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Enzo Cucchi – Madama Cucchi
Palazzo Madama offre una nuova occasione di dialogo tra l’arte antica e l’arte contemporanea, secondo un modulo già sperimentato durante altre edizioni di Artissima. Le pareti della Veranda Sud del museo ospitano tre dipinti e una scultura in legno di tiglio che proseguono il percorso di ricerca, mai abbandonato, di Enzo Cucchi nel suo confronto costante con l’arte antica. Per la seconda volta, dopo la mostra al Castello di Rivoli del 1993, Enzo Cucchi entra in risonanza con uno spazio creato dal grande architetto siciliano Filippo Juvarra
Comunicato stampa
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Dopo la mostra a Rivoli nel 1993, è la magnificenza dell'architettura di Filippo Juvarra a fare da sfondo alla creazione di Enzo Cucchi.
Dal prossimo 5 novembre la Veranda Sud di Palazzo Madama ospita l'intervento del grande artista contemporaneo, fatto di tre opere pittoriche e una scultura, nuova testimonianza della ricerca del dialogo tra antico e contemporaneo che da sempre contraddistingue il lavoro di Cucchi.
Affacciata sulla piazza e sullo Scalone, la Veranda, antica “Camera degli Specchi” di Madama Reale, accoglie tre dipinti raffiguranti un volto.
Per ognuno, un titolo che rivela il legame profondo di Cucchi con la poesia, ed è parte esso stesso dell'opera.
Per ora… basta: una preghiera, un’invocazione affidata al viso e alla forza delle mani intrecciate del pleurant;
Sì… siamo in Italia: un Giano bifronte (o una Trinità scesa dagli antichi affreschi medievali) che osserva il visitatore e al tempo stesso ne distoglie lo sguardo lasciando in eredità una valle di lacrime.
Testa dura: profilo di derivazione giottesca, puro volume come il freddo diamante.
Drone Dario: la scultura in legno di tiglio, il preferito dagli artisti del Rinascimento tedesco, è stata pensata per essere sospesa al centro della sala, come l’uovo di Piero della Francesca, a simboleggiare la continuità dell’uomo con l’arte. Le guglie aguzze che coronano la scultura sono gli apici di un flusso continuo di volumi in cui una cattedrale gotica lascia il posto alle cupole di un edificio rinascimentale e ai ciuffi di una palma. Nel fluire della composizione trovano posto due sole figure umane, in una distorsione in cui i corpi perdono i propri confini per fondersi.
La Veranda juvarriana, con le sue alte vetrate trasparenti e il soffitto settecentesco, diventa il palcoscenico della riflessione di Enzo Cucchi sulla scultura: “Io posso pensare a una scultura come a un’ombra; mi piace l’idea che una scultura possa fare un’ombra su un luogo incredibile: mare, su qualcosa che invece di solito le sculture classiche non riescono ad arrivare; oppure una cosa che mi piaceva, anche in questo senso questa scultura e vedi anche il cielo”.
Per Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama, “Madama Cucchi, come l’opera d’arte di ogni tempo e di ogni museo, ci conduce dentro la sfera rimossa della relazione tra l’uomo e il mondo, la illumina e la costruisce attraverso percorsi che fluttuano tra esperienza e memoria, tra sentire e agire, dove nulla è stabile e definitivo, «attimi, miracoli – dice Cucchi – una sola volta e nell’unico luogo dove avviene la trasformazione»”.
A concludere l’esposizione un catalogo semplice e ricercato al tempo stesso, pubblicato da Nero, in cui architettura, disegno e pittura dialogano e sfidano l’intelletto di chi guarda.
Il progetto Madama Cucchi è stato possibile grazie al sostegno di Emilio Mazzoli
Dal prossimo 5 novembre la Veranda Sud di Palazzo Madama ospita l'intervento del grande artista contemporaneo, fatto di tre opere pittoriche e una scultura, nuova testimonianza della ricerca del dialogo tra antico e contemporaneo che da sempre contraddistingue il lavoro di Cucchi.
Affacciata sulla piazza e sullo Scalone, la Veranda, antica “Camera degli Specchi” di Madama Reale, accoglie tre dipinti raffiguranti un volto.
Per ognuno, un titolo che rivela il legame profondo di Cucchi con la poesia, ed è parte esso stesso dell'opera.
Per ora… basta: una preghiera, un’invocazione affidata al viso e alla forza delle mani intrecciate del pleurant;
Sì… siamo in Italia: un Giano bifronte (o una Trinità scesa dagli antichi affreschi medievali) che osserva il visitatore e al tempo stesso ne distoglie lo sguardo lasciando in eredità una valle di lacrime.
Testa dura: profilo di derivazione giottesca, puro volume come il freddo diamante.
Drone Dario: la scultura in legno di tiglio, il preferito dagli artisti del Rinascimento tedesco, è stata pensata per essere sospesa al centro della sala, come l’uovo di Piero della Francesca, a simboleggiare la continuità dell’uomo con l’arte. Le guglie aguzze che coronano la scultura sono gli apici di un flusso continuo di volumi in cui una cattedrale gotica lascia il posto alle cupole di un edificio rinascimentale e ai ciuffi di una palma. Nel fluire della composizione trovano posto due sole figure umane, in una distorsione in cui i corpi perdono i propri confini per fondersi.
La Veranda juvarriana, con le sue alte vetrate trasparenti e il soffitto settecentesco, diventa il palcoscenico della riflessione di Enzo Cucchi sulla scultura: “Io posso pensare a una scultura come a un’ombra; mi piace l’idea che una scultura possa fare un’ombra su un luogo incredibile: mare, su qualcosa che invece di solito le sculture classiche non riescono ad arrivare; oppure una cosa che mi piaceva, anche in questo senso questa scultura e vedi anche il cielo”.
Per Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama, “Madama Cucchi, come l’opera d’arte di ogni tempo e di ogni museo, ci conduce dentro la sfera rimossa della relazione tra l’uomo e il mondo, la illumina e la costruisce attraverso percorsi che fluttuano tra esperienza e memoria, tra sentire e agire, dove nulla è stabile e definitivo, «attimi, miracoli – dice Cucchi – una sola volta e nell’unico luogo dove avviene la trasformazione»”.
A concludere l’esposizione un catalogo semplice e ricercato al tempo stesso, pubblicato da Nero, in cui architettura, disegno e pittura dialogano e sfidano l’intelletto di chi guarda.
Il progetto Madama Cucchi è stato possibile grazie al sostegno di Emilio Mazzoli
04
novembre 2015
Enzo Cucchi – Madama Cucchi
Dal 04 novembre 2015 al primo febbraio 2016
arte contemporanea
Location
MUSEO CIVICO D’ARTE ANTICA – PALAZZO MADAMA
Torino, Piazza Castello, (Torino)
Torino, Piazza Castello, (Torino)
Orario di apertura
lunedì h 10.00-18.00, martedì chiuso, da mercoledì a sabato h 10.00 -18.00, domenica h 10.00-19.00
Vernissage
4 Novembre 2015, ore 18
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