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Giampaolo Territo – Giochi ancestrali
L’artista da anni lavora sulla scena toscana e si distingue per opere composte da una griglia grafica su cui si aggrappano colore, linee e segni illeggibili, quasi fossero antichi alfabeti… il percorso richiama linguaggi ancestrali, frutto di immaginazione e uso esperto dei materiali pittorici
Comunicato stampa
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GIAMPAOLO TERRITO SI PRESENTA
Dopo un inizio figurativo, ho sentito molto presto l'esigenza di sintetizzare sempre più la mia espressività, fino a giungere a una pittura minimalista fatta di pochi colori e di pochi segni, forse in qualche modo influenzata dalla cultura araba del mio paese di nascita, la Tunisia.
Dal 1991 ho iniziato a esprimermi anche con la pittura digitale, affascinato da questa nuova forma espressiva, tanto da affiancarla a quella più tradizionale.
La mia pittura è una stilizzazione estrema in cui sagome di figure umane si ritrovano frammiste agli avvenimenti della vita, alle loro storie e attese, in un contesto che può essere il passato, il presente, il futuro…
Questi significati sono rappresentati perlopiù con masse di colore nero (uso quasi esclusivamente colori acrilici)… è come se fosse presente una patina nera mossa da forze ancestrali, che avvolge e coinvolge tutto.
Ultimamente, per dare più pathos ai miei lavori, mescolo i colori acrilici con la sabbia.
I graffiti, eseguiti con matite o pastelli, rappresentano la parte didascalica dell’opera, scritta in un linguaggio non codificato, con una valenza che va al di là del tempo e dello spazio.
Nelle opere si osservano anche linee orizzontali e verticali, come un pentagramma entro il quale inserire le composizioni, ma anche come griglia su cui le composizioni stesse si aggrappano… le linee costituiscono una ragnatela che cattura e ferma le masse nel loro scorrere nel tempo e nello spazio.
In diverse opere ho sentito l’esigenza di intervenire al computer su alcune foto per me particolarmente significative, inserendovi i miei segni neri, le mie sagome, i miei graffiti, la mia patina nera, ritrovandomi in nuovi scenari e in una nuova dimensione.
Le campiture di colore rappresentano i nostri stati d’animo, le nostre emozioni; il segno che li attraversa, invece, è la nostra voglia di comunicare che si esprime con una scrittura non definita ma che, proprio per questo, può essere interpretata come universale.
Dopo un inizio figurativo, ho sentito molto presto l'esigenza di sintetizzare sempre più la mia espressività, fino a giungere a una pittura minimalista fatta di pochi colori e di pochi segni, forse in qualche modo influenzata dalla cultura araba del mio paese di nascita, la Tunisia.
Dal 1991 ho iniziato a esprimermi anche con la pittura digitale, affascinato da questa nuova forma espressiva, tanto da affiancarla a quella più tradizionale.
La mia pittura è una stilizzazione estrema in cui sagome di figure umane si ritrovano frammiste agli avvenimenti della vita, alle loro storie e attese, in un contesto che può essere il passato, il presente, il futuro…
Questi significati sono rappresentati perlopiù con masse di colore nero (uso quasi esclusivamente colori acrilici)… è come se fosse presente una patina nera mossa da forze ancestrali, che avvolge e coinvolge tutto.
Ultimamente, per dare più pathos ai miei lavori, mescolo i colori acrilici con la sabbia.
I graffiti, eseguiti con matite o pastelli, rappresentano la parte didascalica dell’opera, scritta in un linguaggio non codificato, con una valenza che va al di là del tempo e dello spazio.
Nelle opere si osservano anche linee orizzontali e verticali, come un pentagramma entro il quale inserire le composizioni, ma anche come griglia su cui le composizioni stesse si aggrappano… le linee costituiscono una ragnatela che cattura e ferma le masse nel loro scorrere nel tempo e nello spazio.
In diverse opere ho sentito l’esigenza di intervenire al computer su alcune foto per me particolarmente significative, inserendovi i miei segni neri, le mie sagome, i miei graffiti, la mia patina nera, ritrovandomi in nuovi scenari e in una nuova dimensione.
Le campiture di colore rappresentano i nostri stati d’animo, le nostre emozioni; il segno che li attraversa, invece, è la nostra voglia di comunicare che si esprime con una scrittura non definita ma che, proprio per questo, può essere interpretata come universale.
18
agosto 2018
Giampaolo Territo – Giochi ancestrali
Dal 18 al 31 agosto 2018
arte contemporanea
Location
GALLERIA SPAZIOGRAFICO
Massa Marittima, Vicolo Ciambellano, 7, (Grosseto)
Massa Marittima, Vicolo Ciambellano, 7, (Grosseto)
Orario di apertura
tutti i giorni ore 18.00-19.30 e 21.00-22.30
Vernissage
18 Agosto 2018, ore 18.00
Autore
Curatore




