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BRERA IN CONTEMPORANEO. Fabro / Garutti / Kounellis / Paolini
Il primo progetto che unisce le istituzioni del Palazzo di Brera in un percorso tra arte antica e contemporanea
Comunicato stampa
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Il Palazzo di Brera ha una storia che risale alla fine del ‘700 ai tempi di Maria Teresa d’Austria. Durante l’epoca napoleonica, e grazie ad artisti come Giuseppe Bossi e Antonio Canova, all’Accademia, all’Orto Botanico e alla Biblioteca Braidense si aggiunge la Pinacoteca, il cui primo quadro della collezione è stato con ogni probabilità lo Sposalizio della Vergine di Raffaello.
In breve, e a quei tempi, l’idea alla base dell’intero Palazzo, era quella di creare un “palazzo enciclopedico” in cui la formazione artistica, la ricerca e il museo fossero armoniosamente uniti.
E non è stato forse un caso che artisti, allora contemporanei, riuscirono a dare un grande impulso alla costituzione della Pinacoteca all’interno del Palazzo di Brera.
Nel 1972 lo Stato acquistò l’adiacente Palazzo Citterio e il giardino comunicante con l’Orto Botanico. Negli anni successivi, sotto la breve direzione di Franco Russoli, si inaugurò un ciclo di mostre dal titolo “Processo per il museo. Artisti contemporanei a Brera” a dimostrazione di come la ricerca artistica contemporanea fosse parte attiva e integrante dei procedimenti e dei progetti relativi a una nuova e attuale pratica museale; alla riformulazione dell’idea stessa di museo e di Pinacoteca.
In quegli anni, con il successivo impegno di Carlo Bertelli, numerosi artisti nazionali e internazionali furono chiamati a dialogare con le loro opere con i capolavori della Pinacoteca, come Giulio Paolini, Henry Moore, Graham Sutherland, Balthus.
La mostra Brera in Contemporaneo presenta installazioni di Luciano Fabro (1936-2007) e di tre artisti contemporanei quali Alberto Garutti, Jannis Kounellis e Giulio Paolini. Fabro e Garutti oltre che artisti di livello internazionale, sono stati grandi docenti dell’Accademia. Giulio Paolini è l’unico artista contemporaneo presente nella collezione della Pinacoteca con l’opera Ateneo, 1971-1973. Jannis Kounellis è stato quello che oggi si definisce visiting professor, nonché “Socio Onorario” dell’Accademia di Brera. Tutti questi straordinari protagonisti dell’arte italiana e internazionale sono “transitati” all’interno del Palazzo di Brera.
L’idea essenziale di Brera in Contemporaneo è dunque quella di ripresentare il processo avviato da Russoli negli anni ‘70 di ripensare un museo, oggi, attraverso “l’opera e le opere” di artisti contemporanei storicamente legati al Palazzo.
Non si tratta, dunque, dell’ennesimo tentativo di far dialogare antico e contemporaneo (cosa abbastanza noiosa che riecheggia, pare senza fine, le querelles des anciens et de modernes, del classico e dell’anticlassico) ma di dare peso ed equilibrio a una presenza simultanea, nelle sale della Pinacoteca, ad opere antiche e contemporanee. Si tratta di una questione di spazi espositivi e al contempo di rapporti e di relazioni anche tra opere come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Crocefissione di Bramantino, Il ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto, gli affreschi di Bernardino Luini nella Cappella di San Giuseppe e le opere di Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Alberto Garutti e Luciano Fabro.
Baudelaire, con una bellissima immagine, definiva ciò che accade simultaneamente, come qualcosa che accade in “un unico bagliore”. E questo istantaneo bagliore illumina e si fa spazio nell’opera di Garutti - al centro della Sala IX della Pinacoteca - che reca una didascalia che trascina l’intera sala, e lo spettatore, in un vortice temporale: “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”. Ai piedi della Crocifissione di Bramantino, in sala XV, Jannis Kounellis presenta un “atto unico” che raddoppia e rende incredibilmente drammaturgica un’immagine trasformandola simultaneamente in un evento. Nella sala XXIV della Pinacoteca, Giulio Paolini realizza una grande installazione, proprio dinanzi il celebre Sposalizio di Raffaello. L’opera di Paolini che si inscrive in un muro autoportante di 5 x 8 metri si intitola (Non) senso della visita: e a commento dell’opera vale senz’altro la pena riportare l’autografa e parziale didascalia dell’autore: “Diciannove fogli incorniciati, 40 x 40 cm ciascuno; matita e collage su carta; riquadri a matita su muro. Una cornice reca l’immagine della mia opera Raphael Urbinas MDIIII (1968), riproduzione fotografica in grandezza al vero (5 x 3,5 cm) della luce del portale del tempio dipinto da Raffaello in Lo sposalizio della Vergine (1504). Il dettaglio è qui posto di fronte all’originale nel quadro di Raffaello”.
