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Russia Palladiana. Palladio e la Russia dal Barocco al Modernismo
La scelta di focalizzare l’esposizione sull’influenza che l’opera del leggendario Maestro del tardo Rinascimento ebbe sulla storia dell’architettura russa trova profonde ragioni nel ruolo che Andrea Palladio esercitò nella storia dell’architettura. Egli fu infatti, così come universalmente riconosciuto, la figura che più influenzò l’Arte del costruire nel mondo.
Comunicato stampa
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La mostra Russia Palladiana. Palladio e la Russia dal Barocco al Modernismo è
organizzata dal Ministero della Cultura della Federazione Russa nell’ambito delle
celebrazioni ufficiali dell’Anno del Turismo Italia-Russia 2014.
La scelta di focalizzare l’esposizione sull’influenza che l’opera del leggendario
Maestro del tardo Rinascimento ebbe sulla storia dell’architettura russa trova
profonde ragioni nel ruolo che Andrea Palladio esercitò nella storia dell’architettura.
Egli fu infatti, così come universalmente riconosciuto, la figura che più influenzò
l’Arte del costruire nel mondo.
In Russia, il nome di Andrea Palladio ha da sempre avuto un significato particolare,
non solo perché riconducibile alle eccellenze del Rinascimento italiano ma anche
come principale fonte d’ispirazione per la progettazione architettonica del Paese,
oltre che come modello per la formazione della coscienza e della vita quotidiana.
Per fare un esempio noto, il fenomeno culturale prettamente russo della
costruzione dell’usad’ba, ovvero della villa di campagna, ha come fonte
d’ispirazione proprio l’opera di Palladio.
Nata da una collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Centro
espositivo-museale di Stato ROSIZO di Mosca, con il sostegno del Museo statale
di architettura A. V. Ščusev – Mosca, e lo CSAR (Centro Studi sulle Arti della
Russia dell’Università Ca’ Foscari Venezia), la mostra, a cura di Arkadij Ippolitov e
Vasilij Uspenskij del Museo Ermitage di San Pietroburgo, nasce da un progetto di
Zelfira Tregulova, Direttore del Centro espositivo-museale di Stato ROSIZO.
L’esposizione, del tutto inedita per i contenuti e i risultati scientifici pubblicati in
catalogo, ma anche per la sua ideazione, permette per la prima volta di seguire
la storia, ormai tricentenaria, del palladianesimo russo attraverso un numero
significativo di materiali ignoti al pubblico, provenienti dai fondi dei più prestigiosi
musei e archivi della Russia.
Tra coloro che hanno partecipato al progetto ricordiamo l’Ermitage e il Museo di
Stato Russo di San Pietroburgo, il Museo di Stato delle arti figurative A. S. Puškin,
la Galleria di Stato Tret’jakov di Mosca, il Museo Statale di Architettura A. V.
Ščusev, il Museo Storico di Stato, il Museo moscovita della tenuta di Ostankino,
il Museo di Stato delle ceramiche Tenuta di Kuskovo del XVIII secolo, il Museo-
tenuta Arhangelskoe, l'Archivio russo di Stato dei documenti antichi, il Museo della
Storia di San Pietroburgo, il Museo dell'Accademia russa di Belle Arti, il Museo-
appartamento di I. I. Brodskij, il Museo-riserva statale Peterhof, il Museo-riserva
statale Pavlovsk, il Museo-riserva statale Carskoe Selo, la Biblioteca Nazionale
russa, la Biblioteca dell'Accademia delle scienze, la Galleria d’arte della regione
di Tver, l’Unione museale di Čerepovec, il Museo-riserva statale dell'architettura e
delle arti di Pskov e il Museo d’arte moderna di Perm.
Informazioni per la stampa
Fondazione Musei Civici di Venezia
Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
Riccardo Bon
T +39 0412405225 - 32
M +39 346 0844843
press@fmcvenezia.it
_
Villaggio Globale International
Antonella Lacchin
T +39 0415904893
M +39 3357185874
a.lacchin@villaggioglobale.191.it
_
La prima parte della mostra è dedicata al palladianesimo russo che nasce nella
prima metà del XVIII secolo, all’epoca delle riforme di Pietro I che “aprirono una
finestra sull’Europa”.
Il manoscritto della prima traduzione in russo del famoso Trattato di Architettura
di Andrea Palladio (pubblicato a Venezia nel 1570), attribuita a un principe
Dolgorukov, porta la data 1699. Da quel momento le idee del grande italiano
iniziarono a giocare un ruolo via via sempre più importante, ispirando i progetti
di moltissimi architetti russi, come appare chiaramente nella costruzione di
Pietroburgo.
Tuttavia, la passione per l’architettura palladiana conobbe il suo vero apogeo
all’epoca di Caterina II. Desiderosa di apparire come una sovrana illuminata,
Caterina II fu promotrice delle più innovative tendenze artistiche provenienti
dall’Europa non solo nelle arti visive ma anche nell’architettura.
