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Riccardo Luchini – Viareggio scalo… e non solo
Mostra personale
Comunicato stampa
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"Anche se in questo momento mi piacerebbe proporre a chi ora legge altri qualificati interventi critici – di Tommaso Paloscia, di Paolo Levi (...), di Maria Gabriella Savoia che ne ha argomentato nella significativa recente rassegna mantovana “Artisti per Nuvolari” la volontà raggiunta di rendere l'opera esposta “assolutamente dinamica” – mi ricollego subito, altrimenti il discorso si farebbe troppo ampio, a “Viareggio scalo... e non solo”.
Se dalla sua infanzia milanese (è nel capoluogo lombardo che il versatile artista è nato) non è volato via sia il ricordo di quando suo padre lo portava a vedere i treni in arrivo e in partenza alla Stazione Centrale, sia quello di certi spazi urbani che per certi versi mi conducono a lontane finestre dell'immenso sensibilissimo introverso Mario Sironi, o ad alcune periferie così care all'indimenticabile Virio Bresciani, è dalla Versilia post vianesca, ovvero 'santiniana' (quella di Renato Santini), che Riccardo Luchini, oggi assai emulato, ha spiccato il volo per vasti lidi.
Ora è affermato e apprezzato a vastissimo raggio, autonomo in un'espressione pittorica popolata di certe periferie urbane, persino di oggetti di uso collocati in spazi interni detti stanze di memoria), di marine invernali, di capannoni industriali, di oliveti e di cave marmoree e altro ancora.
Interessante la concatenazione con cui gli sono stati dedicati sia saggi, sia recensioni.
Nicola Micieli ha affermato che “Nel caso di Luchini la temperatura espressiva decisamente si alza, anche se mai si manifesta in segnali di fuoco. La materia appare un impasto denso e sedimentato, il colore tende alla monovalenza, su una gamma di tonalità basse, dominando i bruni e le terre bruciate, i passaggi dall'ombra alla luce non sono in qualche modo rilevabili, come stacchi di aree pittoriche, ma consistono in variazioni intrinseche alla materia, e dunque il clima pittorico appare particolarmente idoneo a rappresentare momenti di intensa esplicazione esistenziale”.
Se, comunque, Anna Vittoria Laghi dice di “... una poetica melanconia (…) giocata nei toni dei marroni, nei grigi ... che incita a riflettere”, lo rispetto da sempre per le sue “forme” non solo concrete, ma pure mentali, che s'addensano in un processo che non si perde nella superficialità soltanto descrittiva altrove dilagante, ma entra foglio dopo foglio, capitolo dopo capitolo in un “palcoscenico/orizzonte” ricco di significati profondi e di accenti in cui l'elaborazione ne rende totalmente quella testimonianza umana e artistica che “va oltre”, mai frammentaria, sempre validissima per una continuata e continuativa grammatica ove il linguaggio, alimentato dal pensiero, entra in ciascuna tematica e la qualifica”.
(Lodovico Gierut)
Se dalla sua infanzia milanese (è nel capoluogo lombardo che il versatile artista è nato) non è volato via sia il ricordo di quando suo padre lo portava a vedere i treni in arrivo e in partenza alla Stazione Centrale, sia quello di certi spazi urbani che per certi versi mi conducono a lontane finestre dell'immenso sensibilissimo introverso Mario Sironi, o ad alcune periferie così care all'indimenticabile Virio Bresciani, è dalla Versilia post vianesca, ovvero 'santiniana' (quella di Renato Santini), che Riccardo Luchini, oggi assai emulato, ha spiccato il volo per vasti lidi.
Ora è affermato e apprezzato a vastissimo raggio, autonomo in un'espressione pittorica popolata di certe periferie urbane, persino di oggetti di uso collocati in spazi interni detti stanze di memoria), di marine invernali, di capannoni industriali, di oliveti e di cave marmoree e altro ancora.
Interessante la concatenazione con cui gli sono stati dedicati sia saggi, sia recensioni.
Nicola Micieli ha affermato che “Nel caso di Luchini la temperatura espressiva decisamente si alza, anche se mai si manifesta in segnali di fuoco. La materia appare un impasto denso e sedimentato, il colore tende alla monovalenza, su una gamma di tonalità basse, dominando i bruni e le terre bruciate, i passaggi dall'ombra alla luce non sono in qualche modo rilevabili, come stacchi di aree pittoriche, ma consistono in variazioni intrinseche alla materia, e dunque il clima pittorico appare particolarmente idoneo a rappresentare momenti di intensa esplicazione esistenziale”.
Se, comunque, Anna Vittoria Laghi dice di “... una poetica melanconia (…) giocata nei toni dei marroni, nei grigi ... che incita a riflettere”, lo rispetto da sempre per le sue “forme” non solo concrete, ma pure mentali, che s'addensano in un processo che non si perde nella superficialità soltanto descrittiva altrove dilagante, ma entra foglio dopo foglio, capitolo dopo capitolo in un “palcoscenico/orizzonte” ricco di significati profondi e di accenti in cui l'elaborazione ne rende totalmente quella testimonianza umana e artistica che “va oltre”, mai frammentaria, sempre validissima per una continuata e continuativa grammatica ove il linguaggio, alimentato dal pensiero, entra in ciascuna tematica e la qualifica”.
(Lodovico Gierut)
21
novembre 2015
Riccardo Luchini – Viareggio scalo… e non solo
Dal 21 novembre al 13 dicembre 2015
arte contemporanea
Location
SALA DELLE GRASCE
Pietrasanta, Via Sant'agostino, (Lucca)
Pietrasanta, Via Sant'agostino, (Lucca)
Orario di apertura
16-19
Vernissage
21 Novembre 2015, ore 17
Sito web
www.museodeibozzetti.it
Autore
Curatore




