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MSINI – Il sono albero
MSINI (Marco Sinigaglia) presenta “Io sono albero”. Una riflessione sull’identità, sulla coscienza del sé e su quanto l’umano ne abbia smarrita la ricerca, relegando la “personalità” ad un simulacro di “successo”… E’ invocazione a trovare autenticità, quantomeno a inseguirla
Comunicato stampa
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MSINI
“Io sono albero”.
E’ una riflessione sull’identità, sulla coscienza del sé e su quanto l’umano, come singolo e come collettivo ne abbia smarrita la ricerca, relegando la “personalità” ad un simulacro di “successo” e produttività economica. E’ una invocazione a trovare autenticità, quantomeno a inseguirla.
“Geometrie labirintiche che fanno cortocircuitare la percezione dell’insieme, sicuramente congruenti alle esperienze della ricerca gestaltica dell’arte cinetica e programmata. Soltanto che il pattern usato dall’Artista (il modulo ripetuto, girato, specchiato e deformato) è un frammento del corpo (il suo): il polpastrello di un dito, il tessuto epiteliale di una mano, di un braccio, peli e capelli. Frammenti riportati a matrici ordinate, ma, e qui è la differenza con l’Arte gestaltica, che appartengono al corpo: geometria viva e pulsante e nello scoprirne l’origine sta la meraviglia dell’osservatore. Nel riconoscimento di ciò che il frammento rappresenta, il freddo della serie lascia spazio al caldo della vita; ben diverso dal caldo dell’action painting, del gesto spontaneo e libero, ma di evidente interesse di indagine. E allora il totem di MSINI propone anche un valore etico: l’irriducibilità, anche se in frammenti, del corpo. Condizione ricostruttiva di un tessuto sociale destrutturato …” (Paolo Pavan)
… “Tutta l’arte è ad un tempo superficie e simbolo. Coloro che penetrano al di sotto della superficie lo fanno a proprio rischio e pericolo” (Oscar Wilde). L’indagine di MSINI ci viene resa come una superficie: che sia la pelle tesa di tamburo o la superficie sacralmente elevata a presenza totemica. Essa è sempre e comunque “barriera di contatto” (W. Bion) sulla quale l’artista riproduce ossessivamente la stessa nota d’un concerto Kleiniano: il “pattern” si riproduce in infinito gioco di concatenazioni…(Gino Prandina)
“Io sono albero”.
E’ una riflessione sull’identità, sulla coscienza del sé e su quanto l’umano, come singolo e come collettivo ne abbia smarrita la ricerca, relegando la “personalità” ad un simulacro di “successo” e produttività economica. E’ una invocazione a trovare autenticità, quantomeno a inseguirla.
“Geometrie labirintiche che fanno cortocircuitare la percezione dell’insieme, sicuramente congruenti alle esperienze della ricerca gestaltica dell’arte cinetica e programmata. Soltanto che il pattern usato dall’Artista (il modulo ripetuto, girato, specchiato e deformato) è un frammento del corpo (il suo): il polpastrello di un dito, il tessuto epiteliale di una mano, di un braccio, peli e capelli. Frammenti riportati a matrici ordinate, ma, e qui è la differenza con l’Arte gestaltica, che appartengono al corpo: geometria viva e pulsante e nello scoprirne l’origine sta la meraviglia dell’osservatore. Nel riconoscimento di ciò che il frammento rappresenta, il freddo della serie lascia spazio al caldo della vita; ben diverso dal caldo dell’action painting, del gesto spontaneo e libero, ma di evidente interesse di indagine. E allora il totem di MSINI propone anche un valore etico: l’irriducibilità, anche se in frammenti, del corpo. Condizione ricostruttiva di un tessuto sociale destrutturato …” (Paolo Pavan)
… “Tutta l’arte è ad un tempo superficie e simbolo. Coloro che penetrano al di sotto della superficie lo fanno a proprio rischio e pericolo” (Oscar Wilde). L’indagine di MSINI ci viene resa come una superficie: che sia la pelle tesa di tamburo o la superficie sacralmente elevata a presenza totemica. Essa è sempre e comunque “barriera di contatto” (W. Bion) sulla quale l’artista riproduce ossessivamente la stessa nota d’un concerto Kleiniano: il “pattern” si riproduce in infinito gioco di concatenazioni…(Gino Prandina)
27
febbraio 2016
MSINI – Il sono albero
Dal 27 febbraio al 04 marzo 2016
arte contemporanea
Location
IL MELOGRANO
Livorno, Via Giovanni Marradi, 62/68, (Livorno)
Livorno, Via Giovanni Marradi, 62/68, (Livorno)
Orario di apertura
10/13 e 16/20. Chiusi nelle mattine della domenica e del lunedì
Vernissage
27 Febbraio 2016, Ore 18.00
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