attratta dalla risonanza fisica ed emotiva della scultura. Attraverso la sperimentazione con media differenti, esplora il potenziale espressivo della materialità e il modo in cui gli oggetti possano incarnare vulnerabilità, resilienza ed esperienza collettiva. Prima di dedicarsi completamente alla propria pratica in studio, Segre ha co-fondato Art Rewards the Student (ARTS), un’iniziativa di educazione artistica presso il Sonoma Valley Museum of Art che ha coinvolto oltre 1.000 studenti nella Sonoma Valley, in California. Nel 2021 si è trasferita a London dove, dopo aver avviato il proprio studio, ha fondato The Mending Project a Earl’s Court, un progetto comunitario volto a promuovere connessione e sostegno tra persone vulnerabili. Segre ha conseguito un MFA in Scultura presso la Pennsylvania Academy of the Fine Arts di Philadelphia nel 2018. Le sue opere sono state esposte negli United States, in France, Italy e in United Kingdom.
Alice Sheppard Fidler
Alice Sheppard Fidler (nata nel 1966, Regno Unito) vive e lavora attualmente tra il Gloucestershire e Londra, dove opera nell’ambito dell’installazione, della scultura, delle tecnologie digitali e della performance, spesso al di fuori del contesto tradizionale della galleria. Utilizza e trasforma materiali di recupero o riciclati e spazi vuoti,per muoversi attraverso le fragili e spesso impercettibili relazioni tra luogo, esperienza umana e stati dell’essere.
La sua formazione comprende un Master in Fine Art presso la University of the West of England (2020) e un BA (Hons) di primo livello in Textile Design conseguito presso la Middlesex Polytechnic (1986–1989). Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il "Soho Open – Solo Presentation Prize Winner"presso GPS Gallery, Londra (2025); l’Arts Council Lottery Grant per un progetto sperimentale di scultura in ambito rurale (2025); la selezione come finalista al "Fluxus Museum Experimental Video Prize", Paros, Grecia (2024); e il "Gilbert Bayes Award" della Royal Society of Sculptors (2023).
Chuu Wai
Nata e cresciuta in Myanmar e oggi in esilio politico a Parigi, Chuu Wai è un’artista e attivista il cui lavoro incarna idee di resistenza contro un regime oppressivo, utilizzando il tessuto per raccontare la storia del suo Paese — dove cultura, genere e dissenso si intrecciano. La sua pratica artistica è strettamente connessa alle lotte sociali contemporanee, in particolare nell’indagare e portare alla luce culture e prospettive nascoste. Un tema centrale del suo lavoro è la posizione sociale delle donne, che esplora attraverso diversi media, tra cui pittura, tessuto, testo e fotografie d’epoca.
Il suo ricco percorso formativo comprende: un Diploma in CG Game Design presso il Think Tank Training Centre, Vancouver, Canada (2023–2024); un post-laurea in Arti presso la National University of Art & Culture, Mandalay, Myanmar (2014–2015); e una laurea in Ingegneria presso la Technological University di Mandalay, Myanmar (2008–2014).
Tra i suoi riconoscimenti si annoverano l’inserimento delle sue opere nella collezione del British Museum, Regno Unito (2024); l’assegnazione del "Minority Artist Award" da parte delle NazioniUnite per i Diritti Umani, Ginevra, Svizzera (2024) per il progetto "Memory in the Present" e la selezione per una residenza di 18 mesi nell’ambito del "Pause Program Grant", Parigi, Francia (2023).
GLI EROICI FURORI Arte Contemporanea
Via Melzo 30 - MILANO
silvia.agliotti@furori.it - www.furori.it
Tel. 347 8023868
CASA REGIS Centro per la Cultura e l’Arte Contemporanea
Frazione Marchetto 18, Valdilana ( BI )
www.casaregis.org
02
giugno 2026
I Sewed My Way Through the Dark: Contemporary Textile Art
Dal 02 al 07 giugno 2026
arte contemporanea
Location
gli eroici furori
Milano, Via Melzo, 30, (MI)
Milano, Via Melzo, 30, (MI)
Orario di apertura
Orari: mar/sab 15,30 – 19:00
dom 15:30 - 17:00
Vernissage
2 Giugno 2026, ore 18:00
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Curatore







