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Paride Zappavigna – Homo humus
mostra personale di Paride Zappavigna
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Paride Zappavigna
al mimumo MICROMUSEOMONZA
giovedì 2 – mercoledì 8 novembre 2017
"Homo humus"
C’è un rapporto viscerale, arcaico e sacro, che lega l’Uomo (hŏmō) alla terra (hŭmus) che l’ha generato e alla quale ritorna, esaurendo il suo ciclo vitale in un frammento del tempo.
E’ una condizione che lo piega all'umiltà (hŭmilis), un sentimento di piccolezza nei confronti della Divinità e dell'Universo.
La parola Uomo è anche la traduzione del nome ebraico Adamo, che significa "terroso", “proveniente dalla terra”. La Genesi racconta di Adamo come il primo uomo plasmato con la terra rossa. Egli incarna il nostro vissuto e quello che noi siamo: materici, tangibili, eterei, ma soprattutto vivi.
Dieci mila volte al giorno, dal momento in cui nasciamo, le nostre palpebre si chiudono e si riaprono, in un movimento quasi impercettibile e automatico. Quindici, venti volte al minuto. Sono frazioni di secondi brevissimi, eppure molto importanti per il nostro cervello che in questo modo si riposiziona su nuovi punti d’interesse.
“Aprire gli occhi” è liberarsi da quella polvere di terra da cui veniamo per diventare esseri umani, liberi, pensanti, e come tali pieni di paure, passioni e imperfezioni.
“Apri gli occhi” è un’esortazione, un sogno lucido, un rimando a guardare, ma anche a farci guardare, un evolversi da uno stato di torpore. E’ una presa di coscienza della nostra condizione umana e della relazione col mondo che ci contiene.
Profilo
Paride Zappavigna è un cultore d’arte che ha fatto della fotografia uno dei suoi interessi principali per indagare la complessità dell’animo umano.
La fotografia, che ha sempre utilizzato nella pratica della sua professione di Odontoiatra per studiare l’anatomia e la patologia, si è orientata a strumento di ricerca antropologica e psicologica.
L’attitudine del medico all’ascolto della sofferenza umana consente un più facile riconoscimento delle emozioni, paure, fobie e ossessioni delle persone. Come i raggi X usati per la diagnosi, anche la fotografia può avere un potere di penetrazione molto alto, essendo capace di oltrepassare le apparenze superficiali dell’ epidermide per raggiungere quella parte più nascosta che custodisce gli stati d’animo più profondi della condizione umana.
Nella sua ricerca visiva l’uso della luce, quale elemento fisico, diventa un utensile scultoreo per plasmare la materia, darle forma e attribuirle significato. La luce entra così in un rapporto d’intimità con essa perché si assorbe, si diffonde, si riflette e si rifrange sulla sua superficie.
Dai suoi lavori si coglie quel legame sempre presente con i canoni classici dell’armonia e della proporzione, che trovano la loro applicazione matematica nella sezione aurea. In questo si coglie una visione del “sapere” come sintesi tra scienze esatte e conoscenze umanistiche. Si tratta di una visione “rinascimentale” dell’uomo, dove si tenta una ricomposizione di quel drammatico scisma operato dalla separazione tra “psiche” e “soma” che ha seguito le intuizioni di Freud sull’inconscio.
Paride Zappavigna
al mimumo MICROMUSEOMONZA
giovedì 2 – mercoledì 8 novembre 2017
"Homo humus"
C’è un rapporto viscerale, arcaico e sacro, che lega l’Uomo (hŏmō) alla terra (hŭmus) che l’ha generato e alla quale ritorna, esaurendo il suo ciclo vitale in un frammento del tempo.
E’ una condizione che lo piega all'umiltà (hŭmilis), un sentimento di piccolezza nei confronti della Divinità e dell'Universo.
La parola Uomo è anche la traduzione del nome ebraico Adamo, che significa "terroso", “proveniente dalla terra”. La Genesi racconta di Adamo come il primo uomo plasmato con la terra rossa. Egli incarna il nostro vissuto e quello che noi siamo: materici, tangibili, eterei, ma soprattutto vivi.
Dieci mila volte al giorno, dal momento in cui nasciamo, le nostre palpebre si chiudono e si riaprono, in un movimento quasi impercettibile e automatico. Quindici, venti volte al minuto. Sono frazioni di secondi brevissimi, eppure molto importanti per il nostro cervello che in questo modo si riposiziona su nuovi punti d’interesse.
“Aprire gli occhi” è liberarsi da quella polvere di terra da cui veniamo per diventare esseri umani, liberi, pensanti, e come tali pieni di paure, passioni e imperfezioni.
“Apri gli occhi” è un’esortazione, un sogno lucido, un rimando a guardare, ma anche a farci guardare, un evolversi da uno stato di torpore. E’ una presa di coscienza della nostra condizione umana e della relazione col mondo che ci contiene.
Profilo
Paride Zappavigna è un cultore d’arte che ha fatto della fotografia uno dei suoi interessi principali per indagare la complessità dell’animo umano.
La fotografia, che ha sempre utilizzato nella pratica della sua professione di Odontoiatra per studiare l’anatomia e la patologia, si è orientata a strumento di ricerca antropologica e psicologica.
L’attitudine del medico all’ascolto della sofferenza umana consente un più facile riconoscimento delle emozioni, paure, fobie e ossessioni delle persone. Come i raggi X usati per la diagnosi, anche la fotografia può avere un potere di penetrazione molto alto, essendo capace di oltrepassare le apparenze superficiali dell’ epidermide per raggiungere quella parte più nascosta che custodisce gli stati d’animo più profondi della condizione umana.
Nella sua ricerca visiva l’uso della luce, quale elemento fisico, diventa un utensile scultoreo per plasmare la materia, darle forma e attribuirle significato. La luce entra così in un rapporto d’intimità con essa perché si assorbe, si diffonde, si riflette e si rifrange sulla sua superficie.
Dai suoi lavori si coglie quel legame sempre presente con i canoni classici dell’armonia e della proporzione, che trovano la loro applicazione matematica nella sezione aurea. In questo si coglie una visione del “sapere” come sintesi tra scienze esatte e conoscenze umanistiche. Si tratta di una visione “rinascimentale” dell’uomo, dove si tenta una ricomposizione di quel drammatico scisma operato dalla separazione tra “psiche” e “soma” che ha seguito le intuizioni di Freud sull’inconscio.
Paride Zappavigna
02
novembre 2017
Paride Zappavigna – Homo humus
Dal 02 all'otto novembre 2017
fotografia
Location
MIMUMO MICROMUSEOMONZA
Monza, Via Lambro, 3, (Monza E Brianza)
Monza, Via Lambro, 3, (Monza E Brianza)
Orario di apertura
da lunedì a domenica ore 00.00-24.00
Autore
Curatore