Fu proprio Caterina II a invitare in Russia due famosi architetti dell’epoca,
Giacomo Quarenghi e Charles Cameron: questi due convinti seguaci di
Palladio trovarono in terra russa l’opportunità di dare forma concreta alle idee
del loro geniale maestro. A loro volta, i progetti dei due architetti esercitarono
una forte influenza sullo sviluppo della Weltanschauung del grande maestro
russo Nikolaj L’vov, architetto, musicista e poeta.
Si può affermare senza esagerazione che furono proprio le costruzioni di L’vov,
ispirate a Palladio, a dare vita ad un fenomeno tanto unico come fu quello
dell’usad’ba russa, fenomeno che coinvolgeva certamente l’architettura, ma
anche l’arte nel suo complesso, la letteratura e soprattutto la vita quotidiana
del tempo. I lavori di Quarenghi, Cameron e L’vov hanno contribuito in buona
parte all’avvento del “Secolo d’Oro” della cultura russa, epoca che coincise con
il regno di Alessandro I, meravigliosamente descritta nelle pagine dell’Evgenij
Onegin di Puškin e di Guerra e Pace di Tolstoj.
È a quest’epoca che è dedicata la parte principale della mostra.
Grande attenzione è inoltre rivolta al permanere del palladianesimo russo nel
corso del XX Secolo, un fenomeno davvero singolare.
In un periodo di entusiasmo generalizzato per il Modernismo, nacque un
improvviso interesse per le forme neoclassiche, combinato alla nostalgia per la
passata cultura delle usad’ba.
Gli architetti Žoltovskij, Fomin, e Ščusev, che avevano iniziato la propria
carriera guardando alle idee moderniste, si misero a progettare delle
architetture impregnate dallo spirito di Palladio.
Del resto, il carattere essenziale dello stile palladiano sembrava essere molto
vicino all’estetica rivoluzionaria dell’Avanguardia (com’è noto, l’architetto
costruttivista Mel’nikov era un fervente ammiratore dell’opera del grande
architetto veneto).
L’influenza di Palladio è percepibile anche nell’architettura staliniana, nata dalla
complessa fusione tra Neoclassicismo e Avanguardia.
La mostra si conclude con un lavoro di A. Brodskij creato all’alba del terzo
millennio, dimostrando così che le idee di Andrea Palladio sono ancora
d’attualità.
organizzata dal Ministero della Cultura della Federazione Russa nell’ambito delle
celebrazioni ufficiali dell’Anno del Turismo Italia-Russia 2014.
La scelta di focalizzare l’esposizione sull’influenza che l’opera del leggendario
Maestro del tardo Rinascimento ebbe sulla storia dell’architettura russa trova
profonde ragioni nel ruolo che Andrea Palladio esercitò nella storia dell’architettura.
Egli fu infatti, così come universalmente riconosciuto, la figura che più influenzò
l’Arte del costruire nel mondo.
In Russia, il nome di Andrea Palladio ha da sempre avuto un significato particolare,
non solo perché riconducibile alle eccellenze del Rinascimento italiano ma anche
come principale fonte d’ispirazione per la progettazione architettonica del Paese,
oltre che come modello per la formazione della coscienza e della vita quotidiana.
Per fare un esempio noto, il fenomeno culturale prettamente russo della
costruzione dell’usad’ba, ovvero della villa di campagna, ha come fonte
d’ispirazione proprio l’opera di Palladio.
Nata da una collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Centro
espositivo-museale di Stato ROSIZO di Mosca, con il sostegno del Museo statale
di architettura A. V. Ščusev – Mosca, e lo CSAR (Centro Studi sulle Arti della
Russia dell’Università Ca’ Foscari Venezia), la mostra, a cura di Arkadij Ippolitov e
Vasilij Uspenskij del Museo Ermitage di San Pietroburgo, nasce da un progetto di
Zelfira Tregulova, Direttore del Centro espositivo-museale di Stato ROSIZO.
L’esposizione, del tutto inedita per i contenuti e i risultati scientifici pubblicati in
catalogo, ma anche per la sua ideazione, permette per la prima volta di seguire
la storia, ormai tricentenaria, del palladianesimo russo attraverso un numero
significativo di materiali ignoti al pubblico, provenienti dai fondi dei più prestigiosi
musei e archivi della Russia.
Tra coloro che hanno partecipato al progetto ricordiamo l’Ermitage e il Museo di
Stato Russo di San Pietroburgo, il Museo di Stato delle arti figurative A. S. Puškin,
la Galleria di Stato Tret’jakov di Mosca, il Museo Statale di Architettura A. V.
