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L’audacia del Viaggio. Figure fantastiche dal Mondo di Oz
Gli studenti del secondo anno del Corso Superiore Professionale di Fotografia raccontano e reinterpretano in chiave artistica “Il mago di Oz” sotto la supervisione di Roberto Mutti, docente di IIF e critico di Repubblica
Comunicato stampa
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Dal 10 al 18 ottobre 2014 all’Area 35 di Milano, in mostra le opere
degli studenti del secondo anno del Corso Superiore Professionale di
Fotografia che raccontano e reinterpretano in chiave artistica “Il mago
di Oz” sotto la supervisione di Roberto Mutti.
IIF Art Side è il dipartimento artistico di Istituto Italiano di Fotografia che promuove
talentuosi fotografi, ed anche quest’anno presenta una rassegna a tema letterario a cura
di Roberto Mutti, critico fotografico di Repubblica e docente di IIF. Dopo l’”Odissea”,
“Pinocchio”, “I Promessi Sposi” e “Alice nel Paese delle Meraviglie”, è la volta del “Il Mago di Oz”,
romanzo tradotto in più di cinquanta lingue e che ancora oggi continua ad appassionare
bambini e adulti di tutto il mondo.
“Proporre ai giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia di incontrare ed interpretare
volumi come questi non è una sfida, ma una necessità”- spiega Mutti- ”perchè l’ampia libertà di
cui gode il mezzo fotografico si dimostra un’arma vincente per ottenere i risultati più
convincenti”.
I giovani hanno dato origine ad un lavoro fotografico individuale e insieme collettivo, frutto di
continue riflessioni a cui l’autore e i personaggi ci sottopongono, e in cui veridicità del testo e
libertà creativa hanno dato origine a opere di grande suggestione, come paesaggi urbani o
selvaggi, sorprendenti still life, poster iconici, visioni monocromatiche o ritratti e figure.
I lavori sono stati allestiti in una mostra collettiva che sarà inaugurata il 10 ottobre alle 18.00
presso gli spazi di Area 35 per 8 giorni.
“Gli esiti sono frutto di un lungo lavoro durato tutto l’anno scolastico e basato su una didattica
che ha dato molto spazio al confronto. Man mano che emergevano le idee dei primi lavori,
questi venivano sottoposti all’analisi collettiva che per un verso permetteva a chi le aveva
proposte di meglio chiarirsele, e per l’altro rappresentava un incentivo per quanti non ne
avevano ancora realizzate”, afferma il curatore della mostra.
Inaugurazione mostra: Venerdì 10 ottobre alle ore 18:00
Dove: AREA35, via Vigevano 35, zona porta Genova, Milano.
Ingresso gratuito
Date e orari: 10:00 - 13:00 / 15:30 - 19:30. Domenica 12 ottobre chiuso.
“L’audacia del viaggio”. Figure fantastiche dal Mondo di Oz
“Se non sai dove vuoi andare,
ogni strada ti porterà alla meta”.
Lewis Carroll
Ci sono strade maestre che portano diritti alla meta, anche se obbligano a tenere lo sguardo fisso davanti a sé, concentrato sull’obiettivo da raggiungere senza distrazioni né imprevisti, ma anche sentieri tortuosi da percorrere ispezionando il terreno e quanto ci sta attorno concedendosi così piccole e spesso fruttuose distrazioni. Se vuoi mangiare i funghi li puoi
trovare già confezionati in negozio, ma vuoi mettere ispezionare un bosco, scostare le foglie,
annusare l’umidità, tastare la terra, farsi sorprendere dalla scoperta e tornarsene a casa con
un bottino fatto anche di mille sensazioni? Così è anche in campi apparentemente lontani come quello della letteratura, dove esiste una graduatoria rigorosamente ufficiosa ma non per questo meno tenace che tiene divisi i libri indispensabili per una buona formazione culturale da quelli famosi, ma non fondamentali. Se poi questi ultimi sono classificati come “letteratura per l’infanzia” – una definizione apparentemente asettica ma in realtà intrisa di un sottinteso
giudizio sottilmente limitativo – le cose peggiorano perché ai bambini si possono regalare
spregevoli sintesi che, con la scusa di salvare la trama, tagliano le mille sfumature grazie alle
quali un racconto acquista tutto il suo fascino. E’ il destino di tanti libri che, pur essendo stati scritti per loro, raramente i bambini leggono nella loro interezza salvo poi recuperarli quando, un po’ più grandi, ne colgono aspetti diversi pur conservando, nei casi migliori, il senso di
meraviglia che emerge da quelle pagine. Chi ha avuto la fortuna di leggere o, meglio ancora,
farsi leggere Il piccolo Principe, Le avventure di Tom Sawer, Pinocchio, Sylvie e Bruno (piccolo
e misconosciuto capolavoro dell’autore di Alice nel Paese delle Meraviglie), Zanna Bianca,
L’isola del tesoro o Viaggio al centro della terra, conserva per sempre dentro di sé la
dimensione immaginifica che ha appreso. Chi, però, questi libri li legge da adulto, scopre di
quale spessore sono capaci per chi ne sa cogliere aspetti inusitati e riflessioni degne di rispetto
se non altro perché scritte con l’intento di indicare ai giovani la possibilità di confrontarsi con il mondo in modo creativo e non convenzionale.
