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El alma de los Clubes. Tra calcio e comunità: la cultura dei club in Argentina
Attraverso una selezione di immagini prodotte dai soci e dai membri delle comunità, la mostra racconta il ruolo sociale e culturale dei club di calcio argentini, che supera la dimensione strettamente sportiva e diventa una pratica culturale e sociale, capace di generare forme di vita condivisa.
Comunicato stampa
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El alma de los Clubes
Tra calcio e comunità: la cultura dei club in Argentina
SEDE: Adiacenze - Vicolo Spirito Santo 1/B, Bologna
INAUGURAZIONE: 16 giugno 2026 dalle 18 con la partecipazione di Walter Zalcman (Presidente Cultura AFA); Elisa Kopp (Segreteria Eventi Fotografici Cultura AFA); Prof. Riccardo Brizzi (Università di Bologna, Dipartimento delle Arti), Prof.ssa Roberta Paltrinieri (Università di Bologna, Dipartimento delle Arti)
GIORNI E ORARI DI APERTURA: 17-30/06/2026, dal martedì al sabato dalle 16 alle 20
TALK: 29 giugno 2026
Con il patrocinio di: Università di Bologna - Alma Mater Studiorum - Dipartimento delle Arti; Museo del Calcio (FIGC)
Con la partecipazione di: Asociación del Fútbol Argentino (AFA)
Comitato organizzativo: Emanuele Rinaldo Meschini, Nicola Sbetti, Juan Carlos Dall’Occhio, Elisa Kopp, Walter Zalcman
INFO: +39 3473626448 / + 39 3661194487 - info@adiacenze.it - www.adiacenze.it
El Alma de los Clubes è una mostra fotografica promossa da Cultura AFA e originariamente realizzata presso il Teatro Otamendi a San Fernando (Buenos Aires), che racconta il ruolo sociale e culturale dei club di calcio argentini, andando oltre la dimensione strettamente sportiva. Attraverso una selezione di immagini prodotte dai soci e dai membri delle comunità, la mostra restituisce uno sguardo dall’interno sulla vita quotidiana dei club: spazi di aggregazione, formazione e costruzione identitaria.
La decisione di portare questa mostra in Italia si inserisce all’interno di un più ampio progetto di ricerca dedicato all’organizzazione culturale e sociale dei club argentini, intesi come vere e proprie infrastrutture urbane (Daskal). Si tratta di un modello peculiare, difficilmente riscontrabile nel calcio contemporaneo europeo, dove il processo di commercializzazione ha progressivamente ridefinito il ruolo del tifoso in senso prevalentemente consumistico.
Nel contesto argentino, al contrario, i tifosi non sono semplici spettatori, ma soggetti attivi di una “città in miniatura”: il club. Al suo interno si intrecciano pratiche, relazioni e forme di partecipazione che danno vita a un microcosmo sociale in continuo movimento. In questo sistema, i Departamentos de Cultura svolgono un ruolo centrale, configurandosi come spazi di produzione e diffusione culturale rivolti ai soci.
Così, mentre in Europa si discute di nuovi impianti e di modelli di sviluppo sempre più orientati al mercato, nei club argentini è possibile partecipare — all’interno delle sedi sociali o degli stadi stessi — a differenti workshop e laboratori. Come il corso di giornalismo sportivo tenuto dal Boca Juniors all’interno della Bombonera, di fotografia o disegno al Vélez, di tango al Platense, di teatro al River Plate o di scacchi e folklore al Ferro Carril Oeste. Il club è uno spazio vissuto quotidianamente, dalla mattina alla sera, in cui il calcio rappresenta solo uno dei momenti — quello della domenica — all’interno di una più ampia esperienza di comunità. In questo senso, El Alma de los Clubes non è soltanto una mostra fotografica, ma un dispositivo di racconto che invita a ripensare il calcio come pratica culturale e sociale, capace di generare legami, produrre significati e costruire forme di vita condivisa.
Durante il periodo della mostra, il 29 giugno, è prevista la realizzazione di un talk di approfondimento sul tema del calcio popolare e del calcio come patrimonio culturale.
Come nasce la mostra
L’idea di portare la mostra in Italia nasce dal progetto di ricerca di Emanuele Rinaldo Meschini che si sviluppa a partire da una domanda centrale tanto semplice quanto densa di implicazioni: che cosa rappresenta la cultura all’interno dei club e come viene organizzata? E, soprattutto, che cosa ci dice questa organizzazione culturale sulla società nel suo complesso?
