Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Dadamaino. Opere 1958 – 2000
La galleria A arte Invernizzi inaugura giovedì 3 dicembre 2015 alle ore 18.30 una mostra personale di
Dadamaino (Milano 1930 – 2004) che ripercorre i diversi momenti della ricerca dell’artista attraverso opere
emblematiche.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Nella prima sala del piano superiore della galleria sono esposti lavori appartenenti alla serie dei “Volumi”,
realizzati a partire dal 1958 e declinati in diverse tipologie in relazione al numero dei fori praticati sulla tela
sino a giungere ai “Volumi a moduli sfasati” del 1960, esposti nella seconda sala, in cui una densa successione
di forature regolari, praticate su fogli di materiale plastico sovrapposti, movimentano le superfici in dissimili
trasparenze.
Negli ambienti successivi dello stesso piano si trovano le opere “Oggetto ottico dinamico” (1961) in cui le forme
geometriche di alluminio applicate su una tavola nera a formare delle “scacchiere” variabili definiscono, a
seconda della disposizione e dei movimenti dell’osservatore, una successione eterogenea di forme geometriche; “La ricerca del colore” (1966-68) che coinvolge il visitatore in una relazione diretta e fisica con il variare tonale delle cromie; “Cromorilievo” (1974) in cui la disposizione ritmica degli elementi geometrici monocromi dona l’illusione di un movimento aggettante “trompe-l’oeil” e “L’inconscio razionale” (1977), il cui intreccio di linee
orizzontali e verticali segna l’abbandono dei criteri analitici e razionalisti in favore di una caratterizzazione
irrazionale e inconscia.
Al piano inferiore dello spazio espositivo sono esposte anche opere - già presentate nella sala personale della
Biennale di Venezia del 1980 - del ciclo “Alfabeto della mente”, “Lettere I, 6, 10, 11, 12, 13, 15”, i cui segnilettere
tracciati con china vengono elaborati in tratti verticali, orizzontali e diagonali sviluppando nello spazio
della superficie pause e concatenazioni dissimili. L’espressione attraverso una nuova forma di scrittura nasce
da un episodio personale che, come racconta Dadamaino stessa, porta l’artista a tracciare ossessivamente sulla
sabbia un segno muto, simile ad una “H”, come reazione interiore all’eccidio di Tall el Zaatar del 1976.
La necessità di veicolare significati intrinseci e radicati del pensiero porta successivamente all’elaborazione di
un segno maggiormente libero che si dispone nello spazio amalgamandosi in addensamenti e pause,
concentrandosi progressivamente su aspetti esistenziali, come è visibile nelle opere esposte appartenenti agli
“Interludi” (1981). In lavori successivi del ciclo “Costellazioni” quali “Ennetto” (1986) e “Costellazioni (Quartetto) “(1987), Dadamaino acuisce la propria ricerca e mette in atto un’identificazione del tratto come pura energia
che si sprigiona, e della quale non si riesce ad individuare un inizio e una fine.
Il percorso espositivo si conclude con l’opera “Sein und Zeit” (1997), le cui tracce si fanno ancor più minute e
costanti e l’artista le delinea sulla superficie trasparente del poliestere facendole divenire il mezzo per esprimere
il rapporto tra l’infinitamente piccolo del gesto tracciato e l’infinitamente grande del tempo, racchiudendo in
esse l’ambivalenza dei significati universali dell’esistenza.
In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere in mostra, un saggio introduttivo di Francesco Tedeschi, una poesia di Carlo Invernizzi e un aggiornato apparato bio-bibliografico.
realizzati a partire dal 1958 e declinati in diverse tipologie in relazione al numero dei fori praticati sulla tela
sino a giungere ai “Volumi a moduli sfasati” del 1960, esposti nella seconda sala, in cui una densa successione
di forature regolari, praticate su fogli di materiale plastico sovrapposti, movimentano le superfici in dissimili
trasparenze.
Negli ambienti successivi dello stesso piano si trovano le opere “Oggetto ottico dinamico” (1961) in cui le forme
geometriche di alluminio applicate su una tavola nera a formare delle “scacchiere” variabili definiscono, a
seconda della disposizione e dei movimenti dell’osservatore, una successione eterogenea di forme geometriche; “La ricerca del colore” (1966-68) che coinvolge il visitatore in una relazione diretta e fisica con il variare tonale delle cromie; “Cromorilievo” (1974) in cui la disposizione ritmica degli elementi geometrici monocromi dona l’illusione di un movimento aggettante “trompe-l’oeil” e “L’inconscio razionale” (1977), il cui intreccio di linee
orizzontali e verticali segna l’abbandono dei criteri analitici e razionalisti in favore di una caratterizzazione
irrazionale e inconscia.
Al piano inferiore dello spazio espositivo sono esposte anche opere - già presentate nella sala personale della
Biennale di Venezia del 1980 - del ciclo “Alfabeto della mente”, “Lettere I, 6, 10, 11, 12, 13, 15”, i cui segnilettere
tracciati con china vengono elaborati in tratti verticali, orizzontali e diagonali sviluppando nello spazio
della superficie pause e concatenazioni dissimili. L’espressione attraverso una nuova forma di scrittura nasce
da un episodio personale che, come racconta Dadamaino stessa, porta l’artista a tracciare ossessivamente sulla
sabbia un segno muto, simile ad una “H”, come reazione interiore all’eccidio di Tall el Zaatar del 1976.
La necessità di veicolare significati intrinseci e radicati del pensiero porta successivamente all’elaborazione di
un segno maggiormente libero che si dispone nello spazio amalgamandosi in addensamenti e pause,
concentrandosi progressivamente su aspetti esistenziali, come è visibile nelle opere esposte appartenenti agli
“Interludi” (1981). In lavori successivi del ciclo “Costellazioni” quali “Ennetto” (1986) e “Costellazioni (Quartetto) “(1987), Dadamaino acuisce la propria ricerca e mette in atto un’identificazione del tratto come pura energia
che si sprigiona, e della quale non si riesce ad individuare un inizio e una fine.
Il percorso espositivo si conclude con l’opera “Sein und Zeit” (1997), le cui tracce si fanno ancor più minute e
costanti e l’artista le delinea sulla superficie trasparente del poliestere facendole divenire il mezzo per esprimere
il rapporto tra l’infinitamente piccolo del gesto tracciato e l’infinitamente grande del tempo, racchiudendo in
esse l’ambivalenza dei significati universali dell’esistenza.
In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere in mostra, un saggio introduttivo di Francesco Tedeschi, una poesia di Carlo Invernizzi e un aggiornato apparato bio-bibliografico.
03
dicembre 2015
Dadamaino. Opere 1958 – 2000
Dal 03 dicembre 2015 al 17 gennaio 2016
arte moderna e contemporanea
Location
A ARTE INVERNIZZI
Milano, Via Domenico Scarlatti, 12, (Milano)
Milano, Via Domenico Scarlatti, 12, (Milano)
Orario di apertura
Da lunedì a venerdì 10-13 15-19, Sabato su appuntamento
Vernissage
3 Dicembre 2015, ore 18.30
Autore




