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Paperitual
Il progeto esplora la carta come materia rituale: un medium che registra gest, memorie, intmità,
trasformazioni. Ogni artsta attia un rito diverso — piegare, incidere, cucire, stratificare, riciclare,
indossare — trasformando il foglio in un dispositivo simbolico.
Comunicato stampa
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Paper Ritual è una mostra collettiva dedicata alla carta come materia viva, simbolica e trasformativa. Un progetto che invita artisti e artiste a esplorare il foglio non solo come supporto, ma come corpo, gesto, rito. La carta diventa pelle, archivio, paesaggio, indumento, struttura: un territorio in cui l’intimità si fa forma, la memoria si stratifica, la metamorfosi diventa linguaggio.
Il percorso espositivo si articola attraverso pratiche che interrogano la fragilità e la forza della materia, la ripetizione del gesto, la ritualità del fare. Dalle piegature minime alle architetture leggere, dalle stratificazioni organiche alle trasparenze luminose, ogni opera è chiamata a rivelare un rito personale: un processo che trasforma la carta in presenza.
Paper Ritual accoglie artisti che lavorano con la carta in modo sperimentale, poetico o concettuale, valorizzando la pluralità delle pratiche e la ricchezza dei linguaggi. L’obiettivo è costruire un paesaggio condiviso in cui ogni gesto — piegare, incidere, cucire, strappare, sovrapporre — diventa un atto rituale capace di trasformare la materia e lo sguardo.
La mostra vuole essere un luogo di incontro, di ascolto e di risonanza: un invito a entrare in relazione con la carta come spazio di intimità, memoria e metamorfosi.
Il percorso espositivo si sviluppa in quattro capitoli, ognuno dedicato a una dimensione del rito.
RITO DEL GESTO
Atmosfera: essenziale, quasi meditativa. Questa sezione introduce la carta come azione: il gesto minimo che diventa forma.
RITO DELLA TRASFORMAZIONE
La carta come organismo che cambia: si stratifica, si decompone, si ricompone.
Opere che esplorano stratificazioni, assemblaggi, riciclo e rigenerazione, metamorfosi formali
RITO DEL CORPO
Atmosfera: intima, raccolta, quasi votiva, dove entra in scena la dimensione più sensuale e simbolica della mostra, indumenti intimi che si trasformano in reliquie contemporanee, oggetti sospesi tra pudore e rivelazione.
Il corpo come impronta, la carta come pelle, la vulnerabilità come forza.
RITO DELLA RIVELAZIONE
La carta come soglia, simbolo, e la sua dimensione spirituale e simbolica del rito.
La collettiva riunisce sei artisti e artiste che esplorano la carta come materia viva, fragile e resistente, capace di trasformarsi in corpo, rito, gesto, architettura. Ognuno di loro attiva un linguaggio personale, ma tutti condividono un approccio scultoreo e tridimensionale che rende la carta protagonista assoluta.
Adele Biscaretti
L’artista, torinese, nasce come grafica e pubblicitaria (IED) e approda alla carta attraverso la tecnica dell’origami, che diventa il fulcro della sua ricerca artistica. Nel 2009 sviluppa la linea Minikami, dedicata al gioiello contemporaneo in origami, e successivamente amplia il suo lavoro a installazioni come materia rituale, oggetti di design e sculture in cartone, trasformandolo da materiale povero a protagonista formale: curve, volumi, sospensioni e strutture che rivelano la potenza plastica della carta. La sua poetica è legata alla sottrazione, alla forma essenziale e alla metamorfosi della carta.
Il progetto “Intraluce” presente in mostra è realizzato in origami, con carta in pergamena semitraspartente, con la tecnica della tassellazione. Sono forme geometriche ripetute all’infinito su un piano, L’artista ha esposto al Castello di Racconigi e nel 2024 è stata finalista alla Lucca Biennale Cartasia (Design in carta), la principale rassegna internazionale dedicata alla paper art. Partecipa a diverse collettive nazionali.
Manuela Granziol
Artista e storica dell’arte Svizzera, vive in Italia dopo 22 anni trascorsi a Londra. La sua ricerca si concentra su sculture figurative in carta, come pelle e memoria, spesso di grande formato, che affrontano temi legati alla condizione umana, alla vulnerabilità come linguaggio e alla presenza femminile. I suoi interessi pratici e teorici includono fotografia, scultura, tecnica mista, nonché l’interconnessione tra arte visiva e sensi..
“Hayat” una delle opere esposte in mostra rappresenta la difficile situazione dei bambini Siriani. Hayat è un nome arabo che significa vita. La scultura Hayat fa parte della serie “Language as Home” in cui l’artista esplora come le diverse lingue influenzano la nostra identità e percezione di sé. Dietro ogni lingua ci sono altri occhi (Herta Mueller).
