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Floating Signals
L’Associazione Il Frantoio di Capalbio presenta Floating Signals, un progetto espositivo a cura di Davide Sarchioni che riunisce due mostre distinte accomunate da una riflessione sul rapporto tra spazio e percezione, memoria e immaginazione.
Comunicato stampa
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L'Associazione Il Frantoio di Capalbio presenta Floating Signals, un progetto espositivo a cura di Davide Sarchioni che riunisce due mostre distinte accomunate da una riflessione sul rapporto tra spazio e percezione, memoria e immaginazione.
Fulcro principale del progetto è Moto Ondoso, la mostra personale di Matteo Nasini (Roma, 1976) concepita come prosecuzione dell’omonima grande installazione tessile realizzata nel borgo di Capalbio. La mostra intende ampliare e approfondire la ricerca sviluppata dall’artista intorno ai temi dell’onda, della vibrazione e della trasposizione visiva del suono. Il filo di lana rappresenta uno dei tratti più distintivi del linguaggio di Nasini. Nel corso degli anni, l’artista ha dato vita a importanti installazioni tessili in contesti di rilievo nazionale e internazionale, tra cui l’Orto Botanico di Palermo nel 2015, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma nel 2023, il MADRE di Napoli nel 2025. Questi interventi testimoniano la sua capacità di trasformare il filo in un autentico strumento plastico e spaziale, capace di generare vibrazioni cromatiche e segni scultorei che ridefiniscono l’ambiente mettendo in relazione architettura, memoria e percezione.
L’installazione realizzata per il centro storico di Capalbio si sviluppa a partire dalla torre di Palazzo Collacchioni, dalla quale lunghi fili di lana colorata scendono vertiginosamente verso il basso disegnando una trama sospesa, che galleggia nell'aria, dal forte impatto visivo. Come un gesto poetico e al tempo stesso monumentale, l’opera attraversa lo spazio urbano creando connessioni inedite tra le prospettive, i percorsi e le geometrie architettoniche del borgo.
La mostra al Frantoio raccoglie una selezione di lavori tessili. Tra questi figurano diverse colonne appartenenti all’installazione Il Giardino Perduto, presentata per la prima volta nel 2018 e recentemente riproposta nella mostra Una Roma presso il MACRO. Questi elementi verticali, sospesi tra organismo naturale e struttura architettonica, evocano paesaggi sommersi, relitti e presenze profondamente evocative. Accanto a queste opere si trova anche un grande arazzo di circa 200 x 300 cm, Gli Annegati (2022), realizzato mediante l’intreccio di lane e stoffe declinate in una complessa gamma di tonalità e gradazioni del blu. L’opera appare come una superficie fluida e stratificata, capace di evocare simultaneamente profondità marine, deriva e trasformazione.
Floating Signals ospita anche la mostra Architetture Fantastiche di Daniel Galligani, designer e creativo originario di Buenos Aires, la cui ricerca si sviluppa attraverso oggetti scenografici, scrigni e costruzioni immaginifiche sospese tra design, decorazione e illusione prospettica.
La scenografia, intesa come arte dell’inganno e della costruzione teatrale dello spazio, costituisce uno degli elementi centrali del suo immaginario, profondamente influenzato dalla teatralità barocca e dalle fantasie mitologiche. I suoi oggetti nascono dalla rielaborazione digitale di dettagli provenienti da stampe del XVI, XVII e XVIII secolo, successivamente assemblati e montati su scrigni lignei progettati per amplificare la percezione spaziale attraverso illusioni prospettiche. All’interno degli oggetti si aprono cassetti nascosti e “segreti”, elementi tipici dell’ebanisteria storica che trasformano ogni lavoro in un piccolo teatro della meraviglia.
Ogni creazione richiede settimane di lavorazione meticolosa, in cui il digitale si fonde alla manualità artigianale, elemento fondamentale della pratica di Galligani. A partire dal 2024, il designer ha inoltre introdotto la ceramica come nuovo supporto per le proprie creazioni, ampliando ulteriormente il dialogo tra materia, decorazione e costruzione scenografica.
Se nel lavoro di Nasini il concetto di Floating Signals si manifesta attraverso onde, frequenze e vibrazioni tradotte in forma tessile, nella ricerca di Galligani il segnale assume la forma di frammento narrativo, architettura fantastica e memoria segreta.
Floating Signals è ideato dall’Associazione Culturale Il Frantoio, con il patrocinio del Comune di Capalbio, realizzato in collaborazione con Fondazione Capalbio e CCN Capalbio – Centro Commerciale Naturale.
