Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Apertura speciale alla Fondazione Luigi Rovati
Il Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati apre eccezionalmente martedì 2 giugno dalle ore 10.00 alle ore 19.00 con ultimo ingresso alle ore 18.00. Per la giornata i visitatori possono accedere al museo al prezzo speciale di 8 euro.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
LE MOSTRE IN CORSO
"Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso"
A cura di Salvatore Settis
Fulcro dell’esposizione è la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170–180 d.C., raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. Proveniente da Firenze, dove appartenne per secoli alle collezioni di Palazzo Montalvo, e successivamente entrato nella collezione Brenta-Torno a Milano, il rilievo è noto quasi esclusivamente agli specialisti. L’opera si inserisce in una ristretta serie di sarcofagi dedicati al mito di Meleagro. Tra gli esemplari noti, il sarcofago Brenta-Torno si distingue per qualità formale e per la data precoce del reimpiego medievale.
Nella mostra sono esposti anche i due rilievi laterali originali, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, proponendone per la prima volta il confronto diretto con la fronte principale.
Accanto alla dimensione archeologica, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura, generalmente femminile, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro, espressione codificata di disperazione. Nato in età romana e attestato in un vaso d’argento da Pompei, esposto in mostra e proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, questo gesto scompare per oltre un millennio, per riemergere improvvisamente nel XIII secolo. La sua ricomparsa è documentata in opere fondamentali della storia dell’arte, dalla Strage degli Innocenti di Nicola Pisano alla Lamentazione di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, fino alle reinterpretazioni moderne, tra cui Guernica di Pablo Picasso. Nel percorso, infine, un riferimento al pensiero di Aby Warburg, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico, sintetizzato nel concetto di Pathosformel. Warburg fu tra i primi a riconoscere nella figura dolente dei sarcofagi di Meleagro una fonte decisiva per la riattivazione di questo stesso gesto dopo un lungo oblio. Questo passaggio è rappresentato in mostra nelle tre tavole del Bilderatlas Mnemosyne, nella più recente ricostruzione di Axel Heil e Roberto Ohrt.
"Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi"
La mostra, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona, propone il nucleo di preziosi bronzi etruschi della collezione cortonese Corazzi, oggi conservato al Rijksmuseum van Oudheden, che eccezionalmente rientra in Italia. Accanto ai bronzi, una selezione di volumi ne ripercorre la fortuna critica, evidenziando sia il valore delle fonti bibliografiche come strumenti essenziali per comprendere la storia delle opere e del loro collezionismo, sia il ruolo nella trasmissione di modelli iconografici e memorie visive.
Il progetto espositivo, ospitato al Piano ipogeo del Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati, riprende e sviluppa il percorso avviato al MAEC di Cortona, concentrandosi sui reperti etruschi della collezione Corazzi e approfondendo il ruolo del collezionismo privato nella costruzione del patrimonio culturale, tra dimensione locale ed europea. La relazione tra la collezione Corazzi e l’esposizione permanente della Fondazione mostra come le raccolte private possano divenire strumenti di conoscenza condivisa, dai nuclei dei primi musei pubblici alle attuali forme di integrazione tra musei pubblici e privati.
"Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso"
A cura di Salvatore Settis
Fulcro dell’esposizione è la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170–180 d.C., raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. Proveniente da Firenze, dove appartenne per secoli alle collezioni di Palazzo Montalvo, e successivamente entrato nella collezione Brenta-Torno a Milano, il rilievo è noto quasi esclusivamente agli specialisti. L’opera si inserisce in una ristretta serie di sarcofagi dedicati al mito di Meleagro. Tra gli esemplari noti, il sarcofago Brenta-Torno si distingue per qualità formale e per la data precoce del reimpiego medievale.
Nella mostra sono esposti anche i due rilievi laterali originali, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, proponendone per la prima volta il confronto diretto con la fronte principale.
Accanto alla dimensione archeologica, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura, generalmente femminile, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro, espressione codificata di disperazione. Nato in età romana e attestato in un vaso d’argento da Pompei, esposto in mostra e proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, questo gesto scompare per oltre un millennio, per riemergere improvvisamente nel XIII secolo. La sua ricomparsa è documentata in opere fondamentali della storia dell’arte, dalla Strage degli Innocenti di Nicola Pisano alla Lamentazione di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, fino alle reinterpretazioni moderne, tra cui Guernica di Pablo Picasso. Nel percorso, infine, un riferimento al pensiero di Aby Warburg, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico, sintetizzato nel concetto di Pathosformel. Warburg fu tra i primi a riconoscere nella figura dolente dei sarcofagi di Meleagro una fonte decisiva per la riattivazione di questo stesso gesto dopo un lungo oblio. Questo passaggio è rappresentato in mostra nelle tre tavole del Bilderatlas Mnemosyne, nella più recente ricostruzione di Axel Heil e Roberto Ohrt.
"Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi"
La mostra, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona, propone il nucleo di preziosi bronzi etruschi della collezione cortonese Corazzi, oggi conservato al Rijksmuseum van Oudheden, che eccezionalmente rientra in Italia. Accanto ai bronzi, una selezione di volumi ne ripercorre la fortuna critica, evidenziando sia il valore delle fonti bibliografiche come strumenti essenziali per comprendere la storia delle opere e del loro collezionismo, sia il ruolo nella trasmissione di modelli iconografici e memorie visive.
Il progetto espositivo, ospitato al Piano ipogeo del Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati, riprende e sviluppa il percorso avviato al MAEC di Cortona, concentrandosi sui reperti etruschi della collezione Corazzi e approfondendo il ruolo del collezionismo privato nella costruzione del patrimonio culturale, tra dimensione locale ed europea. La relazione tra la collezione Corazzi e l’esposizione permanente della Fondazione mostra come le raccolte private possano divenire strumenti di conoscenza condivisa, dai nuclei dei primi musei pubblici alle attuali forme di integrazione tra musei pubblici e privati.
02
giugno 2026
Apertura speciale alla Fondazione Luigi Rovati
02 giugno 2026
archeologia
Location
FONDAZIONE LUIGI ROVATI
Milano, Corso Venezia, 52, (Milano)
Milano, Corso Venezia, 52, (Milano)
Biglietti
Euro 8
Orario di apertura
dalle 10.00 alle 19.00
Sito web
Autore




