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Barbara Legnazzi – Suggestioni emozionali e altri universi
In mostra, una trentina di opere realizzate in assemblaggi di vari materiali e pittura
Comunicato stampa
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Il Museo MIIT di Torino, la rivista internazionale Italia Arte, la Galleria Folco presentano la mostra “Barbara Legnazzi: Suggestioni emozionali e altri universi”. In mostra, una trentina di opere realizzate in assemblaggi di vari materiali e pittura.
TESTO CRITICO: BARBARA LEGNAZZI, SUGGESTIONI EMOZIONALI E ALTRI UNIVERSI
La mostra “Barbara Legnazzi: suggestioni emozionali e altri universi” racconta la genesi e lo sviluppo di un’arte particolare e dall’impianto profondamente contemporaneo. La principale peculiarità dei lavori di Barbara Legnazzi è la ricerca sorprendente di un utilizzo ‘altro’ a cui sono chiamati oggetti di uso quotidiano, dalla plastica ai cartoni, ad esempio, in un’ottica di elaborazione formale e concettuale strettamente aderente al comune sentire di oggi. Il riciclo virtuoso è entrato nell’esistenza di ognuno di noi e, in modo naturale, nelle nostre espressioni ‘emozionali’, appunto, come l’arte, come la pittura. In questo desiderio di far rivivere la vita, il lavoro, gli elementi che andrebbero invece perduti, risiede lo spirito dell’eternità a cui sempre ha aspirato l’arte figurativa e non solo. Una metafora dell’effimera esistenza del mondo, che può divenire immortale grazie all’intervento dell’artista. Gli ‘altri universi’ a cui allude il titolo dell’esposizione sono invece quelli che ci circondano, che inaspettatamente assumono forme e valori nuovi e diversi. Nella rivoluzione formale ed estetica delle Avanguardie del Novecento la pittura è diventata infatti strumento, non fine, per comunicare messaggi, ideologie, cambiamenti, per raccontare e osservare il mondo con occhi rinnovati, attraverso cui l’arte non ha più rappresentato la realtà per come era, ma per come avremmo voluto che fosse. In questa stagione del contemporaneo è evidente uno sviluppo ulteriore di questo sentimento e l’utopia trasforma in visionari universi anche la quotidianità. Lo fa attraverso nuovi schemi pittorici che non si muovono nell’ambito di scuole predefinite, di tendenze temporali, bensì seguendo e assecondando il gusto e lo stile del singolo artista, procurando al mondo dell’arte di oggi una ricchezza espressiva forse mai prima d’ora conosciuta e sperimentata. Questo lo si deduce, come nel caso dell’arte di Legnazzi, dall’utilizzo di materiali poveri, quali carte, metalli, corde, fibre naturali e plastiche, ricavate da oggetti di uso comune. Elementi di scarto della società che, solo per il fatto di essere individuati e recuperati, rendono anche l’atto preparatorio dell’opera un manifesto d’intenti programmatico. I lavori di Barbara Legnazzi vivono quindi di sorpresa e mutamento, di costruzione e fantasia, riuscendo nel difficile compito di raccontare il mondo per come ognuno di noi lo vede e lo vive. Nell’assemblaggio dei materiali sulla tela, nella loro destrutturazione fisica, con tagli, strappi, lacerazioni, incollature, frammenti, l’artista reinventa un’idea di paesaggio, che di volta in volta si fa urbano, naturale, immaginifico, onirico. Nei totem cromatici, scanditi ritmicamente da campiture geometriche e cromatiche, si possono intravvedere grattacieli, skyline di metropoli abitate da luci e da strade, oppure contemporanee vetrate gotiche, in cui spirito e materia si alternano nel racconto dell’essenza dell’uomo. Le tele di Legnazzi assumono veste di muri graffiti post industriali, oppure di cieli e colline e campi, come fossero osservati dall’alto, a suggerire uno sguardo diverso e nuovo sulla realtà. I filari coltivati sono squadrati pezzi di cartoncino ondulato, le case, punti che seguono confini ideali, corsi d’acqua e laghi, trasparenti e increspate zone di colori sovrapposti. Nella ricerca di Barbara Legnazzi diventa fondamentale la sua idea di spazio, l’inconsapevole creazione immediata di forme e segni, che solo nella continuazione dell’opera muteranno funzione, carattere, natura, in una continua metamorfosi creativa. Anche in questo aspetto, nella assoluta mancanza di progettazione, che diventa alla fine equilibrata armonia, l’arte di Barbara Legnazzi si arricchisce di una fanciullesca purezza. La razionalità lascia libertà all’innocenza visiva, all’istinto espressivo che asseconda il sogno, il desiderio di sperimentare e scardinare l’omologazione visiva del mondo.
Guido Folco
DATI DELLA MOSTRA:
TITOLO: “BARBARA LEGNAZZI: SUGGESTIONI EMOZIONALI E ALTRI UNIVERSI”
DATE: DAL 19 MARZO AL 6 APRILE 2016
INAUGURAZIONE: SABATO 19 MARZO 2016, DALLE ORE 18.00
ORARI MUSEO da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30; su appuntamento domenica, lunedì e festivi per visite guidate, gruppi, scolaresche.
MUSEO MIIT
CORSO CAIROLI 4 TORINO
TEL. 011.8129776 – WWW.MUSEOMIIT.IT – INFO@MUSEOMIIT.IT
INGRESSO LIBERO
TESTO CRITICO: BARBARA LEGNAZZI, SUGGESTIONI EMOZIONALI E ALTRI UNIVERSI
La mostra “Barbara Legnazzi: suggestioni emozionali e altri universi” racconta la genesi e lo sviluppo di un’arte particolare e dall’impianto profondamente contemporaneo. La principale peculiarità dei lavori di Barbara Legnazzi è la ricerca sorprendente di un utilizzo ‘altro’ a cui sono chiamati oggetti di uso quotidiano, dalla plastica ai cartoni, ad esempio, in un’ottica di elaborazione formale e concettuale strettamente aderente al comune sentire di oggi. Il riciclo virtuoso è entrato nell’esistenza di ognuno di noi e, in modo naturale, nelle nostre espressioni ‘emozionali’, appunto, come l’arte, come la pittura. In questo desiderio di far rivivere la vita, il lavoro, gli elementi che andrebbero invece perduti, risiede lo spirito dell’eternità a cui sempre ha aspirato l’arte figurativa e non solo. Una metafora dell’effimera esistenza del mondo, che può divenire immortale grazie all’intervento dell’artista. Gli ‘altri universi’ a cui allude il titolo dell’esposizione sono invece quelli che ci circondano, che inaspettatamente assumono forme e valori nuovi e diversi. Nella rivoluzione formale ed estetica delle Avanguardie del Novecento la pittura è diventata infatti strumento, non fine, per comunicare messaggi, ideologie, cambiamenti, per raccontare e osservare il mondo con occhi rinnovati, attraverso cui l’arte non ha più rappresentato la realtà per come era, ma per come avremmo voluto che fosse. In questa stagione del contemporaneo è evidente uno sviluppo ulteriore di questo sentimento e l’utopia trasforma in visionari universi anche la quotidianità. Lo fa attraverso nuovi schemi pittorici che non si muovono nell’ambito di scuole predefinite, di tendenze temporali, bensì seguendo e assecondando il gusto e lo stile del singolo artista, procurando al mondo dell’arte di oggi una ricchezza espressiva forse mai prima d’ora conosciuta e sperimentata. Questo lo si deduce, come nel caso dell’arte di Legnazzi, dall’utilizzo di materiali poveri, quali carte, metalli, corde, fibre naturali e plastiche, ricavate da oggetti di uso comune. Elementi di scarto della società che, solo per il fatto di essere individuati e recuperati, rendono anche l’atto preparatorio dell’opera un manifesto d’intenti programmatico. I lavori di Barbara Legnazzi vivono quindi di sorpresa e mutamento, di costruzione e fantasia, riuscendo nel difficile compito di raccontare il mondo per come ognuno di noi lo vede e lo vive. Nell’assemblaggio dei materiali sulla tela, nella loro destrutturazione fisica, con tagli, strappi, lacerazioni, incollature, frammenti, l’artista reinventa un’idea di paesaggio, che di volta in volta si fa urbano, naturale, immaginifico, onirico. Nei totem cromatici, scanditi ritmicamente da campiture geometriche e cromatiche, si possono intravvedere grattacieli, skyline di metropoli abitate da luci e da strade, oppure contemporanee vetrate gotiche, in cui spirito e materia si alternano nel racconto dell’essenza dell’uomo. Le tele di Legnazzi assumono veste di muri graffiti post industriali, oppure di cieli e colline e campi, come fossero osservati dall’alto, a suggerire uno sguardo diverso e nuovo sulla realtà. I filari coltivati sono squadrati pezzi di cartoncino ondulato, le case, punti che seguono confini ideali, corsi d’acqua e laghi, trasparenti e increspate zone di colori sovrapposti. Nella ricerca di Barbara Legnazzi diventa fondamentale la sua idea di spazio, l’inconsapevole creazione immediata di forme e segni, che solo nella continuazione dell’opera muteranno funzione, carattere, natura, in una continua metamorfosi creativa. Anche in questo aspetto, nella assoluta mancanza di progettazione, che diventa alla fine equilibrata armonia, l’arte di Barbara Legnazzi si arricchisce di una fanciullesca purezza. La razionalità lascia libertà all’innocenza visiva, all’istinto espressivo che asseconda il sogno, il desiderio di sperimentare e scardinare l’omologazione visiva del mondo.
Guido Folco
DATI DELLA MOSTRA:
TITOLO: “BARBARA LEGNAZZI: SUGGESTIONI EMOZIONALI E ALTRI UNIVERSI”
DATE: DAL 19 MARZO AL 6 APRILE 2016
INAUGURAZIONE: SABATO 19 MARZO 2016, DALLE ORE 18.00
ORARI MUSEO da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30; su appuntamento domenica, lunedì e festivi per visite guidate, gruppi, scolaresche.
MUSEO MIIT
CORSO CAIROLI 4 TORINO
TEL. 011.8129776 – WWW.MUSEOMIIT.IT – INFO@MUSEOMIIT.IT
INGRESSO LIBERO
19
marzo 2016
Barbara Legnazzi – Suggestioni emozionali e altri universi
Dal 19 marzo al 06 aprile 2016
arte contemporanea
Location
MIIT – MUSEO INTERNAZIONALE ITALIA ARTE
Torino, Corso Cairoli, 4, (Torino)
Torino, Corso Cairoli, 4, (Torino)
Orario di apertura
da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30; su appuntamento domenica, lunedì e festivi per visite guidate, gruppi, scolaresche
Vernissage
19 Marzo 2016, ore 18
Autore




