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Franco Spano’ – Le separazioni dal cielo. Cupole e soffitti in edifici di culto
Le diverse tradizioni religiose, pur rivolgendosi spesso a un medesimo principio divino o a un’idea universale di soprannaturalità, concepiscono in modo profondamente differente lo spazio che sovrasta i loro edifici. Il soffitto, che sia cupola, volta o tetto ligneo, non è mai un elemento neutro
Comunicato stampa
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Le separazioni dal cielo.
Cupole e soffitti in edifici di culto
Presso la galleria Prologo di Gorizia, esposizione di fotografie di viaggio di Franco Spano', apre virtualmente l'edizione di èStoria 2026 dedicata alle Religioni.
Le diverse tradizioni religiose, pur rivolgendosi spesso a un medesimo principio divino o a un’idea universale di soprannaturalità, concepiscono in modo profondamente differente lo spazio che sovrasta i loro edifici. Il soffitto, che sia cupola, volta o tetto ligneo, non è mai un elemento neutro: è una soglia, una separazione fisica che viene annullata, in essa si manifesta il modo in cui ogni cultura immagina il rapporto tra l’umano e il divino.
Queste superfici sospese non separano soltanto il dentro dal fuori, ma creano un confine simbolico tra la terra e il cielo. Sono strutture che proteggono e insieme invitano a guardare oltre. Nella loro apparente chiusura custodiscono un’apertura: raccontano una tensione costante verso l’alto, un desiderio di superamento della condizione terrena. Così, ciò che sembra delimitare lo spazio finisce per dilatarlo, proiettandolo verso una dimensione diversa.
Le cupole, con la loro geometria avvolgente, possono suggerire l’immagine del cosmo, un cielo ordinato e comprensibile. Le volte affrescate si trasformano in narrazioni visive, dove figure, simboli e colori guidano lo sguardo e la mente. I soffitti lignei evocano invece una dimensione più abitativa e intima, ma non meno carica di significato spirituale. Ogni soluzione formale diventa linguaggio: linee che ascendono, forme che si espandono, figure che narrano e ci sorprendono.
In questo senso, i soffitti parlano a chi sta in basso. Non sono semplicemente osservati, ma possono essere vissuti come luogo di connessione. L’occhio li percorre, li interpreta, li attraversa idealmente. Il corpo rimane ancorato al suolo, ma lo sguardo si eleva, e con esso il pensiero. Si crea così uno spazio che può generare molteplici livelli di connessione, in cui la dimensione fisica dell’individuo dialoga sia con quella interiore che con quella superiore. L’architettura costruisce un ponte invisibile, un raccordo tra ciò che è visibile e ciò che è immaginato, tra il limitato e l’infinito.
In questa tensione tra chiusura e apertura, tra materia e trascendenza, si realizza il senso più profondo di queste “separazioni dal cielo”: non muri che dividono, ma soglie che invitano a oltrepassare, con lo sguardo e con lo spirito, i confini dell’esperienza terrena.
Inaugurazione sabato 23 maggio 2026 alle ore 18.00, presentazione a cura di Cristina Feresin, visitabile dal 23 al 31 maggio 2026, da lunedì a giovedì dalle 16.00 alle 19.00, apertura permanente durante i giorni del festival. Per informazioni +39 3662440162.
Cupole e soffitti in edifici di culto
Presso la galleria Prologo di Gorizia, esposizione di fotografie di viaggio di Franco Spano', apre virtualmente l'edizione di èStoria 2026 dedicata alle Religioni.
Le diverse tradizioni religiose, pur rivolgendosi spesso a un medesimo principio divino o a un’idea universale di soprannaturalità, concepiscono in modo profondamente differente lo spazio che sovrasta i loro edifici. Il soffitto, che sia cupola, volta o tetto ligneo, non è mai un elemento neutro: è una soglia, una separazione fisica che viene annullata, in essa si manifesta il modo in cui ogni cultura immagina il rapporto tra l’umano e il divino.
Queste superfici sospese non separano soltanto il dentro dal fuori, ma creano un confine simbolico tra la terra e il cielo. Sono strutture che proteggono e insieme invitano a guardare oltre. Nella loro apparente chiusura custodiscono un’apertura: raccontano una tensione costante verso l’alto, un desiderio di superamento della condizione terrena. Così, ciò che sembra delimitare lo spazio finisce per dilatarlo, proiettandolo verso una dimensione diversa.
Le cupole, con la loro geometria avvolgente, possono suggerire l’immagine del cosmo, un cielo ordinato e comprensibile. Le volte affrescate si trasformano in narrazioni visive, dove figure, simboli e colori guidano lo sguardo e la mente. I soffitti lignei evocano invece una dimensione più abitativa e intima, ma non meno carica di significato spirituale. Ogni soluzione formale diventa linguaggio: linee che ascendono, forme che si espandono, figure che narrano e ci sorprendono.
In questo senso, i soffitti parlano a chi sta in basso. Non sono semplicemente osservati, ma possono essere vissuti come luogo di connessione. L’occhio li percorre, li interpreta, li attraversa idealmente. Il corpo rimane ancorato al suolo, ma lo sguardo si eleva, e con esso il pensiero. Si crea così uno spazio che può generare molteplici livelli di connessione, in cui la dimensione fisica dell’individuo dialoga sia con quella interiore che con quella superiore. L’architettura costruisce un ponte invisibile, un raccordo tra ciò che è visibile e ciò che è immaginato, tra il limitato e l’infinito.
In questa tensione tra chiusura e apertura, tra materia e trascendenza, si realizza il senso più profondo di queste “separazioni dal cielo”: non muri che dividono, ma soglie che invitano a oltrepassare, con lo sguardo e con lo spirito, i confini dell’esperienza terrena.
Inaugurazione sabato 23 maggio 2026 alle ore 18.00, presentazione a cura di Cristina Feresin, visitabile dal 23 al 31 maggio 2026, da lunedì a giovedì dalle 16.00 alle 19.00, apertura permanente durante i giorni del festival. Per informazioni +39 3662440162.
23
maggio 2026
Franco Spano’ – Le separazioni dal cielo. Cupole e soffitti in edifici di culto
Dal 23 al 30 maggio 2026
arte contemporanea
Location
PROLOGO
Gorizia, Via Graziadio Isaia Ascoli, 8/1, (Gorizia)
Gorizia, Via Graziadio Isaia Ascoli, 8/1, (Gorizia)
Orario di apertura
da lunedì a giovedì ore 16.00-19.00
apertura permanente durante i giorni del festival
Vernissage
23 Maggio 2026, 18.00
Sito web
Autore
Curatore




