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Near Field
Rolando Anselmi è lieto di presentare Near Field, mostra personale dell’artista ceca Adéla Janská, che torna a collaborare con la galleria dopo aver preso parte nel 2024 al primo programma di residenza a Roma.
Comunicato stampa
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Rolando Anselmi è lieto di presentare Near Field, mostra personale dell’artista ceca Adéla Janská, che torna a collaborare con la galleria dopo aver preso parte nel 2024 al primo programma di residenza a Roma. Attraverso una nuova serie di dipinti a olio su tela, la mostra approfondisce la sua ricerca sulle identità femminili, sospese tra vulnerabilità e determinazione. Il titolo della mostra deriva da una delle opere esposte, Near Field II (2026). In ambito scientifico, il “campo vicino” (near field) indica l’area immediatamente circostante una sorgente elettromagnetica, dove le onde si comportano diversamente rispetto a quelle che si propagano a maggiore distanza. Janská trasforma questo concetto astratto in una condizione emotiva e relazionale. Le sue figure abitano una prossimità carica di tensione, unite da una forza silenziosa e da una sottile inquietudine. La vicinanza non è mai neutrale: genera attrazione, resistenza e trasformazione. Lo sguardo occupa un ruolo centrale nell’intera mostra. Le protagoniste si rivolgono all’osservatore con una presenza autorevole, ma le loro espressioni sfuggono a qualsiasi definizione univoca. Gli occhi suggeriscono
sicurezza e fragilità, fermezza e vulnerabilità, senza mai cristallizzarsi in un’emozione precisa. È proprio questa ambiguità che interessa l’artista: la tensione costante tra il guardare e l’essere guardati, tra esposizione e riservatezza. Pur concentrandosi quasi esclusivamente sulla figura femminile, la ricerca di Janská non si esaurisce in una riflessione sul genere. Nasce da un'esigenza personale di affermazione e autonomia, per poi estendersi a una dimensione più universale. L’intimità diventa collettiva nel momento in cui lo spettatore riconosce nei volti dipinti interrogativi e desideri condivisi. Per l’artista, il ritratto rappresenta uno strumento per indagare ciò che accomuna gli individui al di là delle loro storie personali. Questa nuova serie porta con sé anche l’eco di una recente perdita familiare. Un intenso periodo di assistenza e cura ha attraversato il processo creativo prima ancora di trovare una formulazione consapevole. Il progetto prende avvio dall’incontro casuale con una maschera maschile osservata nella vetrina di un negozio. Acquistata come modello, la maschera viene progressivamente trasformata dall’artista, che ne ammorbidisce i tratti
fino a conferirle una nuova identità. Quello che inizialmente appariva come un oggetto inanimato acquista gradualmente una complessità psicologica inattesa, aprendo nuove possibilità nella costruzione dei personaggi. Molte opere presentano due figure simili, come se una stessa identità si fosse sdoppiata. Agiscono come riflessi, presenze complementari o interlocutrici silenziose. Questa dinamica nasce dall’esperienza del lutto condivisa con la sorella dell’artista e introduce nei dipinti una dimensione di reciproca dipendenza, in cui vicinanza e separazione convivono costantemente. La pittura di Janská si sviluppa in modo intuitivo e spontaneo. Ogni gesto genera il successivo e l’immagine si definisce progressivamente attraverso il fare stesso. La sua pennellata è rapida e gestuale, ma guidata da una precisa consapevolezza compositiva. Le tonalità calde conferiscono alle opere un’atmosfera morbida e avvolgente,
mentre dettagli più netti introducono elementi di tenione. In Private View I e Private View II (2026), ad esempio, motivi realizzati a stencil costruiscono una superficie ripetitiva dalla quale le figure emergono come apparizioni intraviste attraverso una finestra. L’archivio visivo dell’artista comprende fotografie d’epoca, immagini pubblicitarie e frammenti della cultura visiva del Novecento, elementi che conferiscono a molte opere una sottile atmosfera rétro. Abiti, gioielli e accessori diventano strumenti di costruzione identitaria e di messa in scena. Talvolta i fiori introducono una nota fragile e fugace. Tuttavia, il risultato non è mai nostalgico. Le figure sembrano sospese in uno stato di transizione, trattenute tra memoria e trasformazione. In opere come Loading (2025) e Cut Out (2026), rivelazione e occultamento convivono generando una tensione sottile e perturbante. Le protagoniste appaiono più grandi del reale, non come ideali da ammirare, ma come versioni intensificate di sé stesse. La loro bellezza non è mai semplicemente seduttiva: conserva
sempre un elemento di estraneità che tiene insieme attrazione e inquietudine all’interno della stessa immagine.