Si tratta di un progetto nato nel quadro del riconoscimento europeo del Seal of Excellence Marie Curie (2023) e successivamente riformulato e finanziato all’interno del programma italiano Young Researchers (2024) e sviluppato all’interno dell’Università di Bologna (Dipartimento delle Arti). Il progetto avrà una durata complessiva di tre anni, fino al 2028.
Dal punto di vista del framework, il progetto si colloca all’interno della sociologia del calcio e dei processi culturali e comunicativi, assumendo i club non come semplici istituzioni sportive, ma come spazi complessi di produzione culturale, relazionale e identitaria. Il lavoro teorico preliminare si è basato su una revisione qualitativa della letteratura — tra sociologia dello sport e studi sul contesto argentino — finalizzata a costruire un quadro interpretativo capace di orientare l’ingresso nel campo in una prospettiva esplorativa. La ricerca si fonda su un impianto metodologico qualitativo articolato, che combina lavoro etnografico sul campo, interviste a esperti e costruzione progressiva di una rete di attori attraverso la tecnica del snowball sampling. Un ruolo decisivo nella definizione del campo è stato svolto dal dialogo con studiosi di riferimento come Pablo Alabarces e, soprattutto, Rodrigo Daskal, che ha contribuito sia all’individuazione dei casi di studio sia alla costruzione delle relazioni con i club e i loro responsabili culturali. L’indagine si concentra sulla città di Buenos Aires, selezionata come contesto privilegiato per la sua densità e varietà di esperienze associative. All’interno di questo spazio urbano sono stati individuati sei club principali — Vélez Sarsfield, Boca Juniors, River Plate, Ferro Carril Oeste, Platense e Argentinos Juniors — scelti secondo criteri di diversità strutturale (club grandi, medi e piccoli) e distribuzione territoriale, con l’obiettivo di restituire la pluralità dei modelli culturali presenti nella città. A questi si sono aggiunti ulteriori casi e istituzioni, tra cui l’area Cultura della Asociación del Fútbol Argentino (AFA), contribuendo ad ampliare il campo di osservazione.
Il lavoro empirico si è sviluppato attraverso un’intensa ricerca di campo condotta a Buenos Aires tra i mesi di novembre e dicembre 2025. In questo periodo sono state realizzate 17 interviste, coinvolgendo complessivamente 21 soggetti, tra dirigenti, responsabili culturali, professori e membri dei club. A queste si sono affiancate osservazioni partecipanti, visite agli spazi sociali e sportivi, e la partecipazione diretta a eventi calcistici e culturali: partite, spettacoli teatrali, concerti, attività associative e iniziative promosse all’interno dei club.
L’intero processo di ricerca è stato documentato attraverso una pluralità di strumenti — diario etnografico, registrazioni audio, note riflessive e rielaborazioni narrative — secondo una logica circolare e collaborativa. I soggetti coinvolti sono stati considerati parte attiva nella costruzione del sapere, contribuendo con osservazioni, interpretazioni e suggerimenti lungo tutto il percorso di ricerca. In questo senso, il progetto assume una dimensione riflessiva e co-costruita, in cui il campo non è dato una volta per tutte, ma si definisce progressivamente attraverso le relazioni.
In questa prospettiva, El Alma de los Clubes si configura come una tappa intermedia di un percorso di ricerca più ampio, destinato a proseguire fino al 2028, con l’obiettivo di approfondire ulteriormente l’analisi delle pratiche culturali, delle forme di sociabilità e dei modelli organizzativi che caratterizzano i club di Buenos Aires. La mostra, dunque, non chiude il progetto, ma ne apre una dimensione pubblica, contribuendo a mettere in circolazione — anche al di fuori del contesto argentino — un modello di calcio inteso come spazio di produzione culturale e infrastruttura sociale.
Cultura AFA
Cultura AFA è lo spazio culturale ufficiale dell’Asociación del Fútbol Argentino, nato con l’obiettivo di promuovere e diffondere la straordinaria ricchezza culturale che attraversa il calcio argentino. Da oltre venticinque anni realizza attività insieme a club, artisti, scrittori, fotografi e istituzioni, sviluppando mostre, pubblicazioni, incontri e progetti culturali sia in Argentina sia all’estero. Il suo lavoro mira a valorizzare il profondo radicamento sociale e culturale del calcio nella vita quotidiana degli argentini, interpretando lo sport come un’espressione di identità, appartenenza, tradizione e passione popolare, capace di unire generazioni e comunità.
