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Niente di antico
In “Niente di antico” tagli e frammenti, mondi agli antipodi si incontrano, creano continuità formali, attriti cromatici, spaesamenti, cortocircuiti. Fondano e fecondano poeticamente senso. Sospendono fili di discorsi, connettono luoghi e storie tra loro estranei, per rendercele in fine famili
Comunicato stampa
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"Le opere presentate in Niente di antico nascono dall'incontro tra immagini preesistenti e gesti minimi di trasformazione. Il loro supporto privilegiato è la cartolina, oggetto apparentemente marginale ma dotato di una straordinaria densità culturale. Strumento di riproduzione, souvenir, documento, veicolo di memoria e di conoscenza, la cartolina costituisce da oltre un secolo uno dei principali dispositivi attraverso cui il patrimonio artistico viene osservato, classificato e trasmesso."
Maria Grattagliano
"Nella serie Niente di antico le immagini sono giustapposte a cartoline di musei archeologici, a loro volta testimoni di abitudini oramai quasi estinte. Di tempi in cui occorreva impossessarsi di questi fragili trofei cartacei per dimostrare alla propria cerchia sociale di avere effettivamente vissuto l’esperienza del viaggio e della visita – e insieme per sancire, nel rituale del “salve, ricordo”, la forza rassicurante degli affetti e dei legami."
Raffaella Bosso
"Nel riformulare l’immagine, cioè nel rimetterla in forma, l’aggiunta di una stringa testuale può provocare una nuova prospettiva semantica. Il contesto si apre così all’invisibile mentale. Proietta l’immaginazione in un “oltre” imprevedibile. E scopriamo che l’immagine pensata e agìta da Black Napkin pensa e agisce in noi."
Davide Racca
"Allora, niente di tutto ciò è antico, neanche i soggetti rappresentati nelle immagini, affiancati tra loro secondo criteri tutti da interpretare, forse non stabiliti neanche dall'artista. Niente è antico perché risulta rinnovato, rilavorato, reinterpretato. Un gioco di provocazioni, tra connessioni, accostamenti, ispirazioni, assonanze e dissonanze, volutamente incomprensibili."
Lidia Falcone
Maria Grattagliano
"Nella serie Niente di antico le immagini sono giustapposte a cartoline di musei archeologici, a loro volta testimoni di abitudini oramai quasi estinte. Di tempi in cui occorreva impossessarsi di questi fragili trofei cartacei per dimostrare alla propria cerchia sociale di avere effettivamente vissuto l’esperienza del viaggio e della visita – e insieme per sancire, nel rituale del “salve, ricordo”, la forza rassicurante degli affetti e dei legami."
Raffaella Bosso
"Nel riformulare l’immagine, cioè nel rimetterla in forma, l’aggiunta di una stringa testuale può provocare una nuova prospettiva semantica. Il contesto si apre così all’invisibile mentale. Proietta l’immaginazione in un “oltre” imprevedibile. E scopriamo che l’immagine pensata e agìta da Black Napkin pensa e agisce in noi."
Davide Racca
"Allora, niente di tutto ciò è antico, neanche i soggetti rappresentati nelle immagini, affiancati tra loro secondo criteri tutti da interpretare, forse non stabiliti neanche dall'artista. Niente è antico perché risulta rinnovato, rilavorato, reinterpretato. Un gioco di provocazioni, tra connessioni, accostamenti, ispirazioni, assonanze e dissonanze, volutamente incomprensibili."
Lidia Falcone
21
giugno 2026
Niente di antico
Dal 21 giugno al 04 luglio 2026
arte contemporanea
Location
MUSEO CAMPANO
Capua, Via Roma, 68, (Caserta)
Capua, Via Roma, 68, (Caserta)
Orario di apertura
Chiuso lunedì e festivi
Da martedì a venerdì: 9:00 – 17:30
Sabato e domenica: 9:00 – 13:00
Vernissage
21 Giugno 2026, 17.30
Sito web
Autore
Curatore