Proporre ai giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia di incontrare volumi come questi invitandoli a interpretarli non è, dunque, una sfida ma una necessità perché l’ampia libertà di cui gode il mezzo fotografico (forse solo paragonabile a quello della musica) si dimostra un’arma vincente per ottenere i risultati più convincenti. Il meraviglioso mago di Oz di Lyman
Frank Baum, pubblicato per la prima volta nel 1900 accompagnato dalle illustrazioni di W.W. Denslow, è stato il libro con cui i venti giovani autori si sono misurati.
Si tratta di un’opera famosa nel mondo essendo stata tradotta in cinquanta lingue ma che fa
parte della cultura di base del mondo anglosassone come dimostrano le molte citazioni
cinematografiche (in Good Morning Vietnam di Berry Livinstone in conduttore radiofonico interpretato da Robin Williams ne mima un dialogo, in Cuore selvaggio David Lynch gli rende omaggio con l’apparizione delle streghe) e le riduzioni in film come, nel 1939, The Wizard of
Oz di Victor Fleming con una deliziosa Judy Garland nei panni di Dorothy e l’omonimo musical
andato in scena a Broadway nei primi anni del Novecento. Recentemente Malala Yousafzai, la
ragazzina pachistana vittima di un attentato da parte dei fondamentalisti per la sua difesa del
diritto allo studio delle donne, ha ricordato che il primo libro da lei letto durante il ricovero in
ospedale e diventato il suo preferito era proprio Il meraviglioso mago di Oz che le era stato regalato dall’allora premier inglese Gordon Brawn.
Gli esiti sono il frutto di un lungo lavoro durato l’intero arco dell’anno scolastico e basato su una didattica che ha dato molto spazio al confronto. Man mano che emergevano le idee dei primi lavori, questi venivano sottoposti all’analisi collettiva che per un verso permetteva a chi le aveva proposte di meglio chiarirsele (non c’è, infatti, miglior prova cui sottoporre un proprio progetto che quella di doverlo spiegare ad altri) e per l’altro rappresentava un incentivo per quanti non ne avevano ancora realizzate. Talvolta i fotografi hanno da subito seguito una via
modificandone solo i dettagli, in altri casi l’hanno abbandonata per seguirne una diversa. C’è
chi ha lavorato con metodo e lungimiranza sui tempi lunghi e chi ha seguito l’istinto di una
fulminea intuizione, chi si è sentito più legato alla fotografia tradizionale e chi ha puntato sulla postproduzione o sulla creazione di vere e proprie installazioni, chi ha mantenuto una sua essenzialità e chi ha immerso i suoi personaggi in autentiche scenografie di grande complessità. Come è stato loro suggerito, tutti hanno fatto in modo di coniugare due esigenze:
quella del rapporto necessariamente stretto con il libro e quella di una libertà creativa che, in
quanto tale, non poteva sopportare troppi limiti. Su questo aspetto molti si sono sbizzarriti
inserendo elementi capaci di conferire un particolare dinamismo alle opere: ecco, dunque, una serie di paesaggi urbani completamente bianchi da osservare tramite un foglio di acetato verde
per ricordare gli occhiali indossati entrando nella Città di Smeraldo. E poi composizioni a croce, paesaggi con dirupi scoscesi, visioni monocromatiche, poster ironici, still life sorprendenti,
accostamenti fra fotografie con bamboline o con cartoline dotate di francobolli appositamente
creati per l’occasione. Come prevedibile, sono molti i ritratti e le figure ma anche in questo
caso e nonostante la difficoltà nell’interpretazione di alcuni soggetti, l’estro ha avuto il sopravvento così da dar vita ad opere di grande suggestione. D’altra parte, farsi trasportare
dalla fantasia è stata un’esperienza importante da cui il progetto di L’audacia del viaggio è
nato: un lavoro insieme individuale e collettivo, descrittivo e interpretativo, meditato e
spontaneo ma, soprattutto, esito di una visione estetica fortemente contemporanea.