Club presenti in mostra
Asociación Atlética Argentinos Juniors; Club Atlético Acassuso; Club Almirante Brown; Club Atlético Belgrano; Club Atlético Boca Juniors; Club Atlético Chacarita Juniors; Club Atlético Nueva Chicago; Club Atlético Colón; Club Comunicaciones; Club Villa Dálmine; Club Deportivo Español; Club Atlético Excursionistas; Club Ferro Carril Oeste; Club de Gimnasia y Esgrima La Plata; Club Atlético General Lamadrid; Club Atlético Huracán; Centro Juventud Antoniana; Club Atlético Lanús; Club Atlético Newell's Old Boys; Club Social y Deportivo Pinocho; Club Atlético Platense; Racing Club de Avellaneda; Club Racing de Córdoba; Sacachispas Fútbol Club; Club Atlético San Lorenzo de Almagro; Club Atlético Temperley; Club Atlético Tigre; Club Atlético Unión de Santa Fe; Club Atlético Vélez Sarsfield; Club Social y Deportivo Yupanqui
Adiacenze
Adiacenze è uno spazio curatoriale e associazione culturale (APS) dedicata alla ricerca, sperimentazione e produzione dell’arte contemporanea, co-diretto dai curatori Amerigo Mariotti, fondatore, e Giorgia Tronconi. Fondato a Bologna nel 2010, la sua mission è quella di favorire lo sviluppo di artisti emergenti e mid-career attraverso progetti innovativi e site-specific.
Nutrendo un ambiente di ricerca e sperimentazione, Adiacenze coltiva una rete di professionisti interdisciplinari, favorendo connessioni e collaborazioni che arricchiscono il processo artistico.
La variegata gamma di attività di Adiacenze include un programma espositivo e una serie di eventi pubblici come incontri, performance, workshop e presentazioni ospitate nella sua sede a Bologna. Inoltre, Adiacenze ha collaborato con rinomate istituzioni nazionali e internazionali.
Nel 2020 ha lanciato Prospettive, una rete di residenze artistiche sponsorizzate dalla Regione Emilia-Romagna in vari Comuni. Nel 2022, Adiacenze ha avviato SWAP, un progetto di residenza e scambio internazionale in collaborazione con la città di Bergen, in Norvegia, supportato dall’Unione Europea, dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, OCA - Office for Contemporary Art Norway, dai Comuni di Bergen e Bologna, e dalla Regione Emilia-Romagna. Dal 2024 cura inoltre la rassegna CLOSER, dedicata al tema delle relazioni contemporanee.
Tra calcio e comunità: la cultura dei club in Argentina
SEDE: Adiacenze - Vicolo Spirito Santo 1/B, Bologna
INAUGURAZIONE: 16 giugno 2026 dalle 18 con la partecipazione di Walter Zalcman (Presidente Cultura AFA); Elisa Kopp (Segreteria Eventi Fotografici Cultura AFA); Prof. Riccardo Brizzi (Università di Bologna, Dipartimento delle Arti), Prof.ssa Roberta Paltrinieri (Università di Bologna, Dipartimento delle Arti)
GIORNI E ORARI DI APERTURA: 17-30/06/2026, dal martedì al sabato dalle 16 alle 20
TALK: 29 giugno 2026
Con il patrocinio di: Università di Bologna - Alma Mater Studiorum - Dipartimento delle Arti; Museo del Calcio (FIGC)
Con la partecipazione di: Asociación del Fútbol Argentino (AFA)
Comitato organizzativo: Emanuele Rinaldo Meschini, Nicola Sbetti, Juan Carlos Dall’Occhio, Elisa Kopp, Walter Zalcman
INFO: +39 3473626448 / + 39 3661194487 - info@adiacenze.it - www.adiacenze.it
El Alma de los Clubes è una mostra fotografica promossa da Cultura AFA e originariamente realizzata presso il Teatro Otamendi a San Fernando (Buenos Aires), che racconta il ruolo sociale e culturale dei club di calcio argentini, andando oltre la dimensione strettamente sportiva. Attraverso una selezione di immagini prodotte dai soci e dai membri delle comunità, la mostra restituisce uno sguardo dall’interno sulla vita quotidiana dei club: spazi di aggregazione, formazione e costruzione identitaria.
La decisione di portare questa mostra in Italia si inserisce all’interno di un più ampio progetto di ricerca dedicato all’organizzazione culturale e sociale dei club argentini, intesi come vere e proprie infrastrutture urbane (Daskal). Si tratta di un modello peculiare, difficilmente riscontrabile nel calcio contemporaneo europeo, dove il processo di commercializzazione ha progressivamente ridefinito il ruolo del tifoso in senso prevalentemente consumistico.