Le sue opere sono state presentate alla Lucca Biennale Cartasia, dove ha esposto figure monumentali realizzate con carta, cartone, mosaico di carta e materiali misti che coinvolgono la fotografia, decostruendo la forma fotografica convenzionale attraverso la manipolazione, il taglio e la flessione dell’immagine, così come il corpo fisico della carta.
Numerose sono le partecipazioni dell’artista nazionali e internazionale tra le quali Cina, Giappone, Korea, Hawaii, California, Dubai, Basilea, Belgio. Germania, Londra.
Michela Massari
Modenese, fashion designer nel settore del lusso e creativa poliedrica, Michela Massari porta nel suo lavoro artistico il rigore formale, la sensibilità estetica e la capacità di sperimentazione maturati nella moda. La sua ricerca si concentra sulla pasta di cellulosa materiale antico che l’artista reinterpreta in chiave contemporanea trasformandolo in forme organiche, tattili caratterizzate da una forte presenza materica. Massari esplora la carta riciclata come materia viva: la modella, la stratifica, la plasma fino a farle assumere consistenze inattese, vicine alla ceramica, alla pietra o al tessuto. Le sue opere appese come frammenti di un corpo o di un paesaggio interiore, creano un dialogo diretto con lo spazio e con lo sguardo dello spettatore. Il suo linguaggio si colloca in un territorio ibrido tra scultura e pittura, dove la superficie irregolare, la texture vibrante e la gamma cromatica diventano elementi narrativi. La poetica dell’artista è profondamente legata alla metamorfosi, alla trasformazione lenta e sensibile della materia, e alla sostenibilità come gesto etico e rituale. Le sue opere sono state pubblicate su diverse riviste specializzate che ne hanno riconosciuto l’originalità materica e la forza espressiva. La ricerca di Massari si distingue per la capacità di trasformare la carta in un organismo complesso, capace di evocare memorie, superfici e presenze.
Marina Comerio
Nasce a Milano, artista visiva che lavora tra installazione, scultura e materiali leggeri come la carta.. La sua ricerca intreccia natura, memoria e trasformazione, con un forte interesse alle forme organiche, con un iconografia ricorrente legata al corpo e alla sua vulnerabilità.
Le sue sculture in carta giocano con la leggerezza e la tensione strutturale. Comerio lavora il materiale come fosse fibra viva, mixando materiali naturali. L’uso della carta come materiale fragile ma resistente, spesso stratificata o strappata. Le sue opere incarnano la metamorfosi come processo continuo. Ha esposto in contesti nazionali come Paratissima, la Biennale di Milano, il Premio Firenze a Palazzo Vecchio e collabora con gallerie tra Torino, Firenze e Milano, le sue installazioni immersive coinvolgono lo spettatore in un esperienza sensoriale e simbolica, dove la carta diventa materia viva, fragile e rituale.
Patrizio Marigliano
Artista cremonese, trasforma il libro a strumento elettivo di elaborazione plastica, dal piccolo formato, alle composizioni modulari approda più recentemente ad opere di grande respiro sia nella forma di pannelli ad altorilievo che a sculture a tutto tondo. Figura nella rosa dei premiati alla Biennale di Genova e primo classificato per la sezione scultura alla Biennale di Cremona di Soncino. In attivo molte mostre personali, bipersonali e collettive in Italia.
Le sculture in carta di Marigliano hanno una forza plastica sorprendente: volumi pieni, tensioni interne, equilibri sottili. Marigliano porta nella mostra una dimensione più strutturale e architettonica, che arricchisce il dialogo tra gesto e materia.
Anna Maria Scocozza
Artista romana amante di vecchi libri e della carta riciclata in genere. La sua è un arte non solo estetica ma anche etica, che conduce ad interrogarsi sulle tematiche sociali che riguardano soprattutto le donne vittime di violenza, ingiustizie, emarginazioni, razzismi ed anche ad una introspezione psicologica e spirituale con sguardo alla realtà e alla ricerca di risposte. Le sue opere sono presenti alla Casa della Resistenza di Verbania; alla Galleria Cassa di Risparmio, San Marino; ha esposto in mostre d’arte a San Marino; al Museo Civico Santa Chiara - Noto, 2021 Archivio di Stato - Roma., 2022, SMIAF - San Marino International Arts Festival, 2022 Triennale Internazionale du Papier, Musée de Charmey - Svizzera, 2023, Lucca Biennale di Cartasia, 2024, Museo Hendrik Christian Andersen, 2024. Le sue lingerie poetiche in carta sono reliquie contemporanee: oggetti intimi che diventano simboli di vulnerabilità e forza. Scocozza porta nella mostra la dimensione del corpo come rito, della pelle come memoria, dell’indumento come soglia tra pudore e rivelazione.
