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Frank Mann – Oculus
In mostra opere inedite dell’artista newyorkese che da anni ha posto il focus della sua ricerca sull’esplorazione poetica della percezione. Le opere esposte nascono da una stratificazione di colore che genera forme autonome, emerse attraverso procedure intuitive e sperimentali.
Comunicato stampa
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COMUNICATO STAMPA
FRANK MANN
OCULUS
A cura di Stefania Carrozzini
MyMicroGallery
Via Giovanni Boccaccio 24, Milano
10 – 30 giugno 2026
Inaugurazione: 10 giugno 2026, ore 18.00
Orari: dal 10 al 30 giugno visita su appuntamento
MyMicroGallery è lieta di presentare Oculus, mostra personale dell'artista americano Frank Mann, che espone per la prima volta a Milano un nucleo significativo della sua più recente ricerca pittorica.
Nella nostra epoca l'occhio è senza dubbio l'organo percettivo maggiormente sollecitato. Viviamo immersi in un flusso continuo di immagini che catturano, orientano e spesso sovraccaricano il nostro sguardo. È proprio a questa centralità della visione che si riferisce il titolo della mostra: Oculus, termine latino che indica l'occhio ma anche l'apertura circolare che, nell'architettura classica, permette alla luce di attraversare la materia e penetrare lo spazio.
Per Frank Mann, tuttavia, Oculus non rappresenta soltanto l'organo della vista né un'indagine sui meccanismi fisiologici del vedere. La sua ricerca si concentra piuttosto sulle qualità poetiche e percettive che emergono nel momento stesso in cui l'immagine prende forma. La pittura diventa il luogo in cui luce, colore e memoria si intrecciano, trasformando l'esperienza visiva in un processo mentale ed emotivo.
Le opere della serie Oculus sono il risultato di una ricerca sviluppata nel corso di molti anni. Vortici circolari, linee fluide e campi cromatici in continua espansione generano spazi immateriali in cui la luce si frammenta e si ricompone. Universi che si compenetrano, particelle che sembrano liberare energia, soglie percettive in cui i contorni si dissolvono e la visione si apre a dimensioni incerte e suggestive.
Al centro del lavoro di Mann vi è una domanda fondamentale: che cos'è realmente la percezione? In pittura essa costituisce il ponte tra ciò che appare sulla superficie della tela e ciò che avviene nella mente dell'osservatore. La realtà non viene mai recepita in modo neutrale; ogni immagine è filtrata dalla memoria, dall'esperienza e dalle emozioni. Per questo motivo l'artista non cerca di rappresentare il mondo visibile, ma di rendere tangibile il processo stesso del vedere.
Le opere esposte nascono da una stratificazione di colore che genera forme autonome, emerse attraverso procedure intuitive e sperimentali. Le immagini non derivano dalla rappresentazione di un soggetto esterno, ma da un modello interno, puramente artistico, che lascia spazio all'immaginazione e all'imprevisto. La superficie pittorica, ricca e sensuale, diventa così il luogo in cui l'atto della visione viene esternalizzato e reso concreto.
L'esperienza immersiva proposta da Oculus suggerisce una riflessione sulla natura stessa delle immagini e sulla loro capacità di influenzare la nostra percezione del reale. Nelle tele di Mann non esiste il vuoto: ogni spazio è attraversato da energia, luce e possibilità. Ciò che appare sulla tela è il risultato di un dialogo continuo tra l'immagine interiore dell'artista e la sua manifestazione visibile. A questi due sguardi se ne aggiunge inevitabilmente un terzo: quello dello spettatore, chiamato a vedere, interpretare e ricordare.
Frank Mann è un artista statunitense la cui ricerca si concentra sui temi della visione e della percezione visiva. Ha esposto in importanti sedi internazionali a New York, Parigi, Barcellona, Amsterdam, Berlino e Roma, partecipando a mostre in sei continenti. Il suo lavoro è stato pubblicato in numerose enciclopedie e repertori internazionali dedicati all'arte contemporanea, tra cui 2,000 Outstanding Artists and Designers of the Twentieth Century, The Biographical Encyclopedia of American Painters, Sculptors and Engravers, The International Dictionary of Artists, Internationale Kunst Heute e Who's Who in the World.
Nella serie Oculus, l'artista trova ispirazione anche nell'architettura del Pantheon di Roma, uno dei suoi riferimenti estetici più importanti. L'oculus della celebre cupola romana diventa metafora della luce, della conoscenza e dell'atto percettivo, elementi che attraversano l'intera sua produzione.
Frank Mann vive e lavora tra New York City e la Hudson Valley, nello Stato di New York.
Catalogo disponibile in galleria.
