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Oki Izumi – Ponte di Luce
Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova presenta Ponte di luce: Vetri di Ōki Izumi, una personale della scultrice giapponese Ōki Izumi, il cui lavoro rappresenta il profondo, duraturo e sempre attuale legame artistico e culturale tra Italia e Giappone.
Comunicato stampa
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PONTE DI LUCE: VETRI DI ŌKI IZUMI
Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova presenta Ponte di luce: Vetri di Ōki Izumi, una personale della scultrice giapponese Ōki Izumi, il cui lavoro rappresenta il profondo, duraturo e sempre attuale legame artistico e culturale tra Italia e Giappone.
Presso il Museo d’Arte Orientale ’Edoardo Chiossone’ l’artista esporrà opere in vetro industriale, appositamente realizzate per aprire un dialogo ideale con le opere antiche esposte nel Museo e rappresentare, al contempo, la continuità visiva tra passato e presente.
Da diversi anni Ōki Izumi lavora esclusivamente vetro industriale, materiale che esprime l’orientamento dell’artista verso l’astrazione. Questo tipo di vetro, ben diverso dal pregiato e limpido cristallo, è quel materiale di color verde-azzurro che ben si presta a richiamare gli elementi naturali dell’acqua e dell’aria cari alla cultura giapponese.
Stratificando le lastre le une sulle altre, oppure elevando i pezzi in verticale, Ōki Izumi dà forma a sculture astratte, vasi, architetture misteriose che si lasciano guardare internamente e in trasparenza. Il vetro, infatti, è la materia più adatta per esprimere il proprio mondo interiore, la ricerca di continuità tra mondo psichico e fisico, perché imprigiona uno spazio visibile, che nondimeno cambia in funzione della luce che lo tocca. Da qui prendono forma sculture oniriche che, come affermò Munari, “riflettono e fanno riflettere”.
Le opere di Ōki Izumi, inoltre, sono caratterizzate da un iter progettuale scrupoloso, da un processo esecutivo finemente calcolato e da una grande capacità tecnica, requisiti indispensabili a compiere il processo di creazione delle opere. Da questi aspetti emerge l’impronta della cultura artistica giapponese: raffinata, armoniosa, ricca di tradizione, disciplina e rigore.
Ōki Izumi, nata a Tokyo, dopo aver concluso gli studi classici all’Università Waseda ha ottenuto una borsa di studio per perfezionarsi presso l'Accademia di Brera a Milano, città nella quale tuttora vive ed lavora. Figura di riferimento nel panorama artistico contemporaneo, come documentano gli scritti a lei dedicati da Gillo Dorfles, Bruno Munari e Tommaso Trini, è stata invitata a esporre ai più importanti appuntamenti artistici italiani, giapponesi e internazionali, quali la Biennale di Venezia (1985, 1986), la Triennale di Milano (1986) e la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma (1992) ed è presente con le sue opere in prestigiose collezioni private e pubbliche. Ōki Izumi collabora con ESH Gallery, galleria d’arte contemporanea di Milano specializzata in arte orientale.
Il Museo Chiossone custodisce la più rilevante collezione d’arte giapponese tradizionale e moderna in Italia e una delle più importanti in Europa. Formato da Edoardo Chiossone (1833-1898) durante il suo lungo soggiorno in Giappone, il patrimonio museale comprende oltre quindicimila opere e ha sede in un edificio museale appositamente progettato e costruito da Mario Labò nel parco comunale di Villetta Di Negro, in posizione panoramica sulla città. Oltre alle mostre e alle attività d’esposizione e valorizzazione delle collezioni, il Museo organizza e svolge numerose iniziative culturali rivolte al pubblico, tra cui concerti e conferenze, seminari e corsi, laboratori e visite guidate.
Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova presenta Ponte di luce: Vetri di Ōki Izumi, una personale della scultrice giapponese Ōki Izumi, il cui lavoro rappresenta il profondo, duraturo e sempre attuale legame artistico e culturale tra Italia e Giappone.
Presso il Museo d’Arte Orientale ’Edoardo Chiossone’ l’artista esporrà opere in vetro industriale, appositamente realizzate per aprire un dialogo ideale con le opere antiche esposte nel Museo e rappresentare, al contempo, la continuità visiva tra passato e presente.
Da diversi anni Ōki Izumi lavora esclusivamente vetro industriale, materiale che esprime l’orientamento dell’artista verso l’astrazione. Questo tipo di vetro, ben diverso dal pregiato e limpido cristallo, è quel materiale di color verde-azzurro che ben si presta a richiamare gli elementi naturali dell’acqua e dell’aria cari alla cultura giapponese.
Stratificando le lastre le une sulle altre, oppure elevando i pezzi in verticale, Ōki Izumi dà forma a sculture astratte, vasi, architetture misteriose che si lasciano guardare internamente e in trasparenza. Il vetro, infatti, è la materia più adatta per esprimere il proprio mondo interiore, la ricerca di continuità tra mondo psichico e fisico, perché imprigiona uno spazio visibile, che nondimeno cambia in funzione della luce che lo tocca. Da qui prendono forma sculture oniriche che, come affermò Munari, “riflettono e fanno riflettere”.
Le opere di Ōki Izumi, inoltre, sono caratterizzate da un iter progettuale scrupoloso, da un processo esecutivo finemente calcolato e da una grande capacità tecnica, requisiti indispensabili a compiere il processo di creazione delle opere. Da questi aspetti emerge l’impronta della cultura artistica giapponese: raffinata, armoniosa, ricca di tradizione, disciplina e rigore.
Ōki Izumi, nata a Tokyo, dopo aver concluso gli studi classici all’Università Waseda ha ottenuto una borsa di studio per perfezionarsi presso l'Accademia di Brera a Milano, città nella quale tuttora vive ed lavora. Figura di riferimento nel panorama artistico contemporaneo, come documentano gli scritti a lei dedicati da Gillo Dorfles, Bruno Munari e Tommaso Trini, è stata invitata a esporre ai più importanti appuntamenti artistici italiani, giapponesi e internazionali, quali la Biennale di Venezia (1985, 1986), la Triennale di Milano (1986) e la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma (1992) ed è presente con le sue opere in prestigiose collezioni private e pubbliche. Ōki Izumi collabora con ESH Gallery, galleria d’arte contemporanea di Milano specializzata in arte orientale.
Il Museo Chiossone custodisce la più rilevante collezione d’arte giapponese tradizionale e moderna in Italia e una delle più importanti in Europa. Formato da Edoardo Chiossone (1833-1898) durante il suo lungo soggiorno in Giappone, il patrimonio museale comprende oltre quindicimila opere e ha sede in un edificio museale appositamente progettato e costruito da Mario Labò nel parco comunale di Villetta Di Negro, in posizione panoramica sulla città. Oltre alle mostre e alle attività d’esposizione e valorizzazione delle collezioni, il Museo organizza e svolge numerose iniziative culturali rivolte al pubblico, tra cui concerti e conferenze, seminari e corsi, laboratori e visite guidate.
19
aprile 2017
Oki Izumi – Ponte di Luce
Dal 19 aprile al primo ottobre 2017
arte contemporanea
Location
Orario di apertura
da martedì a venerdì ore 9-19;
sabato e domenica 10-19.30;
lunedì chiuso
Vernissage
19 Aprile 2017, ore 17-19
Autore




