Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Brera in contemporaneo.
Quattro grandi artisti legati a Brera hanno realizzato appositamente opere di grandi dimensioni poste in confronto con i capolavori della Pinacoteca.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Quattro grandi artisti legati a Brera hanno realizzato appositamente opere di grandi dimensioni poste in confronto con i capolavori della Pinacoteca.
Il percorso espositivo presenta installazioni di Luciano Fabro (1936-2007) e di Alberto Garutti, Jannis Kounellis e Giulio Paolini. Fabro e Garutti, oltre che artisti di livello internazionale, sono stati docenti dell’Accademia di Brera. Giulio Paolini è l’unico artista contemporaneo presente nella collezione della Pinacoteca con l’opera Ateneo, 1971-1973. Jannis Kounellis è stato visiting professor, nonché “Socio Onorario” dell’Accademia. Tutti questi straordinari protagonisti dell’arte italiana e internazionale sono “transitati” all’interno del Palazzo di Brera.
L’idea essenziale di Brera in Contemporaneo è quella di ripresentare il processo avviato da Russoli negli anni ‘70 di ripensare un museo, oggi, attraverso “l’opera e le opere” di artisti contemporanei storicamente legati al Palazzo. Non si tratta, dunque, dell’ennesimo tentativo di far dialogare antico e contemporaneo ma di dare peso ed equilibrio a una presenza simultanea, nelle sale della Pinacoteca, di opere antiche e contemporanee.
Si tratta di un contemporaneo ripensamento degli spazi espositivi e, al contempo, dei rapporti e delle relazioni tra capolavori quali, tra gli altri, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Crocefissione di Bramantino, Il ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto, gli affreschi di Bernardino Luini nella Cappella di San Giuseppe e le opere di Luciano Fabro, Alberto Garutti, Jannis Kounellis e Giulio Paolini.
Baudelaire, con una bellissima immagine, definiva ciò che accade simultaneamente, come qualcosa che accade in “un unico bagliore”. E questo istantaneo bagliore illumina e si fa spazio nell’opera di Garutti - al centro della Sala IX della Pinacoteca - che reca una didascalia che trascina l’intera sala, e lo spettatore, in un vortice temporale: “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”.
A lato della Crocifissione di Bramantino, in sala XV, Jannis Kounellis presenta un “atto unico” che raddoppia e rende incredibilmente drammaturgica un’immagine trasformandola simultaneamente in un evento.
Nella sala XXIV della Pinacoteca, Giulio Paolini realizza una grande installazione, proprio dinanzi il celebre Sposalizio di Raffaello.
L’opera di Paolini che si inscrive in un muro autoportante di 5 x 8 metri si intitola (Non) senso della visita. E a commento dell’opera vale senz’altro la pena riportare l’autografa e parziale didascalia dell’autore: “Diciannove fogli incorniciati, 40 x 40 cm ciascuno; matita e collage su carta; riquadri a matita su muro. Una cornice reca l’immagine della mia opera Raphael Urbinas MDIIII (1968), riproduzione fotografica in grandezza al vero (5 x 3,5 cm) della luce del portale del tempio dipinto da Raffaello in Lo sposalizio della Vergine (1504). Il dettaglio è qui posto di fronte all’originale nel quadro di Raffaello”.
Infine, Luciano Fabro. Ovviamente a differenza degli altri artisti, non ha potuto eseguire sopralluoghi e scegliere, in base ad accordi o simmetrie segrete, il proprio luogo espositivo all’interno della Pinacoteca. Insieme a Silvia Fabro e allo staff curatoriale della Pinacoteca e del Biennio Specialistico “Visual Cultures e pratiche curatoriali” dell’Accademia sono stati individuate due sale della Pinacoteca dove esporre tre opere.
La prima è la Cappella di San Giuseppe, dove al centro è stato collocato Io (L’uovo) del 1978 che si “appoggia”, si sostiene su Modo di mettere le lenzuola del 1968. Nella sala XXVIII infine è stata collocata l’opera Groma per Spinoza, 1984-1997: in quest’opera, all’interno di quattro ampolle, sono conservate le trascrizioni di quattro lezioni che l’artista tenne all’Accademia di Brera. Un richiamo al grande filosofo dell’Etica ma anche e soprattutto, nel contesto del Palazzo di Brera, alle straordinarie lezioni che Fabro tenne agli studenti dell’Accademia.
La mostra è accompagnata da un volume bilingue edito da Johan & Levi.
Collaborazione al progetto Zerynthia – Associazione per l’arte contemporanea.