Per informazioni:
Stefania Carrozzini
stefaniacarrozzini@gmail.com
www.mymicrogallery.com
FRANK MANN
OCULUS
A cura di Stefania Carrozzini
MyMicroGallery
Via Giovanni Boccaccio 24, Milano
10 – 30 giugno 2026
Inaugurazione: 10 giugno 2026, ore 18.00
Orari: dal 10 al 30 giugno visita su appuntamento
MyMicroGallery è lieta di presentare Oculus, mostra personale dell'artista americano Frank Mann, che espone per la prima volta a Milano un nucleo significativo della sua più recente ricerca pittorica.
Nella nostra epoca l'occhio è senza dubbio l'organo percettivo maggiormente sollecitato. Viviamo immersi in un flusso continuo di immagini che catturano, orientano e spesso sovraccaricano il nostro sguardo. È proprio a questa centralità della visione che si riferisce il titolo della mostra: Oculus, termine latino che indica l'occhio ma anche l'apertura circolare che, nell'architettura classica, permette alla luce di attraversare la materia e penetrare lo spazio.
Per Frank Mann, tuttavia, Oculus non rappresenta soltanto l'organo della vista né un'indagine sui meccanismi fisiologici del vedere. La sua ricerca si concentra piuttosto sulle qualità poetiche e percettive che emergono nel momento stesso in cui l'immagine prende forma. La pittura diventa il luogo in cui luce, colore e memoria si intrecciano, trasformando l'esperienza visiva in un processo mentale ed emotivo.
Le opere della serie Oculus sono il risultato di una ricerca sviluppata nel corso di molti anni. Vortici circolari, linee fluide e campi cromatici in continua espansione generano spazi immateriali in cui la luce si frammenta e si ricompone. Universi che si compenetrano, particelle che sembrano liberare energia, soglie percettive in cui i contorni si dissolvono e la visione si apre a dimensioni incerte e suggestive.
Al centro del lavoro di Mann vi è una domanda fondamentale: che cos'è realmente la percezione? In pittura essa costituisce il ponte tra ciò che appare sulla superficie della tela e ciò che avviene nella mente dell'osservatore. La realtà non viene mai recepita in modo neutrale; ogni immagine è filtrata dalla memoria, dall'esperienza e dalle emozioni. Per questo motivo l'artista non cerca di rappresentare il mondo visibile, ma di rendere tangibile il processo stesso del vedere.
Le opere esposte nascono da una stratificazione di colore che genera forme autonome, emerse attraverso procedure intuitive e sperimentali. Le immagini non derivano dalla rappresentazione di un soggetto esterno, ma da un modello interno, puramente artistico, che lascia spazio all'immaginazione e all'imprevisto. La superficie pittorica, ricca e sensuale, diventa così il luogo in cui l'atto della visione viene esternalizzato e reso concreto.
L'esperienza immersiva proposta da Oculus suggerisce una riflessione sulla natura stessa delle immagini e sulla loro capacità di influenzare la nostra percezione del reale. Nelle tele di Mann non esiste il vuoto: ogni spazio è attraversato da energia, luce e possibilità. Ciò che appare sulla tela è il risultato di un dialogo continuo tra l'immagine interiore dell'artista e la sua manifestazione visibile. A questi due sguardi se ne aggiunge inevitabilmente un terzo: quello dello spettatore, chiamato a vedere, interpretare e ricordare.
Frank Mann è un artista statunitense la cui ricerca si concentra sui temi della visione e della percezione visiva. Ha esposto in importanti sedi internazionali a New York, Parigi, Barcellona, Amsterdam, Berlino e Roma, partecipando a mostre in sei continenti. Il suo lavoro è stato pubblicato in numerose enciclopedie e repertori internazionali dedicati all'arte contemporanea, tra cui 2,000 Outstanding Artists and Designers of the Twentieth Century, The Biographical Encyclopedia of American Painters, Sculptors and Engravers, The International Dictionary of Artists, Internationale Kunst Heute e Who's Who in the World.
Nella serie Oculus, l'artista trova ispirazione anche nell'architettura del Pantheon di Roma, uno dei suoi riferimenti estetici più importanti. L'oculus della celebre cupola romana diventa metafora della luce, della conoscenza e dell'atto percettivo, elementi che attraversano l'intera sua produzione.
Frank Mann vive e lavora tra New York City e la Hudson Valley, nello Stato di New York.
Catalogo disponibile in galleria.
Per informazioni:
Stefania Carrozzini
stefaniacarrozzini@gmail.com
www.mymicrogallery.com
10
giugno 2026
Frank Mann – Oculus
Dal 10 al 30 giugno 2026
arte contemporanea
Location
MYMICROGALLERY
Milano, Via Giovanni Boccaccio, 24, (Milano)
Milano, Via Giovanni Boccaccio, 24, (Milano)
Orario di apertura
SU APPUNTAMENTO
Vernissage
10 Giugno 2026, ORE 18.00
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico





