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Caterina Magri – Piccola rapsodia del tempo
Prima personale milanese di Caterina Magri, scultrice romana che pratica un lavoro complesso ma istintivo che è ormai difficilmente esercitabile e riscontrabile nel contemporaneo. Le opere in resina e carta di Caterina non sono figurative e vivono di forme e “suoni” integrate al segno.
Comunicato stampa
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Chi ama la musica e ascolta con piacere ogni tipo di genere musicale, avrà certamente fatto l’esperienza che quello che percepisce l’orecchio si ripropone allo sguardo interno come immagine di colore e di forme.
Vedendo le opere di Caterina Magri mi viene in mente Debussy. Chi non sentirebbe l’evoluzione di un’immagine ascoltando la sua musica?
Scolpire la musica è possibile solo ricorrendo all’astrazione.
Così le opere in resina e carta di Caterina non sono figurative e vivono di forme e “suoni” integrate al segno.
Quella che si è definita più volte come energia ideativa, vitale, passionale, nella scultura di Caterina viene rilanciata come racconto del tempo.
Uno spiccato senso della narrazione che si sviluppa nelle opere realizzate con la tecnica del bassorilievo, dove la tensione espressiva si snoda con gesti vibranti.
Nelle opere realizzate a “tuttotondo”, la scultura si vuole concedere trasparenze e licenze allo spazio, allargando i suoi confini verso una monumentalità per niente invasiva.
Caterina Magri pratica un lavoro complesso ma istintivo che è ormai difficilmente esercitabile e riscontrabile nel contemporaneo, ma il suo essere scultrice supera cliché stereotipati e prosegue una lucida razionalità sulla strada del suo evolvere.
Così le impressioni suscitate dall’ascolto di una musica, i ricordi che affiorano, ci portano a vedere queste sculture con una sensibilità diversa che solo “l’ascolto” può riservare.
Luca Rendina
Vedendo le opere di Caterina Magri mi viene in mente Debussy. Chi non sentirebbe l’evoluzione di un’immagine ascoltando la sua musica?
Scolpire la musica è possibile solo ricorrendo all’astrazione.
Così le opere in resina e carta di Caterina non sono figurative e vivono di forme e “suoni” integrate al segno.
Quella che si è definita più volte come energia ideativa, vitale, passionale, nella scultura di Caterina viene rilanciata come racconto del tempo.
Uno spiccato senso della narrazione che si sviluppa nelle opere realizzate con la tecnica del bassorilievo, dove la tensione espressiva si snoda con gesti vibranti.
Nelle opere realizzate a “tuttotondo”, la scultura si vuole concedere trasparenze e licenze allo spazio, allargando i suoi confini verso una monumentalità per niente invasiva.
Caterina Magri pratica un lavoro complesso ma istintivo che è ormai difficilmente esercitabile e riscontrabile nel contemporaneo, ma il suo essere scultrice supera cliché stereotipati e prosegue una lucida razionalità sulla strada del suo evolvere.
Così le impressioni suscitate dall’ascolto di una musica, i ricordi che affiorano, ci portano a vedere queste sculture con una sensibilità diversa che solo “l’ascolto” può riservare.
Luca Rendina
16
maggio 2017
Caterina Magri – Piccola rapsodia del tempo
Dal 16 al 30 maggio 2017
arte contemporanea
giovane arte
giovane arte
Location
EX FABBRICA DELLE BAMBOLE
Milano, Via Giovanni Antonio Plana, 26, (Milano)
Milano, Via Giovanni Antonio Plana, 26, (Milano)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì ore 15-18
Vernissage
16 Maggio 2017, ore 18.30
Autore
Curatore




