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More is More
In mostra opere d Gilardi, Kutter, Mondino, Schifano, Spoerri, The Cool Couple e Van De Velde, presenti che riflettono una tendenza anti-minimalista giocata sulla contaminazione di linguaggi, di temperature e di media diversi.
Comunicato stampa
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Rovesciando il detto “Less is more”, una nuova visione dell’arte e della realtà emerge all’insegna di “less is bore” o, come Arthur Jafa ha causticamente intitolato una sua recente mostra al MoMA, “less is morbid”. Le opere di Piero Gilardi, Susanne Kutter, Aldo Mondino, Mario Schifano, Daniel Spoerri, The Cool Couple e Rinus Van De Velde, presenti in mostra riflettono una tendenza anti-minimalista giocata sulla contaminazione di linguaggi, di temperature e di media diversi, come fossero esposte a un virus esterno che altera l'equilibrio preesistente
Ne nasce una celebrazione dell'esuberanza visiva che va oltre il classico e persino oltre il realismo stesso che contraddistingue le opere esposte, spesso toccando temi quali la duplicazione, la metamorfosi, lo scarto illogico e la pienezza irriducibile della natura. La piena e libera interpretazione dello spazio, sia esso mentale, fisico, storico o digitale, è il denominatore comune di queste opere che adottano la strategia di ripensare ai limiti e alle potenzialità inesplorate della mimesis.
Si arriva così al risultato di proporre immagini che invece di essere uno scavo primario, sono il frutto di arricchimenti successivi, cambiamenti di passaggi di stato, stratificazioni e collisioni tra parola, immagine e concetto. Non realismo tout-court ma diverse forme ibride di realismo in cui la referenzialità diretta della parola e dell’immagine è quindi messa in scacco, anche dall’ironia e dal gioco concettuale degli artisti.
L’ambito comune è quello di un realismo più egualitario perché trasversale, più democratico perché orizzontale, in cui l’attenzione è distribuita nello stesso modo tra protagonisti e comparse e l’arte, pur realista, gioca a favore di una progressiva de-familiarizzazione della realtà, memore delle parole di David Foster Wallace quando scrive che: “il sistema letterario per raccontare il mondo di oggi deve renderlo quasi irriconoscibile”.
Ne nasce una celebrazione dell'esuberanza visiva che va oltre il classico e persino oltre il realismo stesso che contraddistingue le opere esposte, spesso toccando temi quali la duplicazione, la metamorfosi, lo scarto illogico e la pienezza irriducibile della natura. La piena e libera interpretazione dello spazio, sia esso mentale, fisico, storico o digitale, è il denominatore comune di queste opere che adottano la strategia di ripensare ai limiti e alle potenzialità inesplorate della mimesis.
Si arriva così al risultato di proporre immagini che invece di essere uno scavo primario, sono il frutto di arricchimenti successivi, cambiamenti di passaggi di stato, stratificazioni e collisioni tra parola, immagine e concetto. Non realismo tout-court ma diverse forme ibride di realismo in cui la referenzialità diretta della parola e dell’immagine è quindi messa in scacco, anche dall’ironia e dal gioco concettuale degli artisti.
L’ambito comune è quello di un realismo più egualitario perché trasversale, più democratico perché orizzontale, in cui l’attenzione è distribuita nello stesso modo tra protagonisti e comparse e l’arte, pur realista, gioca a favore di una progressiva de-familiarizzazione della realtà, memore delle parole di David Foster Wallace quando scrive che: “il sistema letterario per raccontare il mondo di oggi deve renderlo quasi irriconoscibile”.
09
giugno 2026
More is More
Dal 09 giugno all'undici settembre 2026
arte contemporanea
Location
MAAB GALLERY – VIA NERINO
Milano, Via Nerino, 3, (Milano)
Milano, Via Nerino, 3, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a venerdì ore 10.30 - 18
Sito web
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