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Claudia Capone – Anatomia di una fuga / out of the dead end
Curva Pura presenta ” Anatomia di una fuga/Out of the dead-end, la prima mostra personale di Claudia Capone, dedicata alle trame delle città interiori (labirinti mentali, formali o immaginari ). Scultura e tecniche miste si intersecano per esprimere il concetto di labirinto, di vicolo cieco
Comunicato stampa
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Inaugurazione della mostra "Anatomia di una fuga/Out of the dead end” di Claudia Capone
Roma, 8 Aprile - ore 18:30
Spazio Curva Pura - via Giuseppe Acerbi, 1/a - Roma
Curva Pura presenta " Anatomia di una fuga/Out of the dead-end, la prima mostra personale di Claudia Capone, dedicata alle trame delle città interiori (labirinti mentali, formali o immaginari ). Scultura e tecniche miste si intersecano per esprimere il concetto di labirinto, di vicolo cieco .
Davide Dormino
Anatomia di una fuga/Out of the dead-end è il titolo che Claudia Capone ha scelto per presentare il suo lavoro nello spazio di Curva Pura.¬¬¬
È un progetto, il suo, legato alle trame delle città interiori (labirinti mentali, formali o immaginari), alla mappatura di quel luogo altro che attinge sempre dalla realtà e al superamento di confine che può avvenire solo attraverso la ricerca e lo studio, unici strumenti che ci consentono di comprendere chi siamo e dove vogliamo andare.
Misurando il territorio, interiore e fisico, possiamo prendere coscienza di quali siano i vicoli ciechi, quelli che interrompono il nostro passaggio.
Il percorso è serrato forse perché oltre il muro c’è un luogo che non riusciamo a vedere?
O forse perché chi ha progettato quell’interruzione, stanco di proseguire, immaginava che qualcun’altro potesse farlo in seguito, costruendo una nuova traiettoria?
Essere artista significa voler aprire un varco per far passare il più alto numero di persone e mostrar loro cosa c’è dall’altra parte.
Essere artista vuol dire possedere una chiave anche in senso figurato e presuntuoso.
Essere artista vuol dire avere una visione.
Claudia Capone parte da queste osservazioni e dalla sua capacità di sintesi per dare forma ed espressione ai suoi contenuti interiori e ce li mostra attraverso la creazione di 3 elementi necessari. Il suo è un invito a cercare una via di uscita anche dove sembra non esserci, cercando di sfuggire a quell’istinto che speso ci porta a voler tornare indietro di fronte ad un vicolo cieco senza chiederci perché siamo finiti lì.
L’Artista elabora planimetrie urbane, un labirinto e una chiave la cui mappatura è un vicolo cieco.
La Planimetria è la rappresentazione di uno spazio, serve per orientarsi.
Il labirinto è un tracciato che ha una sola entrata e tanti vicoli ciechi.
La chiave è uno strumento che serve per aprire la porta, per attraversare un varco. Apre un passaggio che permette l’accesso oltre un limite.
Il punto di partenza di questo percorso è la Nassa, una trappola con dentro un’esca che per Claudia Capone simboleggia l’attrazione di un corpo verso un altro corpo. Posizionata all’interno della gabbia c’è una pietra, un pezzo di marmo Rosso Levanto la cui somiglianza alla carne animale appare evidente e costituisce l’unico elemento naturale della mostra.
Tito Rovi
Ci sono serrature che si lasciano penetrare ma non si aprono.
Chiavi entrano e non girano.
Quale via è allora possibile?
La porta è aperta, basta spingere.
SENZA (CHIEDERE) PERMESSO
Viaggio nella rete di Andreas Romagnoli
E' da quasi cinque mila anni che un semplice disegno geometrico, al quale venne dato il nome "labirinto" iniziò a diffondersi in tutto il mondo, permettendo a ciascun contesto culturale in cui si trovava di mutarne forma, dimensione, significato e funzione.
Cinque mila anni dopo anche per Claudia Capone il concetto di " labirinto" rappresenta il punto di partenza della sua ricerca, con la sua forte valenza simbolica. L'ingresso coincide con l'uscita e questo porta ad avvicinare, sovrapporre o addirittura far coincidere significati opposti.
la versione contemporanea del labirinto si è trasformato in una rete ,in un rizoma, la cui espressione più emblematica è internet, che ormai ha lo status di cosmografia universale di un mondo estremamente complesso e mutevole.
Parimenti la Capone, passando con disinvoltura tra diverse forme e tecniche espressive, riesce a plasmare complessità - umane e aliene- cariche di bellezza e sintesi descrittiva.
Nella mostra " Anatomia di una fuga/Out of a dead-end " le opere si presentano con spazi in continua espansione, privi di un centro da raggiungere ma hanno collegamenti che in qualche modo indicano una via (d'uscita).
E' quindi, proprio questa assenza di un limite ( necessario all'uomo per orientarsi ) rende questi labirinti, queste reti, queste nasse plasmate dall'artista un qualcosa di molto insidioso ma terribilmente affascinante.
l'assenza di un limite fa si che ci siano infinite possibilità di scelta ma l'uomo difficilmente riesce a uscire dal dilemma di dover scegliere, per poter vivere.
Ma esiste una possibilità: affrontare questi labirinti come un viaggio i cui contorni si creano via via con coraggio, con determinazione e la convinzione che ci si possa riappropriare del proprio destino. Della propria via d'uscita.