Rosella Fusi Art Director
Il percorso espositivo si articola attraverso pratiche che interrogano la fragilità e la forza della materia, la ripetizione del gesto, la ritualità del fare. Dalle piegature minime alle architetture leggere, dalle stratificazioni organiche alle trasparenze luminose, ogni opera è chiamata a rivelare un rito personale: un processo che trasforma la carta in presenza.
Paper Ritual accoglie artisti che lavorano con la carta in modo sperimentale, poetico o concettuale, valorizzando la pluralità delle pratiche e la ricchezza dei linguaggi. L’obiettivo è costruire un paesaggio condiviso in cui ogni gesto — piegare, incidere, cucire, strappare, sovrapporre — diventa un atto rituale capace di trasformare la materia e lo sguardo.
La mostra vuole essere un luogo di incontro, di ascolto e di risonanza: un invito a entrare in relazione con la carta come spazio di intimità, memoria e metamorfosi.
Il percorso espositivo si sviluppa in quattro capitoli, ognuno dedicato a una dimensione del rito.
RITO DEL GESTO
Atmosfera: essenziale, quasi meditativa. Questa sezione introduce la carta come azione: il gesto minimo che diventa forma.
RITO DELLA TRASFORMAZIONE
La carta come organismo che cambia: si stratifica, si decompone, si ricompone.
Opere che esplorano stratificazioni, assemblaggi, riciclo e rigenerazione, metamorfosi formali
RITO DEL CORPO
Atmosfera: intima, raccolta, quasi votiva, dove entra in scena la dimensione più sensuale e simbolica della mostra, indumenti intimi che si trasformano in reliquie contemporanee, oggetti sospesi tra pudore e rivelazione.
Il corpo come impronta, la carta come pelle, la vulnerabilità come forza.
RITO DELLA RIVELAZIONE
La carta come soglia, simbolo, e la sua dimensione spirituale e simbolica del rito.
La collettiva riunisce sei artisti e artiste che esplorano la carta come materia viva, fragile e resistente, capace di trasformarsi in corpo, rito, gesto, architettura. Ognuno di loro attiva un linguaggio personale, ma tutti condividono un approccio scultoreo e tridimensionale che rende la carta protagonista assoluta.
Adele Biscaretti
L’artista, torinese, nasce come grafica e pubblicitaria (IED) e approda alla carta attraverso la tecnica dell’origami, che diventa il fulcro della sua ricerca artistica. Nel 2009 sviluppa la linea Minikami, dedicata al gioiello contemporaneo in origami, e successivamente amplia il suo lavoro a installazioni come materia rituale, oggetti di design e sculture in cartone, trasformandolo da materiale povero a protagonista formale: curve, volumi, sospensioni e strutture che rivelano la potenza plastica della carta. La sua poetica è legata alla sottrazione, alla forma essenziale e alla metamorfosi della carta.
Il progetto “Intraluce” presente in mostra è realizzato in origami, con carta in pergamena semitraspartente, con la tecnica della tassellazione. Sono forme geometriche ripetute all’infinito su un piano, L’artista ha esposto al Castello di Racconigi e nel 2024 è stata finalista alla Lucca Biennale Cartasia (Design in carta), la principale rassegna internazionale dedicata alla paper art. Partecipa a diverse collettive nazionali.
Manuela Granziol
Artista e storica dell’arte Svizzera, vive in Italia dopo 22 anni trascorsi a Londra. La sua ricerca si concentra su sculture figurative in carta, come pelle e memoria, spesso di grande formato, che affrontano temi legati alla condizione umana, alla vulnerabilità come linguaggio e alla presenza femminile. I suoi interessi pratici e teorici includono fotografia, scultura, tecnica mista, nonché l’interconnessione tra arte visiva e sensi..
“Hayat” una delle opere esposte in mostra rappresenta la difficile situazione dei bambini Siriani. Hayat è un nome arabo che significa vita. La scultura Hayat fa parte della serie “Language as Home” in cui l’artista esplora come le diverse lingue influenzano la nostra identità e percezione di sé. Dietro ogni lingua ci sono altri occhi (Herta Mueller).
Le sue opere sono state presentate alla Lucca Biennale Cartasia, dove ha esposto figure monumentali realizzate con carta, cartone, mosaico di carta e materiali misti che coinvolgono la fotografia, decostruendo la forma fotografica convenzionale attraverso la manipolazione, il taglio e la flessione dell’immagine, così come il corpo fisico della carta.
Numerose sono le partecipazioni dell’artista nazionali e internazionale tra le quali Cina, Giappone, Korea, Hawaii, California, Dubai, Basilea, Belgio. Germania, Londra.
