Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Takeshi Fujimori – L’arte della carta giapponese washi
Per la prima volta in Italia la personale del fotografo Takeshi Fujimori, in occasione della grande mostra del suo maestro Domon Ken presso l’Ara Pacis, di cui è curatore insieme alla professoressa Rossella Menegazzo, come direttore artistico del Ken Domon Museum of Photography di Sakata.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
La mostra è in continuità con la sua esperienza lavorativa di fotografo presso i templi buddisti di tutto il Giappone, come allievo e assistente di Domon Ken, presenta questa nuova interpretazione della produzione scultorea buddista, stampando su carta giapponese washi emulsionata, con l'intento di trasformare la fotografia in un progetto d’arte concettuale.
"Da 35 anni mi interesso alla carta giapponese (washi) e nei tempi liberi dal lavoro fotgrafico talvolta mi sono cimentato nella produzione della carta sulla veranda di casa. Naturalmente si trattava della carta più semplice che si possa ottenere, ma da allora ho sempre desiderato provare a stampare le mie opera fotografiche su quella carta.
La difficoltà sta nella stesura dell’emulsione sulla carta washi. Stendendola in modo piatto in un’unica mano non risulta interessante. Ha senso se col pennello si cerca di rendere l’irregolarità della carta rispondendo alla sua texture e ricavandone un’accento particolare. In ogni caso si tratta di un’operazione da fare nell’oscurità seguendo l’intuito.
La carta washi è più durevole di quella occidentale. La sua bellezza è la sua morbidezza che la fa somigliare a un tessuto. Inoltre, oggi l’emulsione quasi non si trova sul mercato. Perciò il valore di queste opere fotografiche è la loro non replicabilità.
Sono le prime opere di scultura buddhista di questo genere stampate su carta washi in Giappone, Mi auguro che possano essere apprezzate anche dal pubblico italiano".
Takeshi Fujimori
"Da 35 anni mi interesso alla carta giapponese (washi) e nei tempi liberi dal lavoro fotgrafico talvolta mi sono cimentato nella produzione della carta sulla veranda di casa. Naturalmente si trattava della carta più semplice che si possa ottenere, ma da allora ho sempre desiderato provare a stampare le mie opera fotografiche su quella carta.
La difficoltà sta nella stesura dell’emulsione sulla carta washi. Stendendola in modo piatto in un’unica mano non risulta interessante. Ha senso se col pennello si cerca di rendere l’irregolarità della carta rispondendo alla sua texture e ricavandone un’accento particolare. In ogni caso si tratta di un’operazione da fare nell’oscurità seguendo l’intuito.
La carta washi è più durevole di quella occidentale. La sua bellezza è la sua morbidezza che la fa somigliare a un tessuto. Inoltre, oggi l’emulsione quasi non si trova sul mercato. Perciò il valore di queste opere fotografiche è la loro non replicabilità.
Sono le prime opere di scultura buddhista di questo genere stampate su carta washi in Giappone, Mi auguro che possano essere apprezzate anche dal pubblico italiano".
Takeshi Fujimori
24
maggio 2016
Takeshi Fujimori – L’arte della carta giapponese washi
Dal 24 maggio al 05 giugno 2016
fotografia
Location
FRAMMENTI D’ARTE
Roma, Via Paola, 23, (Roma)
Roma, Via Paola, 23, (Roma)
Orario di apertura
lun. ven. 10.30/13.00 16.30/19.30
sabato e domenica su richiesta
Vernissage
24 Maggio 2016, ore 18:30
Autore