Per informazioni: curvapura@gmail.com www.facebook.com/curvapura
La mostra chiude il 30 Aprile 2016 – Visita su appuntamento curvapura@gmail.com
Roma, 8 Aprile - ore 18:30
Spazio Curva Pura - via Giuseppe Acerbi, 1/a - Roma
Curva Pura presenta " Anatomia di una fuga/Out of the dead-end, la prima mostra personale di Claudia Capone, dedicata alle trame delle città interiori (labirinti mentali, formali o immaginari ). Scultura e tecniche miste si intersecano per esprimere il concetto di labirinto, di vicolo cieco .
Davide Dormino
Anatomia di una fuga/Out of the dead-end è il titolo che Claudia Capone ha scelto per presentare il suo lavoro nello spazio di Curva Pura.¬¬¬
È un progetto, il suo, legato alle trame delle città interiori (labirinti mentali, formali o immaginari), alla mappatura di quel luogo altro che attinge sempre dalla realtà e al superamento di confine che può avvenire solo attraverso la ricerca e lo studio, unici strumenti che ci consentono di comprendere chi siamo e dove vogliamo andare.
Misurando il territorio, interiore e fisico, possiamo prendere coscienza di quali siano i vicoli ciechi, quelli che interrompono il nostro passaggio.
Il percorso è serrato forse perché oltre il muro c’è un luogo che non riusciamo a vedere?
O forse perché chi ha progettato quell’interruzione, stanco di proseguire, immaginava che qualcun’altro potesse farlo in seguito, costruendo una nuova traiettoria?
Essere artista significa voler aprire un varco per far passare il più alto numero di persone e mostrar loro cosa c’è dall’altra parte.
Essere artista vuol dire possedere una chiave anche in senso figurato e presuntuoso.
Essere artista vuol dire avere una visione.
Claudia Capone parte da queste osservazioni e dalla sua capacità di sintesi per dare forma ed espressione ai suoi contenuti interiori e ce li mostra attraverso la creazione di 3 elementi necessari. Il suo è un invito a cercare una via di uscita anche dove sembra non esserci, cercando di sfuggire a quell’istinto che speso ci porta a voler tornare indietro di fronte ad un vicolo cieco senza chiederci perché siamo finiti lì.
L’Artista elabora planimetrie urbane, un labirinto e una chiave la cui mappatura è un vicolo cieco.
La Planimetria è la rappresentazione di uno spazio, serve per orientarsi.
Il labirinto è un tracciato che ha una sola entrata e tanti vicoli ciechi.
La chiave è uno strumento che serve per aprire la porta, per attraversare un varco. Apre un passaggio che permette l’accesso oltre un limite.
Il punto di partenza di questo percorso è la Nassa, una trappola con dentro un’esca che per Claudia Capone simboleggia l’attrazione di un corpo verso un altro corpo. Posizionata all’interno della gabbia c’è una pietra, un pezzo di marmo Rosso Levanto la cui somiglianza alla carne animale appare evidente e costituisce l’unico elemento naturale della mostra.
Tito Rovi
Ci sono serrature che si lasciano penetrare ma non si aprono.
Chiavi entrano e non girano.
Quale via è allora possibile?
La porta è aperta, basta spingere.
SENZA (CHIEDERE) PERMESSO
Viaggio nella rete di Andreas Romagnoli
E' da quasi cinque mila anni che un semplice disegno geometrico, al quale venne dato il nome "labirinto" iniziò a diffondersi in tutto il mondo, permettendo a ciascun contesto culturale in cui si trovava di mutarne forma, dimensione, significato e funzione.
Cinque mila anni dopo anche per Claudia Capone il concetto di " labirinto" rappresenta il punto di partenza della sua ricerca, con la sua forte valenza simbolica. L'ingresso coincide con l'uscita e questo porta ad avvicinare, sovrapporre o addirittura far coincidere significati opposti.
la versione contemporanea del labirinto si è trasformato in una rete ,in un rizoma, la cui espressione più emblematica è internet, che ormai ha lo status di cosmografia universale di un mondo estremamente complesso e mutevole.
Parimenti la Capone, passando con disinvoltura tra diverse forme e tecniche espressive, riesce a plasmare complessità - umane e aliene- cariche di bellezza e sintesi descrittiva.
Nella mostra " Anatomia di una fuga/Out of a dead-end " le opere si presentano con spazi in continua espansione, privi di un centro da raggiungere ma hanno collegamenti che in qualche modo indicano una via (d'uscita).
E' quindi, proprio questa assenza di un limite ( necessario all'uomo per orientarsi ) rende questi labirinti, queste reti, queste nasse plasmate dall'artista un qualcosa di molto insidioso ma terribilmente affascinante.
l'assenza di un limite fa si che ci siano infinite possibilità di scelta ma l'uomo difficilmente riesce a uscire dal dilemma di dover scegliere, per poter vivere.
Ma esiste una possibilità: affrontare questi labirinti come un viaggio i cui contorni si creano via via con coraggio, con determinazione e la convinzione che ci si possa riappropriare del proprio destino. Della propria via d'uscita.
Per informazioni: curvapura@gmail.com www.facebook.com/curvapura
La mostra chiude il 30 Aprile 2016 – Visita su appuntamento curvapura@gmail.com
08
aprile 2016
Claudia Capone – Anatomia di una fuga / out of the dead end
Dall'otto al 30 aprile 2016
arte contemporanea
Location
CURVA PURA
Roma, Via Giuseppe Acerbi, 1a, (Roma)
Roma, Via Giuseppe Acerbi, 1a, (Roma)
Orario di apertura
su appunatmento
Vernissage
8 Aprile 2016, ore 18:30
Autore
Curatore



