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Roberto Simonini – Evanescenze
La produzione pittorica di Roberto Simonini si colloca in un affascinante territorio di confine: da un lato l’eredità di un Postimpressionismo maturo, dall’altro una sensibilità materica prettamente contemporanea, che dialoga apertamente con la tradizione informale.
Comunicato stampa
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La produzione pittorica di Roberto Simonini si colloca in un affascinante territorio di confine: da un lato l'eredità di un Postimpressionismo maturo, dall'altro una sensibilità materica prettamente contemporanea, che dialoga apertamente con la tradizione informale. Attraverso una ricerca visiva coerente e rigorosa, l'artista traspone sulla tela la frammentazione della luce e la dissoluzione della forma naturalistica, offrendo un'esperienza sensoriale ed emotiva di rara intensità.
Il primo elemento dirompente nel suo universo visivo è l'assoluta centralità della materia. La superficie dei dipinti rifiuta la bidimensionalità per farsi groviglio vibrante di sedimentazioni cromatiche: utilizzando la spatola con tocchi densi e stratificati, Simonini edifica sulla tela un vero e proprio bassorilievo. Il colore non viene steso per descrivere un oggetto reale, ma per evocarne l'essenza luminosa. La trama spessa cattura e respinge la luce dell'ambiente circostante, rendendo ogni quadro un organismo mutabile a seconda dell'ora del giorno e dell'inclinazione dello sguardo. La tela diventa membrana sensibile su cui si sedimenta il tempo della visione — non il tempo cronologico della riproduzione, bensì quello interiore dell'artista che lascia maturare il senso delle cose.
Il percorso in mostra si snoda tra astrazione e suggestione paesaggistica. Simonini lavora per sottrazione: ogni opera è il risultato di uno scarto progressivo verso l'essenziale. E l'essenziale, nella sua visione, non è mai la cosa, ma la sua risonanza. Il paesaggio, quando compare, è già oltre sé stesso — traccia, eco, presenza che si indovina più che vedersi. L'approccio dell’artista è, infatti, orientato a una decostruzione della realtà per via emozionale: se i maestri dell'Ottocento cercavano di catturare l'attimo fuggente della percezione visiva, Simonini sembra voler fermare sulla tela la durata stessa del tempo. I molteplici strati di colore rappresentano i sedimenti della memoria, l'insieme di esperienze e ricordi successivi. Ne risulta una pittura potente e profondamente poetica, che invita lo spettatore a una duplice distanza di lettura. Da lontano, l'occhio ricompone l'illusione di un paesaggio vibrante; da vicino, ci si immerge in una micro-pittura ipnotica, costellata di accumuli, solchi e segni. In questo sguardo doppio risiede forse il gesto più autentico di Simonini: restituire al genere del paesaggio una profondità che non è geografica, ma interiore.
Il primo elemento dirompente nel suo universo visivo è l'assoluta centralità della materia. La superficie dei dipinti rifiuta la bidimensionalità per farsi groviglio vibrante di sedimentazioni cromatiche: utilizzando la spatola con tocchi densi e stratificati, Simonini edifica sulla tela un vero e proprio bassorilievo. Il colore non viene steso per descrivere un oggetto reale, ma per evocarne l'essenza luminosa. La trama spessa cattura e respinge la luce dell'ambiente circostante, rendendo ogni quadro un organismo mutabile a seconda dell'ora del giorno e dell'inclinazione dello sguardo. La tela diventa membrana sensibile su cui si sedimenta il tempo della visione — non il tempo cronologico della riproduzione, bensì quello interiore dell'artista che lascia maturare il senso delle cose.
Il percorso in mostra si snoda tra astrazione e suggestione paesaggistica. Simonini lavora per sottrazione: ogni opera è il risultato di uno scarto progressivo verso l'essenziale. E l'essenziale, nella sua visione, non è mai la cosa, ma la sua risonanza. Il paesaggio, quando compare, è già oltre sé stesso — traccia, eco, presenza che si indovina più che vedersi. L'approccio dell’artista è, infatti, orientato a una decostruzione della realtà per via emozionale: se i maestri dell'Ottocento cercavano di catturare l'attimo fuggente della percezione visiva, Simonini sembra voler fermare sulla tela la durata stessa del tempo. I molteplici strati di colore rappresentano i sedimenti della memoria, l'insieme di esperienze e ricordi successivi. Ne risulta una pittura potente e profondamente poetica, che invita lo spettatore a una duplice distanza di lettura. Da lontano, l'occhio ricompone l'illusione di un paesaggio vibrante; da vicino, ci si immerge in una micro-pittura ipnotica, costellata di accumuli, solchi e segni. In questo sguardo doppio risiede forse il gesto più autentico di Simonini: restituire al genere del paesaggio una profondità che non è geografica, ma interiore.
30
maggio 2026
Roberto Simonini – Evanescenze
Dal 30 maggio al 13 giugno 2026
arte contemporanea
Location
SATURA – PALAZZO STELLA
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 15:00–19:00
Vernissage
30 Maggio 2026, ore 17:00
Sito web
Autore
Curatore






