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Jacopo Mandich – Ibridazioni dinamiche
Legno, ferro, pietra, scarti di processi industriali, materiali privi d’interesse che riconoscono – a mezzo di questo Artista – il loro potenziale scultoreo-espressivo.
Comunicato stampa
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Valore dei materiali, rapporto spazio-fisico/spazio-potenziale e pianificazione concettuale, prerogative di un artista che conosce perfettamente le qualità oggettive dell'ibridazione elementare alla Giovanni Anselmo, o quelle di una struttura meta-reale alla Mario Merz. Un artista “poverista spurio” per quel suo insistere sull'assodata funzionalità (a volte iconico-narrativa, altre volte solo narrativa) nella pertinenza materialmente disfunzionale dell'opera-oggetto (anomalia cara all'arte povera). E in fondo Jacopo Mandich sta a quella corrente come un rivoluzionario allo status quo ante.
Logica funzionalità dell'opera, qui si propaga il concetto di “scultura-insidia”, quando il primo termine di questo binomio non significa più (o non unicamente) programmare un sistema plastico nello spazio. “Scultura-insidia” è ciò che puntella la capacità percettivo-soggettiva, richiamando tra gli anfratti di una rappresentazione oggettiva quanto concettuale, nella statica di un movimento imprevisto che Mandich ha trasformato in “quasi fotogramma” a tre dimensioni. In cui ha immesso la stessa dinamica coercitiva del già citato Anselmo, la medesima agitata energia del più contemporaneo e coetaneo Alberto Tadiello, prossimo all'artista romano per istinto progettuale e cura dei potenziali processi macchinativi esistenti nell'opera. Altrettanto insistente la volontà di Mandich di tenere in pugno il valore estetico dell'insieme creativo; a volte di giocare al realismo di una realtà artificiale, ricostruita ad arte negli innesti polimaterici praticati con volontaria vicendevolezza. Legno, ferro, pietra, scarti di processi industriali, rimasugli di una vita consumata e ancora agibile; materiali privi d'interesse che riconoscono - a mezzo Mandich - il loro potenziale scultoreo-espressivo, coabitano in una sola struttura, impiantati inventano la forma vividamente serpentinata di un fascio muscolare legno-ferroso. Non c'è indicazione se questo Conflitto carnale si spingerà all'autodistruzione o alla serena accettazione. La partita resta aperta. (Testo critico a cura di Andrea Rossetti).
Logica funzionalità dell'opera, qui si propaga il concetto di “scultura-insidia”, quando il primo termine di questo binomio non significa più (o non unicamente) programmare un sistema plastico nello spazio. “Scultura-insidia” è ciò che puntella la capacità percettivo-soggettiva, richiamando tra gli anfratti di una rappresentazione oggettiva quanto concettuale, nella statica di un movimento imprevisto che Mandich ha trasformato in “quasi fotogramma” a tre dimensioni. In cui ha immesso la stessa dinamica coercitiva del già citato Anselmo, la medesima agitata energia del più contemporaneo e coetaneo Alberto Tadiello, prossimo all'artista romano per istinto progettuale e cura dei potenziali processi macchinativi esistenti nell'opera. Altrettanto insistente la volontà di Mandich di tenere in pugno il valore estetico dell'insieme creativo; a volte di giocare al realismo di una realtà artificiale, ricostruita ad arte negli innesti polimaterici praticati con volontaria vicendevolezza. Legno, ferro, pietra, scarti di processi industriali, rimasugli di una vita consumata e ancora agibile; materiali privi d'interesse che riconoscono - a mezzo Mandich - il loro potenziale scultoreo-espressivo, coabitano in una sola struttura, impiantati inventano la forma vividamente serpentinata di un fascio muscolare legno-ferroso. Non c'è indicazione se questo Conflitto carnale si spingerà all'autodistruzione o alla serena accettazione. La partita resta aperta. (Testo critico a cura di Andrea Rossetti).
14
novembre 2015
Jacopo Mandich – Ibridazioni dinamiche
Dal 14 al 25 novembre 2015
arte contemporanea
Location
SATURA – PALAZZO STELLA
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15.30-19.00
Vernissage
14 Novembre 2015, ore 17.00
Autore
Curatore




