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Geografia del corpo
La mostra Geografia del corpo traccia una mappa profonda dell’essere umano: il Corpo Intero reclama il diritto
di essere libero, accettato e nudo al di là delle norme.
Il fulcro di questa indagine si rivela nei dittici verticali dove l’opera si sdoppia.
Comunicato stampa
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Iolanda Martini: Geografia del corpo
Galleria Studio 6, Verona
6-30 giugno 2026
La mostra Geografia del corpo traccia una mappa profonda dell'essere umano: il Corpo Intero reclama il diritto
di essere libero, accettato e nudo al di là delle norme.
Il fulcro di questa indagine si rivela nei dittici verticali dove l'opera si sdoppia. La parte inferiore, più piccola,
accoglie il ritratto: ciò che di noi è visibile dall'esterno, la maschera o il volto che si offre allo sguardo del mondo.
La tela superiore, più grande, ne è lo svelamento: è la radiografia di ciò che abita dentro la testa, l'esplosione
dell'emozione, il paesaggio mentale o psichico della persona rappresentata che deforma la materia per farsi
carne e pensiero.
Se i dittici e i nudi lavorano sulla struttura e sul controllo della forma, la serie di acquerelli rappresenta una
risposta immediata e viscerale della ricerca di Iolanda Martini. In queste opere su carta, il colore si libera da
qualsiasi gabbia geometrica o figurativa per farsi fluido biologico, umore interno, ormone e pura emozione.
È una pittura eseguita senza filtri e senza tempo che celebra la pluralità dei corpi ed eleva la vulnerabilità o la
malattia a oggetto sacro. L'acquerello cessa di essere una tecnica decorativa e diventa una testimonianza
poetica di pura libertà.
L’esposizione è dedicata a Alberto Menghini
Galleria Studio 6, Verona
6-30 giugno 2026
La mostra Geografia del corpo traccia una mappa profonda dell'essere umano: il Corpo Intero reclama il diritto
di essere libero, accettato e nudo al di là delle norme.
Il fulcro di questa indagine si rivela nei dittici verticali dove l'opera si sdoppia. La parte inferiore, più piccola,
accoglie il ritratto: ciò che di noi è visibile dall'esterno, la maschera o il volto che si offre allo sguardo del mondo.
La tela superiore, più grande, ne è lo svelamento: è la radiografia di ciò che abita dentro la testa, l'esplosione
dell'emozione, il paesaggio mentale o psichico della persona rappresentata che deforma la materia per farsi
carne e pensiero.
Se i dittici e i nudi lavorano sulla struttura e sul controllo della forma, la serie di acquerelli rappresenta una
risposta immediata e viscerale della ricerca di Iolanda Martini. In queste opere su carta, il colore si libera da
qualsiasi gabbia geometrica o figurativa per farsi fluido biologico, umore interno, ormone e pura emozione.
È una pittura eseguita senza filtri e senza tempo che celebra la pluralità dei corpi ed eleva la vulnerabilità o la
malattia a oggetto sacro. L'acquerello cessa di essere una tecnica decorativa e diventa una testimonianza
poetica di pura libertà.
L’esposizione è dedicata a Alberto Menghini
06
giugno 2026
Geografia del corpo
Dal 06 al 27 giugno 2026
arte contemporanea
Location
SPAZIO 6
Verona, Via Santa Maria In Organo, 6, (Verona)
Verona, Via Santa Maria In Organo, 6, (Verona)
Orario di apertura
da martedì a sabato 16.30-19.30
Vernissage
6 Giugno 2026, ore 17.30
Sito web
Autore
Curatore