Fulcro principale del progetto è Moto Ondoso, la mostra personale di Matteo Nasini (Roma, 1976) concepita come prosecuzione dell’omonima grande installazione tessile realizzata nel borgo di Capalbio. La mostra intende ampliare e approfondire la ricerca sviluppata dall’artista intorno ai temi dell’onda, della vibrazione e della trasposizione visiva del suono. Il filo di lana rappresenta uno dei tratti più distintivi del linguaggio di Nasini. Nel corso degli anni, l’artista ha dato vita a importanti installazioni tessili in contesti di rilievo nazionale e internazionale, tra cui l’Orto Botanico di Palermo nel 2015, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma nel 2023, il MADRE di Napoli nel 2025. Questi interventi testimoniano la sua capacità di trasformare il filo in un autentico strumento plastico e spaziale, capace di generare vibrazioni cromatiche e segni scultorei che ridefiniscono l’ambiente mettendo in relazione architettura, memoria e percezione.
L’installazione realizzata per il centro storico di Capalbio si sviluppa a partire dalla torre di Palazzo Collacchioni, dalla quale lunghi fili di lana colorata scendono vertiginosamente verso il basso disegnando una trama sospesa, che galleggia nell'aria, dal forte impatto visivo. Come un gesto poetico e al tempo stesso monumentale, l’opera attraversa lo spazio urbano creando connessioni inedite tra le prospettive, i percorsi e le geometrie architettoniche del borgo.
La mostra al Frantoio raccoglie una selezione di lavori tessili. Tra questi figurano diverse colonne appartenenti all’installazione Il Giardino Perduto, presentata per la prima volta nel 2018 e recentemente riproposta nella mostra Una Roma presso il MACRO. Questi elementi verticali, sospesi tra organismo naturale e struttura architettonica, evocano paesaggi sommersi, relitti e presenze profondamente evocative. Accanto a queste opere si trova anche un grande arazzo di circa 200 x 300 cm, Gli Annegati (2022), realizzato mediante l’intreccio di lane e stoffe declinate in una complessa gamma di tonalità e gradazioni del blu. L’opera appare come una superficie fluida e stratificata, capace di evocare simultaneamente profondità marine, deriva e trasformazione.
Floating Signals ospita anche la mostra Architetture Fantastiche di Daniel Galligani, designer e creativo originario di Buenos Aires, la cui ricerca si sviluppa attraverso oggetti scenografici, scrigni e costruzioni immaginifiche sospese tra design, decorazione e illusione prospettica.
La scenografia, intesa come arte dell’inganno e della costruzione teatrale dello spazio, costituisce uno degli elementi centrali del suo immaginario, profondamente influenzato dalla teatralità barocca e dalle fantasie mitologiche. I suoi oggetti nascono dalla rielaborazione digitale di dettagli provenienti da stampe del XVI, XVII e XVIII secolo, successivamente assemblati e montati su scrigni lignei progettati per amplificare la percezione spaziale attraverso illusioni prospettiche. All’interno degli oggetti si aprono cassetti nascosti e “segreti”, elementi tipici dell’ebanisteria storica che trasformano ogni lavoro in un piccolo teatro della meraviglia.
Ogni creazione richiede settimane di lavorazione meticolosa, in cui il digitale si fonde alla manualità artigianale, elemento fondamentale della pratica di Galligani. A partire dal 2024, il designer ha inoltre introdotto la ceramica come nuovo supporto per le proprie creazioni, ampliando ulteriormente il dialogo tra materia, decorazione e costruzione scenografica.
Se nel lavoro di Nasini il concetto di Floating Signals si manifesta attraverso onde, frequenze e vibrazioni tradotte in forma tessile, nella ricerca di Galligani il segnale assume la forma di frammento narrativo, architettura fantastica e memoria segreta.
Floating Signals è ideato dall’Associazione Culturale Il Frantoio, con il patrocinio del Comune di Capalbio, realizzato in collaborazione con Fondazione Capalbio e CCN Capalbio – Centro Commerciale Naturale.
30
maggio 2026
Floating Signals
Dal 30 maggio al 30 giugno 2026
arte contemporanea
Location
Galleria Il Frantoio
Capalbio, Piazza della Provvidenza, 10, (GR)
Capalbio, Piazza della Provvidenza, 10, (GR)
Orario di apertura
dalle 19 alle 22:30
Vernissage
30 Maggio 2026, 19:00
Ufficio stampa
STUDIO MARTINOTTI
Autore
Curatore
Produzione organizzazione