sicurezza e fragilità, fermezza e vulnerabilità, senza mai cristallizzarsi in un’emozione precisa. È proprio questa ambiguità che interessa l’artista: la tensione costante tra il guardare e l’essere guardati, tra esposizione e riservatezza. Pur concentrandosi quasi esclusivamente sulla figura femminile, la ricerca di Janská non si esaurisce in una riflessione sul genere. Nasce da un'esigenza personale di affermazione e autonomia, per poi estendersi a una dimensione più universale. L’intimità diventa collettiva nel momento in cui lo spettatore riconosce nei volti dipinti interrogativi e desideri condivisi. Per l’artista, il ritratto rappresenta uno strumento per indagare ciò che accomuna gli individui al di là delle loro storie personali. Questa nuova serie porta con sé anche l’eco di una recente perdita familiare. Un intenso periodo di assistenza e cura ha attraversato il processo creativo prima ancora di trovare una formulazione consapevole. Il progetto prende avvio dall’incontro casuale con una maschera maschile osservata nella vetrina di un negozio. Acquistata come modello, la maschera viene progressivamente trasformata dall’artista, che ne ammorbidisce i tratti
fino a conferirle una nuova identità. Quello che inizialmente appariva come un oggetto inanimato acquista gradualmente una complessità psicologica inattesa, aprendo nuove possibilità nella costruzione dei personaggi. Molte opere presentano due figure simili, come se una stessa identità si fosse sdoppiata. Agiscono come riflessi, presenze complementari o interlocutrici silenziose. Questa dinamica nasce dall’esperienza del lutto condivisa con la sorella dell’artista e introduce nei dipinti una dimensione di reciproca dipendenza, in cui vicinanza e separazione convivono costantemente. La pittura di Janská si sviluppa in modo intuitivo e spontaneo. Ogni gesto genera il successivo e l’immagine si definisce progressivamente attraverso il fare stesso. La sua pennellata è rapida e gestuale, ma guidata da una precisa consapevolezza compositiva. Le tonalità calde conferiscono alle opere un’atmosfera morbida e avvolgente,
mentre dettagli più netti introducono elementi di tenione. In Private View I e Private View II (2026), ad esempio, motivi realizzati a stencil costruiscono una superficie ripetitiva dalla quale le figure emergono come apparizioni intraviste attraverso una finestra. L’archivio visivo dell’artista comprende fotografie d’epoca, immagini pubblicitarie e frammenti della cultura visiva del Novecento, elementi che conferiscono a molte opere una sottile atmosfera rétro. Abiti, gioielli e accessori diventano strumenti di costruzione identitaria e di messa in scena. Talvolta i fiori introducono una nota fragile e fugace. Tuttavia, il risultato non è mai nostalgico. Le figure sembrano sospese in uno stato di transizione, trattenute tra memoria e trasformazione. In opere come Loading (2025) e Cut Out (2026), rivelazione e occultamento convivono generando una tensione sottile e perturbante. Le protagoniste appaiono più grandi del reale, non come ideali da ammirare, ma come versioni intensificate di sé stesse. La loro bellezza non è mai semplicemente seduttiva: conserva
sempre un elemento di estraneità che tiene insieme attrazione e inquietudine all’interno della stessa immagine.
06
giugno 2026
Near Field
Dal 06 giugno al 30 settembre 2026
arte contemporanea
Location
Galerie Rolando Anselmi | Roma
Roma, Via di Tor Fiorenza, 16, (RM)
Roma, Via di Tor Fiorenza, 16, (RM)
Orario di apertura
dal mercoledì al sabato 15-19
Sito web
Autore
Autore testo critico