Roberto Mutti
degli studenti del secondo anno del Corso Superiore Professionale di
Fotografia che raccontano e reinterpretano in chiave artistica “Il mago
di Oz” sotto la supervisione di Roberto Mutti.
IIF Art Side è il dipartimento artistico di Istituto Italiano di Fotografia che promuove
talentuosi fotografi, ed anche quest’anno presenta una rassegna a tema letterario a cura
di Roberto Mutti, critico fotografico di Repubblica e docente di IIF. Dopo l’”Odissea”,
“Pinocchio”, “I Promessi Sposi” e “Alice nel Paese delle Meraviglie”, è la volta del “Il Mago di Oz”,
romanzo tradotto in più di cinquanta lingue e che ancora oggi continua ad appassionare
bambini e adulti di tutto il mondo.
“Proporre ai giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia di incontrare ed interpretare
volumi come questi non è una sfida, ma una necessità”- spiega Mutti- ”perchè l’ampia libertà di
cui gode il mezzo fotografico si dimostra un’arma vincente per ottenere i risultati più
convincenti”.
I giovani hanno dato origine ad un lavoro fotografico individuale e insieme collettivo, frutto di
continue riflessioni a cui l’autore e i personaggi ci sottopongono, e in cui veridicità del testo e
libertà creativa hanno dato origine a opere di grande suggestione, come paesaggi urbani o
selvaggi, sorprendenti still life, poster iconici, visioni monocromatiche o ritratti e figure.
I lavori sono stati allestiti in una mostra collettiva che sarà inaugurata il 10 ottobre alle 18.00
presso gli spazi di Area 35 per 8 giorni.
“Gli esiti sono frutto di un lungo lavoro durato tutto l’anno scolastico e basato su una didattica
che ha dato molto spazio al confronto. Man mano che emergevano le idee dei primi lavori,
questi venivano sottoposti all’analisi collettiva che per un verso permetteva a chi le aveva
proposte di meglio chiarirsele, e per l’altro rappresentava un incentivo per quanti non ne
avevano ancora realizzate”, afferma il curatore della mostra.
Inaugurazione mostra: Venerdì 10 ottobre alle ore 18:00
Dove: AREA35, via Vigevano 35, zona porta Genova, Milano.
Ingresso gratuito
Date e orari: 10:00 - 13:00 / 15:30 - 19:30. Domenica 12 ottobre chiuso.
“L’audacia del viaggio”. Figure fantastiche dal Mondo di Oz
“Se non sai dove vuoi andare,
ogni strada ti porterà alla meta”.
Lewis Carroll
Ci sono strade maestre che portano diritti alla meta, anche se obbligano a tenere lo sguardo fisso davanti a sé, concentrato sull’obiettivo da raggiungere senza distrazioni né imprevisti, ma anche sentieri tortuosi da percorrere ispezionando il terreno e quanto ci sta attorno concedendosi così piccole e spesso fruttuose distrazioni. Se vuoi mangiare i funghi li puoi
trovare già confezionati in negozio, ma vuoi mettere ispezionare un bosco, scostare le foglie,
annusare l’umidità, tastare la terra, farsi sorprendere dalla scoperta e tornarsene a casa con
un bottino fatto anche di mille sensazioni? Così è anche in campi apparentemente lontani come quello della letteratura, dove esiste una graduatoria rigorosamente ufficiosa ma non per questo meno tenace che tiene divisi i libri indispensabili per una buona formazione culturale da quelli famosi, ma non fondamentali. Se poi questi ultimi sono classificati come “letteratura per l’infanzia” – una definizione apparentemente asettica ma in realtà intrisa di un sottinteso
giudizio sottilmente limitativo – le cose peggiorano perché ai bambini si possono regalare
spregevoli sintesi che, con la scusa di salvare la trama, tagliano le mille sfumature grazie alle
quali un racconto acquista tutto il suo fascino. E’ il destino di tanti libri che, pur essendo stati scritti per loro, raramente i bambini leggono nella loro interezza salvo poi recuperarli quando, un po’ più grandi, ne colgono aspetti diversi pur conservando, nei casi migliori, il senso di
meraviglia che emerge da quelle pagine. Chi ha avuto la fortuna di leggere o, meglio ancora,
farsi leggere Il piccolo Principe, Le avventure di Tom Sawer, Pinocchio, Sylvie e Bruno (piccolo
e misconosciuto capolavoro dell’autore di Alice nel Paese delle Meraviglie), Zanna Bianca,
L’isola del tesoro o Viaggio al centro della terra, conserva per sempre dentro di sé la
dimensione immaginifica che ha appreso. Chi, però, questi libri li legge da adulto, scopre di
quale spessore sono capaci per chi ne sa cogliere aspetti inusitati e riflessioni degne di rispetto
se non altro perché scritte con l’intento di indicare ai giovani la possibilità di confrontarsi con il mondo in modo creativo e non convenzionale.