Il percorso espositivo presenta installazioni di Luciano Fabro (1936-2007) e di Alberto Garutti, Jannis Kounellis e Giulio Paolini. Fabro e Garutti, oltre che artisti di livello internazionale, sono stati docenti dell’Accademia di Brera. Giulio Paolini è l’unico artista contemporaneo presente nella collezione della Pinacoteca con l’opera Ateneo, 1971-1973. Jannis Kounellis è stato visiting professor, nonché “Socio Onorario” dell’Accademia. Tutti questi straordinari protagonisti dell’arte italiana e internazionale sono “transitati” all’interno del Palazzo di Brera.
L’idea essenziale di Brera in Contemporaneo è quella di ripresentare il processo avviato da Russoli negli anni ‘70 di ripensare un museo, oggi, attraverso “l’opera e le opere” di artisti contemporanei storicamente legati al Palazzo. Non si tratta, dunque, dell’ennesimo tentativo di far dialogare antico e contemporaneo ma di dare peso ed equilibrio a una presenza simultanea, nelle sale della Pinacoteca, di opere antiche e contemporanee.
Si tratta di un contemporaneo ripensamento degli spazi espositivi e, al contempo, dei rapporti e delle relazioni tra capolavori quali, tra gli altri, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Crocefissione di Bramantino, Il ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto, gli affreschi di Bernardino Luini nella Cappella di San Giuseppe e le opere di Luciano Fabro, Alberto Garutti, Jannis Kounellis e Giulio Paolini.
Baudelaire, con una bellissima immagine, definiva ciò che accade simultaneamente, come qualcosa che accade in “un unico bagliore”. E questo istantaneo bagliore illumina e si fa spazio nell’opera di Garutti - al centro della Sala IX della Pinacoteca - che reca una didascalia che trascina l’intera sala, e lo spettatore, in un vortice temporale: “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”.
A lato della Crocifissione di Bramantino, in sala XV, Jannis Kounellis presenta un “atto unico” che raddoppia e rende incredibilmente drammaturgica un’immagine trasformandola simultaneamente in un evento.
Nella sala XXIV della Pinacoteca, Giulio Paolini realizza una grande installazione, proprio dinanzi il celebre Sposalizio di Raffaello.
L’opera di Paolini che si inscrive in un muro autoportante di 5 x 8 metri si intitola (Non) senso della visita. E a commento dell’opera vale senz’altro la pena riportare l’autografa e parziale didascalia dell’autore: “Diciannove fogli incorniciati, 40 x 40 cm ciascuno; matita e collage su carta; riquadri a matita su muro. Una cornice reca l’immagine della mia opera Raphael Urbinas MDIIII (1968), riproduzione fotografica in grandezza al vero (5 x 3,5 cm) della luce del portale del tempio dipinto da Raffaello in Lo sposalizio della Vergine (1504). Il dettaglio è qui posto di fronte all’originale nel quadro di Raffaello”.
Infine, Luciano Fabro. Ovviamente a differenza degli altri artisti, non ha potuto eseguire sopralluoghi e scegliere, in base ad accordi o simmetrie segrete, il proprio luogo espositivo all’interno della Pinacoteca. Insieme a Silvia Fabro e allo staff curatoriale della Pinacoteca e del Biennio Specialistico “Visual Cultures e pratiche curatoriali” dell’Accademia sono stati individuate due sale della Pinacoteca dove esporre tre opere.
La prima è la Cappella di San Giuseppe, dove al centro è stato collocato Io (L’uovo) del 1978 che si “appoggia”, si sostiene su Modo di mettere le lenzuola del 1968. Nella sala XXVIII infine è stata collocata l’opera Groma per Spinoza, 1984-1997: in quest’opera, all’interno di quattro ampolle, sono conservate le trascrizioni di quattro lezioni che l’artista tenne all’Accademia di Brera. Un richiamo al grande filosofo dell’Etica ma anche e soprattutto, nel contesto del Palazzo di Brera, alle straordinarie lezioni che Fabro tenne agli studenti dell’Accademia.
La mostra è accompagnata da un volume bilingue edito da Johan & Levi.
Collaborazione al progetto Zerynthia – Associazione per l’arte contemporanea.
09
luglio 2015
Brera in contemporaneo.
Dal 09 luglio al 27 settembre 2015
arte contemporanea
Location
ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI DI BRERA
Milano, Via Brera, 28, (Milano)
Milano, Via Brera, 28, (Milano)
Biglietti
Biglietto intero € 10,00; ridotto € 7,00; abbonamento 2015: € 25,00 (ingresso a Pinacoteca e mostre fino al 10 gennaio 2016); gratuito ogni prima domenica del mese.
Orario di apertura
Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, domenica 8.30-19.15 (ultimo ingresso ore 18.40); sabato 8.30-23.00 (ultimo ingresso ore 22.40); chiuso lunedì
Vernissage
9 Luglio 2015, 18.00
Autore




