Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Miha Majes – Hard Reset
SMDOT/Contemporary Art è molto felice di annunciare “HARD RESET” la prima mostra personale italiana di Miha Majes, artista emergente sloveno.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
In tutti i lavori selezionati c’è un gesto che attraversa l’intera sua pratica: disinnescare l’immagine. Non distruggerla, non negarla, ma aprirla come si apre un dispositivo, mostrandone i cavi scoperti, i corti circuiti possibili, lo spazio dove l’occhio può smettere di consumare e tornare a desiderare. Da qui, ogni opera si dispone come una stazione di RE-DESIRE: un invito a riprogrammare la nostra relazione con le forme, con gli oggetti, con i resti di un mondo che ci chiede di volere sempre nello stesso modo.
Pittura, scultura, installazione: i media si toccano, si contaminano. L’assemblaggio è la grammatica primaria, metallo, plastiche, superfici pittoriche, elementi trovati, materiali poveri e industriali composti in equilibri precari e al tempo stesso necessari. Il quadro si fa oggetto, l’oggetto si fa segno, il segno si fa ambiente. Nulla resta al proprio posto: l’opera non rappresenta, ma reindirizza flussi, rallenta automatismi percettivi, sospende l’immediatezza della lettura. È in questa sospensione che si genera la frizione fertile tra immagine e desiderio.
RE-DESIRE, dunque, come pratica e come etica. In filigrana scorrono tre cartografie del desiderio: la potenza affermativa di Spinoza, dove desiderare significa aumentare la capacità di esistere; la macchina desiderante di Deleuze, che connette e produce al di là delle identità fisse; e l’orizzonte critico evocato da Mark Fisher, in cui il desiderio deve sottrarsi al circuito post-capitalista della cattura e del riciclo infinito. Le opere non illustrano questi pensieri: li mettono in prova. Assemblando frammenti eterogenei, forzano accoppiamenti inediti, aprono varchi di senso dove l’immagine non è più schermo ma interfaccia generativa.
Pittura, scultura, installazione: i media si toccano, si contaminano. L’assemblaggio è la grammatica primaria, metallo, plastiche, superfici pittoriche, elementi trovati, materiali poveri e industriali composti in equilibri precari e al tempo stesso necessari. Il quadro si fa oggetto, l’oggetto si fa segno, il segno si fa ambiente. Nulla resta al proprio posto: l’opera non rappresenta, ma reindirizza flussi, rallenta automatismi percettivi, sospende l’immediatezza della lettura. È in questa sospensione che si genera la frizione fertile tra immagine e desiderio.
RE-DESIRE, dunque, come pratica e come etica. In filigrana scorrono tre cartografie del desiderio: la potenza affermativa di Spinoza, dove desiderare significa aumentare la capacità di esistere; la macchina desiderante di Deleuze, che connette e produce al di là delle identità fisse; e l’orizzonte critico evocato da Mark Fisher, in cui il desiderio deve sottrarsi al circuito post-capitalista della cattura e del riciclo infinito. Le opere non illustrano questi pensieri: li mettono in prova. Assemblando frammenti eterogenei, forzano accoppiamenti inediti, aprono varchi di senso dove l’immagine non è più schermo ma interfaccia generativa.
20
giugno 2026
Miha Majes – Hard Reset
Dal 20 giugno al 19 settembre 2026
arte contemporanea
Location
SMDOT / CONTEMPORARY ART
Udine, Via Palladio, 7, (UD)
Udine, Via Palladio, 7, (UD)
Orario di apertura
martedì al sabato ore 10.00–13.00 e 16.00–19.00
Vernissage
20 Giugno 2026, 17.00–19.00
Sito web
Autore
Curatore