Nel contesto argentino, al contrario, i tifosi non sono semplici spettatori, ma soggetti attivi di una “città in miniatura”: il club. Al suo interno si intrecciano pratiche, relazioni e forme di partecipazione che danno vita a un microcosmo sociale in continuo movimento. In questo sistema, i Departamentos de Cultura svolgono un ruolo centrale, configurandosi come spazi di produzione e diffusione culturale rivolti ai soci.
Così, mentre in Europa si discute di nuovi impianti e di modelli di sviluppo sempre più orientati al mercato, nei club argentini è possibile partecipare — all’interno delle sedi sociali o degli stadi stessi — a differenti workshop e laboratori. Come il corso di giornalismo sportivo tenuto dal Boca Juniors all’interno della Bombonera, di fotografia o disegno al Vélez, di tango al Platense, di teatro al River Plate o di scacchi e folklore al Ferro Carril Oeste. Il club è uno spazio vissuto quotidianamente, dalla mattina alla sera, in cui il calcio rappresenta solo uno dei momenti — quello della domenica — all’interno di una più ampia esperienza di comunità. In questo senso, El Alma de los Clubes non è soltanto una mostra fotografica, ma un dispositivo di racconto che invita a ripensare il calcio come pratica culturale e sociale, capace di generare legami, produrre significati e costruire forme di vita condivisa.
Durante il periodo della mostra, il 29 giugno, è prevista la realizzazione di un talk di approfondimento sul tema del calcio popolare e del calcio come patrimonio culturale.
Come nasce la mostra
L’idea di portare la mostra in Italia nasce dal progetto di ricerca di Emanuele Rinaldo Meschini che si sviluppa a partire da una domanda centrale tanto semplice quanto densa di implicazioni: che cosa rappresenta la cultura all’interno dei club e come viene organizzata? E, soprattutto, che cosa ci dice questa organizzazione culturale sulla società nel suo complesso?
Si tratta di un progetto nato nel quadro del riconoscimento europeo del Seal of Excellence Marie Curie (2023) e successivamente riformulato e finanziato all’interno del programma italiano Young Researchers (2024) e sviluppato all’interno dell’Università di Bologna (Dipartimento delle Arti). Il progetto avrà una durata complessiva di tre anni, fino al 2028.
Dal punto di vista del framework, il progetto si colloca all’interno della sociologia del calcio e dei processi culturali e comunicativi, assumendo i club non come semplici istituzioni sportive, ma come spazi complessi di produzione culturale, relazionale e identitaria. Il lavoro teorico preliminare si è basato su una revisione qualitativa della letteratura — tra sociologia dello sport e studi sul contesto argentino — finalizzata a costruire un quadro interpretativo capace di orientare l’ingresso nel campo in una prospettiva esplorativa. La ricerca si fonda su un impianto metodologico qualitativo articolato, che combina lavoro etnografico sul campo, interviste a esperti e costruzione progressiva di una rete di attori attraverso la tecnica del snowball sampling. Un ruolo decisivo nella definizione del campo è stato svolto dal dialogo con studiosi di riferimento come Pablo Alabarces e, soprattutto, Rodrigo Daskal, che ha contribuito sia all’individuazione dei casi di studio sia alla costruzione delle relazioni con i club e i loro responsabili culturali. L’indagine si concentra sulla città di Buenos Aires, selezionata come contesto privilegiato per la sua densità e varietà di esperienze associative. All’interno di questo spazio urbano sono stati individuati sei club principali — Vélez Sarsfield, Boca Juniors, River Plate, Ferro Carril Oeste, Platense e Argentinos Juniors — scelti secondo criteri di diversità strutturale (club grandi, medi e piccoli) e distribuzione territoriale, con l’obiettivo di restituire la pluralità dei modelli culturali presenti nella città. A questi si sono aggiunti ulteriori casi e istituzioni, tra cui l’area Cultura della Asociación del Fútbol Argentino (AFA), contribuendo ad ampliare il campo di osservazione.
Il lavoro empirico si è sviluppato attraverso un’intensa ricerca di campo condotta a Buenos Aires tra i mesi di novembre e dicembre 2025. In questo periodo sono state realizzate 17 interviste, coinvolgendo complessivamente 21 soggetti, tra dirigenti, responsabili culturali, professori e membri dei club. A queste si sono affiancate osservazioni partecipanti, visite agli spazi sociali e sportivi, e la partecipazione diretta a eventi calcistici e culturali: partite, spettacoli teatrali, concerti, attività associative e iniziative promosse all’interno dei club.