Infine, Luciano Fabro. Ovviamente a differenza degli altri artisti non ha potuto eseguire sopralluoghi e scegliere, in base ad accordi o simmetrie segrete, il proprio luogo espositivo all’interno della Pinacoteca. Insieme a Silvia Fabro e allo staff curatoriale della Pinacoteca e del Biennio Specialistico “Visual Cultures e pratiche curatoriali” dell’Accademia sono stati individuate due sale della Pinacoteca dove esporre tre opere. La prima è la Cappella di San Giuseppe, dove al centro è stato collocato Io (L’uovo) del 1978 che si “appoggia”, si sostiene su Modo di mettere le lenzuola-A del 1968. Nella sala XXVIII infine è stata collocata l’opera Groma per Spinoza, 1984-1997: in quest’opera, all’interno di quattro ampolle, sono conservate le trascrizioni di quattro lezioni che l’artista tenne all’Accademia di Brera. Un richiamo al grande filosofo dell’Etica ma anche e soprattutto, nel contesto del Palazzo di Brera, alle straordinarie lezioni che Fabro tenne agli studenti dell’Accademia.
Gli studenti del Biennio Specialistico “Visual Cultures e pratiche curatoriali”, hanno partecipato alla realizzazione della mostra dalla sua progettazione fino al programma per il pubblico, di mediazione culturale e di guida alla mostra.
Mostra a cura di:
Biennio Specialistico “Visual Cultures e pratiche curatoriali” - Accademia di Belle Arti di Brera
Giovanni Iovane
Raffaella Pulejo
Federico Ferrari
Rachele Ferrario
Laura Lombardi
Sandrina Bandera
Soprintendente Polo museale della Lombardia
Catalogo
Johan and Levi editore
In breve, e a quei tempi, l’idea alla base dell’intero Palazzo, era quella di creare un “palazzo enciclopedico” in cui la formazione artistica, la ricerca e il museo fossero armoniosamente uniti.
E non è stato forse un caso che artisti, allora contemporanei, riuscirono a dare un grande impulso alla costituzione della Pinacoteca all’interno del Palazzo di Brera.
Nel 1972 lo Stato acquistò l’adiacente Palazzo Citterio e il giardino comunicante con l’Orto Botanico. Negli anni successivi, sotto la breve direzione di Franco Russoli, si inaugurò un ciclo di mostre dal titolo “Processo per il museo. Artisti contemporanei a Brera” a dimostrazione di come la ricerca artistica contemporanea fosse parte attiva e integrante dei procedimenti e dei progetti relativi a una nuova e attuale pratica museale; alla riformulazione dell’idea stessa di museo e di Pinacoteca.
In quegli anni, con il successivo impegno di Carlo Bertelli, numerosi artisti nazionali e internazionali furono chiamati a dialogare con le loro opere con i capolavori della Pinacoteca, come Giulio Paolini, Henry Moore, Graham Sutherland, Balthus.
La mostra Brera in Contemporaneo presenta installazioni di Luciano Fabro (1936-2007) e di tre artisti contemporanei quali Alberto Garutti, Jannis Kounellis e Giulio Paolini. Fabro e Garutti oltre che artisti di livello internazionale, sono stati grandi docenti dell’Accademia. Giulio Paolini è l’unico artista contemporaneo presente nella collezione della Pinacoteca con l’opera Ateneo, 1971-1973. Jannis Kounellis è stato quello che oggi si definisce visiting professor, nonché “Socio Onorario” dell’Accademia di Brera. Tutti questi straordinari protagonisti dell’arte italiana e internazionale sono “transitati” all’interno del Palazzo di Brera.
L’idea essenziale di Brera in Contemporaneo è dunque quella di ripresentare il processo avviato da Russoli negli anni ‘70 di ripensare un museo, oggi, attraverso “l’opera e le opere” di artisti contemporanei storicamente legati al Palazzo.
