30 maggio 2026

Lo Stato acquisisce la Tomba Francois: il capolavoro etrusco arriva a Villa Giulia

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Il Ministero della Cultura ha acquisito la Tomba François di Vulci per 15 milioni di euro. Dal 25 giugno il capolavoro sarà esposto permanentemente al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Uno dei più importanti capolavori dell’arte etrusca entra ufficialmente nelle collezioni pubbliche dello Stato italiano. Con la firma dell’atto di compravendita avvenuta il 29 maggio, la Tomba François di Vulci è stata acquisita dal Ministero della Cultura per un valore complessivo di 15 milioni di euro e sarà esposta permanentemente presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove dal 25 giugno verrà inaugurata una grande mostra dedicata alla sua storia e al suo straordinario patrimonio figurativo.

L’operazione rappresenta uno dei più rilevanti investimenti compiuti negli ultimi anni dal Ministero della Cultura nel settore delle acquisizioni patrimoniali e conclude una vicenda iniziata più di cento anni fa. Già nel 1921, infatti, lo Stato aveva manifestato interesse per l’acquisizione del monumento, considerato da tempo una delle testimonianze più significative della civiltà etrusca e dell’arte del Mediterraneo antico.

«L’acquisizione della Tomba François rappresenta un risultato di straordinario valore per il patrimonio culturale nazionale», ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli. «Con questo atto lo Stato acquisisce uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica mediterranea, consegnandolo definitivamente alla fruizione pubblica e alla ricerca scientifica».

L’acquisizione è stata resa possibile grazie all’accordo con gli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietarie dell’opera, e al lavoro congiunto della Direzione generale Musei guidata da Massimo Osanna e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia diretto da Luana Toniolo.

Scoperta l’1 maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba fu rinvenuta nei terreni appartenenti al principe Alessandro Torlonia. Datata tra il 340 e il 320 a.C., è scavata nel tufo e conserva un articolato programma decorativo composto da trentasette pannelli dipinti e due cippi litici rinvenuti nel corridoio d’accesso.

La Tomba François occupa un posto centrale nella storia dell’arte antica per la qualità delle sue pitture e per la complessità del loro significato. Il ciclo figurativo intreccia infatti mito greco, memoria storica etrusca e autorappresentazione aristocratica, offrendo una testimonianza eccezionale dell’immaginario politico e culturale dell’Etruria ellenistica.

Tra le immagini più celebri, la scena del sacrificio dei prigionieri troiani sulla tomba di Patroclo, dominata dalla presenza di Achille e arricchita da figure appartenenti alla tradizione religiosa etrusca, come il demone Charun e la figura alata di Vanth. Di straordinaria importanza è anche il pannello che raffigura la liberazione di Celio Vibenna da parte del fratello Aulo e di Macstarna, personaggio che la tradizione romana identifica con il futuro re Servio Tullio. Una rappresentazione che continua a essere al centro degli studi per il suo valore storico. A completare il programma decorativo corre un lungo fregio popolato da animali reali e fantastici – grifoni, leoni, pantere, cervi e cinghiali – considerato il più esteso fregio animalistico giunto dall’antichità.

L’acquisizione sarà celebrata con una grande esposizione che aprirà il 25 giugno a Villa Giulia e che consentirà di ricostruire idealmente il contesto originario del monumento. Grazie alla collaborazione di importanti istituzioni internazionali, tra cui il Musée du Louvre, il British Museum, i Musei Vaticani e il Istituto Archeologico Germanico di Roma, saranno riuniti reperti, documenti, copie storiche e materiali legati alla vicenda della tomba.

Particolare attenzione sarà riservata all’accessibilità. Il percorso espositivo includerà strumenti multisensoriali, tavoli tattili e contenuti in Lingua dei Segni Italiana, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di fruizione di uno dei più importanti monumenti dell’arte etrusca oggi conservati nel patrimonio pubblico italiano.

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