Michela Massari
Modenese, fashion designer nel settore del lusso e creativa poliedrica, Michela Massari porta nel suo lavoro artistico il rigore formale, la sensibilità estetica e la capacità di sperimentazione maturati nella moda. La sua ricerca si concentra sulla pasta di cellulosa materiale antico che l’artista reinterpreta in chiave contemporanea trasformandolo in forme organiche, tattili caratterizzate da una forte presenza materica. Massari esplora la carta riciclata come materia viva: la modella, la stratifica, la plasma fino a farle assumere consistenze inattese, vicine alla ceramica, alla pietra o al tessuto. Le sue opere appese come frammenti di un corpo o di un paesaggio interiore, creano un dialogo diretto con lo spazio e con lo sguardo dello spettatore. Il suo linguaggio si colloca in un territorio ibrido tra scultura e pittura, dove la superficie irregolare, la texture vibrante e la gamma cromatica diventano elementi narrativi. La poetica dell’artista è profondamente legata alla metamorfosi, alla trasformazione lenta e sensibile della materia, e alla sostenibilità come gesto etico e rituale. Le sue opere sono state pubblicate su diverse riviste specializzate che ne hanno riconosciuto l’originalità materica e la forza espressiva. La ricerca di Massari si distingue per la capacità di trasformare la carta in un organismo complesso, capace di evocare memorie, superfici e presenze.
Marina Comerio
Nasce a Milano, artista visiva che lavora tra installazione, scultura e materiali leggeri come la carta.. La sua ricerca intreccia natura, memoria e trasformazione, con un forte interesse alle forme organiche, con un iconografia ricorrente legata al corpo e alla sua vulnerabilità.
Le sue sculture in carta giocano con la leggerezza e la tensione strutturale. Comerio lavora il materiale come fosse fibra viva, mixando materiali naturali. L’uso della carta come materiale fragile ma resistente, spesso stratificata o strappata. Le sue opere incarnano la metamorfosi come processo continuo. Ha esposto in contesti nazionali come Paratissima, la Biennale di Milano, il Premio Firenze a Palazzo Vecchio e collabora con gallerie tra Torino, Firenze e Milano, le sue installazioni immersive coinvolgono lo spettatore in un esperienza sensoriale e simbolica, dove la carta diventa materia viva, fragile e rituale.
Patrizio Marigliano
Artista cremonese, trasforma il libro a strumento elettivo di elaborazione plastica, dal piccolo formato, alle composizioni modulari approda più recentemente ad opere di grande respiro sia nella forma di pannelli ad altorilievo che a sculture a tutto tondo. Figura nella rosa dei premiati alla Biennale di Genova e primo classificato per la sezione scultura alla Biennale di Cremona di Soncino. In attivo molte mostre personali, bipersonali e collettive in Italia.
Le sculture in carta di Marigliano hanno una forza plastica sorprendente: volumi pieni, tensioni interne, equilibri sottili. Marigliano porta nella mostra una dimensione più strutturale e architettonica, che arricchisce il dialogo tra gesto e materia.
Anna Maria Scocozza
Artista romana amante di vecchi libri e della carta riciclata in genere. La sua è un arte non solo estetica ma anche etica, che conduce ad interrogarsi sulle tematiche sociali che riguardano soprattutto le donne vittime di violenza, ingiustizie, emarginazioni, razzismi ed anche ad una introspezione psicologica e spirituale con sguardo alla realtà e alla ricerca di risposte. Le sue opere sono presenti alla Casa della Resistenza di Verbania; alla Galleria Cassa di Risparmio, San Marino; ha esposto in mostre d’arte a San Marino; al Museo Civico Santa Chiara - Noto, 2021 Archivio di Stato - Roma., 2022, SMIAF - San Marino International Arts Festival, 2022 Triennale Internazionale du Papier, Musée de Charmey - Svizzera, 2023, Lucca Biennale di Cartasia, 2024, Museo Hendrik Christian Andersen, 2024. Le sue lingerie poetiche in carta sono reliquie contemporanee: oggetti intimi che diventano simboli di vulnerabilità e forza. Scocozza porta nella mostra la dimensione del corpo come rito, della pelle come memoria, dell’indumento come soglia tra pudore e rivelazione.
Rosella Fusi Art Director
06
giugno 2026
Paperitual
Dal 06 al 20 giugno 2026
arte contemporanea
Location
ARTI STA
Monza, Vicolo Lambro, 1, (MB)
Monza, Vicolo Lambro, 1, (MB)
Orario di apertura
venerdi 16:30-19:00
sabato 16:30-19:00
domenica 11:00-13:00/16:30-19:00
Vernissage
6 Giugno 2026, ore 18:00 INAUGURAZIONE
ore 18,45 PILLOLE D’ARTE
6 giugno ore 18.45
Joanna Koerten
L’artista donna che valeva più di Rembrant
A cura di Angela Viola
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