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Dennis Oppenheim – Early works and installations
Montrasio Arte è lieta di presentare Early works and installation personale dedicata a Dennis Oppenheim, inaugurazione giovedì 18 febbraio, Via di Porta Tenaglia 1, Milano. In mostra quindici opere realizzate tra il 1968 e il 1998, con un focus sul periodo a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta
Comunicato stampa
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Early works and installations
Giovedì
18 febbraio
alle ore 18.3
0 nella sede milanese della galleria Montrasio Arte si
inaugurerà la mostra
Early works and installations
dove saranno presentate le opere
storiche
di
Dennis Oppenheim
.
In mostra saranno esposte
quindici
opere r
ealizzate tra il 1968 e il 1998, e focalizzerà la
sua attenzione sul periodo a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, quello che vede
l’artista statunitense concentrarsi sulla sperimentazione dell’arte ambientale e della body
art, movimenti dei quali Op
penheim è da consi
d
erarsi a pieno titolo tra i capiscuola. Di
questa fase creativa si potranno incontrare
opere fondamentali come
Branded Mountain
del 1969
,
Canceled Crop
del 1969,
lavori nei quali la sintesi della ricerca del maestro
americano most
ra gli esiti più felici.
All’interno del percorso espositivo, troveranno spazio
alcune sue realizzazioni più recenti, come
Theme for a
Major Hit del 1974,
Figure with a
future
del 1984
e
Second Generation Image. Iron/Boat
del 1988
. Dennis Oppenheim
(Elec
tric City, USA, 1938) fa parte, insieme a Bruce Nauman, Robert Smithson, Michael
Heizer, Vito Acconci, Robert Morris e Gunther Uecker, di quella generazione di artisti di
area americana che ha contribuito in modo determinante a rinnovare l’idea e i linguag
gi
dell’arte contemporanea.
Dennis Oppenheim
nasce nel 1938 negli Stati Uniti, a Electric City. Studia al California
College of Arts and Crafts e alla Stanford University. Conclusi gli studi, e dopo una visita a
New York nel 1966, Dennis Oppenheim decide
di abbandonare la realizzazione di oggetti
artistici. Si trasferisce a New York e fino al 1969 si dedica alla realizzazione di progetti su
vasta scala incentrati su interventi in spazi naturali, quali la modificazione di parti di
paesaggio o il trasferime
nto di materiali associati a un luogo su uno spazio radicalmente
differente, come i lavori su terreni sulle due sponde innevate del fiume St. John, o i cerchi
via Carlo Alberto 40 20900 Monza
-
t. 039 321770
-
f. 039 2301879
via di Porta Tenaglia 1 20121 Milano
-
t. 02 878448
-
martedì
-
venerdì 11.00
-
13.00
/ 14.00
-
18.00
www. montrasioarte.com
-
montrasio@montrasioarte.com
–
milano@montrasioarte.com
concentrici alla frontiera tra il Canada e gli Stati Uniti.
In pochi anni produce un vasto co
rpus di azioni all’aperto, lavori
-
chiave della prima
stagione della Land Art e, quasi nello stesso tempo, sviluppa una serie di performance
dall’intenso coinvolgimento fisico, gu
adagnando l’attenzione critica. I
nsieme a Bruce
Nauman, Robert Smithson, Micha
el Heizer, Vito Acconci, Robert Morris e Gunther Uecker,
di quella generazione di artisti di area americana che ha contribuito in modo determinante
a rinnovare l’idea e i linguaggi dell’arte contemporanea. Già nel 1968, a proposito dei suoi
primi “earth
-
wo
rks”, Lucy Lippard conia il termine “dematerializzazione” con ciò
sottolineando una caratteristica dominante e originale nel lavoro di Oppenheim, quella di
una forma che transita da un materiale o un oggetto all’altro facendosi emblema del fare,
ma insieme
segno fisico epifanico di un divenire che non ha fine. Sotto questo profilo,
esistono molte opere, sia tra quelle della fine degli anni sessanta, sia tra quelle più recenti,
che testimoniano la sua predilezione, tra i vari organi di senso, per il tatto, l
’idea
epidermica della forma, dell’oggetto, delle cose. Il trasferimento di una forma da un
contesto all’altro (idea non manipolatoria) si intreccia con quella di impronta che richiama
pur sempre la mano e il toccare. Una precisa consapevolezza delle possi
bilità del suo
corpo, che sviluppa durante la realizzazione dei molti progetti di Land Art, lo spinge a
interessarsi a esso come a un campo malleabile di resistenza e di energia trasformabili.
Fra i primi artisti ad adoperare il film e il video come mezzo
non solo per documentare, ma
anche per ricercare e saggiare le proprie possibilità fisiche e psicologiche, in una vasta
serie di esperienze prodotte primariamente fra il 1970 e il 1974, Oppenheim adopera il
proprio corpo come un luogo in grado di sfidare l
imiti e previsioni. Attraverso gesti di
trasformazione e di manipolazione di materiali con il proprio corpo, arriva ad azioni
performative dall’intensa componente ritualistica. Utilizzando spesso elementi naturali tratti
dall’ambiente, come piante o pietre
, sviluppa forme fisiche di relazione tra le sue forze e
tali oggetti o direttamente sull’ambiente naturale.
Dennis Oppenheim
-
Early works and installations
Inaugurazione
:
giovedì
18 febbraio
, ore 18.30
Dal
19 febbraio
al
31 marzo 2016
mar
-
ven 11.00/13.00
–
14.00
-
18.00
Montrasio Arte
via di Porta Tenaglia 1
20121 Milano
Giovedì
18 febbraio
alle ore 18.3
0 nella sede milanese della galleria Montrasio Arte si
inaugurerà la mostra
Early works and installations
dove saranno presentate le opere
storiche
di
Dennis Oppenheim
.
