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Attilio Quintili – Scioglimento #19
La performance si inserisce nel progetto Umanità?! di Mesia Space, ponendo al centro dell’opera il tema simbolico della dissoluzione: il progressivo scioglimento in acqua di sculture in argilla diventa metafora della perdita della forma, del passaggio attraverso la crisi e della rigenerazione.
Comunicato stampa
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La performance Scioglimento #19 (Roma) di Attilio Quintili si inserisce nel progetto collettivo Umanità?! che riflette sulla fragilità, la trasformazione e le possibilità future dell’essere umano. Al centro dell’opera c’è il tema simbolico della dissoluzione: il progressivo scioglimento in acqua di sculture in argilla diventa metafora della perdita della forma, del passaggio attraverso la crisi e della rigenerazione.
Le sculture protagoniste della performance nascono da un gesto radicale: un’esplosione su argilla fresca, che ne dilata e disgrega la superficie, generando ogni volta forme uniche e irripetibili. Questo atto creativo violento e spontaneo riflette la tensione tra controllo e caos, tra materia e trasformazione. La performance si articola in due fasi: la raccolta dell’acqua dal fiume Tevere – atto simbolico di connessione con il territorio – e lo scioglimento delle sculture all’interno di Mesia Space, spazio vetrato in cui pubblico e artista condividono un’esperienza intima e collettiva. Le 25 sculture in argilla all’interno dei 25 contenitori in vetro sono disposte sopra un’opera al grigio (cm 75x75), dove trovano posto anche 25 libri di mostra (15x15 cm), alternati tra copertine nere e controcopertine bianche a formare una scacchiera. Durante la performance, ogni visitatore è invitato a sedersi con l’artista, che inserisce l’acqua nei contenitori, avviando lo scioglimento. Ogni partecipante riceverà un contenitore e un libro, in un gesto di dono e condivisione. Quando tutti gli oggetti saranno distribuiti, resterà solo l’opera al Grigio: evocando il titolo dell’ultima mostra personale di Quintili: Grigio. L’opera si sviluppa su più livelli simbolici: la dissoluzione come accettazione dell’impermanenza e della fragilità. Il legame con l’ambiente attraverso l’acqua del Tevere.
La rinascita biologica: la posa d’argilla, residuo dello scioglimento, potrà nel tempo generare nuova vita. La memoria e la possibilità quantistica della forma, come traccia invisibile che resta. Scioglimento #19 è un rituale artistico che affronta la condizione umana attraverso un gesto semplice e trasformativo.
Il vuoto finale non è perdita, ma apertura: una soglia silenziosa tra memoria e possibilità.
Attilio Quintili (Terni 1964), ceramista di formazione e innovatore per vocazione, è un maestro nella tecnica del lustro, trasformata in un linguaggio contemporaneo di straordinaria potenza espressiva. Partendo dalla tradizione umbra di Deruta, Quintili abbandona le forme classiche per esplorare un universo simbolico fatto di materia e luce. Le sue opere, caratterizzate da una tensione alchemica e da una costante ricerca dell’origine, spaziano tra forme astratte, pannelli siderali e installazioni profonde, dove la terracotta diventa veicolo di una spiritualità tangibile. Dalla riflessione sui sette peccati capitali fino alla più recente mostra Grigio (2025), Quintili indaga la trasformazione della materia e del sé, trovando nel grigio un punto di equilibrio tra opposti e un simbolo di sospensione esistenziale. Attraverso gesti estremi come deflagrazioni nell’argilla e delicate esplorazioni cromatiche, l’artista crea opere che evocano il mistero dell’esistenza e il dialogo incessante tra visibile e invisibile, vuoto e pieno. L’ultimo progetto di Attilio Quintili si intitola Attila in Viaggio, una serie di vlog pubblicati sui social in cui ogni viaggio tra Arte Storia Natura e Tradizione diventa occasione per un rituale artistico site-specific: lo scioglimento di sculture in argilla attraverso l’acqua, gesto effimero e simbolico che mette in scena la dissoluzione della forma e il ritorno della materia al suo stato originario. Attraverso questi interventi performativi, Quintili amplia la propria ricerca oltre l’oggetto ceramico, trasformando il viaggio in esperienza poetica, meditativa e di continua metamorfosi.