Non si tratta, dunque, dell’ennesimo tentativo di far dialogare antico e contemporaneo (cosa abbastanza noiosa che riecheggia, pare senza fine, le querelles des anciens et de modernes, del classico e dell’anticlassico) ma di dare peso ed equilibrio a una presenza simultanea, nelle sale della Pinacoteca, ad opere antiche e contemporanee. Si tratta di una questione di spazi espositivi e al contempo di rapporti e di relazioni anche tra opere come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Crocefissione di Bramantino, Il ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto, gli affreschi di Bernardino Luini nella Cappella di San Giuseppe e le opere di Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Alberto Garutti e Luciano Fabro.
Baudelaire, con una bellissima immagine, definiva ciò che accade simultaneamente, come qualcosa che accade in “un unico bagliore”. E questo istantaneo bagliore illumina e si fa spazio nell’opera di Garutti - al centro della Sala IX della Pinacoteca - che reca una didascalia che trascina l’intera sala, e lo spettatore, in un vortice temporale: “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”. Ai piedi della Crocifissione di Bramantino, in sala XV, Jannis Kounellis presenta un “atto unico” che raddoppia e rende incredibilmente drammaturgica un’immagine trasformandola simultaneamente in un evento. Nella sala XXIV della Pinacoteca, Giulio Paolini realizza una grande installazione, proprio dinanzi il celebre Sposalizio di Raffaello. L’opera di Paolini che si inscrive in un muro autoportante di 5 x 8 metri si intitola (Non) senso della visita: e a commento dell’opera vale senz’altro la pena riportare l’autografa e parziale didascalia dell’autore: “Diciannove fogli incorniciati, 40 x 40 cm ciascuno; matita e collage su carta; riquadri a matita su muro. Una cornice reca l’immagine della mia opera Raphael Urbinas MDIIII (1968), riproduzione fotografica in grandezza al vero (5 x 3,5 cm) della luce del portale del tempio dipinto da Raffaello in Lo sposalizio della Vergine (1504). Il dettaglio è qui posto di fronte all’originale nel quadro di Raffaello”.
Infine, Luciano Fabro. Ovviamente a differenza degli altri artisti non ha potuto eseguire sopralluoghi e scegliere, in base ad accordi o simmetrie segrete, il proprio luogo espositivo all’interno della Pinacoteca. Insieme a Silvia Fabro e allo staff curatoriale della Pinacoteca e del Biennio Specialistico “Visual Cultures e pratiche curatoriali” dell’Accademia sono stati individuate due sale della Pinacoteca dove esporre tre opere. La prima è la Cappella di San Giuseppe, dove al centro è stato collocato Io (L’uovo) del 1978 che si “appoggia”, si sostiene su Modo di mettere le lenzuola-A del 1968. Nella sala XXVIII infine è stata collocata l’opera Groma per Spinoza, 1984-1997: in quest’opera, all’interno di quattro ampolle, sono conservate le trascrizioni di quattro lezioni che l’artista tenne all’Accademia di Brera. Un richiamo al grande filosofo dell’Etica ma anche e soprattutto, nel contesto del Palazzo di Brera, alle straordinarie lezioni che Fabro tenne agli studenti dell’Accademia.
Gli studenti del Biennio Specialistico “Visual Cultures e pratiche curatoriali”, hanno partecipato alla realizzazione della mostra dalla sua progettazione fino al programma per il pubblico, di mediazione culturale e di guida alla mostra.
Mostra a cura di:
Biennio Specialistico “Visual Cultures e pratiche curatoriali” - Accademia di Belle Arti di Brera
Giovanni Iovane
Raffaella Pulejo
Federico Ferrari
Rachele Ferrario
Laura Lombardi
Sandrina Bandera
Soprintendente Polo museale della Lombardia
Catalogo
Johan and Levi editore
09
luglio 2015
BRERA IN CONTEMPORANEO. Fabro / Garutti / Kounellis / Paolini
Dal 09 luglio al 27 settembre 2015
arte contemporanea
Location
PINACOTECA DI BRERA
Milano, Via Brera, 28, (Milano)
Milano, Via Brera, 28, (Milano)
Biglietti
intero €10
ridotto € 7
abbonamento 2015 € 25,00 (ingresso Pinacoteca e mostre fino al 10 gennaio 2016)
gratuito ogni prima domenica del mese
Orario di apertura
da martedi a domenica 8.30-19.15
sabato 8.30-23.00
Vernissage
9 Luglio 2015, dalle 18 alle 21
Editore
JOHAN & LEVI
Autore
Curatore