L’intero processo di ricerca è stato documentato attraverso una pluralità di strumenti — diario etnografico, registrazioni audio, note riflessive e rielaborazioni narrative — secondo una logica circolare e collaborativa. I soggetti coinvolti sono stati considerati parte attiva nella costruzione del sapere, contribuendo con osservazioni, interpretazioni e suggerimenti lungo tutto il percorso di ricerca. In questo senso, il progetto assume una dimensione riflessiva e co-costruita, in cui il campo non è dato una volta per tutte, ma si definisce progressivamente attraverso le relazioni.
In questa prospettiva, El Alma de los Clubes si configura come una tappa intermedia di un percorso di ricerca più ampio, destinato a proseguire fino al 2028, con l’obiettivo di approfondire ulteriormente l’analisi delle pratiche culturali, delle forme di sociabilità e dei modelli organizzativi che caratterizzano i club di Buenos Aires. La mostra, dunque, non chiude il progetto, ma ne apre una dimensione pubblica, contribuendo a mettere in circolazione — anche al di fuori del contesto argentino — un modello di calcio inteso come spazio di produzione culturale e infrastruttura sociale.
Cultura AFA
Cultura AFA è lo spazio culturale ufficiale dell’Asociación del Fútbol Argentino, nato con l’obiettivo di promuovere e diffondere la straordinaria ricchezza culturale che attraversa il calcio argentino. Da oltre venticinque anni realizza attività insieme a club, artisti, scrittori, fotografi e istituzioni, sviluppando mostre, pubblicazioni, incontri e progetti culturali sia in Argentina sia all’estero. Il suo lavoro mira a valorizzare il profondo radicamento sociale e culturale del calcio nella vita quotidiana degli argentini, interpretando lo sport come un’espressione di identità, appartenenza, tradizione e passione popolare, capace di unire generazioni e comunità.
Club presenti in mostra
Asociación Atlética Argentinos Juniors; Club Atlético Acassuso; Club Almirante Brown; Club Atlético Belgrano; Club Atlético Boca Juniors; Club Atlético Chacarita Juniors; Club Atlético Nueva Chicago; Club Atlético Colón; Club Comunicaciones; Club Villa Dálmine; Club Deportivo Español; Club Atlético Excursionistas; Club Ferro Carril Oeste; Club de Gimnasia y Esgrima La Plata; Club Atlético General Lamadrid; Club Atlético Huracán; Centro Juventud Antoniana; Club Atlético Lanús; Club Atlético Newell's Old Boys; Club Social y Deportivo Pinocho; Club Atlético Platense; Racing Club de Avellaneda; Club Racing de Córdoba; Sacachispas Fútbol Club; Club Atlético San Lorenzo de Almagro; Club Atlético Temperley; Club Atlético Tigre; Club Atlético Unión de Santa Fe; Club Atlético Vélez Sarsfield; Club Social y Deportivo Yupanqui
Adiacenze
Adiacenze è uno spazio curatoriale e associazione culturale (APS) dedicata alla ricerca, sperimentazione e produzione dell’arte contemporanea, co-diretto dai curatori Amerigo Mariotti, fondatore, e Giorgia Tronconi. Fondato a Bologna nel 2010, la sua mission è quella di favorire lo sviluppo di artisti emergenti e mid-career attraverso progetti innovativi e site-specific.
Nutrendo un ambiente di ricerca e sperimentazione, Adiacenze coltiva una rete di professionisti interdisciplinari, favorendo connessioni e collaborazioni che arricchiscono il processo artistico.
La variegata gamma di attività di Adiacenze include un programma espositivo e una serie di eventi pubblici come incontri, performance, workshop e presentazioni ospitate nella sua sede a Bologna. Inoltre, Adiacenze ha collaborato con rinomate istituzioni nazionali e internazionali.
Nel 2020 ha lanciato Prospettive, una rete di residenze artistiche sponsorizzate dalla Regione Emilia-Romagna in vari Comuni. Nel 2022, Adiacenze ha avviato SWAP, un progetto di residenza e scambio internazionale in collaborazione con la città di Bergen, in Norvegia, supportato dall’Unione Europea, dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, OCA - Office for Contemporary Art Norway, dai Comuni di Bergen e Bologna, e dalla Regione Emilia-Romagna. Dal 2024 cura inoltre la rassegna CLOSER, dedicata al tema delle relazioni contemporanee.
16
giugno 2026
El alma de los Clubes. Tra calcio e comunità: la cultura dei club in Argentina
Dal 16 al 30 giugno 2026
arte contemporanea
fotografia
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Location
ADIACENZE
Bologna, Vicolo Spirito Santo, 1/b, (Bologna)
Bologna, Vicolo Spirito Santo, 1/b, (Bologna)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 16-20
Vernissage
16 Giugno 2026, dalle 18
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Curatore
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