Le sculture protagoniste della performance nascono da un gesto radicale: un’esplosione su argilla fresca, che ne dilata e disgrega la superficie, generando ogni volta forme uniche e irripetibili. Questo atto creativo violento e spontaneo riflette la tensione tra controllo e caos, tra materia e trasformazione. La performance si articola in due fasi: la raccolta dell’acqua dal fiume Tevere – atto simbolico di connessione con il territorio – e lo scioglimento delle sculture all’interno di Mesia Space, spazio vetrato in cui pubblico e artista condividono un’esperienza intima e collettiva. Le 25 sculture in argilla all’interno dei 25 contenitori in vetro sono disposte sopra un’opera al grigio (cm 75x75), dove trovano posto anche 25 libri di mostra (15x15 cm), alternati tra copertine nere e controcopertine bianche a formare una scacchiera. Durante la performance, ogni visitatore è invitato a sedersi con l’artista, che inserisce l’acqua nei contenitori, avviando lo scioglimento. Ogni partecipante riceverà un contenitore e un libro, in un gesto di dono e condivisione. Quando tutti gli oggetti saranno distribuiti, resterà solo l’opera al Grigio: evocando il titolo dell’ultima mostra personale di Quintili: Grigio. L’opera si sviluppa su più livelli simbolici: la dissoluzione come accettazione dell’impermanenza e della fragilità. Il legame con l’ambiente attraverso l’acqua del Tevere.
La rinascita biologica: la posa d’argilla, residuo dello scioglimento, potrà nel tempo generare nuova vita. La memoria e la possibilità quantistica della forma, come traccia invisibile che resta. Scioglimento #19 è un rituale artistico che affronta la condizione umana attraverso un gesto semplice e trasformativo.
Il vuoto finale non è perdita, ma apertura: una soglia silenziosa tra memoria e possibilità.
Attilio Quintili (Terni 1964), ceramista di formazione e innovatore per vocazione, è un maestro nella tecnica del lustro, trasformata in un linguaggio contemporaneo di straordinaria potenza espressiva. Partendo dalla tradizione umbra di Deruta, Quintili abbandona le forme classiche per esplorare un universo simbolico fatto di materia e luce. Le sue opere, caratterizzate da una tensione alchemica e da una costante ricerca dell’origine, spaziano tra forme astratte, pannelli siderali e installazioni profonde, dove la terracotta diventa veicolo di una spiritualità tangibile. Dalla riflessione sui sette peccati capitali fino alla più recente mostra Grigio (2025), Quintili indaga la trasformazione della materia e del sé, trovando nel grigio un punto di equilibrio tra opposti e un simbolo di sospensione esistenziale. Attraverso gesti estremi come deflagrazioni nell’argilla e delicate esplorazioni cromatiche, l’artista crea opere che evocano il mistero dell’esistenza e il dialogo incessante tra visibile e invisibile, vuoto e pieno. L’ultimo progetto di Attilio Quintili si intitola Attila in Viaggio, una serie di vlog pubblicati sui social in cui ogni viaggio tra Arte Storia Natura e Tradizione diventa occasione per un rituale artistico site-specific: lo scioglimento di sculture in argilla attraverso l’acqua, gesto effimero e simbolico che mette in scena la dissoluzione della forma e il ritorno della materia al suo stato originario. Attraverso questi interventi performativi, Quintili amplia la propria ricerca oltre l’oggetto ceramico, trasformando il viaggio in esperienza poetica, meditativa e di continua metamorfosi.
06
giugno 2026
Attilio Quintili – Scioglimento #19
06 giugno 2026
arte contemporanea
arti performative
arti performative
Location
MESIA SPACE ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Largo Mesia, 3, (Roma)
Roma, Largo Mesia, 3, (Roma)
Orario di apertura
dalle 18.00 alle 20.30
Vernissage
6 Giugno 2026, dalle 18.00 alle 20.30 sarà possibile vedere l'installazione e partecipare alla performance insieme all'autore.
Sito web
Autore