Ščusev, il Museo Storico di Stato, il Museo moscovita della tenuta di Ostankino,
il Museo di Stato delle ceramiche Tenuta di Kuskovo del XVIII secolo, il Museo-
tenuta Arhangelskoe, l'Archivio russo di Stato dei documenti antichi, il Museo della
Storia di San Pietroburgo, il Museo dell'Accademia russa di Belle Arti, il Museo-
appartamento di I. I. Brodskij, il Museo-riserva statale Peterhof, il Museo-riserva
statale Pavlovsk, il Museo-riserva statale Carskoe Selo, la Biblioteca Nazionale
russa, la Biblioteca dell'Accademia delle scienze, la Galleria d’arte della regione
di Tver, l’Unione museale di Čerepovec, il Museo-riserva statale dell'architettura e
delle arti di Pskov e il Museo d’arte moderna di Perm.
Informazioni per la stampa
Fondazione Musei Civici di Venezia
Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
Riccardo Bon
T +39 0412405225 - 32
M +39 346 0844843
press@fmcvenezia.it
_
Villaggio Globale International
Antonella Lacchin
T +39 0415904893
M +39 3357185874
a.lacchin@villaggioglobale.191.it
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La prima parte della mostra è dedicata al palladianesimo russo che nasce nella
prima metà del XVIII secolo, all’epoca delle riforme di Pietro I che “aprirono una
finestra sull’Europa”.
Il manoscritto della prima traduzione in russo del famoso Trattato di Architettura
di Andrea Palladio (pubblicato a Venezia nel 1570), attribuita a un principe
Dolgorukov, porta la data 1699. Da quel momento le idee del grande italiano
iniziarono a giocare un ruolo via via sempre più importante, ispirando i progetti
di moltissimi architetti russi, come appare chiaramente nella costruzione di
Pietroburgo.
Tuttavia, la passione per l’architettura palladiana conobbe il suo vero apogeo
all’epoca di Caterina II. Desiderosa di apparire come una sovrana illuminata,
Caterina II fu promotrice delle più innovative tendenze artistiche provenienti
dall’Europa non solo nelle arti visive ma anche nell’architettura.
Fu proprio Caterina II a invitare in Russia due famosi architetti dell’epoca,
Giacomo Quarenghi e Charles Cameron: questi due convinti seguaci di
Palladio trovarono in terra russa l’opportunità di dare forma concreta alle idee
del loro geniale maestro. A loro volta, i progetti dei due architetti esercitarono
una forte influenza sullo sviluppo della Weltanschauung del grande maestro
russo Nikolaj L’vov, architetto, musicista e poeta.
Si può affermare senza esagerazione che furono proprio le costruzioni di L’vov,
ispirate a Palladio, a dare vita ad un fenomeno tanto unico come fu quello
dell’usad’ba russa, fenomeno che coinvolgeva certamente l’architettura, ma
anche l’arte nel suo complesso, la letteratura e soprattutto la vita quotidiana
del tempo. I lavori di Quarenghi, Cameron e L’vov hanno contribuito in buona
parte all’avvento del “Secolo d’Oro” della cultura russa, epoca che coincise con
il regno di Alessandro I, meravigliosamente descritta nelle pagine dell’Evgenij
Onegin di Puškin e di Guerra e Pace di Tolstoj.
È a quest’epoca che è dedicata la parte principale della mostra.
Grande attenzione è inoltre rivolta al permanere del palladianesimo russo nel
corso del XX Secolo, un fenomeno davvero singolare.
In un periodo di entusiasmo generalizzato per il Modernismo, nacque un
improvviso interesse per le forme neoclassiche, combinato alla nostalgia per la
passata cultura delle usad’ba.
Gli architetti Žoltovskij, Fomin, e Ščusev, che avevano iniziato la propria
carriera guardando alle idee moderniste, si misero a progettare delle
architetture impregnate dallo spirito di Palladio.
Del resto, il carattere essenziale dello stile palladiano sembrava essere molto
vicino all’estetica rivoluzionaria dell’Avanguardia (com’è noto, l’architetto
costruttivista Mel’nikov era un fervente ammiratore dell’opera del grande
architetto veneto).
L’influenza di Palladio è percepibile anche nell’architettura staliniana, nata dalla
complessa fusione tra Neoclassicismo e Avanguardia.
La mostra si conclude con un lavoro di A. Brodskij creato all’alba del terzo
millennio, dimostrando così che le idee di Andrea Palladio sono ancora
d’attualità.
26
settembre 2014
Russia Palladiana. Palladio e la Russia dal Barocco al Modernismo
Dal 26 settembre al 10 novembre 2014
arte antica
arte moderna
arte moderna
Location
MUSEO CORRER
Venezia, San Marco, 52, (Venezia)
Venezia, San Marco, 52, (Venezia)
Biglietti
La mostra è visitabile con il biglietto dei “Musei di Piazza San Marco” (un unico biglietto valido per Palazzo Ducale, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale e Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.
Ha validità per 3 mesi e consente una sola entrata in ogni museo):
Intero 16 euro
Ridotto 8 euro
Orario di apertura
Fino al 31 ottobre
10.00 – 19.00 (biglietteria 10.00 – 18.00)
Dal 1 novembre
10.00 – 17.00 (biglietteria 10.00 – 16.00)
Vernissage
26 Settembre 2014, su invito




