Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Mutamenti
Panta rei, diceva (secondo la tradizione) Eraclito: tutto scorre, tutto cambia. Non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume: ogni cosa è in continuo divenire. Si potrebbe estendere questo concetto ed affermare, per conseguenza, che ogni cosa è un continuo divenire: perché è proprio il suo continuo mutare che la fa essere ciò che è.
Ed è proprio Mutamenti, termine ambiguo e misterioso che contiene moltitudini, il titolo di questa esibizione collettiva; è preso a prestito da un progetto di Simona Ballesio, che espone qui alcune sue immagini insieme a quelle di David Benedetti ed Agostino Maiello.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Simona Ballesio indaga il rapporto tra tempo, materia e impermanenza, attraverso un linguaggio visivo essenziale, spesso ispirato alla fragilità del paesaggio naturale a alle trasformazioni silenziose della luce e della materia. Alternando tecniche analogiche e digitali, il suo lavoro si articola in due direzioni complementari: da un lato la stampa manuale ai Sali d’argento su carta, vetro o metallo, con emulsione stesa a pennello, che restituisce immagini uniche e materiche; dall’altro, una ricerca digitale che utilizza il movimento in modo pittorico, trasformando e dilatando la visione per cercare un’altra realtà – personale, interiore. In entrambi i casi, ciò che appare non è mai una mera rappresentazione, ma una soglia sensibile tra ciò che si vede e ciò che si sente.
Il cromatismo prorompente dello spazio urbano caratterizza le eleganti immagini di David Benedetti, allusive e misteriose nella loro rappresentazione di soggetti quotidiani, apparentemente banali, eppure sempre arricchiti da un leggero elemento perturbante, qualcosa che sfugge al primo sguardo e che si rivela poco a poco, fino a spingere l’osservatore a chiedersi “che cosa sto guardando?”. La città, con i suoi spazi trascurati, i suoi graffiti, le sue campiture di colore, si propone come un oceano di segni nel quale ciascuno può trovare la propria, personalissima rotta.
La selezione di Agostino Maiello si compone di immagini scattate a Berlino, la città europea che forse più di ogni altra ha vissuto dei cambiamenti negli ultimi decenni. Il clima grigio, i colori freddi, le architetture rigorose e le strade semideserte sono le impressioni raccolte da uno sguardo che vuole esplicitare la solitudine dello spazio urbano contemporaneo, in una continua ricerca di senso, sempre incompiuta e destinata a rimanere tale.
Il cromatismo prorompente dello spazio urbano caratterizza le eleganti immagini di David Benedetti, allusive e misteriose nella loro rappresentazione di soggetti quotidiani, apparentemente banali, eppure sempre arricchiti da un leggero elemento perturbante, qualcosa che sfugge al primo sguardo e che si rivela poco a poco, fino a spingere l’osservatore a chiedersi “che cosa sto guardando?”. La città, con i suoi spazi trascurati, i suoi graffiti, le sue campiture di colore, si propone come un oceano di segni nel quale ciascuno può trovare la propria, personalissima rotta.
La selezione di Agostino Maiello si compone di immagini scattate a Berlino, la città europea che forse più di ogni altra ha vissuto dei cambiamenti negli ultimi decenni. Il clima grigio, i colori freddi, le architetture rigorose e le strade semideserte sono le impressioni raccolte da uno sguardo che vuole esplicitare la solitudine dello spazio urbano contemporaneo, in una continua ricerca di senso, sempre incompiuta e destinata a rimanere tale.
07
giugno 2026
Mutamenti
Dal 07 giugno al 05 luglio 2026
fotografia
Location
Galleria IRTUS
Sutri, Via E. Agneni, 16, (Viterbo)
Sutri, Via E. Agneni, 16, (Viterbo)
Orario di apertura
sab/dom 11-13 infrasettimanali su appuntamento
Autore