Proporre ai giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia di incontrare volumi come questi invitandoli a interpretarli non è, dunque, una sfida ma una necessità perché l’ampia libertà di cui gode il mezzo fotografico (forse solo paragonabile a quello della musica) si dimostra un’arma vincente per ottenere i risultati più convincenti. Il meraviglioso mago di Oz di Lyman
Frank Baum, pubblicato per la prima volta nel 1900 accompagnato dalle illustrazioni di W.W. Denslow, è stato il libro con cui i venti giovani autori si sono misurati.
Si tratta di un’opera famosa nel mondo essendo stata tradotta in cinquanta lingue ma che fa
parte della cultura di base del mondo anglosassone come dimostrano le molte citazioni
cinematografiche (in Good Morning Vietnam di Berry Livinstone in conduttore radiofonico interpretato da Robin Williams ne mima un dialogo, in Cuore selvaggio David Lynch gli rende omaggio con l’apparizione delle streghe) e le riduzioni in film come, nel 1939, The Wizard of
Oz di Victor Fleming con una deliziosa Judy Garland nei panni di Dorothy e l’omonimo musical
andato in scena a Broadway nei primi anni del Novecento. Recentemente Malala Yousafzai, la
ragazzina pachistana vittima di un attentato da parte dei fondamentalisti per la sua difesa del
diritto allo studio delle donne, ha ricordato che il primo libro da lei letto durante il ricovero in
ospedale e diventato il suo preferito era proprio Il meraviglioso mago di Oz che le era stato regalato dall’allora premier inglese Gordon Brawn.
Gli esiti sono il frutto di un lungo lavoro durato l’intero arco dell’anno scolastico e basato su una didattica che ha dato molto spazio al confronto. Man mano che emergevano le idee dei primi lavori, questi venivano sottoposti all’analisi collettiva che per un verso permetteva a chi le aveva proposte di meglio chiarirsele (non c’è, infatti, miglior prova cui sottoporre un proprio progetto che quella di doverlo spiegare ad altri) e per l’altro rappresentava un incentivo per quanti non ne avevano ancora realizzate. Talvolta i fotografi hanno da subito seguito una via
modificandone solo i dettagli, in altri casi l’hanno abbandonata per seguirne una diversa. C’è
chi ha lavorato con metodo e lungimiranza sui tempi lunghi e chi ha seguito l’istinto di una
fulminea intuizione, chi si è sentito più legato alla fotografia tradizionale e chi ha puntato sulla postproduzione o sulla creazione di vere e proprie installazioni, chi ha mantenuto una sua essenzialità e chi ha immerso i suoi personaggi in autentiche scenografie di grande complessità. Come è stato loro suggerito, tutti hanno fatto in modo di coniugare due esigenze:
quella del rapporto necessariamente stretto con il libro e quella di una libertà creativa che, in
quanto tale, non poteva sopportare troppi limiti. Su questo aspetto molti si sono sbizzarriti
inserendo elementi capaci di conferire un particolare dinamismo alle opere: ecco, dunque, una serie di paesaggi urbani completamente bianchi da osservare tramite un foglio di acetato verde
per ricordare gli occhiali indossati entrando nella Città di Smeraldo. E poi composizioni a croce, paesaggi con dirupi scoscesi, visioni monocromatiche, poster ironici, still life sorprendenti,
accostamenti fra fotografie con bamboline o con cartoline dotate di francobolli appositamente
creati per l’occasione. Come prevedibile, sono molti i ritratti e le figure ma anche in questo
caso e nonostante la difficoltà nell’interpretazione di alcuni soggetti, l’estro ha avuto il sopravvento così da dar vita ad opere di grande suggestione. D’altra parte, farsi trasportare
dalla fantasia è stata un’esperienza importante da cui il progetto di L’audacia del viaggio è
nato: un lavoro insieme individuale e collettivo, descrittivo e interpretativo, meditato e
spontaneo ma, soprattutto, esito di una visione estetica fortemente contemporanea.
Roberto Mutti
10
ottobre 2014
L’audacia del Viaggio. Figure fantastiche dal Mondo di Oz
Dal 10 al 18 ottobre 2014
fotografia
Location
AREA35 ARTGALLERY
Milano, Via Vigevano, 35, (Milano)
Milano, Via Vigevano, 35, (Milano)
Orario di apertura
10:00 - 13:00 / 15:30 - 19:30. Domenica 12 ottobre chiuso
Vernissage
10 Ottobre 2014, ore 18
Curatore




