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Il Novecento in dieci opere
Il quarto appuntamento de Il Novecento in dieci opere è un dialogo tra Franco Guerzoni, artista, e Davide Ferri attorno ad una foto di Luigi Ghirri (Modena, 1973, da Italia ailati 1971-79).
Comunicato stampa
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smART – polo per l’arte è lieta di annunciare il quarto appuntamento de Il Novecento in dieci opere, un dialogo tra Franco Guerzoni, artista, e Davide Ferri attorno ad una foto di Luigi Ghirri (Modena, 1973, da Italia ailati 1971-79): non solo una riflessione sulla poetica di uno dei più importanti fotografi italiani, ma anche il racconto dell'amicizia e della collaborazione tra due giovani artisti - Ghirri e Guerzoni, appunto - nella Modena dei primi anni settanta.
Il Novecento in dieci opere è una serie di incontri che nasce con l’intento di raccontare dieci opere del secolo scorso per riflettere su alcuni aspetti dell’arte di oggi.
Il Novecento in dieci opere non è però un corso di storia dell’arte contemporanea, né il tentativo di restituire una visione esaustiva e organica del Novecento, sullo sfondo di un qualche canone.
Il Novecento in dieci opere è piuttosto una serie di conversazioni che si svolgono alla luce di un singolo lavoro: sono ammesse divagazioni, ma durante ogni dialogo l’immagine dell’opera scelta è sempre lì, proiettata alle spalle degli astanti.
A parlare delle opere non sono necessariamente degli specialisti, ma artisti, scrittori, teorici, che intrattengono con quelle un legame affettivo o di lunga consuetudine.
Il Novecento in dieci opere, attraverso il disvelamento di predilezioni o magari idiosincrasie o semplicemente riprendendo il filo di dialoghi interrotti, vuole provare a contraddire quella che sembra una lacuna della critica attuale: la difficoltà a parlare di singole opere (certo, ci sono delle eccezioni, la collana One Work di Afterall Books è un luminoso esempio), a favore di generiche riflessioni sulle pratiche o sulle poetiche, spesso più rassicuranti.
4 febbraio - Claudio Verna
Marcel Duchamp, Grande Vetro, 1915-23
4 marzo – Riccardo Falcinelli
Andy Warhol, Brillo Boxes, 1964
1 aprile – Claudio Zambianchi
Claude Monet, Le Ninfee dell’Orangerie, 1920-26
13 maggio – Franco Guerzoni
Luigi Ghirri, Modena, 1973
10 giugno – Luca Bertolo
Philip Guston, The Studio, 1969 luglio – Italo Zuffi
Bruce Nauman, A Cast of the Space under My Chair, 1965-68
settembre – Chiara Camoni
Costantin Brancusi, Porta, 1914-16
ottobre – Daniele Balicco
Alberto Burri, Cretto di Gibellina, 1989
novembre – Cecilia Canziani
Cindy Sherman, Untitled Film Stills, 1977-80
dicembre – Pier Luigi Tazzi
Rirkrit Tiravanija, Untitled (Fear Eats the Soul), 1994
* da luglio a dicembre date da definire
Davide Ferri (Forlì, 1974) vive a Roma ed è critico e curatore indipendente. È docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Rimini. Ha curato diverse mostre e progetti in alcune gallerie e musei d’arte contemporanea, tra i quali, di recente, Franco Guerzoni - Nessun luogo, da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri alla Triennale di Milano, La figurazione inevitabile. Una scena della pittura oggi al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e, con Antonio Grulli, Sentimiento Nuevo. Incontri sulla nuova critica e scrittura d’arte in Italia al Museo MAMbo di Bologna.
Franco Guerzoni (Modena, 1948). All'inizio degli anni settanta utilizza la fotografia come strumento di rappresentazione, una ricerca legata agli aspetti della stratificazione culturale e all'idea di “antico” come perdita. Negli anni ottanta è invece impegnato nella realizzazione di grandi carte parietali che indagano l'idea di una geografia immaginaria. Presenta Decorazioni e rovine in una sala personale alla Biennale di Venezia del 1990. Da allora continua, attraverso grandi cicli di opere, la sua indagine sul tempo e sulla poetica della rovina, una sorta di archeologia senza restauro. Tra le sue mostre più recenti: Nessun luogo, da nessuna parte – Viaggi randagi con Luigi Ghirri, a cura di Davide Ferri, Triennale di Milano; Archeologie senza restauro, a cura di Gianfranco Maraniello, MAMbo, Bologna.