In mostra saranno esposte
quindici
opere r
ealizzate tra il 1968 e il 1998, e focalizzerà la
sua attenzione sul periodo a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, quello che vede
l’artista statunitense concentrarsi sulla sperimentazione dell’arte ambientale e della body
art, movimenti dei quali Op
penheim è da consi
d
erarsi a pieno titolo tra i capiscuola. Di
questa fase creativa si potranno incontrare
opere fondamentali come
Branded Mountain
del 1969
,
Canceled Crop
del 1969,
lavori nei quali la sintesi della ricerca del maestro
americano most
ra gli esiti più felici.
All’interno del percorso espositivo, troveranno spazio
alcune sue realizzazioni più recenti, come
Theme for a
Major Hit del 1974,
Figure with a
future
del 1984
e
Second Generation Image. Iron/Boat
del 1988
. Dennis Oppenheim
(Elec
tric City, USA, 1938) fa parte, insieme a Bruce Nauman, Robert Smithson, Michael
Heizer, Vito Acconci, Robert Morris e Gunther Uecker, di quella generazione di artisti di
area americana che ha contribuito in modo determinante a rinnovare l’idea e i linguag
gi
dell’arte contemporanea.
Dennis Oppenheim
nasce nel 1938 negli Stati Uniti, a Electric City. Studia al California
College of Arts and Crafts e alla Stanford University. Conclusi gli studi, e dopo una visita a
New York nel 1966, Dennis Oppenheim decide
di abbandonare la realizzazione di oggetti
artistici. Si trasferisce a New York e fino al 1969 si dedica alla realizzazione di progetti su
vasta scala incentrati su interventi in spazi naturali, quali la modificazione di parti di
paesaggio o il trasferime
nto di materiali associati a un luogo su uno spazio radicalmente
differente, come i lavori su terreni sulle due sponde innevate del fiume St. John, o i cerchi
via Carlo Alberto 40 20900 Monza
-
t. 039 321770
-
f. 039 2301879
via di Porta Tenaglia 1 20121 Milano
-
t. 02 878448
-
martedì
-
venerdì 11.00
-
13.00
/ 14.00
-
18.00
www. montrasioarte.com
-
montrasio@montrasioarte.com
–
milano@montrasioarte.com
concentrici alla frontiera tra il Canada e gli Stati Uniti.
In pochi anni produce un vasto co
rpus di azioni all’aperto, lavori
-
chiave della prima
stagione della Land Art e, quasi nello stesso tempo, sviluppa una serie di performance
dall’intenso coinvolgimento fisico, gu
adagnando l’attenzione critica. I
nsieme a Bruce
Nauman, Robert Smithson, Micha
el Heizer, Vito Acconci, Robert Morris e Gunther Uecker,
di quella generazione di artisti di area americana che ha contribuito in modo determinante
a rinnovare l’idea e i linguaggi dell’arte contemporanea. Già nel 1968, a proposito dei suoi
primi “earth
-
wo
rks”, Lucy Lippard conia il termine “dematerializzazione” con ciò
sottolineando una caratteristica dominante e originale nel lavoro di Oppenheim, quella di
una forma che transita da un materiale o un oggetto all’altro facendosi emblema del fare,
ma insieme
segno fisico epifanico di un divenire che non ha fine. Sotto questo profilo,
esistono molte opere, sia tra quelle della fine degli anni sessanta, sia tra quelle più recenti,
che testimoniano la sua predilezione, tra i vari organi di senso, per il tatto, l
’idea
epidermica della forma, dell’oggetto, delle cose. Il trasferimento di una forma da un
contesto all’altro (idea non manipolatoria) si intreccia con quella di impronta che richiama
pur sempre la mano e il toccare. Una precisa consapevolezza delle possi
bilità del suo
corpo, che sviluppa durante la realizzazione dei molti progetti di Land Art, lo spinge a
interessarsi a esso come a un campo malleabile di resistenza e di energia trasformabili.
Fra i primi artisti ad adoperare il film e il video come mezzo
non solo per documentare, ma
anche per ricercare e saggiare le proprie possibilità fisiche e psicologiche, in una vasta
serie di esperienze prodotte primariamente fra il 1970 e il 1974, Oppenheim adopera il
proprio corpo come un luogo in grado di sfidare l
imiti e previsioni. Attraverso gesti di
trasformazione e di manipolazione di materiali con il proprio corpo, arriva ad azioni
performative dall’intensa componente ritualistica. Utilizzando spesso elementi naturali tratti
dall’ambiente, come piante o pietre
, sviluppa forme fisiche di relazione tra le sue forze e
tali oggetti o direttamente sull’ambiente naturale.
Dennis Oppenheim
-
Early works and installations
Inaugurazione
:
giovedì
18 febbraio
, ore 18.30
Dal
19 febbraio
al
31 marzo 2016
mar
-
ven 11.00/13.00
–
14.00
-
18.00
Montrasio Arte
via di Porta Tenaglia 1
20121 Milano
18
febbraio 2016
Dennis Oppenheim – Early works and installations
Dal 18 febbraio al 31 marzo 2016
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
MONTRASIO ARTE MILANO
Milano, via di Porta Tenaglia, 1, (Milano)
Milano, via di Porta Tenaglia, 1, (Milano)
Orario di apertura
martedì - venerdì 11.00 - 13.00 e 14.00 - 18.00
Vernissage
18 Febbraio 2016, ore 18.30
Autore