Il Novecento in dieci opere è una serie di incontri che nasce con l’intento di raccontare dieci opere del secolo scorso per riflettere su alcuni aspetti dell’arte di oggi.
Il Novecento in dieci opere non è però un corso di storia dell’arte contemporanea, né il tentativo di restituire una visione esaustiva e organica del Novecento, sullo sfondo di un qualche canone.
Il Novecento in dieci opere è piuttosto una serie di conversazioni che si svolgono alla luce di un singolo lavoro: sono ammesse divagazioni, ma durante ogni dialogo l’immagine dell’opera scelta è sempre lì, proiettata alle spalle degli astanti.
A parlare delle opere non sono necessariamente degli specialisti, ma artisti, scrittori, teorici, che intrattengono con quelle un legame affettivo o di lunga consuetudine.
Il Novecento in dieci opere, attraverso il disvelamento di predilezioni o magari idiosincrasie o semplicemente riprendendo il filo di dialoghi interrotti, vuole provare a contraddire quella che sembra una lacuna della critica attuale: la difficoltà a parlare di singole opere (certo, ci sono delle eccezioni, la collana One Work di Afterall Books è un luminoso esempio), a favore di generiche riflessioni sulle pratiche o sulle poetiche, spesso più rassicuranti.
4 febbraio - Claudio Verna
Marcel Duchamp, Grande Vetro, 1915-23
4 marzo – Riccardo Falcinelli
Andy Warhol, Brillo Boxes, 1964
1 aprile – Claudio Zambianchi
Claude Monet, Le Ninfee dell’Orangerie, 1920-26
13 maggio – Franco Guerzoni
Luigi Ghirri, Modena, 1973
10 giugno – Luca Bertolo
Philip Guston, The Studio, 1969 luglio – Italo Zuffi
Bruce Nauman, A Cast of the Space under My Chair, 1965-68
settembre – Chiara Camoni
Costantin Brancusi, Porta, 1914-16
ottobre – Daniele Balicco
Alberto Burri, Cretto di Gibellina, 1989
novembre – Cecilia Canziani
Cindy Sherman, Untitled Film Stills, 1977-80
dicembre – Pier Luigi Tazzi
Rirkrit Tiravanija, Untitled (Fear Eats the Soul), 1994
* da luglio a dicembre date da definire
Davide Ferri (Forlì, 1974) vive a Roma ed è critico e curatore indipendente. È docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Rimini. Ha curato diverse mostre e progetti in alcune gallerie e musei d’arte contemporanea, tra i quali, di recente, Franco Guerzoni - Nessun luogo, da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri alla Triennale di Milano, La figurazione inevitabile. Una scena della pittura oggi al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e, con Antonio Grulli, Sentimiento Nuevo. Incontri sulla nuova critica e scrittura d’arte in Italia al Museo MAMbo di Bologna.
Franco Guerzoni (Modena, 1948). All'inizio degli anni settanta utilizza la fotografia come strumento di rappresentazione, una ricerca legata agli aspetti della stratificazione culturale e all'idea di “antico” come perdita. Negli anni ottanta è invece impegnato nella realizzazione di grandi carte parietali che indagano l'idea di una geografia immaginaria. Presenta Decorazioni e rovine in una sala personale alla Biennale di Venezia del 1990. Da allora continua, attraverso grandi cicli di opere, la sua indagine sul tempo e sulla poetica della rovina, una sorta di archeologia senza restauro. Tra le sue mostre più recenti: Nessun luogo, da nessuna parte – Viaggi randagi con Luigi Ghirri, a cura di Davide Ferri, Triennale di Milano; Archeologie senza restauro, a cura di Gianfranco Maraniello, MAMbo, Bologna.
13
maggio 2015
Il Novecento in dieci opere
13 maggio 2015
fotografia
arte moderna e contemporanea
incontro - conferenza
arte moderna e contemporanea
incontro - conferenza
Location
smART – POLO PER L’ARTE
Roma, Piazza Crati, 6/7, (Roma)
Roma, Piazza Crati, 6/7, (Roma)
Vernissage
13 Maggio 2015, 18.45
Autore
Curatore




